Diemme

La decisione di una nostra cara amica di chiudere il vecchio blog e aprirne uno nuovo, mi ha spinto a ricordare un periodo particolare della mia blogvita, di cui le ho lasciato una testimonianza che vorrei condividere con voi.

[]Non so se lo sai, ma io ho fatto un’esperienza simile. Tanti anni fa, esattamente alla fine del 2009, chiusi il blog Diemme e ne aprii un altro, con un altro nome. Ufficialmente – cioè pubblicamente – mantenni l’anonimato, però tutti i miei amici, quelli a cui tenevo almeno, vennero avvisati in privato dello spostamento. Il fatto non era tanto che il vecchio blog non mi rappresentasse più, quanto che era cresciuto con il supporto, o meglio la presenza costante e assidua di una persona, che a un certo punto se n’era andata. Quel blog era un luogo di ricordi con cui non riuscivo a convivere, era il blog in cui continuavo ad aspettare che lui tornasse, era il blog nella cui bacheca continuavo a imbattermi nei suoi commenti, e mi spezzava troppo il cuore. Avevo bisogno di una cura drastica, di quelle del tipo “occhio non vede cuore non duole”, e risorsi altrove (e infatti il blog si sarebbe pure dovuto/potuto chiamare “larabafenice”, ma quella è un’altra storia).

Dopo un po di tempo di totale stacco dall’altra identità, mi sono ritrovata, in quello che scrivevo, a dover far riferimento a quello che avevo scritto nel primo blog, e così già si creò questa “sbavatura”: i lettori del secondo blog sapevano di Diemme, mentre quelli di Diemme, a tutt’oggi, ancora non sanno ufficialmente del secondo blog.

Ma a un certo punto poi intervenne un vecchio carissimo lettore, esprimendomi il suo disaccordo per la creazione del nuovo blog. Mi disse che la vita va avanti, e le storie si superano, io invece così facendo l’avevo in parte cristallizzata, in parte ripudiata. Insomma, avevo fatto un torto, peraltro inutile, a una parte di me che bastava invece ricollocare al giusto posto, e lasciare che le cose nuove ricoprissero le vecchie. Fu così che il blog Diemme riaprì i battenti, ed eccomi ancora là. Il secondo blog tentati di mantenerlo in vita, ma alla fine era un infruttuoso dispendio di energie: è stato un bel blog, è stato un bel periodo, ma io sono e rimango Diemme.[]

La “nipotona”, cui fa spesso riferimento il cavaliererrante, è l’altra me. Dato che il riferimento ai blog era diventato inevitabile e continuo, avevamo deciso una specie di codice, per cui Diemme era la pro-pro-prozia della nuova blogger, e quella era a sua volta la bis-bis-bis (o pro-pro-pro) nipotona della storica Diemme.

Che tempi ragazzi, come ci siamo divertiti nel nuovo blog, e pure lui ne ha viste tante, però che dirvi, mi sento più a mio agio qui!  ❤

PS: per chi conosce la bis-bis-bisnipote, il video linkato ha un suo perché  😉

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14 thoughts on “Diemme

  1. Devo dirti, in verità, che anche non sapendolo, leggendo qualche post del blog della tua bis bis nipote, il collegamento l’avevo fatto lo stesso, in fondo si è sempre riconoscibili 😉

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    • Forse sì, forse no. A parte il nominare Attila o Sissi, per il resto ho trovato ogni tanto qualche blogger che scriveva esattamente come me, tanto da avermi fatto venire qualche dubbio… 😉

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  2. io ricordo un blog, un post, un’iniziativa per fare insieme una dieta e sostenerci a vicenda. Era condotto da te e un’altra blogger, non ricordo il nome. Eravate due te?? No, non può essere: una diceva di aver perso un tot di kg e l’altra un tot diverso. Avete fatto la somma??? 🙂
    boh, mi sa che sto facendo confusione…

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    • Qui c’era stata un’iniziativa, “Papponi anonimi“, ma la portavo avanti da sola! Gli altri contribuivano con la loro partecipazione e testimonianza, ma ero solo io a scriverne sul blog e portarla avanti.

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  3. Immagino ci possano essere ottimi motivi per avviare ad un certo punto della vita una seconda immagine di noi stessi. Anche se l’idea di gestire un futuro virtuale senza i ricordi del passato mi sembra, per come sono fatto, un ostacolo quasi insormontabile.
    Credo che una certa inclinazione più marcata dell’animo femminile verso la flessibilità e il dinamismo possa aiutare anche una sua camaleontica proposizione. Fermo restando che alla fine credo noi siamo tutti soprattutto noi stessi.

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    • Ci sono momenti che hai bisogno di tagliare col passato. DEVI, se vuoi andare avanti, è un po’ come il mettere i paraocchi ai cavalli, se vuoi che vadano avanti. Poi arriva anche il momento in cui si fa pace del passato, e si può tornare a convivere coi ricordi, ma quando risultavo paralizzanti, allora è meglio non dico eliminarli, ma almeno metterli, mettersi piucchealtro, in quarantena…

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  4. Onore alla super-nipotona elevata ‘alla enne’ … ma @Diemme … ehm … E’ SEMPRE @DIEMME !!!
    Coerente, battagliera, cocciuta come la coccia di una tellina, pronuba & facitrice, nonchè facilitatrice & ospitante, di nuovi amori & nuove amicizie, femmina & mamma esclusiva …. ma romantica e grata alla Memoria come poche persone … e non soltanto nella blogsfera !!! 😀

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    • Visto, ho pure messo il like, anche se ci impiegherò un po’ a rintracciare i film più amati, dovrò affondare un bel po’ nella memoria!

      Comunque grazie intanto, sei sempre tanto cara 🙂

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