Buon compleanno, Israele!

Bandiera_animata_flag_Israele_dal_1948

da fb (il neretto è mio):

BENJAMIN Rotschild E IL SIONISMO (che tutti sappiano!).

Sir Benjamin James Rotschild riceveva capi di stato e capitani di industria nel suo piccolo studio nel centro città, per quasi 12 ore al giorno. Era un uomo molto impegnato ed iniziava a ricevere alle 7:45.

L’appuntamento di quella mattina di novembre era un appuntamento importantissimo e fu concesso 7 in punto, ma non si presentarono principi o imprenditori bensì modesti contadini e qualche contabile; erano i sionisti, i pionieri che stavano bonficando Israele.

Saltarono i convenevoli e vennero al dunque.
Aaron Zuckerman, il capo della delegazione, aprì la cartina sulla scrivania di James Rotschild e, puntando il dito in una zona tra Tel Aviv e Haifa, disse semplicemente : “E’ qui”.

Rotschild : “Cosa?”

Rotschild : “Ho già dato tanti soldi per comprare Rishon !” *

Rotschild : “Gli arabi ci vendono le terre a prezzi dieci volte maggiori il loro valore perché sanno che a noi servono. Sono terre sabbiose, malariche ed incoltivabili, questa zona e’ assolutamente inutilizzabile; non butto altri soldi in imprese folli”

Aaron Zuckerman: ” Signor Rotschild, le terre che gli Inglesi ci hanno date sono poche, non bastano. Dobbiamo continuare a comprare dagli arabi, le bonificheremo, ci pianteremo gli eucalipti e poi piano piano…”

Rotchild: “Piano piano cosa? Gli eucalipti non si mangiano. Ci vorranno decenni; non avete macchinari né sementi né attrezzature né forza lavoro, è un’impresa impossibile. NO, no, la mia risposta è no.”

Aaron Zuckerman rimase in piedi immobile come se non avesse sentito; “No” era una risposta che non poteva semplicemente accettare. Aveva negli occhi quella luce… quella luce che hanno i sognatori che non si arrendono mai, che vedono quello che non c’è ma sanno che ci sarà.

Zuckerman : “ La prego Sir Rotschild, gli ebrei sono perseguitati in tutto il mondo e verrrano a rifugiarsi in Israele ma dobbiamo far trovare loro terre e campi coltivabili, per ora è solo deserto… non avranno di che nutrirsi…”

Rotschild: “ E allora? Ho detto no; vi prego andate in pace, ho mille impegni, faccio tanta beneficenza ma questo progetto è folle e assurdo. Andate in pace ora….., beazhlaha’’.
( Beazlaha=che abbiate successo – in ebraico).

Usciti i Pionieri, Rotschild prese la sua tazza di the – la prima della giornata – e scostò la tenda per guardare la città da dietro la finestra. Vide il fumo delle ciminiere, la pioggia e la nebbia di novembre che sovrastava il tutto… il fango nella strada di una Parigi invernale e triste…….

… Poggio’ la tazzina di scatto sul tavolo ed urlò alla segretaria di fermare i sionisti prima che uscissero dall’edificio.

Aaron Zuckerman si ripresentò immediatamente : “Eccoci signor Rotschild, che c’è?”

Rotschild: ” Va bene …..va bene; avrete i soldi…. comprerò i terreni dagli Arabi ai loro prezzi gonfiati, non importa ma voglio una cosa, anzi due”.

Zuckerman: “prego”.

Rotschild: “Voglio che costruiate una città, piccola ma bella, bellissima, dovranno esserci giardini, piante, aiuole e tanti fiori… con tante panchine all’ombra che i vecchi possano riposare nei pomeriggi d’estate… dovra’ sembrare un giardino… la dedicherete a mia moglie Chana”.

I Sionisti si guardarono in faccia scettici: “ Vede Signor Rotschild non è così facile né sicuro che riusciremo a….”.

Rotschild li interruppe : “Poi voglio un’altra cittadina, piccola ma con attorno boschi con animali selvatici liberi e anche dei vigneti per farne il nostro buon vino ebreo e ci metterete i cavi della elettricità, il telefono e tutte le cose moderne possibili. Sarà dedicata alla memoria di mio padre Yaaqov” .

Aaron Zuckerman guardò il barone Rotchild senza riuscire a fermarlo… perché poi fermarlo ?

In fondo, ora, vedeva negli occhi del barone quella stessa luce; quella luce che avevano i Sionisti , i sognatori folli. Far crescere frutta e fiori nel deserto? Un sogno, una follia niente di più.

Rotschild: “ allora Signor Zuckerman; se non credete nemmeno voi ai vostri sogni come potrò mai fidarmi di lei? Qual e’ la vostra risposta dunque?”.

Zuckerman avrebbe voluto dire che sarebbero stati fortunati a coltivare qualcosa di commestibile ma senza grosse aspettative; che le richieste del suo interlocutore erano esagerate ed impossibili ma si trattenne dal farlo , sorrise e disse semplicemente:

“Signor Rotschild…… avrete le vostre due citta’, ve lo giuro sulla testa dei miei cinque figli”.

Che poi in fondo promettere non costa niente e tanto ci sarebbero voluti tanti di quegli anni, chissà se mai… chissà.

Pomodori e fiori nel deserto? Giardini?…….. Ma su andiamo, siamo seri.

Però….però….

Però, se venite in Israele – e veniteci perché è un paese bellissimo-, da Tel Aviv prendete la strada per Haifa in direzione nord. La numero 4.

Dopo un’ora e mezzo circa Incontrerete una città giardino, – Pardes Chana – (Il giardino di Chana come la moglie del Barone Rotschild) con tanti fiori e case basse ad un piano immerse nel verde e le panchine nelle piazze all’ombra per dare refrigerio ai vecchi d’estate.

Andando avanti sulla stessa autostrada troverete una cittadina adagiata su due colline con un bel boschetto e delle vigne e con tanti bei viali alberati; ristorantini e boutique nelle stesse case coloniche utilizzate 100 anni fa per bonificare la zona….E i vigneti che ancora oggi producono il vino ebreo…

Ziqron Yaqov si chiama la citta’ ( Ziqron= Ricordo-memoria di Yaqov il padre di Sir Rotschild.)

Ma aspettate, non è finita, in mezzo alle due cittadine ve ne è una terza: BENJAMINA, piccolina ma deliziosa…. non era prevista e fu dedicata a Sir Benjamin James Rotschild che rese possibile tutto questo. Perché in fondo quando ci vuole ci vuole.

Giardini laddove c’era il deserto. Questo fu il Sionismo; il sogno impossibile di chi non ha mai smesso di sognare.

Buon compleanno Israele e che tutti sappiano come sei nata.

*( Rishon Le Zion , rishon=primo, il primo apPezzamento di terra comprata dai Sionisti in Israele )

Tel Aviv 23 aprile 2015

 

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=898550170202527

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8 thoughts on “Buon compleanno, Israele!

  1. Ohibò … questo tuo ultimo “post augurale” … come richiama i tuoi precedenti ( ad esempio : Prova provata, Omaggio a @Toaff, Sgombero tutto, Uguaglianza … ) e come rispetta le nostre empatie ! 🙂
    Ed infatti … proprio ieri mattina, presso il mercato rionale cittadino, ho acquistato tra gli altri, nella bancarella dei ‘libri usati’, l’ album LINUS ( la celeberrima ‘rivista a fumetti ) del 3 marzo 1991, che alle pagine 26-27, sotto il titolo EBREO – ARABO, riporta 8 tavole disegnate a colori ed accoppiate “a due a due” : nella prima, compare un Ebreo barbuto vestito di nero, nella seconda un Arabo barbuto vestito di verde e bianco …. ed il seguente dialogo :

    EBREO : “Noi … abbiamo un sogno” !
    ARABO : “Noi … avevamo un paese” !

    EBREO : “Noi … abbiamo un paese” !
    ARABO : “Noi … abbiamo un sogno” !

    EBREO : “In fin dei conti siamo molto simili” !
    ARABO : !?!

    EBREO : “Voi discendete dai Semiti … E NOI ANCHE” !
    ARABO : !?!

    EBREO : “NON mangiate carne di maiale … E NOI ANCHE” !
    ARABO : !?!

    EBREO : “Siete circoncisi … E NOI ANCHE” !
    ARABO : !?!

    EBREO : “Rispettate la parola del Signore … E NOI ANCHE” !
    ARABO : !?!

    EBREO : …..
    ARABO : “Siete in Palestina … E NOI ANCHE” !!!

    Potenza dei post ragionati ed attuali come i tuoi, cara @Diemmìk …. e dei sogni ‘onesti’ che NON tramontano mai !!! 😀

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    • Perdonami, cavaliere, ma non sono assolutamente d’accordo con la veridicità storica di questo duetto, anche se non starò a tornarci sopra. Stucchevole poi e fuori luogo il fatto di essere entrambi Semiti (e allora? E’ questo che rende più o meno simili? Torniamo al discorso di razze?), non mangiare carne di maiale (e dunque? Quelli che la mangiano sono un’altra razza meno comprensibile?), rispettare la parola del Signore (abbiamo un “Signore” ‘na ‘nticchietta differente).

      Il fatto che avessero una terra, che loro l’abbiano venduta (a dieci volte il loro valore, lucrando sui sogni dei Sionisti!), che non abbiano voluto realizzare il loro Stato in seguito alla risuluzione dell’ONU, come invece hanno fatto gli ebrei, perdonami Bruno, ma sono beneamati fatti loro di cui non mi frega un accidente! Si rimbocchino le maniche, comincino a costruire anche loro qualcosa, la smettano con le loro missioni suicide, il lancio di missili, il loro odio atavico e i deliri di strage, e poi ne riparliamo.

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  2. Taccio … rispettosamente, ma non senza prima invitarti a riflettere meglio ( prenditi pure il tempo che vuoi …. ) sulle mirabili tavole di LINUS ( queste che ho citato e tutte le altre … ), che, pur con disegni e battute fulminanti non sempre comprensibili alla prim lettura, sono sempre d’ attualità ! 🙂

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    • Bruno, perdonami, ti voglio bene, ma abbiamo troppi morti da piangere quest’anno (v. operazione Margine Protettivo + rapimenti + attentati in Europa) per aver voglia di fare filosofia sulle strisce di Linus. E nessuno mi venga a dire che dall’altra parte i morti sono di più, ringrazino chi prima bombarda gli stati vicini causandone l’inevitabile reazione e poi li usa come scudi umani.

      E poi guarda, come dicevo alla mia collega, oggi sono fuori dalla grazia di Dio, e non ne conosco neanche il motivo, non a livello cosciente almeno, ma proprio non sono nello spirito adatto per avere reazioni più serene.

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    • Dimenticavo: più gli attentati alle fermate degli autobus in Israele, con investimenti dei poveri disgraziati che stavano aspettando l’autobus, più accoltellamento delle persone all’interno degli autobus, più lancio di acido in faccia ai passanti…

      Francamente, se ‘sti pazzi criminali che attentano alla mia gente sono semiti, circoncisi e non mangiano maiale non è che mi cambi qualcosa!

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  3. Lasciamo stare gli attentati ( a che servono le parole ??? O le lacrime ??? …. ), e continuiamo piuttosto – sivvuplè – il nostro ininterrotto dialogo interiore : non sei nello spirito adatto ?
    Neanche io, a dire il vero ! 😐
    Ma la vita va oltre e, dannatamente, continua imperterrita a perdersi per noi … sia che soffriamo pene indicibili, sia che assaporiamo assai precarie gioie .
    Lo dico a te, lo dico a me, e lo dico a tutti/tutte quelli/quelle di buona volontà : coraggio …. anche queste infamie, così come tutte quelle che le hanno precedute nei secoli, finiranno, NON abbandoniamo il nostro sogno di un mondo migliore “per tutti”! 🙂

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