RoshHaShanà 5776

Stasera, al tramonto, per gli ebrei di tutto il mondo inizia un nuovo anno, per l’esattezza il 5776.

Seguono quelli che si chiamano “i giorni terribili” (o “temibili” secodo alcuni), quelli dell’ira del Signore, quelli in cui siamo chiamati a interrogare le nostre coscienze e, ogniqualvolta individuiamo un nostro errore, non solo comprenderlo e chiedere perdono, ma operare fattivamente al fine di riparare il male fatto.

I giorni terribili terminano con il kippur, la festa del perdono, quello in cui si decide la nostra sorte per l’anno a venire, e infatti l’augurio che si fa è “buona firma”, s’intende del contratto di vita per l’anno successivo.

Noto, un po’ con amarezza e un po’ con un sorriso, che nessuno sembra trovare niente di cui rimproverarsi e, ahimé, neanch’io sfuggo a questo vezzo.

Questo è stato per me un anno particolare, quello in cui si è confermata la carriera universitaria di mia figlia, iniziata l’anno precedente ma tenuta appunto per un anno in sospeso per via della questione bonus e accesso programmato, e l’anno in cui, tanto ormai lo sanno pure i sassi, ho perso due amici in una sola botta, travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto (che poi era settembre, ma non è stato questo a fare la differenza).

Sul lavoro è stato l’ennesimo anno di ristrutturazioni, con qualche progetto finito e pochi o niente rientrati, e tutti a tremare per il posto di lavoro, mentre l’anno della pensione si allontana sempre di più.

E’ stato un anno però, in un certo senso, anche di rinascita, a partire dall’acquisto della macchina nuova, che mi dà un po’ più voglia di muovermi – e infatti mi sono mossa -, delle prime ferie da sola, passate a riprendermi il possesso della casa dopo anni di abbandono, l’anno in cui addirittura mi sono fatta un we fuori da sola, con tanto di risate spensierate con le amiche e chiacchiere fino alle due di notte, come non mi succedeva da tempo.

E’ stato l’anno in cui l’assistenza a mia madre si è fatta giocoforza più fitta, tanto che abbiamo dovuto far ricorso a una compagnia “mercenaria” (non dico badante perché mia madre è autonoma e anche tutto sommato ben presente con la testa), e insomma, un anno che ha portato qualche novità.

E quali ce ne porterà l’anno prossimo?

Non so dirlo, ma se dovessi esprimere dei desideri sicuramente al primo posto ci sarebbe un lavoro più vicino a casa, che mi permettesse di recuperare un po’ di vita, un lavoro un po’ più stimolante, e un ridimensionamento della legge Fornero, affinché non si debba aspettare la reincarnazione per andare in pensione…

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14 thoughts on “RoshHaShanà 5776

    • Grazie Marisa, mi auguro davvero un buon contratto di vita! L’anno che è trascorso poi non è stato terribile, mi ha portato anche belle soddisfazioni, ma certo anche bei dispiaceri, mia madre ha passato un periodo tremendo, da cui ancora non si riprende, e la storia dei due piccioncini la sapete… 😉

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  1. Voyo anticipate i tempi, avendo festeggiato il Nuovo Anno … da ieri, 13 settembre ?!? 😯
    Nooooono, mon amì …. i tempi li avete posticipati .
    Noyo, il nuovo anno … lo festeggiammo già il 1° gennaio !!! 😛

    Postescritto : eh … voi femmn ! … stassivo sempere a pensà a l’ ammore !!! :mrgreen:

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