Archivio | 1 aprile 2015

Dieci anni fa moriva Terri Schiavo

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Anzi no. Dieci anni fa, veniva barbaramente uccisa Terri Schiavo, e la sua morte popolerà i miei incubi fino alla fine dei miei giorni. Non è stata solo una persona ad averne decretato la morte, vale a dire quel marito che, dopo essersi fatto ricco con l’assicurazione riscossa per l’incidente alla moglie ed essersi rifatto una vita, ha deciso che la povera Terri doveva morire. Non è stato solo il giudice che ha stabilito l’interruzione dell’alimentazione artificiale e dell’idratazione di Terri.

Sono stati tutti gli altri giudici, pare 39, che hanno riconfermato la decisione.

Sono stati quei legislatori che hanno partorito una legge che nulla ha a che fare con l’eutanasia: per “eutanasia”, il cui significato è “buona morte”, s’intende il porre fine, in maniera indolore, alla vita di una persona disumanamente sofferente, le cui sofferenze non sono reversibili e il cui destino è comunque, tra atroci dolori, la morte. Nel caso di Terri Schiavo si è decisa una fine disumana (quattordici giorni le occorsero per morire di fame e di sete!) per una persona che sofferente non era.

Sono stati i medici che quell’interruzione l’hanno messa in atto.

Questo l’intervento della grandissima Oriana Fallaci sulla vicenda:

http://www.tempi.it/dieci-anni-fa-moriva-terri-schiavo-fallaci-negare-la-pieta-e-la-speranza-significa-educare-alla-morte#.VRulV47p1UU