Sull’amicizia, ancora.

Ieri, su un post di Aida, ho lasciato questo commento:

“Dunque, l’argomento è lungo e complesso, tanto che ho pensato a lungo se risponderti con un post da me o optare per lasciare un commento qui, che rischia comunque di essere troppo lungo e per niente esaustivo. Intanto, facciamo una prima scrematura: ci sono persone che semplicemente non sono amiche davvero: o hanno tanta voglia di prendere, e incontrano noi che abbiamo tanta voglia di dare, oppure hanno bisogno di tappabuchi per riempire il loro tempo libero, oppure di un pubblico per essere le reginette del ballo, e raccontare e raccontarsi di essere tanto popolari. Ci si casca, credo che ci siamo cascati un po’ tutti, ma io questa prima tipologia non la prenderei neanche in considerazione.
Passiamo all’altra tipologia, quelli più sinceri, non dico amici veri, ma almeno non appartenenti alla categoria di cui sopra. Il problema alla base delle amicizie (che finiscono ndr) è la mancanza di rispetto, ma in una maniera più sottile di quella che si potrebbe pensare: la mancanza di rispetto consiste nel vivere di aspettative, nel non accettare l’altra persona come veramente è, ma aspettarsi che si comporti in un certo modo, che è come noi riteniamo (che poi magari non è neanche vero) ci comporteremmo noi in analoghe circostanze: mettiamoci bene in testa che il nostro amico è altro da noi, prendere o lasciare, e pretendere che sia a nostra immagine e somiglianza, che risponda al 100% alle nostre aspettative, per me è una forma di violenza. Un altro errore che si fa tipicamente con gli amici (e, scusami Aida se te lo dico, ma è un errore che mi dà l’impressione che tu faccia) è pretendere la lettura del pensiero: “Lo doveva capire”, “lo doveva intuire” et similia. “Testa che non parla si chiama cucuzza”, abbiamo il dono della parola, dobbiamo pensare che l’altro non è nella nostra testa quindi, se qualcosa ci ha offeso, o lo chiariamo o decidiamo di non chiarirlo e passare oltre, non starlo a rimuginare accusando l’altro, la cui unica colpa è di non essere telepatico.
Una mia amica mi rimproverò di “non averla respirata”: con questa frase, che ritengo vile e insolente, ha messo un muro tra me e lei molto più alto di quello che già non aveva creato, un paio di anni prima, voltando le spalle e andando via.

Per ora mi fermo qui. Se ti fa piacere leggerne, l’amica a cui mi riferisco e quella di cui parlo qui: https://donnaemadre.wordpress.com/2010/08/16/cara-amica-ti-scrivo/

Aggiungo un’altra osservazione. La vita ci cambia, e a volte noi cambiamo vita. Magari quando due persone s’incontrano, quando diventano amiche, sono più o meno sulla stessa barca, ma poi le cose possono cambiare: una persona trova lavoro e fa pure carriera, l’altra rimane disoccupata e litiga il pranzo con la cena, una si crea un’allegra famigliola, l’altra è sola e non per sua volontà, una ha figli, l’altra li desidera e non riesce ad averne. Insomma, i motivi possono essere tanti per cui a un certo punto ci si sente a disagio e si preferisce, per non rigirare il coltello nella piaga, interrompere un’amicizia che per noi è diventata imbarazzante e dolorosa (e qui, quando ti chiedono il motivo della rottura, è davvero  increscioso e il più delle volte uno non ce la fa a dirlo).

Insomma, siamo umani, siamo fragili; a volte anche deboli, superficiali, meno amici, meno legati e meno disinteressati di quello che l’altro pensi, ma altre volte l’amico è il vero amico che pensavamo, è il duro e puro che abbiamo amato, solo che ha bisogno di staccare la spina e di ritrovarsi. O, magari, trovare qualcun altro: c’est la vie, giusto o ingiusto, dobbiamo farcene una ragione.

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28 thoughts on “Sull’amicizia, ancora.

  1. In questo post-commento diemmiano, leggo saggezza antica, senso della realtà, mancanza di qualsivoglia retorica trombona ( e ‘strombazzante’ ), assenza dei luoghi comuni più ricorrenti sull’ amicizia ( gli stessi che nel web vengono spacciati per “perle di saggezza” …. fasulla, dico io ) … e perchè no ? … di umanissima pietà “verso tutti/verso tutte” .
    Brava @Diemme … mi compiaccio di essere annoverato fra i tuoi lettori-commentatori più fedeli, pur senza rinunciare al nodoso randello con cui bastonarti ( metaforicamente, s’ intende ) quando, come tutti ( me compreso … ) scivoli su qualche insidiosa ‘buccia di banana’ franando a terra ! 🙂

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    • Sono riflessioni frutto dell’esperienza, esaminate col cuore, ma anche con tanta umiltà e ascolto anche delle istanze altrui.

      La Mannoia cantava di poter parlare degli uomini, io sicuramente posso parlare degli amici.

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  2. Parlando di amicizia ultimamente si finisce sempre a parlare direttamente o indirettamente di questo fenomeno nuovo sempre esistito del ghosting …
    Credo che l’amicizia, più di tutte le altre forme di legame affettivo tra le persone, risenta in maniera molto più forte degli eventi di “declassamento” che possono sempre incorrere nel suo decorso. Questo forse perché in una relazione amorosa che si infrange è sempre tutto più chiaro. Un’amicizia ridimensionata, invece, genera forse più confusione, difficoltà di accettazione e incredula sorpresa di qualsiasi altro legame, da entrambe le parti. Ed è così che più di qualche volta si finisce per muoversi dentro questo nuovo habitat come fantasmi.

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    • Mah… io non vorrei mai perdere nessuno. La vita ti allontana, è vero, ma un conto è il perdersi di vista, con tutto quello che comporta il non conoscere più l’altro che magari nel frattempo è cambiato e si è allontanato anche con la mente e col cuore oltre che fisicamente, un conto è la rottura… insuperabile, insostenibile…

      Ieri ho parlato con una mia amica ultratrentennale… non la riconoscevo più, batoste della vita tutte insieme che hanno spento il sorriso e l’entusiasmo di quella donna così positiva. Spero che la ruota ricominci a girarle dal verso giusto, e che lei possa recuperare se stessa: davvero, è un essere eccezionale, merita tutto il bene di questo mondo! ❤

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  3. Credo molto nell’amicizia, ma credo anche che il legame possa finire, per svariati motivi. Sta ad ognuno di noi avere la chiarezza e la lealtà, sempre, di affrontare l’altra parte comunque sia la situazione, se di stabilità o di separazione. Mi sembra di parlare di un matrimonio….in fondo l’amicizia lo è ma con una differenza, non è registrato su pezzi di carta o davanti un altare, è registrato nel cuore.

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  4. ” …. e raramente finisce” !
    Sono d’ accordo al 100% con @Aquilanonvedente, ed anzi oso togliere, alla luce della mia esperienza quotidiana, l’ avverbio “raramente”, e ad esso sostituisco MAI, poichè – come ha scritto @Fulvialuna1 – il sentimento dell’ amicizia NON E’ REGISTRATO SU PEZZI DI CARTA O DAVANTI A UN ALTARE, MA E’ REGISTRATO NEL CUORE ! 🙂

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  5. CHEDE’ ?!? 😯
    Tacci loro si cukkis, ai cakkis, ai crukkis …. e a quant’ altro rompa i coglioni a voi , poveri blogger, ed a noi miseri commentatores ! 👿
    Ci riprovo : trattasi di ballata particolarmente attinente al tuo grido di dolore circa il cuore di @Xavier, rapito – a tuo dire – dalla perfida strega ( o “fata” per lui … ), e sperem che ‘stavolta il link sia facilmente ascoltabile

    😦

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  6. E su CARA AMICA TI SCRIVO ( quando, sollecitata da @Aida … ah Aida, riprendesti, DUE ANNI DOPO IL TUO POST, a commentarlo ) …. che ne pensi della mia condivisione con te ???

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    • E che ti devo dire… tante cose le abbiamo passate insieme, e ora ci ritroviamo qui, forse noi due soli a sapere di cosa stiamo parlando…

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  7. Eccomi, siamo tornati dalle cure termali e siccome stiamo ripulendo due stanze di casa, il tempo per il blog è minimo anche perché IL CALDO CI AMMAZZA. Comunque oggi ho deciso di prendermi un poco di relax per venire a leggere cosa mi sono persa. Con calma, però. Un abbraccione forte.

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  8. Anche le amicizie, quelle vere, non quelle di comodo o che servono per tappare i buchi e tanto meno le semplici frequentazioni d’occasione, finiscono. Il brutto è quando finiscono senza una spiegazione (che si intuisce esserci) ma non si ha il coraggio di eplicitarla e di chiarirsi e si preferisce scappare via.

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