Mi sento sola

VIETNAM_Traffico_bambini

Lo dicevo qualche giorno fa non ricordo neanche a chi, ma ricordo la risposta: che ho tanti amici, e che di qua e che di là.

A me non manca la compagnia, certo che ho un sacco di amici, che amo profondamente ma, se pure fossi sola, starei bene lo stesso.

Quello che mi pesa è essere completamente sola con le responsabilità della vita, è il non avere nessuno con cui condividere il tiro della carretta, e non parlo necessariamente di un compagno.

Quando la mattina per esempio, esco carica di sacchi dei rifiuti (mia figlia non ne butta mai uno), e la sera tornando a casa trovo tutte le cose da gettare sulla credenza “perché nel secchio non c’era il sacchetto” mi viene da piangere. Inutili spiegazioni, richieste, brutti musi, scenate, preghiere. Il massimo che ho ottenuto è che non buttassero più i rifiuti nel secchio senza sacchetto, come facevano prima.

Oggi sto a casa, domani parto e dovrei prepararmi la valigia. Durante la settimana vado via la mattina e torno la sera, non posso permettermi di guardare niente, e il fine settimana quantomeno posso rimboccarmi le maniche e sfacchinare, ma in una giornata come questa, di preparazione bagagli, pranzo veloce, mi rendo conto ancora una volta della matta bestialità che governa questa casa.

Quanto cibo ho buttato oggi non ne avete un’idea: generalmente obbligo lei a pulire il frigo, per cui io alla fine vedo solo i (tanti) sacchi da buttare, ma ignoro cosa ci sia dentro: uno schiaffo alla miseria vergognoso, uno sputo in faccia a chi ha fame.

Come si mette la roba in frigorifero glielo avrò detto cinquecento volte, le cose aperte a mano, le cose che hanno una scadenza a breve davanti, le altre dietro, ma a fine settimana rapida pulizia dei piani con breve ricognizione.

Io sono stufa, stufa stufa, non esco mai se non per andare a lavorare, sono completamente schiavizzata da quello che lei combina a casa durante la settimana, le cose lavate e stirate – chiaramente da me – vengono rimesse a lavare, le mie fatiche continuamente buttate al vento, credo che l’unica soluzione sia andarsene, cosa non facile, che visto l’azienda sempre in crisi mica mi posso mettere a comprare un’altra casa, ma non ce la faccio più, non ce la faccio davvero più.

Non fa una commissione, non perché uno non gliela chieda, ma lei “si dimentica”, per portare un paio di scarpe a fare un tacco l’ho dovuta pregare due settimane, e poi ci è andata solo perché se ne erano rotte anche un paio sue.

Lei dice di essere una brava figlia, io le ribatto che è solo una brava persona, una brava amica, una brava studentessa, ma come figlia non ha pietà, si butta su di me a corpo morto, esattamente come avrebbe voluto fare (e ancora tenta di fare) suo padre.

Devo trovare una vita d’uscita. L’ho anche mandata ad abitare dal padre, ma dopo tre giorni è tornata, il padre abita con la nonna e la nonna non la vuole, e lei non sottostà a nessuna regola.

Ho parlato con un’altra madre, che mi ha confermato l’andazzo anche a casa sua e che ha ripetuto la stessa frase: “Non hanno pietà”.

Ma già, io sono quella forte: che vadano tutti a beeeeeeeeeeeep!

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45 thoughts on “Mi sento sola

  1. Bella foto. Molto onomatopeica. 🙂
    Diciamo che tua figlia non sarà una brava figlia, ma rischia di avere tutte le caratteristiche importanti per il mondo là fuori. Non è poi così grave. In fondo tu sei lì che tiri la carretta, non ti accorgeresti nemmeno se lei fosse anche una brava figlia. 😀

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  2. Quando tutte le parole sai che non ti servon più
    quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
    quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
    che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
    quando tira un po’ di vento che ci si rialza un po’
    e la vita è un po’ più forte del tuo dirle “grazie no”
    quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

    Sopra il giorno di dolore che uno ha.
    Tu tu tu tu tu tu…

    Quando indietro non si torna quando l’hai capito che
    che la vita non è giusta come la vorresti te
    quando farsi una ragione vorrà dire vivere
    te l’han detto tutti quanti che per loro è facile
    quando batte un pò di sole dove ci contavi un po’
    e la vita è un po’ più forte del tuo dirle “ancora no”
    quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

    Sopra il giorno di dolore che uno ha.
    Tu tu tu tu tu tu tu tu tu…

    Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
    quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
    quando questa merda intorno sempre merda resterà
    riconoscerai l’odore perché questa è la realtà
    quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che ora è
    che la vita è sempre forte molto più che facile
    quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

    Sopra il giorno di dolore che uno ha
    Tu tu tu tu tu tu tu tu tu…

    Il giorno di dolore che uno ha – Ligabue.

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  3. Sei partita parlando della tua solitudine e hai proseguito (e finito) per parlare di tua figlia e del comportamento che tiene in casa.
    Non è la prima volta che accade e ora dici di non farcela più.
    Senza stare a investigare sulle responsabilità di questo suo comportamento (cosa che non mi compete fare e per la quale non avrei comunque tutte le informazioni necessarie), mi chiedo: non sarebbe ora che tu affrontassi con decisione il problema, anche facendoti aiutare da qualcuno di esterno?
    E quando parlo di qualcuno di “esterno” (esterno al nucleo familiare, intendo, alla cerchia di parenti o amici), intendo – come suol dirsi – “uno bravo”.
    P.S.: a scanso di equivoci, intendo “uno bravo” per tua figlia, mica per te…

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    • Ecco, il problema è come si fa a non permetterglielo. Se ci fai caso, tutti i consigli che mi sono stati dati anche addietro in questa e altra sede “due strilli, parlarci, responsabilizzazione, punizione, volontariato, psicologo” sono state tutte strade percorse con insuccesso anche se poi, diciamocelo, pare che stiamo parlando di una mascalzona, mia figlia è una ragazza tutta casa e università, pretese zero, non mi ha mai dato nessun pensiero, è solo che, probabilmente, mi ritiene – paraculescamente – indistruttibile. In realtà sarebbe stata anche collaborativa e obbediente, ma non ti dico quanto sia stata sobillata dal padre, e intendo nella più tenera infanzia. Io la invitavo a raccogliere i suoi giocattoli e lui lì a questionare che non c’era bisogno, io mi arrabbiavo e glielo intimavo, e lui interveniva a “difenderla”. Ora – e dico ora che è grande – lei capisce benissimo che il padre è un lavativo, ma i messaggi fuorvianti il loro effetto l’hanno fatto: e poi, diamine, il padre ha il gene della barbonite e lei, abbenché a livello personale sia ineccepibile, per quanto riguarda invece la manutenzione dell’habitat i 23 cromosomi del padre si vedono tutti. E’ inutile dire: “Tu non farglielo!”, perché io non glielo faccio, e lei riesce a vivere in maniera per me inconcepibile (ma mi pare che questo però sia comune a molti giovani e, ahimé, anche adulti!). Io me ne devo solo andare. Lei non cambierà, ma io avrò un po’ di respiro!

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  4. Guarda più di un’amica è nella tua situazione, magari sole, lavoro e figli zero…tutto sulle loro spalle, non è facile per niente ti capisco. E mi dispiace. Speriamo che stì benedetti ragazzi capiranno prima o poi che le responsabilità sono anche questo: aiutare…in casa. E speriamo “prima” che poi.
    La mia la domenica risistema la sua stanza, a volte mi aiuta a sparecchiare, ma più di questo….a si! fa la raccolta differenziata alla perfezione.

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    • Anche la mia è attentissima alla differenziata, e infatti mi ritrovo tra i mille piatti da lavare anche brick e lattine varie, perché a lei fa fatica dare una sciacquatina o togliere il tappo di plastica dei contenitori di cartone. Io nella sua stanza neanche ci entro più, ma l’ultima volta che si è trovata a doverla tirare a lucido perché veniva una sua amica ha pensato bene di travasare tutto il contenuto della sua stanza nella mia: quando sono tornata a casa mi sarei messa solo a piangere, ma ero troppo stanca pure per fare quello.

      Ah, mi ha rimproverato che non sono stata molto festosa con la sua amica… lo sapesse la sua amica quello che ho mandato giù per non metterla in imbarazzo! Fosse stata di Roma, l’avrei rispedita a casa sua ma, venendo da fuori, per rispetto a lei ho fatto buon viso a cattivo gioco.

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  5. Uno dei miei figli è andato a vivere per conto suo. Ho passato settimane a mettere in ordine, IO, le sue cose, in modo che il trasloco fosse organizzato. Alla fine, molte cose sue sono rimaste qui perché dice che a casa sua non c’è posto (infatti, appena l’ho vista, l’ho detto subito che era piccola, proprio perché so di quanto spazio ha bisogno e non è nemmeno solo dato che sta con la fidanzata…). In casa regna il casino di sempre. Ne deduco che per avere ordine dovrei vivere da sola ma anch’io, come te, un’altra casa non me la posso permettere.
    insomma, fuori 1 ne ho altri 2 tra i piedi…

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    • Almeno tu hai la scusa che sono maschi… non per essere sessista (ma sai che lo sono), ma siamo due donne, casa dovrebbe essere una bomboniera! Poi la mia non è grande, e questi non fanno altro che portarmi a casa roba che “mi può servire”: ma A ME SERVE LO SPAZIO, in che lingua glielo devo dire?

      Senti, facciamo una cosa: tu un’altra casa non te la puoi permettere, io nemmeno, magari ne compriamo mezza ciascuna e ci andiamo sei mesi a testa? 😉

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  6. Decisamente, Tu NON sei un cavallo bolso, nè un mulo indistruttibile : puoi tirare la carretta, questo sì, portare il carico pesante anche in salita …. ma per ognuno/ognuna c’ è un limite oltre il quale NON si può andare .
    La chiamano “la soglia del dolore”, questo confine insuperabile, al di là del quale ci sono pene insopportabili, ferite incurabili …. morte !
    Allo stato, Tu e @Sissi configurate “un cane che si morde la coda” …. e, chissà ??? forse prepararti i bagagli e andartene, per il fine settimana, altrove … lontana da tua figlia, non potrà che giovarti, quanto meno per la cura delle ferite più superficiali !
    A bientot, mia cara …. t’ auguro ogni bene !

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    • Beh, domattina parto… ma non credo che un week end fuori cambierà le cose! Io mi ricordo proprio di quella vacanza con Xavier, a trovare l’ineffabile Pelodifiga: pure lì ero scoppiata e quei quattro giorni spensierati in buona e sana compagnia (così credevo e, forse, così era!) mi rimisero al mondo, ma sono pur sempre soluzioni tampone!

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  7. Dovresti cambiare il titolo con “La Regina della casa” .
    La mia ha appena 19 mesi, chissà come sarà quando ne avrà 19 anni. Nel frattempo leggo i vostri post e ne faccio tesoro.
    Non è l’aiuto in casa che ti manca ma il fatto di sentirsi amato e ringraziato per quello che fai. Ti manca qualcuno che ti dica sei un supereroe, di sentirti parte di qualcosa,e non da estranei ma da chi tu vuoi bene e ti disfi per lei.

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    • No no, a me manca proprio qualcuno che mi aiuti! A me lo dicono che sono un supereroe, mia figlia mi dice che sono le sue radici e la sua stabilità, che sono la sua mamma risolutiva, ma io quando mi dicono “fa tutto tu che sei tanto brava, tanto veloce, tanto efficiente e organizzata!” mi sento tanto presa per i fondelli: ci provano pure sul lavoro, e me li mangio vivi!

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    • Una mia amica era rea confessa di adottare questo comportamento – manipolatorio – per far fare tutto al marito. Lo guardava sbattendo gli occhioni ed esclamando “Oh mio eroe!”, e lui trottava. Devo dire però che a un certo punto lui ha iniziato a riempirla di corna e il matrimonio è finito: come dire, il metodo non è poi così efficiente, c’è sempre il rischio di una certa presa di coscienza della controparte….

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  8. Devo fare a tutti una confessione. Io lo conosco un sistema che probabilmente darebbe i suoi frutti, ed è il rinforzo positivo ma, francamente, non è proprio nelle mie corde: se una volta ogni tre anni fa due piatti, il mettermi a saltellare di gioia enfatizzando la grande impresa mi sembra decisamente inappropriato. Certo, per risolvermi la vita potrei mandare giù la medicina amara, ma quell’enfasi sarebbe un’ipocrisia incompatibile con il mio modus vivendi.

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  9. Stasera ho discusso con mio figlio minore perché gli ho chiesto di riprogrammare la tv della cucina che ha un’antenna interna malfunzionante. Ha detto, sbuffando: Sei tanto digitalizzata e non sai fare una cosa banalissima? Naturalmente per amor di pace e anche perché ha preso il telecomando per il servizio che gli avevo richiesto, non ho ribattuto. Avrei voluto dirgli: Hai due manine e una testina pensante perché non cucini, metti in funzione la lavatrice, stiri e pulisci la casa? Sono cose banalissime, lo sai? :mrgreen:

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    • Sì, avresti potuto dirglielo anzi, avresti dovuto, basta con questo fatto che quello che facciamo noi è scontato mentre quello che fanno loro cade sempre dall’alto!

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  10. Ma visto che è così brava a scuola, non riuscite ad ottenere un qualsiasi bonus universitario che le garantiscano un alloggio studentesco? Non trovo giusto che sia tu a dovertene andare, quanto lei piuttosto, iniziare a confrontarsi con il mondo “fuori”… e magari un paio di coinquiline affatto condiscendenti!

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    • C’è sempre stato un motivo per cui noi non abbiamo mai preso nessun bonus… col casino poi che hanno fatto a medicina – che ha fatto il ministero, non noi! – abbiamo perso pure l’esenzione che ci spettava per il voto di maturità!

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    • Alla fine, questi bonus li prendono la maggior parte delle volte i meno meritevoli ma più… “fortunati”! Che schifo di Italia, anche in questo :/

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    • Ogni borsa di studio di cui interessata era legata alla fascia di reddito, e io ho la grande colpa di non avere le pezze al sedere, per cui mia figlia può pure essere un genio, non c’è trippa per gatti!

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  11. per la miseria … leggere post di questo tono sul tuo blog … non ci sono proprio abituata … è vero che di anni ne sono passati un po’ da quando tua figlia era ancora bambina, e per questo tante questioni non si ponevano.

    Ma mi dispiace molto percepire davvero la tua solitudine nell’affrontare la quotidianità e un po’, soprattutto in questo periodo di cui forse poi ti parlerò a voce, ti capisco. Si rischia davvero di impazzire e anch’io sono costantemente alla ricerca di un’ora d’aria che non arriva mai.

    Dire quello che segue ad una donna come te è superfluo lo so, ma devi lottare fino all’ultimo per guadagnarti il tuo spazio, per difendere la tua dignità di persona, prima di tutto. Sensibilizzare tua figlia soprattutto su questo tema perché, leggendo quello che scrivi, sembra quasi come se la calpesti di continuo e questo non è giusto.

    Anche la più eroica delle madri ha diritto al suo attimo da donna … se non da persona! Ti voglio bene Diemme ❤

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    • Cara Rosigna, è un grande piacere ritrovarti qui anche se, che si sia trattato di fb o di telefono, in realtà non ci siaamo mai perse (ma qui è un’altra cosa! 😉 ).

      Il problema poi non è tanto mia figlia, ma il fatto che io attiri come una calamita persone che si “sdraiano”, che mi individuano come persona sulle cui spalle buttare tutto il proprio carico, persino nel caso si tratti di perfetti estranei (vi racconterò a breve un’altra (dis)avventura). Evidentemente do questa impressione di non aver mai bisogno di niente, di sapermela cavare, per cui le persone capaci e protettive si tengono alla larga, non sentendosi necessarie, mentre i parassiti vengono all’arrembaggio. Anche al lavoro sono tra le persone che danno di più, non ci penso per niente a staccare mezz’ora prima per poter uscire in tempo, sto “sul pezzo” fino all’ultimo secondo, in affanno continuo, e non sono certo una che si butta malata per curarsi i fatti propri (per la verità, in genere, finché possibile, a casa non ci resto nemmeno quando sto male sul serio). In fondo ho le mie responsabilità, è il modo in cui ci si propone alla vita…. ma adesso ho preso una posizione più dura, anche se a volte mi rimorde la coscienza (vi racconterò): non si pagano i conti di nessuno, ognuno si spala il letame proprio. Grazie del tuo affetto Rosigna, è un balsamo per il cuore! ❤

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  12. @Rossignaaaaaaaaaaaaaaaaaa …. ma che bella sorpresa, leggerti di nuovo qui ! 😀
    Certo, ne sono passati di anni, da quando Tu, nel bel salotto chiacchiereccio ( e “gossipiano” ) di @Diemme, ti alzavi ed andavi a prepararci un buon caffè ‘alla napoletana’, abbenchè ( NdR : avverbio attinto al vocabolario diemmesco ) ti trovassi a vivere a Milano !
    Ora però …. NON sparire di nuovo, eh ? Quanto ad impegni assillanti … ne abbiamo tutti, ma SEMEL IN ANNO non è difficile per nessuno affacciarsi qui e …. ehm … (ari)preparare un caffè ! 😀

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  13. Bisognerebbe provare a mettere qualcuno al tuo posto più disordinato di lei o tu stessa dovresti sforzarti di non fare nulla, per vedere quale è il suo limite per la baraonda casalinga: sarebbe una bella sfida, oltre che un interessante esperimento.. 😉

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    • Ci ho provato, ma non era una situazione sostenibile, finora questo limite non è emerso, e per quanto riguarda metterla con qualcuno più disordinato di lei… al campo estivo l’hanno fatto, e ci si è trovata benissimo! Abbiamo perso il contenuto di metà valigia, ma cosa vuoi che importi!

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    • Caro Dienderre, sarei dovuta/voluta venire proprio a Torino, avevo proprio voglia di incontrare due cari amici ( 😉 ) ma, organizzato il viaggio con una conoscente che si era dichiarata disponibile, alla fine, trattandosi di soli tre giorni e non volendosi lei fare una levataccia per arrivare il prima possibile, mi sono ritrovata con la vacanza organizzata ad Assisi, e a chiedermi che cosa mai ci andassi a fare con una sconosciuta ad Assisi.

      La tizia poi si è rivelata una delle peggiori compagnie possibili, tante che le ho fatto due urlacci in testa fin dall’arrivo, prima di scendere dall’automabile e, al ritorno, francamente ho faticato non poco a resistere alla tentazione di lasciarla sull’autostrada. Meno male che Assisi è stupenda, e gli albergatori delle persone straordinarie che davvero è valsa la pena di conoscere. Inoltre sono stata raggiunta da una mia amica di Perugia, con la quale almeno ho passato un paio d’ore piacevolissime e, insomma, me la sono cavata!

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  14. Beh …. @Diemme cara, compagnia ‘cariatide & pigrona’ a parte, andare ad Assisi, ed andarci col tuo particolarissimo back-ground, la trovo una bellissima cosa, un viaggio ed una visita che, spero tanto, ti abbiano un poco lenito le sofferenze e pene che, così acuminatamente, continuano a ferirti tuo malgrado !
    Quanto alla sorridente @Rosigna ed all’ imperdibile @Dienderre, son d’ accordo con te, e, loro approvando, auspico di tramutare il SEMEL IN ANNO, almeno in TER AUT QUATER IN ANNO, a Dio piacendo ! 😀

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