Chella llà

Oggi, all’improvviso, mentre ero in macchina ed anche, diciamocelo, piuttosto furibonda, la radio inizia a trasmettere questa canzone, la canzone del mio periodo più felice, quello di una comitiva spensierata, formata soprattutto da artisti o aspiranti tali, per cui cantare quando ci ritrovavamo era praticamente la regola.

Al pianoforte nientepopodimeno che Attila, a cantare io e una mia amica… una cara amica… ma che ebbe il grandissimo torto di portare Issa nella nostra compagnia.

Fu la fine: si perse la spensieratezza, si perse la schiettezza e la sincerità, si crearono partiti e correnti di pensiero e poi, quando la verità (v. link) venne a galla, la comitiva si sfasciò.

La mia amica giurò che non avrebbe più cantato quella canzone fino a che non fossimo ritornati spensieratamente tutti insieme.

Non so se poi ha mantenuto la promessa, lei le promesse le faceva con tutto il cuore e convinta, ma l’essere inaffidabile era più forte di lei, la vita la travolgeva ed era… come dire, un’artista.

Nacque mia figlia, poi ci perdemmo di vista.

Sono passati vent’anni; qualche mese fa, non ricordo se ve l’ho già raccontato, mi richiama, non tanto presa da nostalgia, quanto per farsi latore di una richiesta assai bizzarra: Issa, pentita, voleva rivedermi, fare in qualche modo pace con me, essere mia amica.

Ho prontamente e decisamente declinato l’offerta. Oltretutto, non tanto per una questione di rancore – io l’ho completamente dimenticata -, quanto che non eravamo amiche neanche allora, la mia stima per lei è sotto zero, non vedo proprio il motivo di questo incontro.

La mia amica insiste molto, mi giura che è cambiata, mi racconta quanto in questi anni Issa abbia fatto per lei, raccogliendola dagli inferi quando ci era caduta e nessuno al mondo – nel frattempo aveva perso i genitori – era più disposto a occuparsi di lei.

Le rispondo che sono contenta per Issa se ha saputo diventare una persona migliore, e sono contenta che lei abbia un’amica così presente, così cara e che così tanto l’ha a cuore, ma io ne sono fuori.

La telefonata si chiude così, mi chiede di amici comuni: io, al contrario di lei, sono rimasta in contatto con tutti, e le do un po’ i titoli della vita degli altri, di quello che ci ha portato e che – poco poco per la verità – ci ha tolto.

Lei mi saluta, ci impegnamo a rivederci di lì a breve, ma lei risparisce nel nulla.

Io continuo la mia vita e quasi, a parte un paio di tentativi di ricontattarla, accantono tutta la questione.

Poi oggi così, all’improvviso, trasmettono questa canzone, e io vengo prepotentemente ritrasportata lì, accanto a quel piano, a cantare a squarciagola con lei “Chella là chella là!”.

Chissa se lei l’ha più cantata, o la ricanterà mai, io sicuramente non posso: le liti con Attila, le urla sovrumane, mi hanno leso in maniera permanente le corde vocali, non posso più cantare, né urlare, né sussurrare, e a sentire questa canzone il cuore mi si stringe stretto stretto, perché lei comunque è riandata via, la me e l’Attila di allora, felici e spensierati, non esistono più. Non esiste più la mia giovinezza, né la mia salute, ma per un momento, sia pure col cuore stretto, sono stata ancora giovane, ancora spensierata, ancora a cantare a squarciagola, con la testa piena di sogni e il cuore pieno di felicità.

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3 thoughts on “Chella llà

  1. Dunque … era questo, il tuo ultimo post ?!?
    …. Tacci sua ai cukis o a chi per loro ), io non ci sto più capendo una cippa, e per venire in questo blog, ci devo passare dal blogroll di @Aquilanonvedente, senza tuttavia poter vedere “prima” il tuo ultimo post, ma potendo riagganciarmi solo cliccando sui commenti ! 😐
    Ora però … miracolo ! … lo posso leggere, e che dirti ???
    Quando scrivi, a conclusione del pezzo, ” …. Non esiste più la mia giovinezza, né la mia salute, ma per un momento, sia pure col cuore stretto, sono stata ancora giovane, ancora spensierata, ancora a cantare a squarciagola, con la testa piena di sogni e il cuore pieno di felicità.” …. posso solo commuovermi entrando in empatia con te …. Eppure,

    Se se ne va la nostra giovinezza,
    se della vita perdiàm tutto l’ incanto …
    possiamo opporre, a quella ria tristezza,
    il nostro antico, solare …. e dolce canto !

    La vita se ne va, passano gli anni …
    gli acciacchi mai, e quasi mai i rimpianti,
    ed ogni giorno i devastanti danni
    mutano in peggio i nostri bei sembianti …

    Si invecchia, cara Amica, e il tempo corre,
    rallenta il piede e curvasi la schiena,
    e dove è mai la più gioiosa vena
    della nostra allegria che ci soccorre ???

    Ma se dal cuòr in fondo, una canzone
    riemerge con passione perentoria,
    se intatta serra il petto un’ emozione,
    “BELLA LA VITA – dirèm – BELLA LA STORIA !
    @Cavaliereerrante

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  2. Ah il potere della musica … Glia anni 70/80 erano bellissime …
    Poi cambio tutto … in generale! cambiavamo abitudini, costumi e anche la storia degrada …
    cosi e la vita … dolce/amaro 🙂

    Un soffio d’abbracci per te …

    Liked by 1 persona

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