Civita di Bagnoregio

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Ieri sono stata a Civita di Bagnoregio, definita, a mio avviso giustamente, uno dei più bei borghi medievali esistenti. E’ un luogo particolare, isolato (raggiungibile solo attraverso il ponte che vedete nell’immagine), di fatto esclusivamente pedonale, e i cui abitanti quasi si contano sulle punte delle dita (Wikipedia parla in effetti di una decina, ma credo che si tratti di un po’ di più).

E’ nota come “la città che muore”, a causa dell’erosione progressiva della collina su cui sorge, che ne porterà inesorabilmente alla scomparsa (però ci sono case in vendita, chissà quanto costeranno?).

Gita piacevole, sto approfittando delle ferie per questi blitz che almeno rompono la quotidianità, anche se questo non è assolutamente sufficiente a darmi quella spinta vitale di cui sento prepotentemente il bisogno.

Ieri mi ha telefonato una mia amica, una di quelle recenti, si è lasciata con il compagno dopo tanti anni e ha una gran voglia di reagire, quindi è nello stato d’animo del “facciamo, facciamo facciamo”.

Ho parlato anche con un’altra amica, stavolta di vecchia data (quella con cui sono stata a Perugia), e anche lei è in quello stato d’animo, “facciamo, facciamo facciamo”.

A me, francamente, non va di fare un tubo. Non con le amiche almeno, con tutto l’affetto, che non me ne vogliano. E’ un momento in cui ho bisogno di ritrovare me stessa, o avere qualcuno accanto che non sia un’amica. Ho voglia anche di stare in famiglia, o per piacere, come con mia figlia, o per dovere, come con mia madre, così perlomeno ho la coscienza di stare facendo la mia parte.

Fb mi risucchia un sacco di tempo, più nella lettura che nella scrittura, e in più amministro anche un gruppo che, per poco che sia, altro tempo lo richiede.

Guardo Civita e mi sembra la mia immagine, anche la mia vita si sta erodendo, e anche lei è abitata ormai da poche persone, e tanti turisti (ie, per esempio, le amicizie virtuali).

Ma quale sia il ponte che mi collega al resto del mondo, questo lo ignoro…

 

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7 thoughts on “Civita di Bagnoregio

  1. I periodi di ferie, dove si ha un po’ più di tempo, servono anche a questo, a fare un po’ il punto della situazione, a “metabolizzare” le cose accadute ( e mi pare che anche tu, come me ci metta parecchio) e a ritrovarsi per poi poter ripartire.
    Non sono di certo bei periodi sprizzanti di vitalità e di gioia, ma servono anche questi, e molto.
    Un abbraccio!

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  2. Ciao, come ti accennavo ecco il professore di italiano che ho scoperto.

    Qui un video in cui si puo intuire qualcosa: http://youtu.be/ZHac660vBwk

    Il libro, il primo volume: http://www.ibs.it/code/9788852602795/nembrini-franco/dante-poeta-del.html

    Pensa il caso, che non esiste: due settimane fa ho fatto un sogno e c’era la mia croce con la data di morte: 23 ottobre 2058. Pensa che nel 2058 avro 85 anni e ora ne ho un po piu di 42…. Quindi ho incontrato Dante proprio nel camin di mezza vita… E poi la nostra ultima si chiama Beatrice ma ti giuro prima di scegliere il nome non pensavamo minimamente a Dante e alla Divina Commedia….

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  3. Bello e nello stesso tempo triste l’esempio di Bagnoregio, che un pò, specialmente sull’onda emozionale di fenomeni di progressiva disgregazione territoriale, è l’emblema dell’Italia d’oggi.
    Ma il tuo ponte, derivante in tanti casi da consolidate conoscenze ed amicizie a distanza, credo regga meglio del ponte di Bassano (per il quale si sta costituendo un congruo finanziamento per il restauro), anche se in questi periodi è facile si manifestino latitanze e qualcuno tolga per un pò la spina estraniandosi in vacanza o magari in giro per il mondo.
    Non so concretamente cosa comporti l’amministrare un gruppo, ma immagino tanta dedizione, della quale può ben capitare qualche volta di domandarsi se ne valga la pena.
    Far qualcosa per gli altri oggi diventa sempre più difficile e spesso non si ha il riscontro in termini di gratificazione, per cui diventa naturale farsi quelle domande.
    Me lo domando spesso anch’io, con riguardo ad un impegno per gli altri, ma la mia è una domanda che nemmeno dovrei pormi, dato che non ho alternative e finirei solo per perdere quelle motivazioni che, invece, dovrei sempre tenere ben vive. Tu, invece, secondo me ci puoi ragionare.
    Comunque ti auguro di riuscire a mantenerti sempre attiva, sicuramente chi ti conosce non potrà che continuare ad apprezzarti, anche sempre di più, così da consolidare quel ponte col mondo.
    Un abbraccio forte e buona continuazione dei tuoi momenti migliori, ciao.

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  4. Bello il borgo, peccato per la storia dell’erosione! Che ci ricorda quale responsabilità sia quella di custodire l’ambiente….forse, per tutti,il “ponte” consiste nel prendersi cura della bellezza.

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  5. Questo borgo ha l’aria di essere un luogo fuori dal tempo. Ecco perché a me non sembra proprio la tua immagine. Anche se è innegabile che questo rallentamento dei periodi feriaioli porta con sé un sacco di sensazioni e di riflessioni a cui si fa fatica a non dare retta. Anche chi le ferie deve ancora incontrarle e non è detto che le incontri è portato a vivere un mondo di pensieri ed emozioni che lasciano un’idea come di transito sul ponte traballante che ci collega al mondo.

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  6. Meravigliosa Civita!
    Ci sono stata coio marito circa venti anni fa…una fredda e grigia giornata di aprile…e l’atmosfera la rendeva ancora più particolare.

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