Vacanze con Attila

Visto che batto la fiacca quanto a produzione di nuovi post, e visto che qualcuno mi sta consigliano di prendere in considerazione di andare in vacanza con Attila & daughter, vi riporto quanto pubblicato in un mio altro blog la bellezza di cinque anni fa (credo ultimo tentativo di vacanze insieme), episodio ritornatomi alla mente parlando con Pj (che poi un giorno vi riporterò pure il post della sua sceneggiata alla festa dei 18 anni di Sissi):

****

Tempio greco

Giuro che l’intenzione c’era.

Mi ha detto che la sera prima saremmo andati da lui, posto per dormire ce n’era senza problemi (è solo in casa, anche la madre è fuori), e all’indomani, alle 6 di mattino, il taxi già prenotato ci sarebbe venuto a prelevare.

La sera arrivo da lui, con armi bagagli, bimba, valigia, contanti, documenti e tutto quanto occorrente per viaggio e permanenza. Arrivo stanca, per tutta la giornata ho sgobbato, ma tanto ormai devo solo andare a dormire.

Lui è di umore nero, suppongo per la questione economica, nonostante la figlia abbia mediato e siamo giunti all’accordo che comunque, a passaporto accordato, avrebbe avuto il rimborso della mia parte (e non versa nessun contributo per la figlia da due mesi, ché tanto “poi facciamo i conti”).

Arrivo a casa sua, gli chiedo dov’è che devo dormire. Mi risponde che per me il letto non c’è.

“Ma come papà?” fa la figlia “Ci sono quattro letti!”

“Nel letto di mia madre non ci dorme!” (E meno male, l’odore della vecchiaccia non mi attira per niente).

“C’è quello del mobile!”

“E’ incastrato, non riesco a tirarlo giù”.

La mia ira monta, ma taccio.

“Allora”, fa sempre la mia figlia mediatrice-avvocatessa, “io e mamma dormiamo nel tuo matrimoniale e tu dormi nel mio”.

“Io dal mio letto non mi sposto”.

A questo punto intervengo: “Scusa, tu mi hai detto di venire qua, quali erano i tuoi programmi? Dove dovrei dormire?”

“Arrangiati sul divano”.

Vorrei strangolarlo, ma porto pazienza: “E’ un divano letto?”

“No.”

Ancora dieci giorni, poi sarà l’avvocato a parlare con lui, io non mi ci sporcherò più le mani.

Gli dico: “Sta bene, dammi un lenzuolo”.

“Non puoi dormire senza?”

“Certo che no, oltretutto il divano è di pelle, sai che fastidio. Forza, dammi un lenzuolo e falla finita”.

Allora lui, indicando la sacca di panni sporchi riportati dal mare (quelli che io mi sono rifiutata di lavargli per intenderci), mi fa “Prendi uno di quelli”.

“MI STAI OFFRENDO UN LENZUOLO SPORCO?”.

Scrolla le spalle, continuando a guardare la partita: “Quello c’è”.

A questo punto mi sale il sangue alla testa, gli dico “Stavolta hai veramente passato il segno, io me ne vado a casa mia”, prendo la mia roba, dico a mia figlia di prendere la sua, e faccio per andarmene.

Lui con salto felino corre a fermarmi, io mi divincolo, lui chiude casa a chiave, io gli urlo “Questo è sequestro di persona, apri immediatamente!”, lui non apre, e con tono improvvisamente addolcito mi fa “Dai, ragioniamo, troviamo una soluzione”.

Io col fumo dalle narici e bava verde alla bocca (Linda Blair nell’esorcista mi scuce un baffo, mi scuce!) gli  sibilo “Non c’è più nulla che tu possa dirmi, APRI!”

Lui non apre, io afferro il telefonino e chiamo il 113.

Apre.

Esco di corsa, lui m’insegue, mi rendo conto che uno dei bagagli è rimasto dentro, lui m’impedisce di riprenderlo, gli intimo di consegnarmelo, lui cerca di bloccarmi invitandomi a “parlarne”, io voglio solo metterci un punto e tornare a casa mia.

Gli urlo che il sequestro dei bagagli è furto, di riconsegnarmeli immediatamente, lui ancora blatera un “ragioniamo”, neanche si rende conto a quale livello di esasperazione mi abbia portato col suo comportamento degli ultimi sedici (diciassette!) anni, non capisce di aver perso ogni credibilità, non c’è più margine per i discorsi, non c’è più margine per la sua parola che non vale niente, per i suoi imbroglietti da quattro soldi, i suoi giochetti da asilo infantile, i suoi capricci da viziatello qual è, i suoi ricattucoli morali (e materiali), i dispettini di ritorsione.

Prendo di nuovo in mano il cellulare, ci penserà la forza pubblica a fargli risputare i miei bagagli, ma prima che io telefoni risale a casa e ricompare con le mie cose.

Giù in strada, infilo la chiave nel blocco della macchina, e la chiave non entra. Lui mi sta addosso, e io non ho la possibilità di montare in macchina e andarmene. Continuo ad armeggiare con la chiave, ma niente, come se non fosse la sua. In tutto questo, mia figlia è lì che singhiozza e sta per sentirsi male.

Chiamo qualcuno che mi venga ad aiutare, tempo qualche minuto arriva il parente-pronto-soccorso con tutti gli arnesi per sbloccare la macchina, mentre armeggiamo mia figlia urla: “Mamma, mamma, fermalo!!!!”

Mi volto, lei sta cercando di bloccare il padre, non capisco cosa stia succedendo, che cosa l’abbia spaventata così tanto. “Ha detto che va su e si butta di sotto!”. Lui si divincola, corre su, lo inseguono, una mezza colluttazione da cui mia figlia esce con qualche livido, gli è riuscita a togliere le chiavi per impedire che rientrasse in casa, si sente male, sta per svenire. La soccorriamo, cerchiamo di calmarla, momenti di panico, di tensione, ma insomma, dopo un po’ tutto sembra rientrare e finalmente ce ne andiamo.

Durante la notte mia figlia mi viene vicino, non riesce a prendere sonno, ha paura che il padre commetta qualche gesto insano. Cerco di consolarla, le faccio presente che non l’ha fatto per motivi ben più gravi, né quando ha perso il lavoro, né quando è morto suo padre in modo tragico, non credo che lo vada a fare perché gli è saltata una vacanza (ma conoscendo le sue priorità, mentre le dicevo capivo di non esserne troppo convinta).

Ci eravamo addormentate da poco quando, intorno alle sei, squilla il telefono: “Io sto a cavalcioni della balaustra, con un piede già penzoloni di fuori: dimmi che devo fare”.

Riaggancio senza rispondere, e mi rimetto a dormire.

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26 thoughts on “Vacanze con Attila

    • Non sono io che lo faccio entrare a casa, e sto finendo ai ferri corti anche con mia figlia per questa storia: tra le altre cose,questa povera figlia mia da quell’episodio non è più stata la stessa, davvero le si è spento il sorriso. 😥

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  1. Un tempo avevo una scherzosa, speranzosa, finta ammirazione per il buono che poteva esserci dentro l’artista del sopravvivere per espedienti nascosto dietro i tuoi racconti.
    Un mito immaginario in più che scompare con questa storia, fortunatamente del passato.

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  2. Pensaci bene D. Se niente è cambiato in lui, ti direi di non andare…..se invece qualcosa si è mosso, riprova solo per il bene di Sissi. Ricordale però com’è andata a suo tempo in caso l’avesse dimenticato.

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    • Io non vado è basta, non ne ho la benché minima intenzione e, se mia figlia fosse minorenne e avessi un qualche potere, non ci manderei neppure lei. Ancora devono partire, e non vedo l’ora che me la riporti a casa.

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  3. Non credevo che esistessero uomini capaci di ciò. Si, sono abituata a vedere mio padre, uomo fermo e deciso, con un’unica parola, anche il mio ragazzo lo stesso, ma non avevo neanche l’idea che un uomo potesse arrivare a tanto… Ecco perchè lo chiami Attila!

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    • Lui non è “un uomo capace di ciò”, in quanto lui non è un uomo, è solo “capace di ciò.

      Il guaio è che peggiora sempre, ci ho appena litigato… sarebbe troppo lungo spiegarne i motivi, ma tanto sono tutte manifestazioni della stessa irresponsabile e appiccisosa natura.

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  4. ….. no, @Aida, ci sono “uomini” (sic!) ben peggiori del sor @Attila, e la vita quotidiana ce ne offre esempi concreti ‘a iosa’ !
    @Attila è sì un cialtrone, uno che – se fosse possibile – busserebbe a quattrini ( ovviamente da non restituire …. ) anche con l’ ufficiale del plotone d’ esecuzione che gli sta mettendo la benda prima di ordinarne la fucilazione, ma ama sua figlia teneramente, è “l’ eroe gasperone, bugiardo, infingardo e immaginifico” che non pochi figli/figlie amano moooolto di più della mamma seria e responsabile … ma umana ( e quindi limitata … ) nelle sue promesse …. ed infine è simpaticissimo, e, se solo lasciasse in pace la nostra povera @Diemme, sarebbe un amico da non perdere !
    Sai @Pjpery che penso ???
    Che ‘mamma’ @Diemme, non ostanti i puntamenti di piede, i capelli inserpentiti a mo’ di @Medusa e i fumi fuoriuscenti dalle sue narici, finirà per (ri)fare queste vacanze ‘a trois’ …. ed anche stavolta il MITO ATTILIANO ne uscirà ingigantito ! :mrgreen:

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    • Un amico da non perdere? Veramente l’hanno mollato tutti, non conosco un solo amico che lo abbia continuato a frequentarlo (e, francamente, non mi pare circolino neanche frequentazioni ex-novo).

      No, Bruno, non andrò, quantomeno non sul portabagagli della sua utilitaria in decomposizione.

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    • Quando ha minacciato di suicidarsi mi sono brillati gli occhi… sinceramente, mi vergogno di quel sentimento, ma è stata un’espressione di gioia spontanea 🙄

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    • In questo preciso istante sto parlando con Attila che mi sta tampinando… ma ho ricevuto anche un messaggio di una mia amica che m’invita da lei, e che penso sicuramente accetterò! 😀

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    • Non ce la faccio più, non appena gli ho detto che vado da una mia amica è impazzito, non ti dico quello che sta dicendo, tutto teso a dimostrare che è tutta colpa mia….

      Il problema è che la sua macchina non pare in grado di raggiungere l’Austria…

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  5. Treno ?!? 😯
    Il biglietto costa …. fai così :
    1) affitta ( o fatti prestare ‘aggratis’ ) SELLA & FINIMENTI … e mettili sul groppone di @Atty ;
    2) attaccagli ai fianchi un bel carretto … su cui si accomoderà @Sissi
    3) infine, salta in groppa ( ma munita di speroni ‘de fero’ e frusta, e dopo aver caricato sul carretto tutte le valigie del caso ) al tuo ex compagno …. e vai col vento !
    Sic faciens :
    1) non spenderai una lira …. se non la modica spesa di un ciuffo di biada ;
    2) (ri)farai le vacanze ‘a trois’ …. senza fatica alcuna, specie se la sella sarà capiente e quindi adatta al tuo lato B, con soddisfazione di @Sissi ;
    3) potrai contribuire ad ampliare il MITO DI @ATTILA !!!! :mrgreen:

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    • Sta meditando di andare col treno e noleggiare una macchina in loco… ogni tanto ha un attacco di buon senso, ma temo che gli passi subito!

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  6. Sembrerebbe, infatti, che – come titola il tuo blog ! – OGNI COSA SIA ILLUMINATA …. tranne …. ehm …. er capoccjione der sor @Attila ( leggasi “le ceruella” de l’ omo in parola ), dove anzi, oltre alle ragnatele che vi albergano, non vi sia mai luce !!! 😯
    Ma sappiamo – ce lo ricorda il mito dell’ hombre – che così non è, e che er sor @Atty, se speronato e scudisciato a dovere, è un cavallo che lèvete …. ‘nsomma un destriero con cui annare ‘n vacanza, volennolo, in cima ar monno !
    Ma tornando a te, @Diemme cara …. un uccellino mi ha sussurrato ieri che, come se non bastasse la tua preparazione per le ferie, sei ultra-super-impegnata a travasar dati e programmi, dal vecchio piccì ridotto a ‘ecce homo’, al nuovo, fiammate e tecnologico strumento che t’ ha fornito l’ azienda : trattasi, sembrerebbe, di centinaia di migliaia di dati …. onde ti tocca travasare anche di notte ! 😦
    TRAVASONA !!! :mrgreen:

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    • Un centinaio di giga di roba… molta della quale suppongo inutile, ma non ho avuto il tempo di verificare pure. Comunque dovrei aver finito col travaso… ho pure cancellato ogni traccia sul vecchio (si fa per dire 😉 ).

      ‘petta che vi devo dare altre notizie su Attila e la povera Lobot!

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    • Pare che abbia sottratto a quella povera donna (cioè, si è fatto spontaneamente donare col pianto greco) i risparmi di tutta la vita.

      Sono amareggiata e disgustata.

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