Archivio | 27 aprile 2015

Festival dell’Oriente

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Caro Xavier,

ieri sono stata al Festival dell’Oriente. Niente di che, anzi, se proprio devo dirti la mia, una manifestazione piuttosto squallida. Però non tutti la pensano come me e, in effetti, credo che tu l’avresti apprezzata.  A me non è piaciuta perché i padiglioni della fiera di Roma non hanno proprio niente di orientale, brutti, grigi, sporchi, con quelle lampadacce industriali per l’illuminazione che certo non hanno nulla a che vedere con le artistiche e caratteristiche lampade orientali.

Anche la musica di sottofondo era fuori luogo, forte, assordante, ben lontana dalla rilassante musica orientale che ti fa compagnia nei ristoranti cinesi e giapponesi cui siamo abituati.

Tra gli stand, poi, tanti quelli italiani, prodotti tutt’altro che tipici orientali, e gli orientali che giravano sembravano mascherati con gli abiti tradizionali, indossati senza alcuna naturezza.

In uno degli stand italiani vendevano degli orologi favolosi, del tipo che tu una volta mi avevi chiesto e che ti regalai, ma che mi pare di aver capito ebbe vita breve.

La tentazione di ricomprartene uno è stata tanta, da mettere lì, insieme allo spazzolino, for future use. L’idea sarebbe stata questa, come una volta feci e ti piacque tanto, una specie di busta sorpresa, con dentro tante cose, da pescare una ad una… mi ricordo che ti piacque tanto quando te la feci, e lo ammetto, era divertente, uno dei rari casi in cui manifestai un po’ di gioia, e la volontà di fare una sorpresa, che troppo spesso mi manca.

Poi, all’improvviso, in uno stand giapponese, vedo una katana. Mi fermo a guardarla, e ricordo la tua katana, e la tua foto con la katana. In effetti il mondo orientale fa un po’ parte di te ma… ma che cosa? Mah!

Mi chiedo a volte cosa sia il mondo zen, e quanto incoerentemente si mescoli al nostro occidentale andazzo… anche se penso che l’incoerenza sia propria di ogni essere umano, orientale od occidentale che sia.

C’era anche molto cibo, quello sì tutto orientale, o al massimo biologico, naturale, vegano, mia figlia ci è andata a nozze.

Alla fine siamo usciti, percorrendo un sacco di strada bruttissima, grigia, buia, squallidissima… altro che clima orientale, a me è sembrata proprio la peggiore zona industriale, metallica e soffocante.

Beh, che devo dirti, prendiamo quello che c’è di buono: la fiera ci sarà ancora dal primo al tre maggio, i giorni in cui, solitamente, saresti stato qui. Non ci sarai, ma potrai consolarti col fatto che non ti sarai perso molto: non la fiera, non la mia compagnia.

Ti abbraccio.

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