Io la moda la faccio!

Ashley-Tisdale-sciatta

C’è chi segue la moda e chi la crea.

Io decisamente non la seguo, diciamo che con una certa apertura mentale mi si potrebbe classificare tra chi la crea.

Per spiegarvi meglio il mio look di fashion girl, ricorrerò a un articolo che mi rispecchia quasi totalmente:

“20 cose che solo che si veste alla cazzo può capire”.

Per praticità vi riporto qui  i venti punti, direttamente con le mie osservazioni:

#1. Il tuo armadio è più vuoto del tuo frigo.

Questa no, il mio armadio è più pieno del mio frigo, entrambi sono pienissimi di cose ignote: entrambi, quando li apro, mi fanno scuotere la testa sconsolatamente e richiuderli.

#2. I tuoi abbinamenti di colore ricordano un quadro di Jackson Pollock.

Abbinamenti di colore? Perché, i colori si abbinano?

#3. Quando devi scegliere l’outfit giornaliero l’unica cosa a cui presti attenzione è cercare di non indossare un maglione al posto dei jeans, per il resto va bene tutto.

Ma solo perché le cosce non mi passano per le maniche!

#4. Quando hai letto “outfit giornaliero” ti è venuto un attacco di diverticolite.

Outfit? Chi era costui!

#5. Per te non esiste differenza tra vestirsi casual o elegante, l’unica differenza che concepisci è vestirsi con camicia o vestirsi senza camicia, e per camicia intendi anche camicia Hawaiana.

Perché, quella Hawaiana non è una camicia?

#6. Capire perché la gente perde tempo alla ricerca di uno stile di abbigliamento ti risulta più difficile che misurare la costante di Planck.

Beh, non esageriamo, a misurare la costante di Planck posso arrivarci!

#7. Se sei donna i tacchi li usi solo quando devi piantare un chiodo in casa per appendere un quadro.

Esattamente, una vera signora non usa il martello, attrezzo rigorosamente maschile!

#8. Se a natale ti regalano una sciarpa pregiata la usi per impiccarti.

No, per impiccare chi me l’ha regalata  😛

#9. I soldi risparmiati in abbigliamento ti hanno reso ricco.

E’ questo il vero segreto della ricchezza, ora l’hanno svelato anche a voi!

#10. Nelle foto ai matrimoni ti distingui sempre.

Per la mia assenza!

#11. Non butti via una felpa neanche se ha preso fuoco.

Sono la regina del riciclo creativo: una felpa che ha preso fuoco può essere riutilizzata come felpa estiva, con buchi per l’aerazione.

#12. Nessun abbigliamento di classe potrà mai competere con la comodità di uscire in tuta.

Non è vero, anche tutto ciò che è di maglia è comodissimo, e decisamente più elegante.

#13. Hai un paio di scarpe per l’inverno e un paio per l’estate. Cioè lo stesso paio.

No, ho duecento paia di scarpe, di tutti i tipi e di tutti i colori. Che, ovviamente, calzo indipendentemente dall’abbigliamento e dalla stagione.

#14. Se porti gli occhiali non cambi mai montatura, tanto ogni dieci anni tornano di moda.

Ma una volta gli occhiali non servivano per vedere meglio? Hanno cambiato funzione?

#15. Fare shopping per te significa trovare una maglietta superscontata e comprarne dieci esemplari.

No, non è vero, al massimo cinque.

#16. Non cambi il taglio dei capelli dalle medie.

E’ così che i miei vecchi compagni di scuola mi riconoscono ed esclamano “Non sei cambiata per niente!”: e son soddisfazioni!

#17. A volte ti vesti così a caso che le persone per strada pensano tu sia il festeggiato di un addio al celibato.

Quello che pensano le persone per la strada è l’ultima delle mie preoccupazioni!

#18. Quando ti capita di guardare i soggetti delle video-interviste alla settimana della moda ti dai un cinque da solo.

No, due.

#19. Non devi fare alcuno sforzo per tenere lontano da te i coglioni che giudicano gli altri da come si vestono.

Questa è la parte bella…

#20. Per te vestirsi alla cazzo non è pigrizia estetica, è un manifesto di libertà.

Share ButtonEsattamente così!!!!!!!!!!!

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32 thoughts on “Io la moda la faccio!

  1. Mmmhhh … che bolgia di sentimenti e d’ intenzioni ! 😯
    Quoto, comunque, il punto 20 ( … Per te vestirsi alla cazzo non è pigrizia estetica, è un manifesto di libertà …. ) !
    Essì … mi sembra un’ idea geniale, specialmente se le @Donne si vestono “alla cazzo” ( chiedo venia per l’ uso di questo termine, poco consono al linguaggio d’ un @Cavaliereerrante ) e gli @Uomini “alla fica” ( … idem 😳 ) : ci sarebbe certamente, je pense, una maggiore compenetrazione reciproca, ed un maggiore, e più completo e gustoso, piacere a mischiarsi le une con gli altri ! :mrgreen:

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  2. Beh, la moda in realtà è l’espressione interiore di chi veste. Non di chi impone di vestirsi in un certo modo.

    Ora, a parte gli scherzi, io le settimane della moda le odio.

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    • Esatto, è l’espressione esteriore dell’interiorità di chi veste. Io vesto comoda, con i miei abiti mi sento a mio agio. Non abbino i colori, come pure le mie idee non sono raggruppate per colore (politico) o qualsivoglia altra etichetta.

      La mia interiorità è serena e beata: per l’appunto, comoda. 🙂

      Le settimane della moda? Ma sai che io, contrariamente alla mia indole, un po’ di vita da dama del bel mondo, che assiste alle sfilate di moda, me la farei? Così, provare il brivido della noia, delle giornate da passare tra parrucchiere, estetista, massaggiatrice, cocktail e sfilate… come diceva Jannacci, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

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    • Io invece le seguo, e sai perchè? Mi faccio quattro risate nel vedere stracci abbinati in modo casuale che vengono definiti “moda”. Certo, alcune case fanno degli abiti eccezionali e creano delle tendenze sia in fatto di colori che di taglio degli abiti, ma ce ne sono altre che a dirla tutta fanno davvero pietà.

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    • E poi ci sono degli abiti meravigliosi che la gente normale non avrebbe mai occasione d’indossare, al di là di qualsiasi altra considerazione di tipo economico: sono abiti che non ci potremmo mettere non dico per venire in ufficio o andare a fare la spesa, ma neanche per andare a un matrimonio!

      Penso che certi abiti possano essere solo indossati ai gran galà…

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    • Dovrebbero, secondo me, fare delle sfilate alla portata di tutti, con abiti che effettivamente indosseremmo ad un’occasione. Ci sono abiti da matrimonio che spesso vedo sfilare che se li indossassi mi caccerebbero a pedate anche dal comune, qualora non volessi fare il matrimonio religioso… Al limite tra una camicia da notte porno e una sottoveste da migliaia di euro. Una sfilata con abiti da sposa che hanno un taglio diverso, che creano moda, appunto, secondo me porterebbe maggior successo.
      Si, c’è la sfilata Couture (pronunciala con le labbra chiuse a culo di gallina), la Pret a porte, la chic, ecc ecc, ma sinceramente, in una prêt-à-porter, vestire un pantalone che arriva alla caviglia, color diarrea, con scarponi da militare russo post rivoluzione d’ottobre, e mini spolverino, senza camicia di sotto con tette al vento… Tu, così, ci andresti al lavoro?

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    • Tu sei molto attenta al look? Eppure, secondo me, le persone che, per dirla con le parole dell’articolo, “si vestono alla caxxo”, sono generalmente più felici. 🙂

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    • Non so io fin da bambina non uscivo di casa, con disperazione di mia madre, se non avevo le calze intonate alla camicetta e oggi sono ancora così.. Sono anche però felicissima di abbandonare tutto per 15 giorni d’estate

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    • Io quando vesto bene mi sento a disagio… in effetti, mi cominciano a fare complimenti quando comincio ad avere arretrati di bucato e di stiro, e sono costretta a tirare fuori dall’armadio la roba buona… a quel punto ci metto un paio di scarpe come Cristo comanda (la borsa no, a cambiare pure la borsa non ce la faccio!). Per fortuna dura poco, al primo we riesco a mettermi in pari e a riapproppriarmi dei miei stracci abiti comodi!

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  3. Essì ch m’ hai fatto ridere di cuore …. @Diè, ma ora FAMMI ANCHE UN BUON CAFFE’ ! 😀
    Quanto all’ autrice/all’ autore del post ( chi è ??? ) noto che, più che spesso sempre, c’ è nel web l’ insulsa abitudine ad usare parolacce ( ossia parole poco consone … ), come se l’ usare questi termini conferisse, a chi li dica o li scriva, un’aureola particolare, uno spessore di contenuto che invece latita non poco : paradossalmente, qui si manda a quel paese la moda, ma della moda ( quella ad esempio di apparire scurrili … o di vestire di stracci ) si resta indissolubilmente schiavi !

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    • Hai assolutamente ragione. Secondo me poi le parolacce tolgono forza al discorso, sono un po’ come le unghie sulla lavagna, producono quell’effetto sgradevole che provoca deconcentrazione.

      PS: ma quella cosa nostra ancora niente???

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  4. Quella cosa ???
    No …. ancora niente ! 😦
    Come tutto ciò che si desideri …. quella cosa si fà aspettare, ma l’ attesa è altrettanto bella, grazie al tuo pensiero d’ amica !!! 🙂

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  5. Spesso mi vesto a cazzo o come mi viene la mattina, visto che per non svegliare mia moglie, tiro fuori i vestiti dall armadio al buio.
    Però purtroppo fuori, quello che conta è la prima impressione e spesso la fa il vestito che indossi e se ti sei fatto barba. Quindi quando devo incontrare qualcuno e devo fare buona impressione, mi allineo alle regole del mercato.

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    • Una mia conoscente, scherzando su questo mio “vezzo”, una volta commentò: “Pure a me la mattina può capitarmi di vestire a casaccio, prendendo le prime cose che mi capitano a mano, MA TU LE SCEGLI!!!!!” 😆

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  6. Io però capi d’abbigliamento rovinati dal tempo comunque non li getto via… Li tengo per casa, indossandoli per stare più comoda. E ti do piena ragione sulla necessità di vestiti aerati, specie in estate quando a casa fa spesso più caldo che fuori 😉

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    • Una volta, mossa a pietà, venne a trovarmi mia sorella, decisa a farmi buttare un po’ di roba. Al primo vestito usurato che voleva buttare la trattengo, insistendo che “posso metterlo per casa”. Il secondo, idem. Il terzo, pure. Arrivate al ventesimo mia sorella scoppia: “Ma quanto ci devi stare a casa??? Siamo arrivati a venti vestiti “per casa” e ancora non ne ho visto uno per uscire!”.

      Non era vero, di vestiti belli ne avevo tanti. Di quando ero giovane. Cinque taglie in meno :mrgreen:

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  7. Pingback: Per esempio… | Diemme

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