16 ottobre 1943

Istruzioni deportazione

Biglietto con le istruzioni che i nazisti consegnavano agli ebrei che si apprestavano a deportare.

Biglietto con le istruzioni che i nazisti consegnavano agli ebrei che si apprestavano a deportare.

Venti minuti, e nessuno li avrebbe mai più rivisti.

Chi dichiara di essere antisionista, non sta dicendo di essere “contro la politica dell’attuale governo israeliano”, come forse vorrebbe far intendere, ma sta dicendo che gli ebrei non hanno diritto a un luogo in cui vivere al sicuro, non sono un popolo che ha diritto all’autodeterminazione, ma devono restare esposti per sempre a tutte le persecuzioni di cui sono sempre stati oggetto.

Chi dichiara di essere “antisionista”, racconta di esserlo per motivi umanitari…

 

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12 thoughts on “16 ottobre 1943

  1. Bisogna ricordare, mai stancarsi di raccontare tanti orrori. La memoria insegna alle nuove generazioni. Sono vicina a tutti coloro che ebbero a patire le leggi razziali, le deportazioni, gli orrori dei campi di sterminio e non dimentico che ancora oggi in tante parti del mondo sussistono gli stessi problemi. Un caro saluto di condivisione. Marisa

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  2. Non ho mai capito se è un odio religioso o perché vantate una storia invidiabile. Sarà l’invidia perché siete i prescelti da Dio??? Sarà ma quest’odio che trasuda ogni giorno mi fa pensare ad una guerra contro le vostre ricchezze. Non immaginavo che i gioielli avessero priorità sui malati.

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  3. Come la pensi io, cara @Diemme, ormai lo sai …. ma mi permetto di aggiungere che – fatta salva la Memoria, “quotidiana” e realmente sentita, vissuta e insegnata nelle Scuole, con visite e dibattiti “vivi” sui luoghi dell’ orrore, e senza staccare il dibattito dal contesto della 2^ Guerra Mondiale ! – non pochi di quegli Eroi di origine ebraica, ed anche di origini diverse ma morti anche loro nei forni crematori nazisti, deprecherebbero le attuali politiche del mediocre @Netayanhau, foriere di ulteriori guerre e aggressioni reciproche che tuttora insanguinano la Palestina !

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  4. Sembra un biglietto quasi innocuo, direi addirittura educato e rispettoso (da notare la V maiuscola di Vostra prima di famiglia)… ma ancor più per questa sua apparenza garbata è impressionante e vilmente feroce.
    Gli Ebrei hanno diritto a una Patria, a un territorio solo loro… certamente, seppure abbiano anche tante altre patrie oltre a quella.
    Certo, se si cerca la sicurezza, è facile dire che l’area in cui si trova Israele, non risponde a questo requisito… e mantenere lì una relativa sicurezza, ha un prezzo molto elevato.
    E’ una situazione incancrenita che si perpetua senza trovare soluzione…. l’odio passa di generazione in generazione e così la reazione ad esso: nessuno nei fatti riesce veramente a prevalere, e in tal modo il conflitto assurge al ruolo di spettacolo, di sport violento, in cui arbitri o sponsor esterni dettano limiti e modi, così che le parti possano continuare a fronteggiarsi… senza che lo spettacolo abbia ad esaurirsi..

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    • Il sembrare innocui era spesso una strategia, per non provocare reazioni e ribellioni. E’ anche per questa innocuità che sono andati silenziosi come animali al macello. Racconta Wiesenthal in uno dei suoi libri che, per prendere i bambini, misero su delle scuole attrezzate di tutto e, relativamente ai vivere fecero entrare ogni ben di Dio sotto gli occhi di tutti. I genitori, che soffrivano la fame e non erano in grado di dare da mangiare ai figli, li mandarono a scuola perché almeno l’ avrebbero mangiato: non li videro mai più.

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  5. Non credo esista una spiegazione razionale a ciò che è stato e a quegli strascichi che ancora oggi turbano il mondo… ma non dobbiamo mai smettere di ricordare, raccontarlo alle generazioni future, perchè tutto questo non si ripeta

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    • Io, purtroppo, a quello che vedo, non credo che l’animo dell’uomo sia cambiato. Possiamo solo sperare che non ci sia un altro Hitler, che non vada al potere ma, se così fosse, temo che avrebbe lo stesso seguito e lo stesso appoggio: ti ricordo che siamo in un modo in cui l’ONU ha messo l’Arabia Saudita a garante dei diritti umani, quell’Arabia Saudita che ha condannato a morte un ragazzino di 17 anni perché ha partecipato a una manifestazione.

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    • Sono cose che mi tolgono le parole di bocca… siamo anche in un mondo in cui lottare significa sganciare bombe, e non parlare, dialogare, discutere delle idee che affollano le menti umane… mi unisco alla tua speranza

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    • Io credo nella fratellanza umana. Quando usciremo dalla logica della lotta, del potere e, anche se qui forse non c’entra niente, del guadagno a ogni costo, vivremo TUTTI meglio. Ma, chissà, magari senza confronto col male non lo apprezzeremmo!

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