La gastroscopia e l’uomo inutile

Carissimi amici,

scusate se latito in questi ultimi tempi, ma a parte fb che, lo ammetto, mi assorbe quelle energie che una volta avrei dedicato al blog, ma il fatto è che non mi va di parlare di cose tristi e, anche se in passato non ho mancato di rappresentarvi, spesso e volentieri, la mia vena malinconica, dopo la rottura con Xavier, che tra le altre cose mi ha rinfacciato anche questo, preferisco piangere in silenzio.

Ieri sono andata a fare la gastroscopia, e mi si è accodato Attila non certo per darmi sostegno, ma per fare lo stalker, dirottando oltretutto verso casa sua mia figlia, che era quella incaricata di venirmi a prendere dal momento che, mi avevano avvisata, mi avrebbero somministrato del Valium per endovena e forse non sarei stata in grado di tornare da sola.

Che ha fatto allora quella poveraccia di Diemme, una volta capito che doveva far conto solo sulle proprie forze e che non si poteva permettere di fare la bella addormentata? Ha fatto l’eroina, e non si è fatta sedare. L’esperienza è stata atroce, anche per un intervenuto attacco d’asma durante l’endoscopia: il personale ci ha messo qualche minuto a capire che non erano ciciate dovute all’esame ma ero veramente sofferente, e insomma, non vi sto a raccontare i particolari, sono uscita sconvolta e davvero provata.

Ecco, l’ultima cosa che ero in condizioni di fare era discutere con Attila, cosa che lui, praticamente, mi stava costringendo a fare. Sono riuscita, seppure in quelle condizioni, a imboccare un vialetto nascosto che mi portava alla fermata del treno che mi avrebbe riportato a casa. Chiamo mia figlia per tranquillizzarla, le spiego la situazione e lei che fa? Prontamente avvisa il padre di dove sto.

Quando me lo vedo arrivare alla stazione non so dove scappare, lo prego di andarsene con l’ultima oncia di fiato rimasta, macché, lui insiste, giuro che ci manca poco che lo butto sotto le rotaie. Avevo ancora difficoltà di respirazione, e quell’ulteriore scena non mi ci voleva. Mi scoppia il mal di testa, che ancora mi porto dietro.

Stanotte non ho dormito, sono venuta in ufficio con le lacrime agli occhi, e sono venuta solo perché l’alternativa era casa, con l’infame pargola e magari pure il padre che la veniva a trovare.

Ho preso un Optalidon, ma non mi ha fatto niente, nonostante non sia avvezza ai farmaci.

Devo trovarmi un’altra casa, devo trovare il modo per emigrare, fuggire in qualche modo da questa situazione…

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28 thoughts on “La gastroscopia e l’uomo inutile

  1. Mmmmm che brutto periodo, hai fatto malissimo ad andare da sola, potevi chiedere con un’amica o anche con un conoscente qualsiasi, voler fare gli eroi non porta a niente di buono, soprattutto nello stato d’animo in cui sei tu…
    Un abbraccio

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    • Non volevo fare l’eroe, pensavo semplicemente che, avendo una figlia, potessi fare a meno di coinvolgere terzi: ho tante amiche sì, ma sapessi a loro volta con quante cose combattono! Io non chiedo mai favori gratuitamente, devo proprio essere strozzata per coinvolgere una terza persona.

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    • Ma io che ne so degli effetti della sedazione, sarei potuto pure essere neanche in grado di chiamare un taxi (che a Roma non è la cosa più facile del mondo).

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    • Più che come il cacio sui maccheroni (che ci sta bene), direi come il prezzemolo, che sta ovunque. No, non stiamo insieme, neanche “occasionalmente” (capisciammé), mai. Quando dico che è uno stalker, intendo dire che è uno stalker, e sua figlia è sempre stato il cavallo di Troia in casa mia. Ora, siccome è grande, io la proposta alla pargola di andarsene dal padre l’ho fatta…

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  2. Ma santiddio, @Diemme …. ti vai a fare la gastroscopia ignorando che questa indagine invasiva è dolorosissima ed era quindi necessario che ti sedassero ???
    Tu … ti metti a fare l’ eroina ??? 😯
    Ed ora … come stai ???
    Quanto ad @Attila …. era meglio se, all’ arrivo del treno. l’ avessi spinto con forza sulle rotaie, anche se, temo, che contro quell’ “uomo” (sic!) neanche la massa del treno in corsa avrebbe potuto ridurlo a pezzettini finalmente inoffensivi !

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    • Sto meglio, grazie, sono una vecchia pellaccia! Per quanto riguarda le rotaie, mi congratulo con me stessa per non aver mai pensato di buttarmi io sotto le rotaie, ma aver sempre ragionato in termini più costruttivi… 😉

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  3. Mi spiace tantissimo. Già considero un atto d’eroismo fare la gastroscopia sedata, figuriamoci senza. Poi l’aver dovuto affrontare Attila… insomma, spero che siano in arrivo tempo migliori.
    Un abbraccio. ❤

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  4. L’importante è che tutto sia andato bene, a livello di risultati clinici, intendo. Sissi voleva aiutarti e non poteva che avvertire il padre. Attila penso volesse fare altrettanto, pur sbagliando nella forma. ma anche a questo credo tu sia abituata.
    Tu hai chiesto troppo a te stessa. ma ora non pensarci più: è passata.

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    • Lei voleva aiutarmi, ma quello che io dico ha un senso o no? Come è possibile che se io le dico “non voglio vedere tuo padre” lei mi mandi il padre per aiutarmi? E anche il padre, quando mi chiede se non è il caso che lui faccia una certa cosa, io gli rispondo di no e lui prontamente la fa, in cosa vorrebbe aiutarmi, oltre che a conquistare il paradiso? Comunque hai ragione, oramai è andata. I risultati per ora sono buoni, poi tra venti girni avrò i risultati dell’esame istologico. Comunque è confermato che sono bella dentro, ho degli organi perfetti 😉

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  5. Beh, io avrei preso il toro per le corna e avrei fatto fare la gastroscopia ad Attila, ovviamente senza sedazione. E poi magari avrei convinto i medici ad aggiungervi anche una endoscopia e un esame approfondito della prostata (sempre meglio stare sicuri…). :mrgreen:
    Scherzi a parte, non potevi tornare a casa in taxi e dare una “girata” a tua figlia?

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    • Si, potevo fermarmi in un angolo, rovesciare la borsa di cui le infermiere avevano mischiato tutto il contenuto (rigorosamente sull’asfalto, perché un muretto non c’era), trovare il cellulare, chiamare radio taxi e mettermi in attesa fino a che l’operatore non avesse risposto. Sempre con quel mezzo filo di voce che avevo, dargli indicazioni su dove stavo e su dove mi avrebbe dovuto portare. Ecco, chiedere a mia figlia, abbenché senza patente, di accompagnarmi, significava magari anche delegare a lei la chiamata del taxi: e poi, che “girata” (significa “strigliata”?) avrei potuto dare a mia figlia che a casa non c’era, essendosene beatamente andata alla festa di compleanno della Lobot?

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  6. Rovescjià la bborsa pe’ ttrovà er cellulare ?!? 😯
    Ah …. ‘ste ffemmn, nun se smentischeno mai : cjànno le bborse stracariche de merce, robba che er bborsone de @Meripoppins, ar confronto, sembrerebbe ‘n portatessera ! :mrgreen:

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  7. So di cosa parli (la gastroscopia senza anestesia intendo). Quando la feci io, nel lontano 1992 come sedazione davao soltanto una microcompressa sulla lingua, che altro non faceva che farla un po’ formicolare. E’ un’esperienza da non ripetere.
    Per quanto riguarda Attila, scusa se mi permetto, ormai sai come la penso, è come le zanzare, fastidioso, rumoroso, ti gira sempre intorno con intenzioni poco piacevoli e soprattutto assolutamente inutile. Praticamente creati solo per la catena alimentare…. 😉

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  8. E noi …. la incorniciamo ! 😀
    Chiedendo scusa però, questa volta “a nome di @Roxy”, alle @Zanzare ed agli @Insetti nocivi per esser stati essi da costei paragonati al sor @attila : quei poveri insettucci hanno infatti un ciclo esistenziale brevissimo ( abbenchè moooolto “scassaminchia” … ), mentre “quello” uomo, così come la di lui augusta genitrice, alias @lobot, NUN MORENO MAI !!! :mrgreen:

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    • Io penso che se un giorno mi decidessi di tentare finalmente l’omicidio, lui si salverebbe, a me darebbero trent’anni e starei in gattabuia mentre lui si godrebbe mesi di astensione dal lavoro e risarcimenti vari 👿

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