Bugiardi

a.devincentiis_doppia faccia

Poche cose hanno effetto letale sui miei sentimenti come le bugie.

Non le sopporto, ma non le sopporto in maniera radicale tanto che, io che sono così incapace di cancellare le persone, divento incapace di fermarne la totale scomparsa dal mio cuore in caso di bugie manifeste.

Non parlo di quel minimo fisiologico che è sana difesa della propria privacy, ma di quelle che si traducono, di fatto, in inganno, in abuso del tempo e dei sentimenti dell’altro.

Sono stata innamorata nella mia vita e, devo dire la verità, praticamente mai la storia è finita per tradimenti, anche perché alla fin fine ho scelto persone con i miei stessi principi, e tutte queste storie finite sono state lunghe e dolorose da dimenticare. Ma non con Attila.

Dopo la storia di Issa, ero riuscita a superare la cosa poiché, trovandoci in un periodo di tira e molla, ero riuscita a far rientrare tutto nel “molla” e quindi a giustificarlo, finché un giorno – tra le altre cose avevamo trascorso una meravigliosa giornata insieme – scoprii un’altra bugia (indiscutibilmente bugia, galeotta fu la segreteria telefonica, perché gli scappò di ascoltare davanti a me un messaggio di Issa): il crollo di ogni e qualsiasi sentimento fu un attimo, e si è rivelato un processo assolutamente irreversibile.

Tutto questo non per rivangare il passato remoto (correva l’anno 1993), ma perché ho finalmente messo a fuoco come mai certe persone possano essere – in un passato molto ma molto più prossimo – uscite dal mio cuore, dalla mia testa e dalla mia vita (nonché dal mio profilo fb) repentinamente e senza lasciare traccia: la bugia. La bugia rende l’altro un bluff, un ologramma, un essere inesistente. La bugia è quell’autogol che dice all’altro: io non esisto, non sono mai esistito/a.

Questo è l’effetto che ha su di me il castello di menzogne.

Di un’altra persona ho lo stesso sospetto, per ora sto in campana. A me non ha fatto niente, ma comincio a mettere a fuoco che ha fatto della finzione la sua strategia di vita.

A buon intenditor…

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21 thoughts on “Bugiardi

    • Questa di cui ho il sospetto (l’altra è prova provata) è una povera disgraziata che proprio non ce la fa ad affrontare la realtà e a chiamare le cose col proprio nome: vorrebbe, ci prova, ma alla fine si arrende alla bugia che sembra risolvere tutto. Mi dispiace per lei, le voglio pure bene, ma io con questa gente non riesco a rapportarmi.

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  1. Non su questo argomento, ma su un argomento molto simile spesso sono in contraddizione con me stesso. Quando scopri un bugia o menzogna, che non pugnala te, ma qualcuno a cui tieni, che fai ?
    Sono sempre nel dubbio se andarla a riferire. Mi chiedo sempre, se quello sia il mio compito, oppure me lo tengo per me e vedo quando diventano torbide le acque. Perché spesso quando si apre bocca, si finisce per spaccare qualcosa, che magari, anche con la menzogna, però sta assieme. Ci sono persone che preferiscono stare felice nella menzogna e non sapere. Non siamo tutti uguali. Quindi spesso rimango nel dubbio, lacerante, di cosa fare. Perché nel momento i cui apri bocca, hai fatto una scelta e ti sei schierato, e se la persona menzognera è tuo amico/a te la sei giocata.

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    • Io il problema di giocarmi l’amico menzognero non ce l’ho, perché una persona o è menzognera o è mia amica. Invece è vera e mi spiazza l’altra di considerazione: la persona a cui apriresti gli occhi potrebbe essere una che non li vuole aprire, e ti potrebbe odiare per averla costretta a vedere, o meglio, a fare uno sforzo maggiore per non vedere.

      E questo, ahimé, capita in modo sorprendentemente frequente!

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  2. La sincerità e la chiarezza deveono essere la base…..se senti che c’è qualcosa che non va, da retta all’istinto, (il mio difficilmente sbaglia), solo che a volte non lo voglio stare a sentire purtroppo…

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    • Diciamo che so con chi ho a che fare e mi regolo di conseguenza. So soltanto che piuttosto che dirmi qualcosa di spiacevole, o che comunque le costerebbe dirmi, s’inventerebbe mille scuse, rendendo il problema reale poco focalizzabile e di conseguenza poco risolvibile.

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  3. Bugiardi si nasce…sinceri lo si diventa quando si riesce a parlare.
    Chi è bugiardo,spesso non è cattivo,ma magari va aiutato a parlare,ad esprimersi.
    Il dialogo uccide anche le bugie,la chiusura ne partorisce a migliaia.

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    • Non so se si nasce bugiardi. Sicuramente la bugia è infantile, in quando segno di non potere – e da adulti non volere – affrontare la realtà.

      E’ sempre segno di debolezza, ma da adulti è una libera scelta, un modo per tentare di rendersi la vita facile, ma anche per aprirsi la strada a dare libero sfogo alle proprie voglie repentine, senza rispetto per l’altro.

      Che in taluni casi, una e una sola volta, può essere anche una semplice goliardata ma, come diceva un mio amico, le bugie sono come le ciliegie, una tira l’altra, cominci con una scusa e ti ritrovi invischiato in un groviglio di menzogne da cui è difficile uscire senza pagare un prezzo caro quale, per esempio, la perdita di chi ci vuole bene e che di noi si fidava.

      Racconto per sdrammatizzare una storiella:

      Gennarino è a spasso con la mamma e il papà. A un certo punto passa un tizio che, fischiando rivolto alla mamma di Gennarino, esclama ” ‘anvedi che culo!”.
      Il papà di Gennarino è imbarazzatissimo, e quando il figlio gli chiede “Papà, che cosa ha detto quel signore alla mamma?” lui cerca di togliersi dall’impaccio con una piccola bugia: “Ce l’aveva con me, perché io sono un Gufo, e lui mi ha riconosciuto e ha esclamato: ”anvedi che Gufo!”.
      Allora Gennarino inizia con le domande: “Papà, ma se tu sei un gufo, mamma cos’è?”
      Papà: “Mamma è gufa”
      Gennarino: “E se tu sei gufo e mamma è gufa, io che sosa sono?”.
      Papà: “Tu sei gufetto”.
      Gennarino: “E se tu sei gufo e mamma è gufa e io sono gufetto, la sorellina che cos’è?”
      Papà: “E’ gufetta”.
      Gennarino: “E se tu sei gufo e mamma è gufa e io sono gufetto e la sorellina è gufetta, nonno che cos’è?”
      Papà: “Gufone”.
      Gennarino: “E se tu sei gufo e mamma è gufa e io sono gufetto e la sorellina è gufetta e nonno è gufone, la nonna…”
      A quel punto il padre esasperato esplode: “A GENNARI’, HA DETTO CULO!!!”

      Morale della favola: tanto valeva dirlo subito…

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    • Aggiungo: quando ho letto “Il dialogo uccide anche le bugie” ho pensato avessi invertito i termini, perché piuttosto sono le bugie che uccidono il dialogo. Poi ho capito il tuo pensiero, il dialogo può abbattere quelle barriere, fugare quelle ombre che portano l’altro a mentire, ma è una strada lunga, tortuosa, e che non necessariamente porta a una meta.

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    • ma vale sempre la pena di provare.
      Io sono vecchia,non saggia e forse neanche matura,semplicemente vecchia…ed ho imparato che non sempre chi mente è peggio di chi non lo fa; spesso è solo più insicuro, non riesce ad affrontare le critiche, non riesce a dire di no.
      E’ difficile imparare a dire di no, quando ci si sente costretti a compiacere tutti, meno che se stessi.
      La vita non è uguale per tutti, i genitori migliori, i figli perfetti…sono tutte utopie.
      Ci sono situazioni che neanche te ne accorgi e ti cambiano la vita. Non siamo tutti forti, né tutti fragili..una cosa di cui sono certa è che dando fiducia a qualcuno, si possono tirar fuori da lui o da lei le cose migliori.
      Stare all’erta è d’obbligo,ma anche chi non si fida a prescindere ha un problema che deve analizzare.
      Tanto non si riesce mai ad essere immuni dalle fregature, è meglio pensare che tutti possiamo deludere l’altro e non farne un dramma interiore. Si matura insieme, sbagliando, correggendosi…o almeno ci si prova.

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    • E infatti, qui mi riferisco a una persona che è stata prima di tutto vile, prima, dopo, e durante. Per la cronaca, mi sto riferendo a Miss Pelodifiga.

      Quella di cui invece ho solo il sospetto è chiaramente un’altra persona, con cui al momento sono in buoni rapporti, ma mi tengo molto sulle mie.

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  4. Io non sono un bugiardo: dire bugie è una cosa che non riesco a fare, se non piccolissime, per togliermi d’impaccio o sfuggire a una domanda impertinente.
    Certo, ci sono anche le bugie “a fin di bene”, ma, fine o non fine, restano sempre un’alterazione forzata e voluta della verità… e quindi hanno in sé il “germe del male”, comunque, anche se ispirate da un proposito non malvagio.
    La bugia, particolarmente se è “furba”, è mancanza di rispetto verso chi la riceve e un atto di arroganza e presunzione verso se stessi… più ancora che di debolezza, di incapacità ad essere sinceri.
    L’essere sinceri invece ci consente di allontanre chi ci contesta o anche ci disprezza e di avvicinare chi ha con noi qualche sintonia: è comunque un omaggio alla verità, quali che ne siano le conseguenze.
    La sincerità è anche, riallacciandomi a un successivo post, un mezzo per manifestare la nostra diversità… e forse l’essere noi stessi e come tali mostrarsi e agire, è uno degli scopi primari della nostra vita.

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    • Infatti io non credo nelle bugie “a fin di bene”, sono comunque una manipolazione dell’altro, un sottrargli il libero arbitrio e decidere in sua vece cosa è meglio per lui (senza arrivare ad estremismi di non raccontare ai bimbi di Babbo Natale, la Befana e la fatina dei dentini).

      Inoltre la verità, impedendo di nascondersi dietro un dito, obbliga ad affrontare le situazioni, a imparare le lezioni dalla vita, a crescere, a diventare persone migliori e più capaci.

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    • Be’ io non credo tanto al fine di rendersi migliori… piuttosto a quello di rendersi meno indistinti, più delineati, sia per un processo di “individuazione” di se stessi che è un fatto personale, sia perché questo ci rende più visibili, più inquadrabili e riconoscibili, anche dagli altri.

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    • Ho dimenticato una “a”: individuazione!

      Non smetterò mai di sbagliare nello scrivere e di non accorgermi di averlo fatto! 😆

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    • Tranquillo, ho corretto! Se ti può consolare, anch’io sbaglio continuamente, ma essendo la blogger mi è facile tornarci sopra a correggere 😉

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  5. Ah bugie bugie…quante volte ti richiamo….senza alcuna intenzione dj richiamare…quante volte ti scrivo…senza intenzione di scrivere….ah….bugie bugie e illusioni e disilussioni….stupenda la tua massima del blog…imparare ad andare a pezzi senza far rumore…

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