Perché non ignorare la politica

Non rassegnamoci a questo, non tolleriamolo e, soprattutto, non emuliamolo!

Non rassegnamoci a questo, non tolleriamolo e, soprattutto, non emuliamolo!

Ieri parlavo con un mio amico dell’indifferenza politica, e ribadivo quanto il “non mi occupo di politica” e “non mi interessa la politica” siano due comportamenti così profondamente sbagliati (e ve lo dice una che – tranne casi eccezionali – non vota!).

La politica è la vita della polis, della nostra “città”, della nostra società, la nostra vita.

Ricordo quell’invito al “risveglio”, relativamente all’interessamento alla politica, quel monito che con appassionato trasporto il grande Piero Calamandrei lanciò in un’aula agli studenti milanesi nel lontano 1955.

Leggetelo, ve lo proposi insieme a un altro discorso che ha segnato la storia, “I have a dream”, di Martin Luther King.

Buona lettura, e buon ingresso nella vita politica dell’Italia che, è sotto i vostri occhi, ha bisogno di tutti noi.

Perche la libertà non è gratis“.

 

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11 thoughts on “Perché non ignorare la politica

  1. Questo della politica e del mancato accesso alla politica che molti di noi esercitano è un tema dai mille risvolti. Come MeryLenn qui sopra giustamente sostiene, “da anni non è più politica”.
    La questione sorprendente è che l’attenzione politica scema, la disillusione politica è ai massimi storici, il qualunquismo politico imperversa, proprio nel momento in cui i temi sociali ed economici e il bisogno di “buon governo” meriterebbero la nostra massima concentrazione.
    Perché accade questo? La risposta di nuovo è nella frase di MeryLenn “da anni non è più politica”.
    Al di là delle questioni ideologiche su cui non mi sento di poter esprimere nulla, credo che il primo assaggio di un possibile cambiamento l’abbiamo sperimentato con il fenomeno “Movimento cinque stelle” (ma la mia affermazione non è una dichiarazione di appartenenza politica), per come è nato e per come si è affermato. Il vento di cambiamento è stato così sorprendente che da allora non credo siamo più andati a votare veramente e quella che “da anni non è più politica” si è coalizzata per arginare il fenomeno, colonizzando in maniera raffazzonata i mondi virtuali prima colpevolmente dimenticati.
    Ho il sospetto e la speranza che un giorno in rete vedremo qualcosa di diverso dai siti grillini e dalla politica estemporanea e di simpatie su FB che si muove oscillando dai renziani ai civatiani e ai bersaniani, facendoci sentire tutti dei grandi esclusi, amanti disillusi della ricerca di soluzioni ai problemi incancreniti sotto gli occhi di tutti. Magari qualcosa per cui avrà un senso farsi coinvolgere …

    Mi scuso per il lungo commento 🙂

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    • In aggiunta alla risposta già data a MeryLenn, ti dico che la grande colpa degli italiani è secondo me di pensare di poter cambiare governo senza cambiare loro. Il successo in prima istanza del m5s l’ha detta lunga sulla stanchezza degli italiani, la loro nausea e la loro voglia di cambiare ma non basta: dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e agire, e agire può significare anche fare qualche ricerca in più sull’imbonitore di turno, pericoloso o semplicemente sbruffone, che ci promette “il grande cambiamento”.

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  2. Al di là delle nostre ciancie, oltre le personalizzazioni e le diverse posizioni politiche che ciascuno/ciascuna abbia, al di fuori dell’ attuale politica cialtrona & ladrona, togliendo dalle balle @brunetta … @Aristotele intuì, dimostrò e scrisse che :

    ò ànthropos, politikòs zoòs estìn ! ( l’ uomo, è un animale sociale )

    E dunque, il grande Filosofo/Scienziato di Stagira ne concluse che, tranne i mentecatti, o gli afflitti da malattie incurabili, o i malvisti dagli Dei ( tutte categorie destinate all’ asocialità ed alla solitudine ), tutti gli altri esseri viventi HANNO NEL LORO DNA LA SOCIALITA’ … e cioè l’ esigenza ineluttabile di vivere associandosi in entità politiche ! 🙂

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  3. La POLITICA è un male necessario; ma dovrebbe essere un bene perché gli uomini socializzino e confrontino esperienze e proposte di civilizzazione; certo è che l’attuale marasma allontana i più saggi dalla politica partitica e lascia campo a squali di ogni tipo. Penso che la politica e la poesia non possano coesistere nella stessa persona proprio per la differente visione del mondo, l’una basata sul tornaconto e l’utilitarismo, l’altra sull’immaginazione e l’utopia. Un caro saluto. Marisa

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    • Potremmo pure semplicemente vedere la poesia come espressione delle emozioni del cuore umano, e la politica come la gestione della civile coesistenza di tutte quelle passioni umane e quelle esigenze espresse anche nella poesia 🙂

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  4. @Diemme …. ehmme …. ehmm …. stasera ti vedo, nelle riflessioni che hai fin qui espresso, SAGGIA & COSTRUTTIVA, nonchè LUNGIMIRANTE & POSSIBILISTA !!!
    Stai forse majando desnuda sul sofà di casa ???
    Eh … @Aristotele, quanto aveva visto giusto nell’ analizzare – e non per “fini di lucro” come fanno certi cialtroni che scorrazzano nel web emettendo “perle di saggezza” a gogò … ma per passione filosofica – l’ animo umano a tutto tondo !!!

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  5. Trovo assai azzeccata e nello stesso tempo concisa l’ultima definizione che hai dato, cara Diemme!
    Penso che ci sia chi vede tutto il male ed il peggio nella politica, almeno per come ci è dato conoscerla, che poi non è solo e sempre quella che conosciamo da tv e giornali, per avere l’alibi di starsene in disparte e non sentirsi chiamato a far la sua parte, piccola, diretta o indiretta che sia.
    Finché ci sarà una società civile, ed auguriamoci ci sia, sebbene l’aggettivo civile talvolta appaia esagerato, occorrerà che ci siano anche persone che si occupano di regolare la convivenza umana, regolandola ed amministrando quel che è di tutti.
    Chi ha capacità, buone idee e sopratutto sani principi, se si sottrae, è inevitabile lasci maggior spazio a coloro che poi ci capiterà di criticare, a ragione senz’altro, però con un pò meno legittimazione di quanto crediamo.
    Capita che chi si impegna direttamente con spirito di civico servizio, ne posso dar testimonianza, talvolta quasi lo debba fare, proprio perchè mancano volenterosi disponibili a mettersi a disposizione, magari anche per fare un’esperienza, misurarsi, se capita pure farsi criticare!
    Non vediamo solo la politica come esercizio di potere, per tanti, dei quali non si parla mai, prima di tutto è e sarà sempre servizio alla comunità! A questa tutti siamo chiamati!

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