Di soli stalker

Pensiero - fiori e persone

Me l’ha rinfacciato mia figlia di Xavier che se n’è andato. Pure Attila, ovviamente, ci ha sguazzato bene.

Dio, ti ringrazio di avermi creata forte, o quantomeno di avermici fatta diventare. Se però la forza me l’avessi data anche fisica sarebbe stato meglio, perché la stanchezza è il mio punto debole, e per stanchezza mi prendono sempre.

Stasera ho discusso con mia figlia, che ha attaccato una lagna che non finiva più. Nessuno riesce a capire la mia totale mancanza di spazio mio, e quanto io ne risenta.

Quando arrivo la sera sono stanca, tanto. Mia madre era solita dire che quando una persona torna stanca dal lavoro dovrebbe trovare “Letti rifatti e zeppi risbattuti”. Non chiedetemi cosa siano gli zeppi risbattuti, non lo so, ma rendeva il concetto che una persona che torna stanca dal lavoro avrebbe diritto a un minimo di decompressione, di sedersi e decongestionarsi un po’ dal logorio della vita moderna (mi offrite un Cynar?).

Mia figlia, che si sente sola, non si rende conto dell’incredibile fortuna della sua vita rispetto alla mia, dei suoi tempi, dei suoi spazi, del poter tutto sommato assecondare tante sue attitudini, mentre io devo contrattare anche la sedia su cui sedermi – e ho rinunciato -, lo spazio sul tavolo su cui poggiare un piatto – e ho rinunciato -, e infine lo spazio per dormire. E a quello non posso rinunciare.

Forse ho sbagliato a passare dal matrimoniale al singolo, ma avevo bisogno di recuperare un po’ di spazio, e poi era un po’ che non aveva più l’abitudine d’infilarsi nel mio letto. Abitudine che da qualche tempo ha ripreso, ma il mio letto è singolo e io non sono un fuscello.

Le ho comprato un pc nuovo, e per me ne ho preso uno usato. Ma stanno tutti addosso al mio, per un motivo o per un altro. Lei e il padre. Li attiro come le mosche il miele evidentemente.

Quando la sera c’è anche lui, passo il tempo a cambiare stanza, ma loro sempre dietro, che devono fare qualcosa esattamente nella stanza in cui sto io.

Stasera, mentre lei faceva le sue scene che Eleonora Duse era una principiante rispetto a lei, ha capito che mi stavo metaforicamente tappando le orecchie aspettando che andasse in palestra, e lei ha fatto presente che tanto non ci sarebbe andata, che avrebbe insistito fino a che non avessi capitolato.

A quel punto ho sbattuto la porta e me ne sono andata io. Ho mangiato fuori, ed è stata pizza, come sempre, anziché la verdura che avevo in programma a casa.

In questa “economia domestica” mi ci mancava l’altra stalker, la pazza furiosa, che aveva deciso – non si capisce in base a cosa – di piazzarsi dentro casa mia con tanto di cane. Ecco, mi ci mancava. Meno male che, dopo l’ultima scena furibonda che le ho fatto, pare abbia desistito, da allora non l’ho più sentita. Considerate che sono anni che tenta, e non l’ho mai fatta entrare neanche a prendere un caffè.

Tutto questo fa seguito a anni di tampinamento di Attila, di cui non vi racconto perché mi vergogno. Vi racconterò solo delle quaranta telefonate al giorno, del pedinamento per strada e delle poste sotto casa.

Mia figlia, nella scena di stasera, rinfacciandomi  ancora una volta che “persino” Xavier se ne era andato, mi ha urlato che io, continuando così, sono destinata a restare da sola.

Avrei avuto voglia di risponderle: “Francamente, è quello che sto tentando di fare, ma vedo che non mi riesce bene”.

Da domani, non sarà solo il mio blog ad avere la serratura. E’ ora che l’abbia anche la mia stanza.

E, se riesco a trovare un posto dove andare, l’avrà anche la mia nuova casa.

Beh, devo dire che in un blog privato mi sbottono un po’ di più…  😉

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50 thoughts on “Di soli stalker

  1. E’ dificile fare un riassunto cosi…. In poche parole. Ma a prima vista mi sembra che tu sia messa con le spalle al muro. Da tua figlia.
    So di non aver diritto….. Ma sono furioso. Su di essa (anche te perche sei arrivata a permettere tutti cio). Forse…..
    Forse sarebbe meglio di scrollarti da dosso il menefreghismo a quello che ti succede e….. farti valere.

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    • Caro Valentino, il problema è molto più ampio. Non sono io che le ho permesso tanto, è la mia assenza di fatto ad averle consentito di allargarsi così, e non solo. E’ figlia di un uomo che non ha rispetto per nessuno, e quello è il messaggio che è stato trasmesso, e anche se lui vive isolato e scacciato da tutti e io vengo invitata in continuazione e accolta a braccia aperte ovunque, quel comportamento in qualche modo è passato, abbenché lucidamente da lei individuato e anche giudicato.

      E’ un po’ come per la macchina: lui colleziona multe e io non ne prendo una, la sua macchina dopo sei mesi casca a pezzi e fa un rumore come se ci avessero attaccato dietro i barattoli di conserva (modello “Just married”) e la mia dopo vent’anni è perfetta, ma per lei la guida del padre, che corre veloce e le fa recuperare i suoi ritardi, è mitica.

      Qui oramai, per farsi valere, bisogna solo andarsene. Ieri, mentre ero a cena fuori, lei ha telefonato incessantemente (e quindi ho pure cenato col sottofondo di telefono che squillava), poi ha mandato messaggi chiedendo dove ero, poi ha chiesto di far pace.

      Quando sono tornata le ho detto ha brutto muso: “Non costringermi a chiudere la porta della mia stanza a chiave: non entrare!”, e me ne sono andata. Lei non è entrata, ma quanto pensate che durerà? Persino la Lobot dice che mia figlia di me ha soggezione, ma io francamente questa soggezione non la vedo. Mi piacerebbe tanto andare a lavorare in un’altra città, uno stacco mi farebbe davvero bene. Oddio, nell’altra città mi piacerebbe pure andarci semplicemente in vacanza, per un paio di mesi, ma è un lusso che non posso permettermi…

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    • Non credo, piuttosto credo mi abbiano sfiancato. Oltretutto, le discussioni sono quasi sempre idiote. Io non mi tiro indietro, ma so benissimo che tutte le cose su cui si discute sono cose che potrebbero essere risolte con un minimo di buonsenso: quindi, tra usare buon senso e risolverle, e usare la discussione e infilarsi in un vicolo cieco, fosse per me, opterei decisamente per la prima strategia ma, evidentemente, non dipende da me…

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  2. Capisco che la crisi in corso abbia provocato la chiusura di molti negozi, ma – cacchio di bue ! – possibile che, dalle tue parti, non ci sia un NEGOZIO DI ARMI ??? 😯
    Perchè, sic stantibus rebus domi tuae, quello che ti occorre …. è un bel BAZOOKA, magari da acquistare a rate o in leasing !
    Poi, portata l’ arma in casa ….. sai come agire e su chi !!! 👿

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    • Io continuo a pensare che il gabbio rispetto alla vita che faccio io sarebbe una gita alle Maldive: almeno, ogni detenuto ha una brandina sua!

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  3. Fai dormire @Atty su un pagliericcio …. e, usando la frusta, mettilo a ‘pane & acqua’, et in eodem modo, trastulla la fanciulla ! Riappropriati della tua sacrosanta identità, e quindi pasciti, non senza aver Tu prima indossato le vesti più acconcie nell’ appropinquarti a quelle antiche Corti, del cibo che “solum è tuo” !
    Così fece Ser @Niccolò Machiavelli …. per sopravvivere degnamente agli orrori che, la Firenze ingrata del ‘500, gli riservava quotidianamente, fra stenti, ricatti e derisioni !
    Quanto a @xavier ( sottolineo la ics “minuscola” … non essendoci quella “nana” ), dai un bel calcio in culo al ricordo di lui …. e cavati quel dente : soffrirai ‘tanto e tutto insieme’ nell’ estrazione … ma infine NON sentirai più dolore ! 🙂

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    • Caro Bruno, il dente è bell’e cavato, semmai il mio sforzo era nel rimetterlo nell’alveolo. L’estrazione l’ha fatta lui, e magari sarà stata dolorosa anche per lui ma… hai presente quale sarebbe stata la ritorsione di lei se non l’avesse fatto? Un prezzo che non si sentiva di pagare, e non posso non comprenderlo.
      Ma si vergognerà lei un po’ di quello che ha fatto, oppure se ne vanterà, perché per una volta si sentirà tanto importante? O è così capra da non porsi proprio il problema?
      L’uomo chiude una porta, Dio apre un portone, e sto sperimentando in questi giorni quanto è vero, ma quanto mi dispiace lasciare andare così una persona che è stata così importante, mi sembra di tradirla io quell’amicizia, anche se altra scelta non mi è stata data.

      Per quanto riguarda Attila… speriamo bene! Io veramente sono arrivata non oltre i limiti della sopportazione, ma sono veramente disgustata, ho un senso di nausea solo a vederlo che non vi dico.

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  4. @xavier ???
    Ah … cosa non si fà da parte di un uomo, pur di “intingere il biscotto” stantìo nel tiepido e magro latte appena procurato ! 😦

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  5. Giustissima metafora ! 😀
    Che completo, o meglio che ha completato il tuo “amico”, immergendoci il suo “biscotto stantìo & moscio”, I suppose ! :mrgreen:

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    • Se la mettessi così, farei la parte della volpe che non arriva all’uva, e non è così. Comunque, del suo biscotto non ho notizie, non ne ebbi mai, né mai ne chiesi. Certo posso dire che… no, guarda, non lo dico. Sono poco incline a fare la signora, ma voglio almeno provarci.

      Comunque la battutaccia era per lei, non per lui (tanto ormai la mia presa di posizione è piuttosto chiara 😉 ).

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    • Io credo che per imporsi bisogna anche esserci, imporsi per telefono o per chat decisamente non è agevole. Una mia conoscente, che tanto predica, ha lo stesso identico problema e, nonostante la presenza dei nonni i figli fanno quello che vogliono, e non sono bravi e responsabili come mia figlia. Lei davvero è una ragazza cui non posso rimproverare niente, tranne questa morbosità, che lei giustifica col bisogno della presenza della madre sempre assente. Mi scuso se non vivo di rendita… più che tagliare tutta la mia vita privata non ho potuto fare!

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  6. Cara Diemme, mi permetto di dare un parere personale vagamente controcorrente, nonostante io comprenda perfettamente e condivida il bisogno di riuscire ad attingere, anche solo per pochi momenti, ad un po’ di quel sano isolamento, che facciamo fatica a guadagnare in certi frangenti della nostra vita.
    Su Attila nulla posso dire, ma sulle figlie che si avviano alla tarda adolescenza le mie esperienze non sono molto differenti dalle tue. Credo ci sia un bisogno profondo da parte loro di arrivare con gradualità a quel distacco che anche loro sanno che è nell’aria. Mancando il faro di un grande amore (cosa temo non così diffusa oggigiorno) che le possa portare naturalmente lontano da noi, non essendoci il giusto equilibrio tra i genitori che spesso porta situazioni da “fuochi incrociati” complesse da gestire, questo processo è lento e punteggiato di liti spesso appoggiate sulla nostra stanchezza o su vere facezie.
    Io adotto questa tecnica: certe volte la porta della mia camera è ben chiusa, per la mia e la sua libertà, e per separare il bisogno dal capriccio, ma la serratura non ha la chiave perché mi piace l’idea che se mia figlia ha veramente bisogno di me sappia che su di me potrà sempre contare incondizionatamente. E qualche volta, a dire il vero, si presenta in camera alle due di notte, ma è sempre per ottimi motivi.

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    • A me forse è mancato quel “certe volte la porta della mia camera è ben chiusa”: ci ho provato, ma il padre le ha insegnato a scavalcare dalla finestra, anche sfasciando la serranda se necessario: se vi dico che Attila è stato uno stalker, intendo dire che è stato uno stalker. Quando accadde l’episodio che vi ho raccontato, Sissi era piccolissima e… e ho cancellato tutto il resto del racconto, per decoro personale.

      Vi dico solo che agli occhi della piccola lui era l’eroe che lottava per restituirgli la mamma, mica un pazzo furioso per cui avrei dovuto chiamare due signori in camice bianco a portarselo via! Io una colpa mi faccio: non ho saputo gestire il folle, ma credetimi, non è facile, e autorità e servizi pubblici non intervengono. Poi, e qui qualcuno forse mi capirà, quando ci sono i figli di mezzo e tu li ami davvero, non vuoi neanche distruggere l’immagine dell’altro genitore.

      La mia, quando si presenta alle due di notte in camera mia, non è mai per un ottimo motivo. O meglio sì, se volere la mamma è un ottimo motivo. Che poi, se la mamma fosse bionica non sarebbe neanche un problema, tutt’altro.

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  7. Ad un certo punto della tua vita stai cercando di tirare le somme. Hai affrontato tante cose e hai sulle spalle un peso enorme che vorresti solo lasciare per strada.
    Avresti bisogno di un appoggio, ma l’appoggio non ti arriva da nessuno. E come se non bastasse forse anche un pò di sensi di colpa.
    La vita di una ragazza, scusa, di tua figlia, è in un certo senso da invidia. O meglio, leggendoti la invidio un pò. Libertà assoluta, suoi spazi, possibilità di realizzarsi….
    Io ad esempio non ho un mio spazio. O comunque anche se cerco di trovarmelo devo difendermelo a denti stretti.
    Il pomeriggio dedico due ore al computer. Magari leggo un pò i post, cerco qualche annuncio di lavoro. tempo addietro collaboravo in un forum di concorsi pubblici. E’ un arco temporale in cui vorrei stare sola. Leggere i post senza nessuno che sbirci lo schermo, che tenti di vedere cosa tu stia facendo. E non posso. In quelle due ore il via vai di mia madre nella stanza, un pò per la tartaruga, un pò per posare i panni, un pò per sciropparmi le sue fesserie, mi costringe ad interrompere tutto. O magari si presenta mio padre che vuole fare la partitina a Spider e categoricamente ogni cinque minuti mi chiede se ho finito con il pc.
    Un altro spazio che dedico a me è la sera, 10 minuti per quella fantomatica sigaretta. Aspetto che mamma vada a dormire e, credo, me lo faccia a posta a star lì seduta a sbadigliare. Attende che mi prenda la sigaretta. Non so, forse per chiedermene una, forse perchè fiera di invadere quel mio spazio…. Così aspetto proprio che si faccia tardi e, se non resisto, come lei si infila a letto, vado a fumarmela. Chi se ne frega se mi sente.
    Ora.
    Non ho idea di come si potrebbe risolvere la cosa fra te e tua figlia. Non so come l’hai cresciuta, se in maniera indipendente o attaccata alla gonnella, e che abbia scelto l’uno piuttosto che l’altro sappi che per lei è sempre stato il modo sbagliato con cui l’hai cresciuta. Lo dico io a mia madre che ancora a 20 anni mi lanciava gli zoccoli addosso.
    Sappi però che c’è differenza fra dire una cosa e pensarla veramente. Non credo che tua figlia pensi davvero che tu voglia rimanere sola. L’avrà detto di botto, così, come se volesse sferrarti un pugno.
    Posso solo darti un consiglio, se lo accetti.
    Cerca di fare un pò l’offesa, sii un pò orgogliosa nei suoi confronti. Cerca di farle pesare il modo in cui si comporta, non concederle tutto. E’ l’eta della responsabilità questa. deve capire i ruoli, chi è la mamma e chi la figlia. Deve capire quando sbaglia. Non ti chiederà scusa forse, ma cambierà atteggiamento.
    Spesso per educarci non è sufficiente un pò di miele con della medicina. A volte sono necessarie le maniere forti. E’ il momento di adottarle.

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    • Cara Aida, la tua vita somiglia alla mia, anche se io non fumo. E’ chiaro dunque che non è questione di ruoli, o di imporsi. Forse è questione di carattere del tormentatore, più che di rassegnazione del tormentato. Ho incontrato oggi una mia amica, che ha due gemelli coetanei della mia, che vive lo stesso identico problema, e lei pure è una tosta! Mi raccontava di essersi riuscita a creare un suo spazietto nella stanza da letto, una piccola scrivania con una seggiolina dove tenere le sue cose. Io lo feci, e mi era pure riuscito, Sissi era obbediente e non toccava ma poi, quando si è trovata da sola con il padre, per poco lui non la picchiava se non andava a prendere le cose sulla mia scrivania “un attimo!” “un secondo!” “poi lo rimetti a posto!” “che gli succede!”, e così sono finiti quei miei 80 cm quadri di spazio.

      La vita di Attila è tutta un’esasperante insistenza sostenuta da questo tipo di osservazioni, questa è la tabella per comprenderne il significato:

      Lo faccio subito=Non lo farò mai.
      Lo faccio tra un momento=Non lo farò mai.
      Lo faccio quando scendo=Non lo farò mai.
      Ricordamene dopo=Non lo farò mai.
      L’ho poggiato lì un momento=Resterà lì per sempre.
      Ora lo tolgo=Resterà lì per sempre.
      Lo sto per portare via=Resterà lì per sempre.
      Lo prendo quando vado a casa=Resterà lì per sempre.
      Lo rimetto a posto=Resterà lì per sempre.

      Naturalmente, lui ancora pretende che io creda alla prima versione.

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  8. E se guardassimo da un’altra angolatura?
    Lo sai quanti sono i figli 20enni che non parlano più coi genitori, che stanno chiusi a chiave nella loro stanza, che non cenano più a tavola con la madre, che fanno gli offesi per ogni cretinata e mai propongono alla madre di far pace, che non sanno manco di che colore è il lenzuolo del letto dei genitori, che hanno scordato anche l’odore di casa?

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    • Sì, hai ragione, la mia è una figlia brava e affettuosa, proprio una ragazza “di famiglia”, e oltretutto è tutta casa e scuola e opere di bene (chiesa no).
      Stasera un’altra discussione, ero al pc e mi guardavo un filmato, naturalmente lei appiccicata a me. A un certo punto il filmato si è incantato, stava continuando a caricare e io dico “Vabbè, il like lo metto sulla fiducia”, intendendo mettere il like prima di aver finito di guardare il filmato. Clicco sul like e lei prontamente mette le mani sul mio pc, toglie quella schermata e va sulla sua di fb. Naturalmente l’ho ripresa e le ho fatto notare queste sue continue piccole prevaricazioni, e lei non ci voleva stare, ha incominciato ad argomentare quanto avesse ragione, che io mentivo dicendo che aveva chiuso la finestra e invece era ancora aperta, si era solo spostata su un’altra pagina (si mette a fare pure la sofista). A me quando lei fa queste cose e pretende pure di avere ragione mi fa veramente arrabbiare, trovo arrogante questo comportamento e che trovi normale stare sempre alle mie spalle a vedere quello che leggo e che scrivo, e che ci siano sempre quattro mani sulla tastiera (pure a Ruzzle, le parole che scriviamo sono un ibrido tra quella che avevo intenzione di scrivere io e quella che è venuta in mente a lei). Mia madre, da bambina, la chiamava Francobollo. So che è una ragazza di valore e che io sono una madre fortunata, ma francobollo è davvero un soprannome azzeccato!

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    • ahahah, viva il francobollo! (che ora non si usa quasi più, mannaggia).
      Tu hai diritto ai tuoi spazi, è inteso, ma immagina di tornare stanca dal lavoro e trovare una casa linda, ordinatissima e muta. No, dai, meglio il trambusto e la compagnia!
      Comunque…hai mai pensato a qualcuno che possa aiutarti qualche ora a mettere ordine in casa? Sissi deve anche studiare, tu lavori, quindi…
      Goditela questa disordinata, impicciona, appiccicosa, meravigliosa figlia!
      Un abbraccio ad entrambe 🙂

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    • E infatti, quando va via, dopo mezz’ora, un’ora al massimo, mi manca l’aria… quando sono davvero esasperata, quando proprio non ce la faccio più, m’immagino cosa sarebbe se non ci fosse, e allora capisco che va bene, benissimo così, e un altro po’ di energia in qualche modo riesco a trovarlo 😉

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    • PS: la domestica non risolve nulla, prova provata. Il massimo che ho ottenuto, è qualche cosa di caro buttato per errore, qualcosa rubato, qualcosa rotto, ma nessun miglioramento: d’altra parte, inutile vuotare la vasca se prima non si chiude il rubinetto!

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  9. Chiudi la tua camera a chiave, almeno provaci, hai diritto a poterti riposare in pace, e visto che non la capiscono è l’unica soluzione, a un certo punto si deve dire basta, è soprattutto questione di rispetto….

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    • L’incapacità di rispettare l’ha presa tutta dal padre. Non si tratta di cattiveria, pure il padre mica è cattivo, anzi, è persino più disponibile di me, ma capacità di rispettare il prossimo zero spaccato.

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  10. Andiamo con ordine … eh, son sempre ingegnere, no ?
    1) faresti Tu …. ehm … la figura della volpe che sdegnava l’ uva in quanto NON matura solo perchè con i suoi zompi non riusciva ad agguantarla ?!? 😯
    Noooo …. niente volpe & uva : saresti semplicemente realistica ove, pur NON avendo “toccato con mano” ( o con altro … ) l’ oggetto del contendere, avessi Tu a “supporre” la moscezza dello stesso …. poichè gli anni, sia per gli uomini che per le donne …. ehm …. non passano mica invano ! 😦
    2) @Valenty …. sei passato appena a Ventimiglia o …. ehm …. a Ventimila Leghe sotto i mari ??? 🙂
    Spegni il motore, bello … del Tir o del Sottomarino atomico, impugna la penna …. e facci conoscere il tuo pensiero … su questa fuga ( zoppa & virtuale ) della sora @Diemme ! 😀
    3) @xavier : TE POSSIN’ AMMAZZATTE ! :mrgreen:
    4) @Sissi … @Atty ??? La “mamma è mamma”, non ci piove ! Ma, se ci piovesse, perchè trasformarla in “zerbino ove strucinare le suole” …. quando, da lei ( e in questo caso da @Diemme ) potreste ottenere a) ombrello & impermeabile, b) asciugaggio ( o cambio … ) & stiraggio del vestiario inzuppato, c) una chesa calda & accogliente al rientro, d) un pasto a scrocco e quant’ altro ?? 😯
    BACIATELE I PIEDI, invece, e COSPARGETE DI PETALI DI ROSE il suo sentiero !
    5) @Rosa di Magg …. ehm …. @PdF ??? Ci sei ??? Bene ! TE POSSIN’ AMMAZZATTE PURO A TE !!! :mrgreen:

    LA VITA E’ ‘NA ROTA
    Ggira la rota e cala ggjiù er siparjio,
    muta la scena e la commedjia è ‘n’ antra,
    ma stamjio sempre ‘n drento a ‘sto sudarjio
    sfjiatannoce a cantà lo stesso mantra !!!
    😐

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    • 1) Passo. Poi ci ritorno in calce.
      2) Valentino è un grande, letto che analisi che ha fatto?
      3) @Xavier, ti capisco e ti perdono, anche se, indubbiamente, mi hai deluso profondamente. D’altra parte, ti ha colto di sorpresa sia l’amore, sia la furia che si è scatenata tra me e la morosa, e la paura di perdere un bene prezioso tanto a lungo atteso ti ha fatto perdere lucidità: sì, lucidità, perché tutto quello che è successo, secondo me, non c’era alcun bisogno che accadesse. In fondo, non so neanch’io cos’è che è andato storto.
      4) Io credo che in fondo lei lo sappia…
      5) Sul quinto punto invece sono d’accordo: la possino ammazzalla, senza appello e sì, la vita è una ruota, e questa ruota non potrà non schiacciarla. Io non sono la sola vittima in qualche storia, per viverla lei sarà obbligata a farne un’altra, forse due, e io non credo si possa costruire la propria felicità sull’infelicità altrui.

      Torniamo al punto 1. Possiamo scherzarci, andare pure sul greve, ché tanto siamo adulti e si può fare, ma ridurre il tutto a una mera questione di biscotto azzuppato mi sembra limitato e limitante: stiamo parlando di un sentimento di una persona di animo nobile, cui la vita ha riservato finora un carico di dolore non indifferente. In fondo, nella fase “quel che resta del giorno”, dopo un percorso in cui l’arsura è stato lo stato preponderante, non puoi pretendere che, alla vista di un ruscello di chiare fresche e dolci acque uno si possa tirare indietro o procrastinare ancora per qualsivoglia motivo.

      Io lui lo vedo ancora come un signore, pieno di dignità e di senso della giustizia, secondo me decisamente ingenuo anche in questa ulteriore fase della sua vita, ma poi tutto sommato un uomo semplice, che vuole solo un po’ di tranquillità. Avrebbe potuto comportarsi diversamente? Certo, abbiamo sempre la possibilità di scegliere diversamente. Avrebbe dovuto? Non siamo nati tutti eroi, ma il non essere eroi non comporta necessariamente essere l’opposto. Lui è una persona mite, non incline al conflitto, e probabilmente con la mia presa di posizione l’ho messo con le spalle al muro. Peraltro, tornando indietro, probabilmente farei ancora la stessa cosa: la rabbia nei confronti di lei è stata superiore all’affetto nei confronti di lui, e allora, perché rimproverarlo di aver avuto anche lui un sentimento per lei superiore all’affetto per me?

      Ipsa dixit.

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  11. Chiedo scusa per ieri ma sono arrivato tardi è….. non c’è l’ha facevo più. Mi sono addormentato col mouse in mano (ed il portatile sulla pancia).
    Ti sento DM. Ma ti sento come in una di quelle situazioni dove guardi un animale braccato da altri che stanno per azzannarlo. Sembra che cerchi dei angoli come riparo. Ma disperatamente…. non li trovi. Quello che fa più male, pero, sta nel fatto che senti i morsi di tua figlia.
    Si dice che nel branco dei lupi c’è sempre un leader. Leader che ha tutto il suo rispetto da parte dei suoi compagni…. e dei famigliari. Poi, quando il leader invecchia e la sua debolezza diventa evidente essi lo attaccano. E lo uccidono. E tra questi…. si trova (sempre) anche il suo discendente. Forse è questo che fa morire per prima “il ex leader”.
    Come una sorte di Tu quoque, Brute, fili mi? Le famose parole di Giulio Caio.
    Vorrei non essere critico. Vorrei darti dei consigli D. Ma non posso, perché magari non ci sono neanche. Non conosco la tua storia di Xavier ma sono sicuro che puoi gestirla. Come potresti gestire anche quella di Atilla, oppure Lobot. Ma non quella di tua figlia. Perché a lei vuoi bene. E perché lei ti è nemica. E lei vede in Atilla un leader di casa, e non in te. E fa male. Come si può avere come nemico la tua propria figlia? Come farla capire che hai bisogna di lei come amica, e non il contrario. Come farli capire che quando va dal suo papa è come un ospite. Dove lui e la sua nonnina li fanno tutti i capricci. Ed invece quando entra nella “vostra”casa è come un membro a tutti effetti. Con diritti e obblighi. Come spiegarli che – anche se cresciuta e bisognosa di esprimersi – deve capire che anche tu hai bisogno dei tuoi spazi.
    Che non ha il diritto di invaderli.
    Come farla intendere che se non rispondi al telefono in certi momenti è un tuo diritto fondamentale da persona adulta? Anche se il motivo può essere perché non lo vuoi fare. Non vuoi sentire in quel momento delle lamentele, critiche e accuse.
    Come farla capire che il computer può essere visto come una cosa personale? Una cosa intima. Come le mutande, o reggiseno. E che non si tocca. Spiegarli che se hai speso dei soldi per avere un pc nuovo lo hai fatto anche per avere un tuo spazio privato. E lei il suo. Come una volta il vecchio diario. Non trafugare nel computer di una persona vuol dire rispetto. Farlo invece, significa una grossolana offesa.
    Come fare a spiegarli che anche se suo Atilla è un super eroe, il discepolo di Schumacher e riesce sempre a recuperare i ritardi, lo sempre a modo spericolante? E che quando lo fa c’è un rischio. Sopratutto…. la vita di sua figlia. Vita… che tu…. non saresti mai disposta a rischiarla. Che – al volante – tu sei diversa. Magari, imbranata, lenta, principiante. Ma che, a differenza del suo eroe, non sei mai presentata al ufficio postale a pagare le salatissime multe stradali. E che la tua macchina sembra un gioiellino (paragonandola con quella di Batman suo).
    Come spiegarli che si, c’è la possibilità che tu sei condannata a restare da sola, come lei ti ha prevista. Ma che, francamente parlando, visto la situazione in quale stai galleggiando, sarebbe la situazione migliore per te. Che tu sei una persona. Che puoi avere ragione o sbagliare. Che puoi essere brava o cattiva. Alti e bassi. Ma che ora (più che mai) hai bisogno del suo appoggio. Del suo amore. Del suo intendere. Che tutti questi problemi ti hanno inginocchiata. E che lei invece di tenderti una mano ti sta spingendo nella fossa.

    Forse dovresti allontanarti per un periodo. Lasciarla meditare a quello che vuole fare. Non soltanto di te, ma anche del suo comportamento. Forse la tua mancanza riuscirà a farla capire quale sono le sue mosse sbagliate e sopratutto qual’è il tuo valore (nei suoi occhi). Prenditi una pausa e vai in qualche posto tranquillo dove potresti staccare un po. Se vuoi, potrei lasciarti la mia casa dove abito (tanto io manco tutta la settimana) e dove staresti da sola in compagna dei uccelli e fiori che ti faranno “annoiare”. Per tornare con le batterie cariche.

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    • Caro Valentino, dieci e lode per la tua analisi. Veramente mi sono un po’ irrigidita quando ti ho letto definire mia figlia mia nemica, ma poi ci ho ripensato e sì, certo, lei non è mia nemica, ci mancherebbe, ma il suo modo di comportarsi, le sue pretese, sì che lo sono, e quanto mi remano contro!

      Per quanto riguarda lo stacco, purtroppo il lavoro m’inchioda qui, ma appena ho qualche giorno di ferie senza emergenze varie (operazioni mamma etc.) un po’ di vacanza me la farò sicuramente!

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    • Molto carina, e soprattutto rilassante, complimenti! 🙂

      PS: ma stavi scrivendo il tuo blog in italiano e non mi hai detto niente? E io che non sono più venuta, convinta che continuassi a scrivere in rumeno!

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    • La pubblicità è l’anima del commercio! Bastava che mi dicessi che avevi cominciato a scrivere in italiano, nel caso ti fosse sembrato sfacciato dirlo in maniera diretta avresti potuto farlo capitare in discorso… 😉

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    • No, credo di aver capito il mio errore, niente chiave e tanto amore. Il mio problema con mia figlia non è stato non aver messo i paletti, ma averne messi troppi! Le regole devono essere poche e chiare per poter essere rispettate, altrimenti creano anarchia come se non ci fossero.

      Questo è quello su cui ho riflettuto e che ritengo di aver capito.

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