Giorni intensi

La stella danzante - Friesrich Nietzsche

Cari amici,

vi avevo lasciato che stavo partendo per un we da una mia amica, che mi aveva invitato alla sua villetta al mare, lasciando qui mia figlia con la sua di amica, e forse è stato il primo distacco in questa forma da quando è nata.

Tanto per cominciare, per poter ospitare la sua amica mia figlia ha tirato casa a lucido, e pure queste sono emozioni!

L’amica di mia figlia arriva venerdì, io parto sabato mattina e, dopo una passeggiata al mare e un pranzetto veloce in giardino, nel pomeriggio io e la mia amica andiamo a prenderci un gelato. Sedute al bar, incrociamo un’altra sua amica, una giornalista con la quale scoppia subito l’amore (in senso lato, s’intende).

Si unisce a noi, torniamo a casa, raccontiamo, ci organizziamo, e insomma, alle due di notte eravamo tutt’e tre ancora a ciarlare, come ai vecchi tempi, quando ci si vedeva tra amiche e il tempo scorreva in fretta. Tra le altre cose, questa giornalista avrà un incarico tra qualche tempo a Venezia, e abbiamo deciso che la seguirò e prenderò anch’io parte all’evento.

Il giorno dopo abbiamo incrociato altre persone, si è creata una simpatica combriccola anche se nel pomeriggio, dopo un’allegra cocomerata, sono rientrata a Roma.

A Roma, incredibile dictu, trovo la casa ancora tirata a lucido e le ragazze intente a studiare.

Il mio avvocato mi chiama tre o quattro volte, Attila è nuovamente nei guai, deve pagare un sacco di soldi per una causa che ha perso e, siccome lui glissa, la cifra lievita. Gli faccio presente che non è problema mio, che da tempo ho staccato la spina e ho preso atto del fatto che sia inaiutabile, e che alla fine si ammazzi pure come vuole, la questione non mi riguarda più.

Vado a lavarmi i denti, e cosa vedo nel portaspazzolini? Uno spazzolino che voi ben conoscete, aperto dalla pargola cui si era rotto il suo.

Dunque, il pc che ho comprato da Xavier (a un prezzo che avrei rifiutato da chiunque, ma lui aveva bisogno di valsente per raggiungere la sua bella, e io sono un’amica che aveva voluto trovare una forma per dare il proprio contributo e facilitargli la vita) è definitivamente defunto. Il numero di telefono, giuro che non l’ho fatto apposta, l’ho cambiato. Lo spazzolino, come si suol dire qua a Roma, è ito.

Il tempo passa, si porta vita tutto, qualcosa rompe, qualcosa aggiusta.

Non dico che si sia già compiuto il miracolo, non dico di sprizzare energia da tutti i pori, ma qualche piccolo raddrizzamento di rotta c’è stato, una luce in fondo al tunnel, fosse pure quella di una candelina di compleanno, si vede.

Io vado avanti. Forse la gioia non l’ho trovata ancora, ma la fiducia nella vita, e la gratitudine, non mi hanno mai abbandonato.

Un abbraccio a tutti!  🙂

Snoopy - un-abbraccio-aggiusta-il-cuore

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16 thoughts on “Giorni intensi

  1. Lo vedi? Tu sei sempre la stessa, hai solo bisogno dell’ambiente e delle persone giuste, ricominciare da capo, e sembra che il “fato” voglia darti una mano, mica è poco!!!!! 😉

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  2. “Bisogna avere in sè il caos per partorire una stella che danzi” ?!? 😯
    Bella frase ( che, l’ altro, mi ricorda l’ amatissima @Sabby … e tutti i suoi blog ora dormienti ) …. ed anche vera !
    Tuttavia, a me piace di più quella che ho trascritto ieri l’ altro nello spazio di @Aquilanonvedente, e che fu scritta da @Renata Viganò sul giornale L’ UNITA’ in un suo articolo del remoto anno 1949, compendio al bellissimo libro L’ AGNESE VA A MORIRE che lei stessa aveva scritto sulle vicissitudini della lotta partigiana a cui la @Viganò aveva attivamente partecipato col soprannome di “Contessa” :

    ” … Ecco, allora si ragionava così. Se uno spariva, si stringevano le file, il vuoto era subito cancellato. IL DISPIACERE BISOGNAVA FARLO DIVENTAR PICCOLO, CHE STESSE NELLO SPAZIO DEL CUORE. Di fuori non c’ era posto, perchè dei dispiaceri ne avevamo tutti. Piuttosto lavorare più forte; almeno quella sparizione di uno servisse a qualche cosa per gli altri, non portasse agli altri un danno troppo grande. …………………… ” .

    Ancorchè fossimo capaci, accettando il caos dentro di noi, di partorire una stella danzante, resterebbe comunque il fatto insindacabile che il nostro cuore è troppo piccolo per contenere esaustivamente tutto il dolore … tutte le sofferenze del mondo, ed allora è giocoforza ridurre il dispiacere e le pene, e farle diventare piccole a loro volta !
    Buona giornata @Diè …. un abbraccio a te e @Sissi ! 🙂

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    • Il dolore, caro Bruno, c’è sempre, e non solo per Xavier (sarei stata ben fortunata se fosse stato lui l’unico dolore della mia vita!), ma voglio prendere esempio da quelle persone positive, e ne conosco un po’, che sanno guardare avanti, non permettono che la loro vita si perda nei rimpianti, e riescono prima o poi a trovare la propria occasione per essere veramente felici!

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    • Speriamo! Intanto a mia figlia sta perdurando la voglia di vivere in una casa decente, magari riusciremo a risorgere dall’imbarbonimento psicofisico, e questa sarà davvero una grande conquista!

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  3. Se questa è la strada che intendi percorrere, e cioè di non lasciarti ingabbiare nel dolore e nel rimpianto, sono sicuro CHE FINIRAI PER TROVARE QUELLO CHE CERCHI E CHE, FORTISSIMAMENTE VUOI ! Del resto, questa mia sicurezza non è determinata dall’ affetto ( immutabile ) che mi ispiri e che so esser da te ricambiato, ma è la consapevolezza, per me irriducibile, che nessun limite esiste per la persona umana, specie quando essa agisce in piena libertà, senza catene di nessun tipo ( meno che mai quelle di “presunte” amicizie e di “presunti” amori ), attraversando gli sconfinati spazi dell’ anima immortale !

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  4. Cara Diemme,
    a noi piace che nello spazio delle difficoltà e delle complicazioni riusciamo a trovare comunque lo stimolo per riportare la nostra esistenza in quelle dimensioni che alla fine sono più nostre.
    Quindi il tuo week-end è, oltre che un momento piacevole per te di cui siamo stra-felici, anche un segnale che il cambiamento e il cammino ci aspettano sempre dietro l’angolo. E questo ha un piacevole sapore universale.

    L’avvocato di Attila, le cause perse, lo stalking a Diemme per strapparle un aiuto, e mille altre storie collegate. Rimango dell’idea che c’è spazio per un romanzo di successo.

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    • Facciamo un accordo: io mi presto per essere intervistata, e il romanzo lo scrivi tu, ok? Poi, non ti ho mai raccontato di quando mi trovai in una notte buia a vagare per i quartieri ortodossi del medioriente, alla ricerca di un pacco che mi aveva mandato mio padre, che mai riuscii ad avere e di cui mio padre negò di sapere qualcosa… (col post non c’entra niente, ma col materiale per il romanzo magari sì 😉 ).

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  5. Ohò … un nuovo Romanzone da cui …. ehm …. s’ affacci anche er sor @Attila ??? 😯
    Beh …. epperchenò ???
    De resto .. l’ omo una ne fà e cento ne pensa, e nun mancherebbero argomenti tali da fà sbjiancà ‘ggnj libbbro, compresi quelli co’ Buffardirno e Buffarmacco ! :mrgreen:

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    • Caro Bruno, non ne hai idea di quante ne combini! Ora ha perso altri soldi, chiaramente sono sempre quelli per la figlia che non restano mai, non che mi pesi, io Sissi l’ho considerata sempre figlia solo mia e mi pare persino normale essere io sola a provvedere a lei, cionondimeno il di lui comportamento è disgustoso. Ora, la mia paura è che, se io dovessi venir meno, i miei risparmi di una vita, tramite la figlia, se li papperebbe lui, e questo è il pensiero che mi fa star più male: d’altra parte mia figlia ha il cuore tenero, e lui minaccia il suicidio ogni due per tre per ricattare psicologicamente il prossimo e caricargli sulle spalle i suoi problemi e le conseguenze dei guai che combina.

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