Archivio | 12 aprile 2015

L’abuso, e la sciagura della lunga vita

bambino adulto anziano

Prendiamo gli anziani, appannati da demenza o arteriosclerosi. Anche loro vengono legati. In un pronto soccorso romano, mi è capitato di vedere un vecchio prete polacco con i genitali per aria. Tutt’intorno camici e casacche linde che lo strattonavano, “anvedi, questo è un prete”, e giù a ridere. Ha ragione Ceronetti quando scrive che la più grande sciagura per un uomo è la lunga vita”.

Io sono d’accordo che la civiltà di un paese si misura da come tratta i bambini e gli anziani. Anzi, da come tratta i bambini, gli anziani e i disabili, la parte più debole della popolazione, come d’altra parte lo spessore di una persona si misura da come tratta colui da cui non potrà ricevere nulla in cambio.

Ho letto qualche giorno fa questo articolo, da cui è tratto il brano introduttivo a questo post. Ritengo la realtà di cui narra raccapricciante, e la situazione di cui parla mi è piuttosto nota.

E’ facile approfittarsi dei deboli. E’ facile approfittarsi di chi non può difendersi, ma se il bambino umiliato diventerà un adulto, magari incattivito o psicotico, l’anziano si porterà nella tomba il segreto dei maltrattamenti subìti, e il disabile, il disabile grave intendo, quello che non può farsi capire, lo porterà nella vita, che diventerà ancora più difficile e dura da vivere, di quanto già non lo sia per causa di forza maggiore.

E’ brutto invecchiare. E’ brutto non capire più quello che ci viene fatto, diventare dipendenti, non potersi difendere, e se beato è il bambino dipendente da amorevoli genitori, beato è tutto sommato il genitore dipendente da amorevoli figli ma, mentre il primo caso non è poi così scontato, anche se dovrebbe, il secondo oramai è più l’eccezione che la regola.

Disse un giorno un’anziana signora (tra le altre cose piuttosto benestante e amorevolmente accudita): “Ma non sarà una maledizione questa vecchiaia?”.

E anche oggi v’ho buttato lì un macigno non da poco, ma non prendetelo come macigno, come discorso triste da accantonare, prendetelo semmai come uno stimolo a vivere intensamente ogni momento della vita, e a non dimenticare mai i nostri anziani, perché la loro sia un’eredità d’amore, e non il terribile spettro di ciò che saremo!

La più grande arma contro lo stress

Alcuni tra gli articoli correlati su questo blog:

Ti porterò a casa

San Silvestro: che i nostri anziani siano alla nostra tavola!