A volte ritornano…

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… e possiamo riaccoglierli oppure no, dipende da tante cose.

Di allontanamenti/abbandoni qui abbiamo parlato a perpietà, e qualcuno ha anche espresso il parere che il “chiarimento”, da me tanto auspicato, potrebbe invece rivelarsi un incontro di lotta libera, finire a parole pesanti e rendere addirittura più difficile il ricongiungimento in seguito, mentre un rapporto “lasciato cadere” così, nel silenzio, ne può consentire in futuro la ripresa con una certa leggerezza.

Inutile dirvi che non sono d’accordo, considerate che io mi riferisco solo e unicamente a rapporti profondi, per i quali non valgono le regole degli amici del sabato sera (che io mi rifiuto di avere), quella sorta di zavorra che serve per non stare soli, per fare “comitiva”,  senza che poi con queste persone ci sia chissà quale rapporto e che di loro c’importi più di tanto.

Oggi, ho ripreso per i capelli un articolo che stava uscendo (*), programmato da anni, un po’ velenosetto (appena ‘na ‘nticchia 😉 ). Il fatto è che da quando l’ho programmato ad adesso le cose si sono aggiustate, le divergenze appianate e solo ora, con animo più sereno, si è potuti tornare a parlare di tante cose con maggiore obiettività e voglia di capire (voglia di capire anche per il fatto che oramai quello che allora era “futuro” si era svelato, ed era diventato decisamente più chiaro chi avesse torto e chi ragione e quali fossero i giochi…).

Insomma, parliamone. Della serie corsi e ricorsi storici, la situazione era, se non identica, quantomeno analoga alla presente. Amico maschio, situazione un po’ meno consolidata nella realtà ma un po’ più magica e spensierata rispetto all’ultima (oramai penultima…). Un’amicizia che ne tira dentro altre, fino a che non arriva una “lei”, che si finge (oppure no, forse anche lei lo era davvero) grande amica mia, ma decisamente colpita dalla situazione che si è creata, intrigata e pertanto tentata, anche per un pizzico d’invidia, di giocare le sue carte e mettere alla prova il suo charme per riuscire a essere lei la protagonista, ovviamente sempre continuando a giurare sulla sincerità e profondità della sua amicizia nei miei confronti che, bisogna riconoscerlo, tentava persino di difendere.

Scoperto il suo gioco, che peraltro si era fatto pesante, l’ho sbranata (è il mio delicato modo di pormi  😈 ). Lui, da bravo maschietto ingenuo, si precipita a classificare lei come parte lesa, lei povera vittima innocente e io bieco aggressore, e si schiera fiero – e feroce – contro di me e, nonostante la nostra antica amicizia e nonostante fra me e lui non ci fosse MAI stato alcuno screzio, comincia a menare (leggi menarmi) botte da orbi.

Sia pure metaforicamente (ma solo a causa della distanza fisica), ce le siamo date senza esclusioni di colpi, ognuno con le proprie armi (la mia, chiaramente, era il caterpillar, che ve lo dico a fare!).

Poi c’è stata… come dire, la risacca? Quando la tempesta è finita, lasciando tutto devastato, lasciando i pezzi di noi sulla riva come rami nudi, accasciati da sembrare comunicare allo spettatore ignaro la violenza della bufera, piano piano è risorto il sole, prima timido, poi sempre più forte e più sicuro di sé.

E’ tornato tutto come prima? Certo che no, non è mai come prima. Direi che è diverso, una nuova quiete e anche un nuovo affetto, una nuova consapevolezza, e forse anche una nuova fiducia, diversa da quella di prima che vedeva nell’altro l’eroe, ma decisamente più umana, quella fiducia che vede nell’altro un proprio simile e un proprio pari, sopravvissuto alla medesima procella e ancora lì, rassicurante e noto.

Concludendo, bentornato a chi è tornato, ma continuo a preferire chi non se ne va, e soprattutto chi ha la saggezza, il buon senso, ma soprattutto il senso di giustizia, di non litigare conto terzi.

E ancora, che non dia ragione d’ufficio a chi è (o sembra) più debole solo in virtù della debolezza, e torto a chi è (o sembra) più forte solo in ragione della forza: essere deboli non è necessariamente segno di ragione, ed essere forti non è una colpa che fa passare automaticamente dalla parte del torto.

(*) Relativamente all’articolo programmato, in realtà non l’ho ripreso, quello oscurato era quello preparato per il 2016… mi sa che mi ero pessimisticamente avvantaggiata un po’ troppo!  😉

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18 thoughts on “A volte ritornano…

  1. Sei da ammirare, io non potrei più riallacciare un rapporto così, quando la fiducia è persa lo è per sempre e riprendere i rapporti per me sarebbe solo fingere….
    Meglio così comunque, personalmente preferisco chiarire sempre prima di arrivare al disastro….ma non siamo tutti uguali.
    Buon pomeriggio 🙂

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    • Alt, qui non si era persa la fiducia, si era perso il legame. Nessuno dei due aveva ingannato l’altro, semplicemente si trattava di un grosso equivoco. Dal mio punto di vista, lui aveva tradito un’amicizia, rinnegando lui la fiducia nei miei confronti, ritenendomi un mostro che aveva aggredito un povero agnellino indifeso (un po’ come Xavier e Pdf adesso). Lui è passato dall’aggressione diretta, alzando il telefono e dicendomene di tutti i colori, all’indifferenza, e comunque, quello che mi aveva spiazzato, era come se avesse davanti una sconosciuta, sobillato dal pianto dell’ “altra”, che molto sapientemente si mostrava vittima della situazione (e forse, persino, ci si sentiva davvero). Gli posso rimproverare tutto, ma mai di essere stato falso e quindi no, direi che la fiducia non era andata persa. Forse la fiducia nella sua capacità di difendere il nostro rapporto, questo sì ma, sai come si dice qui, il momento del fesso passa per tutti.

      Ora poi, purtroppo, non c’è più un rapporto speciale e privilegiato da difendere… 😥

      Sai che più ne parlo più la situazione mi pare affine a quella attuale? Chissà quanti pianti si è fatta la zoccolamancatapiùperipocrisiachepervirtù sulla spalla del povero Xavier! Lui è un altro che si mette dalla parte del più debole a prescindere, ma ha una giustificazione il fatto che all’improvviso non mi conosca più? Lui sapeva sì che ero aggressiva, poteva forse temere anche una certa gelosia, ma gli risulta che sia mai stata ingiusta? Anzi, parlando del mio passato, per lui ero sempre stata troppo buona con familiari ed amici a riaccogliere sempre tutti e a trasformare le ferite in feritoie, da cui far passare ogni possibile luce, e allora, come sarei cambiata così tanto adesso?

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    • Corsi e ricorsi storici… la natura umana ha delle dinamiche ben precise, e direi spesso assimilabili 😉

      Nel caso di Xavier era più forte sia il legame d’amicizia con me che quello col terzo incomodo, con cui è scoppiato “l’ammore” (le due m sono volute).

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    • Ma no, ma che dici, hai presente la parabola del figliol prodigo? Hai presente “lasciate che i pargoli vengano a me”? Hai presente “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”? 😉

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  2. Damme retta @Djiè, lassa sta’ le parabbole e li bboni pinzeri …. cheppuro er proverbjio diffida de li “cavalli de ritorno” : queli se n’ andorno loro sponte ??? Emmò, quatti quatti, s’ arippresenteno appo noyo cor capoccjione sparmato de cenere e l’ occhjio de pescjie fracico ??? 😯
    L’ unico rimedjio è mannalli … ehm … a quer paese, a l’ inseggnjia der PUSSA VIA, BBRUTTA BBERTUCCJIA !!! :mrgreen:

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    • Ma no, dai, tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità! Sai come si dice? La prima si perdona, la seconda si bastona! Andarsene una seconda volta farebbe perdere credibilità: errare è umano, perseverare è diabolico, e noi gli amici/amori diabolici non li vogliamo, per intriganti che siano!

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  3. Sai che questa frase “Quando la tempesta è finita, lasciando tutto devastato, lasciando i pezzi di noi sulla riva come rami nudi, accasciati da sembrare comunicare allo spettatore ignaro la violenza della bufera” non è affatto male.
    E in questa frase c’è anche il segnale di una chiara condivisione del passato e del futuro.
    In conseguenza di tutto ciò io credo tu abbia fatto bene a rendere di nuovo pubblico il tuo blog. 🙂
    Le guarigioni si vedono dai piccoli segnali. Le ferite cicatrizzano, le cicatrici sfumano, le sfumature ci rendono le persone ricche che siamo.

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    • Le ferite si cicatrizzano, ma le cicatrici difficilmente sfumano e diventano meno visibili anzi, a volte sono più brutte della ferita stessa. Sì, forse ho fatto bene a rendere di nuovo il blog pubblico, anche se poi vorrei raccontarvi un po’ di cose e ora qui, di nuovo in pubblico, non posso più.

      Grazie per l’apprezzamento letterario! 🙂

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  4. EVVIVA ER BBLOG PUBBBLICO …. EVVIVA @DJIEMME !!! 😀
    Ps: a bbella … càrige, ner mio commento sopra. la parola “pabbole”, in quanto che ( … tacci sua a li tasti der pc ) volerebbi da di’ PARABBBOLE … e none “pabbole” ! 😐

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    • Io sono più disorientata che felice, comunque va bene così, non mi piacciono quei sospesi di vita che bene o male, anche se uno vuole non pensarci, turbano (come adesso Xavier).

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  5. Posso … ehm … in quest’ aere perdonizio e riaccogliente, esprimere un pensierino ‘tenero tenero’ per @Ginevro ( alias @Xavier ), ora che qui da me è spuntato uno splendido cielo pesarese ?!?
    Sine ???
    Posso ???
    Bene …
    @Ginevro …. mi senti ??? 😯
    …. TACCI TUA !!! :mrgreen:

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