Archivio | 3 aprile 2015

Comunicazioni di servizio

1) Mi sto trasferendo in un appartamento senza connessione internet. Probabilmente non potrò leggere i vostri interventi almeno per qualche giorno.

2) Se dovessi pubblicare altri post protetti da psw, ho intenzione fino a comunicazione contraria di usare la stessa dell’ultimo (chi dei miei lettori non l’avesse può richiederla).

Ancora auguri a tutti, a rileggerci presto!

PS: se per caso dovesse uscire qualche post, di cui ho dimenticato l’esistenza, è perché era già programmato e non per recupero di una qualche connessione.

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L’Eterno disse a Moshè: “Di’ ad Aron: prendi il tuo bastone e stendi il tuo braccio sopra le acque dell’Egitto, sui loro fiumi, sui loro stagni e su ogni loro raccolta d’acqua, e queste diventeranno sangue in tutta la terra d’Egitto …” (Bereshìth 7, 19). Ci si domanda per quale motivo la prima piaga, quella del sangue, la compia materialmente Aron e non Moshè Rabbenu. I Maestri ci spiegano che D-o non vuole che Moshè colpisca direttamente lui stesso il Nilo e le sue acque, perché quelle acque lo salvarono dalla mano degli egiziani, quando era ancora un neonato. La Torah vuole insegnarci con questo avvenimento un grandissimo insegnamento cioè l’acarat ha-tov – la riconoscenza per chi ci ha fatto del bene in passato. (cit.)

Buona Pasqua ai miei amici cattolici (non so se tutti i cristiani festeggiano la Pasqua nello stesso modo), buon Pesach ai miei amici ebrei, buon week end lungo a tutti gli altri, buona gita di Pasquetta a chi la farà ma soprattutto… soprattutto… buon compleanno a una persona speciale, che come l’acqua del Nilo mi ha portato in salvo quando ero stata lasciata da sola in balìa della sorte, e da questa portata chissà dove, chissà dove…