Le mie poesie

Non siete in molti ad averle lette (neanche a Kate sono riuscita ancora a consegnare il libro!), ma da quei pochissimi intimi che hanno letto (cavaliereerrante, rosaviola, pjperissinotto, Arthur, aquilanonvedente, Marisa Moles, Lucetta), mi farebbe piacere avere un ritorno.

Il cavaliereerrante mi ha scritto in un recente commento:

non credo a DISSENSO, mentre adoro credere, anche se mi dirai che quei versi erano dedicati ad altri, che il tuo Papà si affacciasse in SOGNO, quando scrivesti :

MENTRE MI STRINGEVI
LE TUE LACRIME CADEVANO DALL’ ALTO
NEI MIEI OCCHI .
E HO PIANTO CON LE TUE LACRIME 😥

Ora, non riporterò ovviamente qui le poesie, ma su ognuna vorrei dire due parole sul come sono nate (comincio dalle prime due):

“Single” racconta il dolore, incompreso, di una vita da “Single” che non si vorrebbe vivere. La poesie risale a prima della nascita di mia figlia, ma le cose non sono cambiate. Colpa mia? Nella mia vita sono stata… stavo dicendo sono stata molto amata, ma è meglio che corregga subito il tiro. Molti hanno detto di essersi innamorati di me, molto sono stata corteggiata e addirittura ho ricevuto una certa quantità proposte di matrimonio, ma credo di non avere mai trovato, MAI, una persona che amasse ME per quella che ero, che mi rispettasse e che volesse davvero rendermi felice più che “possedermi”.

E così è una vita che combatto con /contro la solitudine, non adattandomi a false compagnie e continuando a interrogarmi sulle mie responsabilità, che sicuramente ci sono, che siano nella scelta della persona, nella gestione del rapporto, nella scarsa frequentazione anche di ambienti dove poter incontrare persone che siano più adeguate alla mia storia, ai miei interessi, ai miei ideali.

Una delle persone che ho citato, la rosaviola per l’esattezza, mi ha indicato come poesia più amata la seconda, “Tale”, che era una di quelle che, quando la scrissi, avrei pure prontamente strappato se non mi avessero fermata. Parla della trasformazione dal bene al male di un’anima ferita. Questi i primi versi:

“Quale,
nello strazio di un amore mutato
sarà il mio agire – malvagio –
e sofferto nella coscienza del male.”

Qui io ritengo che si evinca tutto l’animo “ex-buono” incattivito dal dolore, ciononostante con una coscienza del bene che urla e lacera (e che poi, alla fine, vincerà, ndr).

Mi fermo qui, anche perché poi non sta bene nei confronti di chi non le ha lette, ma voialtri che avete il libro, vi va di darmi un ritorno?

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15 thoughts on “Le mie poesie

  1. Purtroppo non le ho lette quindi non mi posso esprimere, ma dalle poche righe riportate si evince benissimo il sentimento che le accompagna, buona giornata 🙂

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  2. A me sembra di averti già detto il mio pensiero, appena le ho lette. Comunque te lo ripeto. Mi sono piaciute tutte perché esprimono quasi tutta la gamma dei sentimenti umani. Ho percepito l’anima di una donna che ha sofferto, gioito e pianto, senza perdere mai la voglia di sperare e sognare, e che conserva nel cuore il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato. Alcune mi hanno commossa,
    altre mi hanno fatto sorridere, quelle alla fine ridere di cuore. Cito solo qualche titolo delle poesie che mi hanno catturata maggiormente perché in esse ho ritrovato l’idea che mi sono fatta di te.
    ” Diverso,
    Mille giorni di addio,
    Sei,
    Anima in veliero,
    E mo’ che fai?”
    Scusami Diemme se non sono stata all’altezza della situazione, ma tu sai che non sono brava a parlare e spesso di fronte ai commentatori del tuo blog, così capaci e colti, mi sento “piccola, piccola”.
    Ciao bellaaaaaa!!!!!!

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    • Io credo di aver fatto un grosso errore a togliere le date dalle poesie, perché magari erano significative, non tanto per la successione degli eventi, che sono comunque un’altalena, quanto per una mia collocazione anagrafica. Comunque “Diverso”, come ho già risposto a Bruno, è dedicata a un uomo che me ne ha ispirate tante… Gli dico “Non hai neanche rubato…”: e non ha rubato no! Il problema, come intuì subito una mia cara amica, era che non mi chiamavo Giuseppe (ma anche Antonio andava bene 😉 ).

      “Anima in veliero”, anche se in molti non l’hanno capito, parla di un ipotetico post-suicidio. Una persona, direi piuttosto distrattamente, quando glielo dissi stava quasi per chiedermi se poi mi ero più suicidata… 😉

      “E mo’ che fai”, come tutte quelle in vernacolo, è stata scritta per Attila 🙂

      Grazie del tuo tributo! ❤

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  3. Cara Diemme,
    mi sento chiamata in causa, per modo di dire, e mi spiace che a tutt’oggi io non abbia commentato i tuoi scritti. Lo farò non appena il mio braccio mi consentirà di scrivere agevolmente sulla tastiera e di gestire il mouse senza troppi sforzi. Purtroppo la situazione è questa.

    Bacioni.

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  4. Questa mattina è arrivato il tuo libro, e finito di rigovernare mi sono messa a leggerlo e l’ho finito!
    Molto bello, giusto e sensato il giudizio del tuo ex marito….da ogni poesia (quelle della prima parte) emerge il bisogno di amore e di tenerezza….è un alternarsi di momenti di rancore ma poi di apertura verso quell’uomo che ti ha lasciato facendoti soffrire….ma che ha rappresentato davvero molto per te.
    Ogni poesia ha il suo momento…la sua storia e il suo stato d’animo, anche se tutte legate da un unico fino conduttore…e da un forte sentimento molto combattuto.
    Molto carine anche le ultime, sul formaggio e la nutella, ma devo dirti che quel velo di tristezza rimane sempre, anche quando si tratta di poesie leggere ed allegre.
    Per quanto riguarda l’amore credo che ognuno abbia il suo concetto….un po’ come per l’amicizia, e tu avresti davvero tanto da dare, ma forse, inconsciamente, non te la senti più per evitare di soffrire nuovamente, anche se la solitudine è dolorosa.
    Grazie davvero, mi ha fatto davvero piacere leggere le tue poesie…..solo che devo dirti una cosa in sincerità:
    dopo il giudizio di Attila sul tuo libro….e il modo in cui ne ha parlato, ai miei occhi si è riscattato molto!!!! 😉
    Ciao Diemme, a presto!

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    • Ti ringrazio molto del tuo apprezzamento, che mi lusinga, ma devo chiarire una cosa: il mio ex marito, che ha scritto la prefazione, non è Attila! Attila neanche l’ha voluto vedere il libro (è un rosicone 😈 ), e non ne ha letta neanche una.

      Le poesia, a loro volta, non sono dedicate a una sola persona, ma a tutte la persone importanti della mia vita, praticamente dai venti ai cinquant’anni! Ad Attila si riferiscono solo quelle in romanesco e “Omissioni”, che è una poesia che ha visto la luce in latino, e a mio marito solo quella che dice “E io non avrò più vent’anni” (avevo ventidue anni anni quando l’ho sposato, e praticamente dopo un mese il matrimonio era già finito, anche se poi si è trascinato altri tre anni).

      Grazie ancora, e non riscattare troppo Attila non lo merita! Ogni attribuzione di meriti e rigorosamente infondata 😉

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    • ahahahahah…..in effetti mi sembrava strano, scusami pensavo che il tuo ex marito fosse lui….non sono molto informata 😉

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  5. Sarà ….
    Però, il sor @Atty …. segregato al polo sud, senza la minima possibilità che ritorni a casa tua, resta – inequivocabilmente – SIMPATICISSIMO !!! :mrgreen:

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