Le riforme che vorrei

CAMPAGNA_ELETTORALE

Qualche post fa, tra il serio e il faceto, tracciai qualche “linea di governo“, che riporterò in calce al presente post per venire incontro alla prigrizia di qualche lettore.

Mi vengono in mente, oltre a quelle lì elencate, una serie di altre questioni:

1) Le case popolari. Al di là del fatto della cartolarizzazione e della vendita delle suddette, vi sembra sia tollerabile che gli assegnatari se le vendano? Non c’è proprio la cultura del restituire un’abitazione data semplicemente in uso, che è di proprietà della collettività, gli assegnatari la considerano propria, la restituzione non è contemplata, chi è in graduatoria non la vedrà mai neanche in cartolina, mentre chi cerca scorciatoie deve sborsare ricche buonuscite per poi entrare come abusivo e “giocarsela”. Non so come funzioni ora, ma un tempo mi dicevano che, dopo un tot anni, pagando un tot milioni, si poteva sanare il tutto: ecco l’Italia dove, tra un condono e una sanatoria, si espande e radicalizza la mentalità del “faccio quello che mi pare, scavalco ogni norma e legge, poi ne parliamo”. Questo senza contare che chi è in affitto nelle case popolari, paga al Comune, a parità di appartamento, meno di quanto un proprietario, allo stesso Comune, debba pagare di ICI: cioè, io per casa mia devo dare al Comune più di quanto un altro gli debba dare per una casa sua????

2) Gli abusi di potere. E’ giusto che l’oltraggio a pubblico ufficiale debba essere considerato un reato più grave perché per l’appunto coinvolge un pubblico ufficiale, un rappresentante delle istituzioni ma, per lo stesso motivo, non vi pare che anche quando è il pubblico ufficiale a oltraggiare il cittadino debba essere punito più severamente, proprio perché rappresenta le istituzioni, e il suo abuso PER queste istituzioni è un’onta?

3) I lavori pubblici: a parte il fatto che se, come dice la Costituzione, “è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli…”, lo stato si dovrebbe assumere l’onere di rimuovere le barriere architettoniche e vigilare che non ne vengano create di nuove, vi è mai capitato di vedere sventrare una strada perché, che so io, ci deve passare una qualche tubatura, ripristinare il manto stradale, e poi rivederlo una settimana dopo risventrato perché ci deve passare un altro tubo per un’altra fornitura, e poi ripristinato, e poi rismantellato perché ci devono passare le rotaie, e poi ripristinato… ma dico, oltre che mandare il traffico in tilt e i cittadini al manicomio, è uno spreco di denaro immondo, e oltretutto fonte di inquinamento, nonché concausa dell’inefficienza del trasporto pubblico e privato! Ho capito – mi hanno spiegato – che ogni azienda che fa un lavoro deve ripristinare lo stato precedente, ma facciano allora gli appalti a raggruppamenti d’impresa, così sfasciano una volta per tutte e mettono il tubo per la corrente, quello per le fibre ottiche, quello dell’acqua, quello del gas, ripristinando – sempre una volta per tutte – mettono pure le rotaie, e così contraiamo tempi e spese!

4) I trasporti. Il trasporto pubblico deve funzionare. DEVE. Ne va della qualità – e quantità – della vita dei cittadini, della qualità dell’atmosfera, dell’efficienza anche degli uffici, se non altro per puntualità e disponibilità dei dipendenti. E le vetture DEVONO essere – oltre che mantenute sempre efficienti – PULITE, perché non è possibile che abbiamo mezzi di trasporto (in)degne del terzo mondo.

Basta restrizioni al traffico che servono solo a foraggiare le industrie delle automobili, il cittadino deve scegliere il trasporto pubblico perché è efficiente ed economico, perché è comodo, non perché è preso per il collo!

5) Manifestazioni e guastatori: tolleranza zero per i guastatori, direi almeno dieci anni di lavori forzati, tanto per far loro capire la fatica del costruire, e interdizione perpetua dagli uffici pubblici, visto quanto hanno dimostrato di avere a cuore la cosa pubblica e i beni dei cittadini.

Per ora non mi viene in mente altro (ancora non ho predisposto la mia campagna elettorale 😉 ), ma vi riporto qui il famoso commento cui mi riferivo all’inizio:

Comunque, se potessi prescindere dalle 48 ore, renderei la scuola più selettiva, affinché il titolo di studio torni ad avere valore, e la popolazione non sia tormentata dall’ignoranza sparsa negli uffici pubblici. Rivedrei certe norme europee, perché non permetterei che qui si distruggessero le messi per poi importare gli stessi prodotti dalla Cina o che per essa. Metterei un serio tetto alle prebende dei politici, non tanto per tagliare la spesa, quanto perché deve essere chiaro il concetto che chi governa, chi fa politica, lo deve fare nell’interesse del popolo italiano, e non delle proprie tasche: governare, rappresentare il popolo, devono essere una missione, non un facile mezzo per avere soldi facili e potere.

Poi, ovviamente, le leggi che governano il pensionamento dovrebbero essere equiparate: stai due anni in parlamento? Bene, contano come due anni di lavoro. Ai comuni mortali servono ulteriori 40 anni per andare in pensione? A voi pure, che comuni mortali come gli altri siete!

Renderei la vita facile ai meritevoli, e comunque quasi abolirei i concorsi, fonte delle più grandi ingiustizie: quando il titolo di studio sarà tornato a valere e a essere garanzia di preparazione, ci dovrebbe essere una graduatoria unica per tutto il territorio nazionale: poi, se quelli più bravi/fortunati/con più iniziativa/aziende di famiglia blablablà nel frattempo avranno provveduto da soli, tanto meglio, ma una base minima, una fonte di reddito di partenza va garantita a tutti.

Naturalmente, ferme restando le emergenze umanitarie e i criteri di solidarietà cui deve essere improntata una civiltà che si rispetti, per me vale il detto “Prima i tuoi e gli altri se tu puoi”: chi è da una vita che contribuisce alla crescita e al benessere di una nazione, e il cui padre, i cui nonni e bisnonni hanno a loro volta contribuito (magari alla liberazione, dando anche la vita), hanno diritto a coglierne i frutti. Chi viene dopo, è venuto dopo, si rimbocchi le maniche e si guadagni la pagnotta.

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22 thoughts on “Le riforme che vorrei

  1. Sulla meritocrazia mi trovi pienamente d’accordo. Più che altro farei in modo che i concorsi siano effettivamente giusti chiamando commissioni esterne e tenendo sotto controllo gli stessi responsabili del procedimento, magari controllando i telefoni, i conti corrente e via dicendo. Ciò in quanto spesso, nelle università, i più bravi sono penalizzati dall’andamento dell’umore del docente. Mi è capitato spesso che gente preparatasi su appunti abbia preso voti altissimi e che gente preparata sui libri sia stata bocciata, ciò perchè magari i primi avevano più faccia tosta e più lacrime rispetto ai secondi. Anche se la maggior parte dei miei voti è stato per merito, una volta feci un esame che preparai con cura poichè era diritto romano, quindi molto difficile.
    L’intero libro era dedicato al diritto di proprietà rivisitato nel tempo, mentre un paio di capitoli erano riservati ad alcuni istituti di secondo grado.
    Vado a sostenere la prima parte della prova orale (la seconda consisteva nell’ultima domanda posta dalla docente) e, nonostante la brillante esposizione e i complimenti dell’assistente, mi becco un 23, poichè nel libretto l’ultimo esame sostenuto aveva un voto di 24.
    Un mio collega, appena finita l’interrogazione mi chiede cosa mi era stato domandato dall’assistente. Gli dico che tutto verte sulla proprietà. La sua risposta:
    “La proprietà? E dove sta scritto?” lui aveva studiato sugli appunti di un amico e, ovviamente, della proprietà c’era poco da dire.
    Mi animo di pazienza e gli spiego l’istituto. Sostiene l’esame con lo stesso assistente, la domanda verte sulla proprietà romana e lui, alla fine dell’interrogazione, con fare soddisfatto mi fa:
    “Se non fosse stato per te sarei stato bocciato. Ho preso 30”.
    Fu che negli anni lui a suon di appunti si laureò qualche mese prima di me, vincendo il premio di laurea (se ti laurei in tempo l’università di regala una borsa di studio. Pochi soldi, ma son soldi).

    Sull’abuso d’ufficio la notizia che i tg nascondono è quel caso dei dirigenti dell’agenzia delle entrate, passati in graduatoria senza concorso, in alcuni casi privi di requisiti, a discapito di funzionari preparati con tanto di laurea ed esperienza.
    Sono state emanate cartelle esattoriali davvero esose, mandando in rovina intere famiglie. Ciò in quanto spesso gli accertamenti si basavano su circolari che gli stessi dirigenti firmatari della cartella avevano emanato a favore dell’Agenzia, e che ovviamente penalizzavano il contribuente.
    Una norma vuole che in caso di carenza assoluta di potere, l’atto amministrativo (cartella) sia nullo, ragion per cui le milioni di cartelle firmate dai dirigenti fasulli possono essere impugnate per inesistenza delle stesse. Non è abuso d’ufficio, certo, ma quando una cartella passa al vaglio del dirigente, egli è tenuto a controllarla sotto pena della sua responsabilità. Se un calcolo è sbagliato e lui firma pur di ottenere soldi per il fisco, è già di per se un’ingiustizia, a maggior ragione se chi firma non è dirigente per via di un concorso ma per favoritismi della politica.

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  2. Abbenchè, TRA IL DIRE E IL FARE CI CORRA IL MARE …. mi sembra, francamente, che il tuo programma è mooolto condivisibile …. e dunque VIVA @DIEMME, ove ti candidassi in Politica ! 😀

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  3. Cara Diemme, vorrei le tue stesse cose; ma forse così entriamo nell’utopia. Certamente bisogna contrastare le idee ispiratrici delle corrotte e confuse politiche nazionali ed europee e ripulire il sistema dalle incrostazioni che gli impediscono di respirare: burocratizzazione, malaffare, tangenti, interessi personali, corruzione della classe dirigente ed elefantiasi dei corpi sociali. Ancora non vedo nei partiti, e in gran parte della società, la volontà e i valori che possano condurre il Paese ad un Rinascimento di tutti i settori spirituali, culturali, economici. Per non parlare della formazione umana che langue tra le pastoie secolari della mancanza di interesse e di risorse. Un caro saluto. Marisa

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    • Dobbiamo rimettere il bene comune al primo posto. Dobbiamo lottare per mens sana in corpore sano, e per l’eccellenza della nostra nazione e del nostro popolo.

      E poi, basta criminalizzare industriali, imprenditori, proprietari, la ricchezza non è reato, dobbiamo dare modo alle fasce più basse di elevarsi, non massificare e livellare verso il basso! Ci hanno messi gli uni contro l’altro per distrarci mentre mangiavano, impiegato contro datore di lavoro, proprietario contro affittuario, operai contro colletti bianchi, autoctoni contro immigrati, mentre il problema è solo la gestione del tutto, ognuno contribuisce al bene pubblico secondo le proprie possibilità e il proprio ruolo, ognuno ha bisogno dell’altro!

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  4. sono ABUSIVI incapaci e sprovveduti. Hanno solo l’arroganza tipica di chi è incapace di dialogare . raccontano palle su palle : la disoccupazione è aumentata di brutto ma gioiscono per la porkataexpo’ che li ingrasserà a termine…. NON HANNO FATTO ASSOLUTAMENTE NULLA PER IL LAVORO SERIO !!!! Ecco la riforma piu’ impellente…. condivido ovviamente anche le tue proposte !!

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  5. Quelli che, in nome del caos ( o di altri inconfessabili motivi ) “rompono e spaccano” ogni cosa, che sia materiale ( chessò ? La macchina di un povero disgraziato che l’ ha posteggiata sulla strada … ) o non materiale ( ad esempio la testa o altro di chi, ahilui, si trovava a passare di là … ), e che magari – fingendosi poi ( pur con un curriculum in patria da delinquente demolitore ) “poveri ragazzuoli” che, avendo alzato il gomito in una serata fra “amici”, erano un tantinello irrequieti – spaccavano più degli altri guidandoli, bombe molotov in mano, verso gli obiettivi da distruggere ??? 😯
    Io, uomo d’ arme quale ex cavaliere ‘crociato’, SONO DALLA LORO PARTE SENZA SE E SENZA MA …. ed infatti asseconderei il loro istinto IN TOTO, relegandoli, piccone e zappa in mano, nelle miniere, o nei campi da sterrare, o verso montagne ove creare sentieri …. al fine di consacrarli all’ esecuzione di “lavori utili” : mi si dirà che “quei @ragazzuoli, muniti di rollex al polso”, NON si piegherebbero mai a tali incombenze …. ed io risponderei : NON LAVORATE ??? BENE … E ALLORA NEANCHE MANGERETE” !!! 👿

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  6. E quanto al “famoso commento” …. io la pensione ai Parlamentari la regolerei così come segue .
    Un cittadino/una cittadina …. viene eletto dal popolo per ricoprire UN mandato parlamentare, ebbene :
    1) costui/costei è disoccupato/disoccupata : lo Stato verserà un compenso mensile adeguato all’ importanza delle funzioni svolte, e provvederà a versare, in conto Inps ed Inail, le conseguenti quote assicurative spettanti ad un qualunque datore di lavoro . Al termine del mandato, se il mandato stesso avrà avuto la durata ( massima ) quinquennale : I) a costui/costei dovrà esser riconosciuta una “pensione minima” commisurata al mensile, se invece il mandato avrà avuto una durata inferiore ai 5 anni, II) a costui/costei spetterà il solo cumulo delle quote assicurative .
    2) l’ eletto/l’ eletta HA un lavoro . E se trattasi di “lavoro dipendente” : I) lo Stato dovrà limitarsi a riconoscergli/riconoscerle uno stipendio mensile “pari” allo stipendio che gli/le sarebbe spettato presso l’ ente in cui lavorava ( ente che, per la durata del mandato, “sospenderà” così il versamento di salario ) + i contributi assicurativi . Al termine del mandato, nè liquidazione nè pensione …. ma la riassunzione presso l’ ente originario ; se invece trattasi di “libero/libera professionista”: II) per la durata del mandato parlamentare, a costui/costei spetterà uno stipendio mensile PARI AD 1/12 DEL REDDITO ANNUO DICHIARATO IN SEDE DENUNCIA DEI REDDITI NELL’ ANNO PRECEDENTE + le conseguenti, e commisurate, quote contributive , ed al termine, per lo Stato stop al versamento di stipendio e stop al pagamento dei contributi !
    Ed i vari e variegati appannaggi e facilitazioni spettanti, attualmente, ai Parlamentari ( del tipo … barbiere, caffè e/o cornetti al bar, pranzi e cene, biglietti gratis per treni, navi e aerei, biglietti gratis per cinema, teatro e avvenimenti sportivi …. etcetera etcetera ) ???? 😯
    GLI STESSI CHE SPETTANO AD UN CITTADINO COMUNE …. magari con qualche squillo di tromba in più !!! :mrgreen:

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  7. Oh …. cribbio, excuse me ! 😦
    ADDE, dopo le parole ” … lo Stato dovrà limitarsi a riconoscergli/riconoscerle”, le parole “per 5 anni, a prescindere dalla durata effettiva del mandato stesso” ! 🙂

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  8. punto 1) lo scopro oggi e non avrei mai pensato di scoprirlo…

    punto 2) credo non esistano… o se proprio devo riconoscerli non debba esistere distinzione nella pena

    punto 3) … è muovere, non ri-muovere… devi aver letto una ristampa mi sa…

    🙂

    per gli altri punti, nulla da aggiungere…

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  9. Pingback: Referendum: perché voterò no | Diemme - Ogni cosa è illuminata

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