Routine (ma anche no)

Maschera specchio farfalla

Nella mia testa si affollano tanti pensieri e di tutti questi vorrei scrivere, ma le mani sulla tastiera non ce la fanno a tenerne il ritmo.

Pensavo alla mia vita, una vita che prevede solo routine, sempre uguale a se stessa, la mattina mi alzo e vado al lavoro, la sera rientro e vado a letto, il sabato e la domenica grosse sgobbate a casa, supermercato, spesso Poste, e alla domenica sera mi accascio stremata, pronta a ricominciare la routine dal lunedì…

Pensavo però anche alla parte positiva di una vita senza scosse, pensavo con tristezza che anni senza amore hanno tuttavia significato anni senza sofferenza, però pensavo anche agli stimoli di una vita insieme, una vita che comprenda dell’entusiasmo, delle iniziative, dei “facciamo”.

Pensavo a una mia nuova amica, persona “altolocata” che ogni tanto mi propone qualcuno, suppongo del suo ambiente: un’altra anima pia decisa ad accasarmi?

Pensavo a quanto mi piace la gente, e a quanto sia bello vivere immersa in questo amore: sì, decisamente sono un’anima sociale, amo persino i rumori del condominio, i vicini che litigano, i bambini che piangono, la vicina sordastra e sola che sente le tv a tutto volume anche di notte: ok, ogni tanto ho qualche raptus omicida, ma in linea di massima l’amore per tutti loro è più grande dell’insofferenza (tant’è che la mia fedina penale è ancora pulita).

Poi non me lo ricordo più che pensavo, anzi sì, penso che mi guardo allo specchio e vedo che gli anni passano, non dico impietosi, magari passano pure pietosi, però comunque, inesorabilmente, passano.

Ecco, tutto questo pensavo.

Anzi no, pensavo anche a dell’altro. Giorni fa mi è arrivata un’e-mail, che a un certo punto riportava questa citazione:

“Le persone non smettono mai di mancarci. Impariamo soltanto a vivere tenendoci dentro, in qualche modo, l’enorme abissale vuoto lasciato dalla loro assenza” (Alyson Noël ).

Ho pensato subito al mio amico Mr X e al dolore sempre insostenibile che mi preme il cuore, che da un punto di vista fisico sembra davvero un gigantesco macigno che lo schiaccia, che schiaccia il cuore e  “l’enorme abissale vuoto” che lo inghiotte.

Penso anche a nocumento PdF, e non riesco neppure a ricordarla: come è possibile che io, proprio io, possa aver dimenticato a tal punto una persona che ho considerato amica? Io che mi sono sempre definita “emotivamente emofiliaca”? Che non sradico dalla mia anima e dalla mia memoria nessuno mai? D’altra parte le menzogne, l’inganno, producono questo effetto: non si tratta di lite, carattere diverso, disaccordi, si tratta che la persona con cui tu pensavi di avere a che fare semplicemente non esiste, e allora, cosa c’è di strano a non ricordare che esiste?

Insomma, pensavo…

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46 thoughts on “Routine (ma anche no)

  1. ecco perchè penso che il pensiero sia la miglior espressione umana della bellezza.. dell’emozione, dell’esistenza… emoziona solo con l’empatia..

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  2. ma certo…

    intanto mi sono ritrovato nella riflessione sulla routine… io tendenzialmente sopporto male le routine, sarà che da piccolo soffrivo terribilmente la malattia di mia madre che la portava a ripetere le stesse frasi mille volte.. e quindi ho sempre sofferto ogni forma di routine.. nella mia vita devo sempre cambiare qualcosa, di me, di ciò che mi sta attorno… la routine mi spaventa e cerco di scacciarla…in ogni sua forma..

    proseguendo la lettura ho provato un misto di stima e malinconia.. tra la lucidità con cui analizzi il tuo passato al connubio senza amore, senza sofferenza… alla contrapposizione della condivisione..
    insomma una sintesi della vita di ognuno di noi o quasi… ma con la lucidità della saggezza…

    ad un pizzico d’invidia quando descrivi che ti piace la gente e di come ne stai bene nel mezzo… a come descrivi di vivere il condominio, che è esempio di quando dici che ti piace stare in mezzo alla gente…riuscire a vivere il condominio vuol dire avere grande consapevolezza delle caratteristiche umane e rispetto per la vita di ognuno di noi…

    invidia perchè anche a me piace la gente, ma le sue storie, le sue vite intese singolarmente… generalmente io non sto bene in mezzo a tanta gente…

    simpatia nell’immagine di guardarsi allo specchio e di riuscire a farlo con serenità…
    forse la vedo da uomo, però solitamente le donne che ho conosciuto non sempre hanno questo rapporto con la loro immagine… spesso esagerando terribilmente, però sempre secondo me….

    alla fortuna quando parli di Mr. X perchè seppur ne parli in modo malinconico, questo dolore o malinconia può esistere solo perchè è esistito qualcosa di speciale, qualcosa che va oltre la normalità… e questo, almeno per me, è sempre un qualcosa di estremamente positivo… un regalo che la vita ci fa e che a volte non facciamo altro che rinfacciarglielo perchè vogliamo l’assoluto, l’infinito altrimenti non siamo soddisfatti..

    per finire al nulla celebrale, quando hai parlato della tua amica perchè mi hai riportato al rapporto che ho chiuso ormai tantissimi anni fa con la mia prima migliore amica…

    anche perchè alla fine del post, nonostante tutto, hai ricordato che esiste….

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    • Grazie Erik per questa tua bella testimonianza, anche se vorrei chiarire un punto: io lo specchio non lo guardo con serenità e, oltretuttto, ho come ha scritto Marisa il rimpianto di quello che avrei potuto fare e non ho fatto.

      Per Mr X pensavo davvero che solo la morte ci avrebbe separato, e invece è stato un(a) Pelodifiga, e questo è molto triste: tu dici che comunque è esistito qualcosa di speciale, ma certi comportamenti hanno il potere di annullare anche quello che c’è stato prima, perché se uno è così veloce a voltarti le spalle, vuol dire che anche quello che credevi che ci fosse in realtà non c’era. Non una grande amicizia, ma solo l’illusione di una grande amicizia. Che poi la gioia che ne derivò a suo tempo sia stata vera, è l’unico contentino.

      Per quanto riguarda l’ex amica… ricordo che esiste solo per le bolle dell’orticaria che mi procura, quando ogni tanto la vedo passare tra le pagine di qualche amico comune.

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    • Beh, ovviamente le mie erano sensazioni riflesse, non posso e mai vorrei trovarmi a commentare la tua vita ne quella di nessun altro, anche perchè lo trovo un atto piuttosto inutile e presuntuoso… visto che non si può averla vissuta.. 🙂

      su Mr.X non so, io personalmente sono dubbioso… non perchè non credo a quello che mi racconti, e non voglio metterlo in discussione… in linea generale (perchè solo in questo senso posso esprimere un pensiero) quello che la vita mi ha insegnato è che le persone cambiano e allo stesso modo cambiamo anche noi… io non sono la persona che ero ne quella che sarò… quindi se posso immaginare che magari piacevo molto a qualcuno nella persona che ero nel tempo che fu, il fatto che io sia cambiato (in meglio o in peggio) potrebbe portare la conclusione che a quella persona ora non piaccio più… però tutto quello che c’è stato io non sono convinto sia dovuto cancellarlo così… purtroppo e a volte perfortuna noi come la vita stessa ci pone davanti ai cambiamenti.. possono piacere o meno ma non mi piace pensare che matematicamente questo fatto che non possiamo evitare possa o debba sempre cancellare il passato… mi piace pensare che si possa chiudere per svariati motivi senza dover rinnegare tutto… e ti assicuro che in passato l’ho fatto anch’io e forse in qualche caso lo faccio ancora… quindi non voglio che passi per un consiglio o nulla di simile, ma per una semplice riflessioni sulle possibilità o sui punti di vista.. e ripeto, nel modo più assoluto, non è relativo alla tua storia specifica ma a pretesto prendendola come esempio per una riflessione…

      io non credo che sia così algebrico il “quello che credevi ci fosse in realtà non c’era”.. è possibile almeno tanto quanto è possibile che ci sia stato veramente e che ora non ci sia più…

      io la vedo un pò come un amore… non decidiamo di innamorarci di una persona, allo stesso modo non decidiamo di far morire quel sentimento.. però può succedere, per mille ragioni diverse, se succede non mi piace pensare che debba esser sempre vista come una colpa..visto che l’innamoramento non è dipeso da un nostro ragionamento allo stesso modo la sua fine potrebbe non dipendere da una nostra volontà… quindi allo stesso modo credo sia giusto considerare almeno la possibilità che quello che c’è stato è stato vero fino in fondo.. come può essere vero il contrario eh.. assolutamente però sempre in generale mi sembra ci sia un certo disequilibrio in questo perchè noi gestiamo spesso in maniera complicata l’orgoglio…

      spero di esser riuscito a spiegare il senso del mio pensiero!!!

      sempre con rispetto…

      Erik

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  3. Però, pensieri mica di poco conto! Anche io vivo di routine, mi lamento di annoiarmi, poi capitano cose tutte insieme, come nell’ultimo periodo, e mi si è sfasciato del tutto ogni vago accenno di routine, e la rimpiango. Insomma, la mancanza di sofferenza non è da sottovalutare non credi? Anche a costo di lamentarsi della noia… Ma tanto lo so, parlo così solo perché negli ultimi mesi è un disastro. Quando invece va tutto bene, mi annoio e mi lamento 😉

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  4. Cara Diemme, tu vivi e perciò senti tutto il malessere esistenziale, rapportandolo alle tue esperienze di vita. Tu vivi perché provi, dolore, rabbia, malinconia e estraneità. Il tuo animo rassomiglia molto a quello di un poeta che riesca a guardare con un certo distacco, la durezza della realtà; ma sei capace di godere ancora e sempre della bellezza, degli affetti e persino delle piccole e grandi difficoltà quotidiane. Vivi…Vivi! Con affetto. Marisa.

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  5. Strano, per me, ripetere ancora una volta un “concetto che è frutto della mia esperienza e della conoscenza appassionata” : la vita, di qualsiasi persona, NON E’ MAI, NE’ PUO’ ESSERE MAI, UNA ROUTINE ! A mio parere, chi pensa ciò, osserva se stesso, le persone e cose intorno a lui …. insomma la vita, da un punto di vista tenacemente passivo : se fuori accade qualcosa ( e specie una qualsiasi avventura che, in un modo o nell’ altro, lo coinvolga … ) bene, la vita è variegata e interessante, se invece fuori nulla gli appare se non la sua solitudine e la reiterazione, per lui, delle “solite cose da fare”, male … che brutta vita è quella quotidianità sempre uguale a se stessa ! 😐
    Eppure, già a chi stia sulla Luna ( e cioè vicinissimo, alle soglie di casa … ), la Terra, coi suoi miliardi e miliardi di abitanti, con i suoi fantasmagorici spettacoli e con le sue tragiche miserabilità, APPARIREBBE SOLTANTO UNA SFERA, e niente in essa sarebbe più visibile ( nè Re, nè Imperatori, nè Plenipotenziari, nè Potenti magnati, nè poveri che tirino la cinghia …. nè vita ) se non le sue schiacciate rotondità oscillanti nel buio ….
    E figuriamoci se ci allontanassimo su altri pianeti del sistema solare, o addirittura se uscissimo dalla nostra Galassia : da tale posizione NON VEDREMMO PIU’ NULLA .
    Dunque questo siamo : UN NULLA a prescindere dalla routine o dalla non routine !
    Ma, in questa schiacciante constatazione, è pur vero che, anche quando ci trovassimo “fissi in un posto” e facessimo la stessa cosa ogni giorno, noi continuiamo a viaggiare nel più splendido e irripetibile universo : il nostro mondo interiore, l’ oceano sconfinato che, arcanamente, percepiamo dentro ….. e se, invece di lagnarci delle nostre sconsiderate vite sempre uguali, alzassimo lo sguardo verso l’ alto, o lo posassimo sulla miriade di piccolissimi cose ( … insignificanti per i più che si smarriscono in corse senza senso ), ebbene ci accorgeremmo che i due universi collimano, e forse sono l’ uno lo specchio dell’ altro : questa è la vita che amo, la vita come un viaggio fra misteri che ci attraggono e luci, esteriori o interiori che siano, che ci mutano in astri !
    Nel tuo bellissimo post, @Diemme cara, questo dici, e così vivi intensamente, ad onta della tua vita ( apparentemente ) sempre uguale, del tempo che ti segna e se ne va, dei Mister @X che ti hanno abbandonato per squagliarsela con le @Rose di Maggio …. e della tua intramontabile fragilità a cui, meravigliosamente per me, NON T’ ARRENDI MAI ! 🙂

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    • Eppure l’amore lo vorrei… cioè, io sono circondata da amore, ma è quello di un compagno quello che mi manca tanto 🙄

      PS: uffa, insisti a chiamare Rosa di Maggio quel fiore di cactus, almeno scegli un altro mese e non profanare il mio!

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  6. C’è un’abitudinarietà che è data dall’inerzia o inevitabilità nel ripetere certi comportamenti… le stesse cose che abbiamo, dove abitiamo, le persone che frequentiamo, i nostri famigliari, se li abbiamo, ci legano a loro e ci tengono come su un binario, lungo un percorso dal quale il trenino della nostra vita sembra non poter sfuggire.
    Ma si può “deragliare”, almeno un po’?
    Credo proprio di sì, ma credo anche che non sia troppo facile: io stesso, che non ho legami vincolanti, mi trovo in difficoltà a togliermi dal fare le solite cose, pur rendendomi perfettamente conto che sono come “prigioniero” di tutto quello che è intorno a me… e che ciò non è affatto confortante.
    Avere un partner, pur se la cosa sarebbe un cambiamento, lo considererei un probabile ulteriore elemento da aggiugere alla routine… fermo il fatto che una coppia è migliore della solitudine solo quando ciò che “guadagni”, supera ciò che perdi… e questo non è affatto scontato.. 😉

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    • Forse tra un po’ deraglierò anch’io… non so se finirò dalla padella alla brace, comunque sto predisponendo un cambiamento, vedremo se andrà in porto.

      Per quanto riguarda il partner… la penso anch’io esattamente come te: in questo momento lo vedrei un ulteriore (e appesantente) elemento di routine, ma certo è che in due, se ciò che guadagni supera ciò che perdi (e non è affatto scontato… 😉 ), si vive decisamente meglio!

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    • Avevo letto la notizia… che dirti, mica sciocca la ragazza, si è presa un amante che sicuramente non fuggirà!

      Che poi, sempre alla luce di quello che i “democratici buonisti” sostengono, siccome non nuoce a nessuno, potremmo pure farglielo sposare l’albero! 😛

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  7. Tutti noi che lavoriamo sodo, in questo mondo del lavoro ormai malato di ripetitività e di carenza di fini, soffriamo di questo morbo, così incurabile da non essere nemmeno citato nei testi, fatto di routine e stanchezza finesettimanale.
    Fortunatamente ci sono persone, e secondo me non sono nemmeno tantissime, che pur affette da questi sintomi comuni a tutti, riescono ad affrancarsi dalla consuetudine che le affligge e amano ancora la bellezza profonda che si nasconde dentro all’umanità che ci circonda.
    E questo post è una delle tante prove di questo che si ritrovano frequenti in questo tuo spazio. 🙂
    Mi piacerebbe solo, ma questo più per indole personale che per convinzione assoluta, confutare la frase di Alyson Noël. Quando si hanno ragazzi piccoli da seguire la vita scorre nel pieno della frenetica routine e tende a svilupparsi secondo schemi semantici sempre uguali. Poi arriva un momento, forse addirittura per questioni biologiche e genetiche verso le quali poco possiamo, in cui diventiamo un po’ più attori protagonisti. Capiamo un po’ meglio il passato e il presente, e scopriamo spesso che le nostre esistenze sono molto più romanzate di tanti romanzi che leggiamo. Che ci sia un Mr X speciale e una PdF, una Miss Y e le sua energetiche derive, o una qualsiasi altra delle infinite varianti che ci propone la ricca interazione con altre fette dell’umanità, scopriamo con sorpresa e intensità che la vita, nelle cose importanti, non è mai routine e consuetudine.
    E, proprio per questo, non dobbiamo abbandonarci all’idea di perseguire il possesso di qualcuno e non dobbiamo attardare il nostro animo nell’osservazione frequente dell’ “enorme abissale vuoto” che sta dietro alla sua assenza. Rischiamo di sminuire altri momenti davvero importanti del nostro passato.

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    • Sì, hai ragione, l’amore per quello che ci circonda poi alla fine è il vero riscatto da una vita di solo dovere e di sola routine. E non parlo di amore solo per le persone, anche se ritengo l’umanità meravigliosa (certo non sto parlando di stragisti etc., ma di quelli che come me portano avanti la propria vita tirando la carretta e sudandosi la pagnotta), provo gioia anche per una giornata di sole, o per una brezza leggera quando il caldo è troppo, per un bicchiere d’acqua fresca quando ho sete, per un parcheggio libero trovato sotto casa senza girare e rigirare a vuoto.

      Diventa gioia, nella mia prospettiva, anche quel caldo che asciuga presto il bucato, quel paio di scarpe in offerta che ti sei comprata in più a cuor leggero, quella radio che trasmette all’improvviso una canzone che ami e che ti trasporta, per un attimo, in un tempo e in uno spazio di magia, o quantomeno ti dà la carezza della comprensione.

      E’ gioia il tempo che mi ritrovo – rarissimamente! – disponibile in maniera imprevista, fosse pure per uno sciopero che pagherò di tasca mia, è gioia sapere che nella stanza accanto c’è mia figlia, ed è gioia, dandole possibilità che io non ho avuto, rivivere un po’ attraverso lei quello che mi fu negato (non è giusto, lo so, io sono una persona e lei è un’altra, però è così umano, e in fondo si tratta solo di essere felice per lei!)

      L’enorme abissale vuoto c’è, non è spaventoso, perché sull’altro piatto della bilancia ci sono mille cose positive che la vita mi offre, ma c’è ed è doloroso. Può darsi che non sia eterno, ma in questo momento è lacerante, e PdF la butterei dalla rupe Tarpea.

      Però mi ha fatto ridere una mia cara amica, quando le ho raccontato di Pelodifiga premettendole “Agli altri ho chiesto un’opinione, a te chiedo di darmi ragione a prescindere”, che alla fine del racconto si è alzata di scatto, ha emesso fuoco dagli occhi e fumo dalle narici, e furibonda ha sibilato ” ‘sta stronza, ‘sta grandissima stronza! Non ti sto dando ragione perché me lo hai chiesto, ma perché ce l’hai!” e poi ha ricominciato a ripetere ” ‘sta grande stronza!”. Ecco, diciamo che l’empatia fa miracoli, è davvero un unguento che, se pure non guarisce le ferite, sicuramente ne lenisce il dolore!

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  8. Ah ah ah ah …
    Io ho scritto “I” mister @X e “LE” @Rose di Maggio in generale … e quindi perchè hai subito pensato a “quel” mister e a “quella” rosa ?!? 😯
    Dice un vecchio adagio : HONNI SOIT QUI MAL Y PENSE ! :mrgreen:

    Postescritto : nel blog della tua ennupla @Pronipotona …. c’ è un commento, al suo ultimo post, che, nelle intenzioni del commentante ( errante ) potrebbe riguardare anche te !!! 😀

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  9. Il tuo post è bellissimo e penso che la routine faccia parte dell’esistenza di ognuno di noi,perseverare nelle azioni ogni volta che fai qualcosa,impari da essa e trovi il modo per fare meglio la volta successiva…del resto questo tuo Scrivere e un modo per spezzare la routine se ci pensi bene…bella la citazione di Alyson Noël …ciao a presto

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    • Intanto benvenuto! 🙂

      Grazie per i complimenti per il post e sì, non credere che io non apprezzi questo spazio come riscatto dalla mia routine. Una mia cara amica mi disse una volta che per me il blog era come un amante, cui ero totalmente dedita e che mai avrei trascurato: ci ho riflettuto, e penso che un poo di ragione in fondo lei ce l’abbia: per me scrivere è gratificante e decisamente terapeutico!

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  10. ah, come condivido!
    Io che non ho mai amato la routine, io che non ho mai sopportato pensare a un futuro sempre piatto e uguale, in questi ultimi dieci giorni di caos, di paure, di preoccupazioni, di corse sfrenate, ho sentito una tremenda mancanza della routine, dei miei tempi, delle abitudini, delle feste da trascorrere coi soliti amici, persino degli odori e della polvere di casa. E del tempo da dedicare al blog. Perchè anche il blog è divenuto abitudine, un’abitudine che può essere svolta nei ritagli di tempo di una vita normale. Ma quando questa diventa anomala e carica di pensieri, salta tutto. E quel tutto ti manca.

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  11. Tra un giorno da leoni o 100 da pecora …. continueremo a bramarne 50 da “orsacchiotti” ?!? 😯
    Noooooono … amica bella !
    Meglio, moooooolto meglio vivere 100 GIORNI DA LEONE !!! :mrgreen:

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  12. Pingback: Xavier | Diemme

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