Ognuno può mangiare chi vuole?

Da FB:

Bruno Bozzetto con agnellino

19 Marzo 2015.

Non limitatevi a leggere solo le frasi della foto.
Continuate la lettura, non parlerò di cose orribili, ma di un approccio culturale, responsabile. Anche religioso.
L’argomento principale che tratto in questo post non riguarda la carne o l’alimentazione, ma riguarda l’indifferenza.
Ognuno può mangiare quel che vuole.
Anche se sarebbe più realistico (ma meno gradevole) dire che ognuno può mangiare CHI vuole.
Ma questo può sembrare polemico, e non voglio dare questo messaggio.
Parlo solo per me, della mia scelta, tuttavia nemmeno intendo esprimermi male in italiano solo per edulcorare un concetto scomodo: se mangio un cosciotto del mio gatto Stevie, non sto mangiando una cosa.
Sto mangiando Stevie.
Quindi, ognuno può mangiare CHI vuole, però io scelgo di non mangiare nessuno.

L’argomento principale che tratto – dicevo- riguarda l’indifferenza.
Vale anche per altri ambiti, dalle mafie al bullismo nelle scuole, dai bambini abusati alla corruzione, dall’immigrazione all’omosessualità, dai canili agli abbandoni, dalle guerre alle disabilità, dal narcotraffico al terrorismo.
L’agnellina della foto è quasi solo una scusa.
Ma aiuta a capire chi siamo, che scelte facciamo, che cosa inseguiamo.
Ora, manca poco a Pasqua.
Mi piacerebbe che questa foto e questo mio post continuassero ad essere condivisi. Anche da chi li ha già condivisi l’anno scorso, per diffonderli il più possibile, per riproporli proprio in questi giorni.
Mi piacerebbe che a condividerli nuovamente non fossero solo vegetariani e vegani e animalisti, ma anche chi mangia hamburger e polpette, perché questo è un post contro l’egoismo e l’indifferenza, non contro il cibo.
Mi piacerebbe la condivisione (non il “mi piace”) anche da parte di chi non la pensa come me, ma non vuole vivere in un mondo soffocato dall’indifferenza.
Per favore, dopo aver letto vorrei che tornaste a cliccare il tasto “condividi”, per diffondere e far conoscere questo punto di vista culturale.

Parlerò anche di religione, perché alcuni cavillano riferendosi a una “tradizione religiosa”, ma questo non è nemmeno un post a carattere religioso.
L’abbacchio è un agnellino, un cucciolo di 21 giorni destinato a morire, allevato per quello.
Con tutte le tradizioni religiose giuste (che non vengono rispettate) scegliere di seguire solo questa (che è la più inutile) è una sciocchezza.
“Agnello di Dio che togli i peccati dal mondo” non significa che devi andare in macelleria e mangiartelo, significa che Dio è come un pastore e che suo figlio è come un suo agnellino. Come tutti noi, che siamo i suoi agnelli.
Indifesi, da proteggere.
Stravolgere questo significato vuol dire fregarsene dei contenuti e badare solo al proprio comodo.
Prendere alla lettera e non capire il significato è la differenza tra una cultura e il nozionismo.
Ecco perché affermo che questo post abbia una motivazione culturale, e non sia solo “alimentare”.
Volete festeggiare Dio? Offritegli qualcosa di vostro, magari un gesto d’Amore.
A Lui piace.
Invece di offrirgli la morte sofferta dell’agnellino, (che mangiare l’abbacchio piace a voi, mica a Dio).
Pure Cristo si rifiutò di condurre il suo agnello al Tempio.
Aveva il suo perché: quel sacrificio gli sembrava crudele, inutile, irrispettoso nei confronti della Vita.

Dite basta.
Per Pasqua fatevi uno sformato di patate e funghi porcini.
Adesso aspetto un S.P.P. (Solito Polemico Pretestuoso) che cavillerà dicendo che non gli piacciono i funghi o che anche le patate sono vive.
Che “si è sempre fatto”, che è giusto per questo.
Incontrare quell’ S.S.P. non è raro, ed il suo problema è che con queste battute è convinto di essere brillante, oltre che nel giusto.
Non vuole vedere, e non si rende conto quanto sia lontano da Dio.
“Si, ma è così buono da mangiare, “l’abbacchietto”. E poi mica lo ammazzo io, lo fa qualcun altro, le mie mani sono pulite, e quindi anche la mia coscienza”.
Se fosse così, non si vergognerebbe a far vedere questa foto a suo figlio quando gli mette l’abbacchio nel piatto.
E dirgli che è un agnellino, che “abbacchio” sembra un’altra cosa, meno viva di un cuccioletto di 21 giorni.
Mi chiedo quanto sia contento Dio di questo tipo di atteggiamento mentale.
Quanto lo sia Papa Francesco, che tanto piace alle persone anche perché si chiama come quel Francesco che parlava agli animali.
Insomma, questo non è nemmeno un post sulla religione (ma l’ S.P.P. lo penserà, cavillando): questo è un post sull’egoismo, sull’indifferenza, sulla capacità umana di riuscire a nascondersi pretestuosamente dietro a 100 motivazioni ridicole per non dire “sono un egoista, non me ne frega niente della sofferenza altrui, io penso solo al mio personale vantaggio, e guardo solo nel mio piatto. E poi è sempre esistito, si è sempre fatto”.
Ignavi, noi siamo. In puro stile “Ponzio Pilato”.
Oh, non succede solo con l’agnellino; succede anche con la Terra dei Fuochi, con l’infibulazione, col turismo sessuale, con la deportazione, con le mafie, con la corruzione, con il bullismo, con le guerre, col terrorismo fanatico, con cento argomenti per i quali si possa voltare la testa dall’altra parte.
Succede finché esiste il Solito Polemico Pretestuoso, con le sue battute, con i suoi cavilli, con le sue convinzioni inamovibili, con il suo spostare il discorso per non affrontarne l’essenza, con il suo “anche le zucchine soffrono, no?”.

Le chiacchiere stanno a zero.
L’abbacchio è un agnellino di tre settimane, e Dio se ne frega di una tradizione barbara basata sull’indifferenza e la crudeltà.
Non gli appartiene. Appartiene a noi, e non ha nulla di superiore.
È una tradizione di origini pagane, di quando eravamo pastori e sacrificavamo (rinunciandovi) la nostra ricchezza (il bestiame) convinti che i favori degli dèi si potessero comprare.
Oggi questa cosa viene portata avanti per puro egoismo: dai consumatori per abitudine alimentare (altro che rinuncia, se lo mangiano!), dai macellai per puro egoismo di arricchirsi.
Ma quale tradizione religiosa?
Dio non c’entra nulla con questa strage, come non c’entra col terrorismo, o con l’infibulazione o con altre nefandezze umane.
Di umani che fanno finta di avere una scusa, che invocano tradizioni e quant’altro occorra per non dire che l’interesse è un’altro, molto più egoista, terreno, menefreghista o semplicemente inerte.
Tolte le chiacchiere, le battute, i trucchetti della coscienza, le tradizioni inventate da macellai arricchiti, quello che rimane sono tre milioni di cuccioli trasportati vivi al macello dentro a TIR di deportazione, con le zampe spezzate per occupare meno spazio e caricarne il più possibile, che urlano per tutto il viaggio e poi finalmente vengono ammazzati e impacchettati per finire sulle nostra tavola con un nome diverso, per farci sentire meno in colpa.
E adesso che il Solito Polemico Pretestuoso ci si sente, in colpa, può levarmi pure dalle sue amicizie, raccontarsi che sono strano, che sono cambiato, che sono diventato un predicatore.
Però io l’abbacchio non lo mangio da quasi vent’anni.
Perché per me è un agnellino di 21 giorni, come quello in questa foto.
Deve vivere, saltare, correre e brucare l’erba.
Deve crescere e diventare un animale adulto.
Mi occorre che questo accada, per sentirmi io un umano adulto che non volta la testa.
Parlo per me, e questa è la mia scelta.
Quanto a voi, ognuno può mangiare CHI vuole, però io scelgo di non mangiare nessuno.
Buona Pasqua. In piena coscienza.
Culturale, o religiosa, o alimentare che sia.

Andrea Cascioli.

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44 thoughts on “Ognuno può mangiare chi vuole?

    • Io pure faccio così, ma il fatto è che se non mi arrivano notifiche da una persona come te che conosco da tempo, mi segue da sempre, interviene attivamente e vivacemente, io penso che non sta pubblicando nulla, non che io non sono iscritta! Mi sono stupita, ecco.

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    • eh eh eh….non stai attenta! 😛
      scherzo, capita che vuoi che sia, abbiamo cose più importanti a cui pensare 😉

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  1. Qualche giorno fa sono passata per caso sulle Colline del Silenzio, in provincia di Treviso, e sai cosa ho incontrato? Un lager di polli..un cubo alto, immenso e senza finestre. Da quel cubo uscivano “chichirichì” impazziti, striduli, ossessivi….Sembrano urla di disperazione e di richiesta di aiuto. Non erano “chichirichì” di saluto… alla luce dei primi raggi del sole! Quei polli stavano sotto lampade elettriche…notte e giorno, senza sosta, perché dovevano mangiare, e mangiare…per crescere in fretta. Non importa se felici… o stressati fino a sclerare!
    Io non mangio pollo da tanto tempo…e meno che meno agnello!
    Penso che sia giunto il tempo di fare una grande valutazione, su dove stiamo andando, sulla qualità del cibo che mangiamo, se vogliamo cibarsi di cibo stressato, modificato, impregnato di antibiotici, o di fertilizzanti e antiparassitari…
    Anche su tutto il resto…penso che occorra informazione e consapevolezza…perché solo se siamo nella verità, possiamo fare delle scelte.
    E’ un bellissimo Post, Diemme, da condividere! grazie!
    Nives

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    • In effetti, quando non avevamo coscienza di quanto succedesse, pace, ma ora ce l’abbiamo, ed è assolutamente disumano ignorare il dolore altrui, e ritenere esseri viventi e senzienti degni di morte, e per di più di morte atroce.

      Senza contare che, al di là della questione etica, mangiare bestie stressate, impregnate di ormoni e antibiotici, impazzite, dubito giovi alla salute.

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  2. Premesso che a me l’agnello non piace. Quello che non capisco è l’accanimento (non tuo, in generale sui social e su internet) nel difendere gli agnelli che verranno macellati per Pasqua. E tutte le altre bestie che vengono macellate nel corso di tutto l’anno, ma sono bestie mature, nessuno se le fila (vegetariani a parte?). Qual è la differenza? La tenera età dell’agnello che verrà macellato?

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    • Beh, la tenera età un po’ la differenza la fa. Poniamo per ipotesi che si trattasse di umani: vedere degli adulti trascinati verso la morte ti farebbe effetto, ma non ti farebbe un effetto peggiore vederci trascinata una scolaresca? Inoltre, indubbiamente per Pasqua, in nome della tradizione, c’è un incremento della mattanza.

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    • Sicuramente l’impatto emotivo è maggiore. Ma è sempre comunque un animale che viene fatto nascere ed allevato con l’unico scopo di essere ucciso e mangiato, se non da piccolo, quando sarà più grande. Non credo in questo caso faccia differenza l’età, dal momento che il destino rimane inalterato

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  3. in linea di massima avrei smesso pure di commentare post del genere, eppure oggi lo faccio, perchè, in fondo in fondo, io sono una spp. lo divento sempre, dopo aver letto un post così. lo divento e, anche se non mangio agnelli, dopo aver letto questa sfilza di banalità spacciate per illuminazione mistica, questo autocompiacersi della propria bontà e superiorità, questa sequela di tristissimi luoghi comuni, mi viene proprio voglia di un cosciotto di agnello. anzi, facciamo di panda con contorno di filetti di delfino. peccato che il dodo sia estinto, altrimenti con le ultime uova ci fare pure un po’ di ripieno: sono una spp, no? il sarcasmo del tipico spp viene sempre preso per “cavillare” o “ponziopilatismo”.
    mi spiace per l’autore del post: da spp posso confermare che non mi sento per nulla in colpa dopo aver letto il suo articolo, ma su una cosa posso dire che ha ragione: “le chiacchiere stanno a zero”. per lo meno, le sue.

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    • Francamente Goldie, non ti parlo da vegetariana o vegana (anche perché non lo sono), ma non capisco davvero questo tuo accanimento al contrario.

      Comunque, buona Pasqua! 🙂

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    • Non è accanimento anti-vegano/vegetariano: Sono i luoghi comuni che non sopporto. E’ l’argomentazione “chiunque mi contraddica è un spp” che ormai è diventata la religione di internet che mi fa accapponare la pelle, il giudizio morale e il sentimentalismo un tanto al chilo espresso per il solo gusto di “kondividi se hai un Quore” che mi danno la nausea. L’autore mi dice che agnello è cucciolo, che Dio ci vuole buoni… Grazie, genio, meno male che internet pullula di illuminati del genere a indicarmi il cammino… Però la sua presunta superiorità la misura in like e condivisioni. Io sarò anche una materialista acida e insensibile, ma certi atteggiamenti proprio non li sopporto. Non si tratta di alimentazione o fede, ma di quella patina superficiale di perbenismo autocelebrativo che autorizza tutti ad additare le pagliuzze negli occhi altrui.

      Buona pasqua anche a te 😊

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    • Beh, da questo punto di vista non posso darti torto: i vari “chiunque mi contraddica è un spp” e “kondividi se hai un Quore” sono davvero insopportabili, e te lo dico da utente fb.

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    • Grazie per il reblog! Ma lo sai che questo commento era finito nello spam? E pensare che è una notifica automatica di WordPress, ci si manda pure i propri di commenti in spam!

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  4. Chi si ricorda i anni 70? Oppure i racconti sui anni precedenti? I 60, 50? Che bei anni. Quanta spensieratezza. Quella gente, si che sapeva vivere loro vita. Tutti pazzi. Concerti in aria libera. I hippy. Tutto era permesso, e si lottava soltanto per una parola. La libertà. Già….Era quella la moda.
    La LIBERTÀ.
    Poi…..
    Poi le cose sono modificate. Lentamente.
    “La libertà” non era più di moda. Non più trendy. Si voleva un’altra cosa. Cioè, la nostra SICUREZZA.
    Eh si. Ci si è voluto la sicurezza in tutto. Nel nostro modo di pensare, sopratutto. Senza rendersi conto che questa cosa del Sicurezza ingrandisce principalmente la Libertà.
    Ci hanno messi sotto le restrizioni ci hanno bombardato con delle regole (della sicurezza) in tal modo che non sappiamo più vivere normalmente.
    Quello che mi chiedo io pero, perché tutto quello che valeva decina, centinaia, i migliaia di anni fa non debba più avere niente di positivo oggi? Perché dobbiamo fare il contrario oggi?
    In qualsiasi dominio.
    Ma restando al quello alimentare, perché devo rinunciare al modello alimentare che ha sviluppato me (e la mia razza)? Se a me piace la coscia di agnello, perché devo rinunciare ad essa? Lo ha sempre mangiato il mio papa. Il mio nonno, bis nonno e cosi via. Devo rinnegare tutto perché ora sono cambiate le regole? Perché a qualcuno storce il naso per un buonismo che non ha senso. Il musulmano non mangia maiale è per questo mi sprezza. L’indiano non mangia la mucca e mi guarda con lo stesso disprezzo. Il vegetariano a del tutto per non toccare il pollo, ed il vegano mi snoba per il uso del pesce. Ognuno ha “la ragione” dalla parte sua. Solo io sono “il mostro” perché non capisco i loro ragionamenti.
    Pensate un po. E’ la stessa situazione con i paesi arabi che sono sfruttati per il loro petrolio dai loro sceicchi , ma essi c’è l’hanno a morte con i occidentali perché sono “loro a consumare questa ricchezza”.
    L’abbattimento dei animali è diventato un orrore, ok. Ma non per questa siamo colpevoli noi. I “carnivori”. Sarebbe come accusare i vegani o vegetariani del OGM oppure delle culture trattate con i prodotti vietati. Colpa loro.
    Vedi DM, anche io faccio una cura (semi) vegetariana in questo periodo. Per un discorso di “silhouette”. Ma non posso essere talmente ipocrita ad attaccare quelli non hanno bisogno di “vegetare”. Anche perché, non vedo l’ora di accendere un immenso barbecue davanti alla casa mia. Ed insieme ad un bicchiere di vino rosso godermi il tramonto primaverile emiliano. Wops, il vino è nocivo, mi ero dimenticato.
    P.S. Dimmi te D. Sono arrivato nel paese che ha portato il lavoro culinario a livello de arte. Di cultura. Un paese che ha esportato la sua lingua principalmente attraverso i nomi culinari. Pizza, prosciutto, grana padano, tiramisù, espresso, pasta, ravioli, sono parole che li capiscono pure i aborigeni del Australia. Ho assaggiato tutte queste prelibatezze nei loro posti di origine. Ho scoperto pure i tortelli, il stufato, il fegato veneziano. Oh Dio, la lasagna (con sua besciamella).
    Ed ora devo rinunciare a tutto ciò ….per diventare vegetariano? Accontentarmi di rape e pomodori?
    Ma va……

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    • Per una vita abbiamo avuto schiavi. Siamo stati anche cannibali. Tante donne sono morte di parto. Si facevano i salassi con le sanguisughe. Non si avevano nozioni di igiene, e non parlo di pulizia, parlo proprio di igiene, non si aveva il concetto di trasmissione del contagio.

      La carne si mangiava cruda, e tu ti meriti un link su quello che è sempre stato che mi riprometto di cercarti e postarti (io non ce l’ho fatta a leggere tutto, è la testimonianza di un uomo che ha provato per un periodo di tempo a vivere secondo i costumi di qualche secolo fa, e fa veramente schifo).

      Ora, tu mi chiedi perché dovresti cambiare? Perché la società si evolve, in teoria dovremmo diventare più sensibili ai bisogni nostri e altrui, avere maggior rispetto per tutti: oggi non esistono più schiavi, non esistono più razze inferiori, domani dovranno non esistere più neanche specie inferiori, e essere vivi e senzienti macellati per consumo alimentare. Come vegetariano, quasi tutte le cose che hai elencato, pizza, grana padano, tiramisù, espresso, pasta, ravioli, potrai continuare a consumarli (ho tolto solo il prosciutto).

      Io sul barbecue ci bruschetto il pane, ma mi dicono che ci sono anche certi funghi che vengono una meraviglia. Io per una vita ritenevo vagamente giusto essere vegetariana (al veganismo per la verità non ho mai pensato, e ancora oggi non lo accetto di buon grado), ma rimaneva sempre una teoria. Oggi ringrazio mia figlia per il lavaggio del cervello che mi ha fatto, e veramente non riesco più a vedere un pezzo di carne come fosse una patata o una zucchina, ma la vedo come carne, come pezzo di un animale che aveva diritto a vivere, o comunque a non morire così. Oggi non riesco a non pensare che, mangiando carne, sto mangiando qualcuno e non qualcosa.

      Ti assicuro comunque che diventare vegetariano non significa assolutamente mangiare rape e pomodori, io non rinuncio certo a ravioli, parmigiane, gelati, pizze di tutti i tipi… ma mia figlia che è vegana ha dovuto solo imparare a cucinare e mettere in moto la fantasia, perché mangia in maniera decisamente più colorata e fantasiosa di me (e comunque una penna all’arrabbiata è vegana, un’insalata di pasta con pomodoro e basilico fresco è vegana, etc. etc. etc.).

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  5. @Valentì … diciamocelo chiaramente : così come ci sta sui coglioni ( hai voglia @Diemme … a sponsorizzarlo ! ) quel @guretto vegano ‘spocchioso e gufetto’, così ci stanno sulle balle anche coloro che, in nome di un buonismo universale, vorrebbero che anche le piante hanno un’ anima, e quindi “verbotten” anche le insalate, oltre ai cosciotti dei teneri, miti … immangiabili agnellini !
    Credo che non sia male, affidarci al buon senso … eppoi che si festeggi Pasqua come a ciascuno aggrada, alla faccia dei soliti integralisti del cibum !!! 😀

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    • Oggi sono stata all’inaugurazione di una gelateria vegana, Olive Dolci, in via Emanuele Filiberto: fattici una passeggiata, e poi sappimi dire della bontà di quel gelato, e quanti gusti!

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  6. Eh eh eh eh … non ho alcun dubbio sulla bontà di quei gelati !
    Così come non ho alcunchè da dire sui @vegani ( come sai … io, per motivi che non mai approfondito, NON mangio carne fin dall’ infanzia, quando mia madre smise d insistere col farmi mangiar carne “per forza” ), alla stessa maniera non mi toglie il sonno la notte il sapere che miliardi di persone mangiano carne …. certo odio le efferatezze perpetrate sugli animali …. io, che se potessi, non ucciderei nemmeno una formica che è una !
    Pur tuttavia … NON sopporto l’ intolleranza e le persone che, ideologicamente, stabiliscono cosa si debba mangiare e cosa no, spaccando il mondo in buoni e cattivi !

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    • Mi sembra che tu stia etichettando i vegani… e tutto sommato non mi pare che si comportino così! Cioè, che decidano cosa sia giusto mangiare sì, che spacchino il mondo in buoni e cattivi per questo no, anche perché spesso hanno parenti, anche consorte e figli, che rimangono onnivori.

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  7. I schiavi sono stati parte integrante dello sviluppo dell’umanità. In tutte le civiltà hanno fatto parte fino ad un certo punto. Le società sono sviluppate in modo iniquo ma hanno avuto lo stesso percorso. Le sanguisughe erano meno igieniche, ma hanno avuto la loro utilità prima che si sono scoperti i medicinali che li hanno sostituite. Il cannibalismo e soltanto una deviazione di alcuni tribù che hanno ricorso a tali pratiche per un discorso di scarsità della carne. Quindi per l’obbligo.
    Tu la chiami evoluzione il rinuncio alla carne? Cioè siamo diventati la razza più evoluta sulla pianeta anche con l’aiuto della carne ed ora dobbiamo rinunciare? Su quale base scientifica un vegano è più evoluto di un carnivore? Che cosa attesta la sua superiorità mentale?. Cosa fa di esso più evoluto? Il suo buonismo ? Mah, essere buono con un animale, per poi schifarti per un essere umano…. non lo so.
    La differenza tra me (carnivoro) e te (vegetariano) sta nel fatto che io accetto quello che tu mangi. Ma tu mi odi per il fatto di non rinunciare a quello che TU non vuoi che mangia. Eh no, DM.
    Il cosciotto di agnello io la mangio. E preferisco ascoltare I Druppi, non Hare Krishna. Ogni tanto mi tolgo la cintura di sicurezza e guido pericolando la mia vita. E sai che bella sensazione mi da? Di libertà. Eh si. Proprio come in quei anni che a quel uomo del tuo link fa schifo.
    E se a lui fa schifo, ti chiedo, perché lo debba fare anche a me? Perché la vita dei anni “anta” lo hanno schifato? Per il consumo della carne? Beh, in quei anni si usava molto anche il hashish, la marijuana, la cocaina. Il tabacco stesso non mi pare di provenienza alimentare.Prodotti non necessariamente carnivori. Perché necessariamente dobbiamo tutti noi alienarci allo “spirito puro” dei vegetariani? Son visto sporco per questa? Sanguinario? Non è un problema mia.
    A me piace il prosciutto. I ravioli con CARNE dentro. A te piace il gelato e la grana? Bene. Ma la grana è gatta con latte. Latte che e stato tolto da un “povero” animale (madre) che lo produce per un suo cucciolo. Non hai rimorsi? Oppure si può fare anche finta?
    Proprio come noi. I mostri carnivori.

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    • Valentino, sul tuo intervento ci sono talmente tante contestazioni da fare che rimando la risposta a tempi migliori. Però se dimentico di dartela ricordamene, perché ti voglio bistrattare ben bene 😛

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    • “Gli schiavi sono stati parte integrante dello sviluppo dell’umanità”: ammettiamo che sia vero, reintroduresti la schiavitu? Ammettiamo che l’umanità abbia potuto sopravvivere grazie al consumo di carne, oggi non ce n’è più bisogno, e il mondo può rinunciarci come ha rinunciato alla schiavito, per sviluppato senso di giustizia, uguaglianza e rispetto del prossimo.

      “Le società sono sviluppate in modo iniquo ma hanno avuto lo stesso percorso”: ok, ora questo percorso l’hanno fatto, è ora di lasciarcelo alle spalle.
      “Le sanguisughe erano meno igieniche, ma hanno avuto la loro utilità prima che si sono scoperti i medicinali che li hanno sostituite”: e infatti ora non si utilizzano più in medicina: tu ti sottoporresti mai a un salasso effettuato con sanguisughe? E allora perché il discorso del “superato” non deve essere valido nel confronto del consumo di carne? Medicine e altre pratiche mediche hanno sostituito il salasso, e ritieni che non ci siano sostituti della carne nell’alimentazione?

      “Il cannibalismo e soltanto una deviazione di alcuni tribù che hanno ricorso a tali pratiche per un discorso di scarsità della carne. Quindi per l’obbligo”: appunto, per obbligo. Oggi non siamo obbligati perché, almeno qui, non combattiamo con scarsezza alcuna.
      “Tu la chiami evoluzione il rinuncio alla carne?”: sì.

      “Cioè siamo diventati la razza più evoluta sulla pianeta anche con l’aiuto della carne ed ora dobbiamo rinunciare?” Siamo diventati la razza più evoluta del pianeta perché ci siamo cibati di carne? Dove lo trasmettono ‘sto film? Ah, sì, il re ero infatti che gli animali esclusivamente carnivori, si sono svoluto più di noi!

      “Su quale base scientifica un vegano è più evoluto di un carnivore?”: Nessuno ha parlato di basi scientifiche, qui stiamo parlando principalmente di basi etiche (e comunque io alla storia che chi ha eliminato la carne sia più in salute ci credo).

      “Che cosa attesta la sua superiorità mentale?”: il rispetto per gli altri esseri viventi e senzienti.

      “Cosa fa di esso più evoluto? Il suo buonismo?”: perché si è soliti chiamare buonismo tutte le forme di bontà che non ci piacciono? Il buonismo è un’altra cosa, è un cieco e stupido pregiudizio mascherato da bontà come un lupo che indossi la pelle d’agnello.

      “Mah, essere buono con un animale, per poi schifarti per un essere umano…. non lo so: non è un’equazione. Non è che rispettare gli animali comporti provare schivo per gli esseri umani, comunque converrai che le aberrazioni cui giungono gli esseri umani sono piuttosto lontane dal comportamento delle innocenti mucche e le innocenti
      pecore!
      “La differenza tra me (carnivoro) e te (vegetariano) sta nel fatto che io accetto quello che tu mangi. Ma tu mi odi per il fatto di non rinunciare a quello che TU non vuoi che mangia”: e no, la differenza tra me e te è che a me non dovresti chiedere mai CHI mangio, a te sì. La differenza è che un vegetariano non uccide nessuno per alimentarsi.

      “Eh no, DM”: eh sì Valentino.

      “Il cosciotto di agnello io la mangio. E preferisco ascoltare I Druppi, non Hare Krishna”. Passo, penso di averti già risposto.

      “Ogni tanto mi tolgo la cintura di sicurezza e guido pericolando la mia vita. E sai che bella sensazione mi da? Di libertà. Eh si. Proprio come in quei anni che a quel uomo del tuo link fa schifo”: e quando guidi pericolosamente rischi d’investire qualcun’altro, e sai quanti innocenti sono morti sulla strada per la “sensazione di libertà” di qualcun altro?
      Salto altri punti perché è tardi e comunque ritengo che le risposte precedenti siano sufficienti a chiarire il mio punto di vista.

      Un unica precisazione: la grana non si fa con il latte. La grana si fa con la carta moneta. Filigrana credo. 😛

      Per quanto riguarda il fatto che il latte venta tolto al vitellino, argomento caro ai vegani, io sono una “riduzionariana”: credo che ogni mucca possa dare senza togliere nulla al suo vitellino un po’ di latte in più. Un po’, non una produzione industriale.

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    • Alla schiavitù non si è mai rinunciato del tutto D. Si è trasformata. In feudalismo, quando il contadino doveva lavorare per l’aristocrazia. Oppure nella società contemporanea, dove l’operaio si rompeva la schiena per il padrone. Sono sempre forme di schiavitù. Mascherate.
      Tuttora oggi, lavoriamo pensando di essere liberi. Ma se pensi che tutta la tua fatica è soltanto per pagare le tasse ed i debiti, non penso di sentirmi tanto libero. E quando mi riferisco sul percorso delle società, facevo riferimento allo discorso dello schiavitù. Che sia nel Asia, nel Europa, oppure dai antichi Aztechi, hanno avuto tutti un periodo del uso dei schiavi.
      Le sanguisughe.
      E’ vero, il discorso è superato. Ma per l’arrivo di prodotti certificati. Provati. Efficienti. Quando è successo cosi, il mondo ha subito abbracciato il nuovo metodo. Nel caso del vegetarianismo, pero, la cosa non è assolutamente certificata. Si, ci sono medici che affermano la positività del cambiamento. Ma sono soltanto una manciata D. Tutto il resto del mondo medicale sorride ironico. E non appoggia il tipo di alimentazione. Perché devo credere ad un 2 o 3 percento, e non a 98? Perché devo credere nel benessere di qualcuno che ha provato a mangiare vegano (o vegetariano) e non credere ai altri soggetti che provandolo stavano male (come babyduckling nel post del guru vegano)? Se il mio corpo soffre per la mancanza di carne allora perché ci si ostina a dimostrarmi che sto bene. Che “è naturale”.
      ll cannibalismo.
      Per l’obbligo. Eh già. Ma se essi vivono in mezzo alla natura (quindi abbondanza dei prodotti vegetariani) perché non hanno scelto di diventarlo? Vuoi saperlo? Per un discorso di debolezza. E nella vita di foresta, la debolezza vuol dire morte.
      La razza evoluta.
      Tutti i antropologi (o come si chiamano) sono d’accordo col fatto che la evoluzione dello stato di scimmia a quello più alto è arrivato (guarda caso?) in coincidenza con l’uso del carne. Perché la carne ti offre decisamente più calorie delle piante necessarie allo stesso cervello per lo sviluppo. Si considera che proprio la scoperta del uso del fuoco ha cambiato la sorte del intelligenza umana. Ma poi…. il fuoco per cosa si usava principalmente? Pensi che per il brodo di legumi?
      La differenza tra onnivoro e vegetariano.
      Il fatto sta che io non mangio nessuno. Io mangio un prodotto che lo hanno sempre mangiato l’umanità. Io se muoio e mi butti nel mare mi mangeranno i pesci. Se mi lasci sul campo mi mangeranno i corvi, i lupi, le bestie. Sono cose naturali. Nessuno li giudica male per il loro modo di alimentazione. Voglio mangiare pollo? Ebbene questo pollo l’ho cresciuto ed allevato io. Se fossi vegetariano esso non sarebbe esistito affatto. Come non sarebbero esistite i miliardi di mucche o pecore o maiali.
      La cintura di sicurezza.
      Mi dispiace. Ma la cintura di sicurezza si mette per proteggere te stesso non i altri. E se io rischio qualcosa è soltanto la mia vita. Ma lo faccio. Perché mi da un senso di libertà. Di non ingrandimento. Di ribelle. In quel momento dico, “sono libero, posso anche morire se mi capita, ma sono libero”. Non voglio essere protetto da nessuna restrizione. Basta proibizioni. Voglio prendermi la mia macchina ed andarmene. Ovunque. Senza restrizioni del tipo “inquinamento città” , oppure “divieto euro2”, o “zone regolamentate”. Sogno un giorno di quello quando il romano si portava sul maggiolino pure la nonna sopra, pur di arrivare al mare. Certo, è un esagerazione. Ma guardando alle leggi restrittive d’oggi, mi sembra talmente ingenuo. E credimi DM. Se tu vedessi la Francia. Che la faccio ogni giorno io. La, ti fermano al casello autostradale e ti fanno scendere per controllarti la macchina. E lo fanno bene. E tu, devi stare seduta giù, sulla corsia stradale, mentre le altre macchine ti passano a destra e sinistra. E tutti guardano incuriositi. Che cosa avrà fatto? Niente, li stanno controllando. Qualche mutandina che riposa sul cemento armato. Qualche spazzola da denti E’ umiliante. E degradante. Ma è “per la nostra sicurezza”. A volte mi dico: le pecore siamo diventati noi.
      La grana.
      Puo darsi che ho sbagliato. Mi riferivo al Grana Padano. Che dicono…. che per un chilo di formaggio ci vuole 16 litri di latte.
      Sedici.
      Pensi che mucca fa tutto questo latte con l’intento di offrirtelo a te?

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    • Se penso che la mucca faccia tutto questo per offrirmelo a me? Caro mio, anche la mucca si deve guadagnare la pagnotta! Se io umano le costrisco un riparo e la foraggio, bisogna che anche lei dia il suo contributo alla società, come pure io: non le chiedo mica il sacrificio della vita, ma di un po’ di latte bisogna pure che se ne privi!

      Per il resto, non discuterò ulteriormente: se tu pensi che stai mangiando un “prodotto”, credo non ci sia più spazio per la discussione. Ti lascio questo passaggio, letto giusto ieri:

      L’altro giorno mi ha chiamato un’amica che lavora vicino al mattatoio.

      «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua»

      Susanna Tamaro

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  8. Ah …Tu dici che los @veganos NON spaccano il mondo … “anche perché spesso hanno parenti, anche consorte e figli, che rimangono onnivori.” ?!? 😯
    Forse …
    Ma, a siffatti parenti onnivori, rompono comunque i coglioni sul mangiare !!! :mrgreen:
    Insomma … per dirla in breve, a me dei @vegani …. piace ( e stimo ) solo @Sissi !!! 😀

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    • Guarda che pure Sissi ci ha provato, ma l’abbiamo tutti ridotta all’ordine: il messaggio “Tu mangia quello che ti pare, ma non rompere l’anima a noi” è arrivato forte e chiaro.

      Soprattutto mia sorella che mal tollera vegani e veganismo, l’ha sottoposta allo stesso trattamento al contrario: linkarle tutti articoli sui danni dell’alimentazione vegana, farla sentire in colpa a tavola ogni volta che rifiutava il cibo degli altri, etc. etc. etc.

      Dopo questo braccio di ferro siamo giunti a un sano equilibrio, che ognuno mangia quello che vuole e non ammorba il prossimo.

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  9. Braccio di ferro ?!? 😯
    Bah … non mi riferisco certo a @Sissi ( il cui braccio … o …. ehm …. abbraccio sarebbe paradisiaco )
    ma il braccio o abbraccio di una @vegana ideologica mi fà tornare in mente la VERGINE DI NORIMBERGA, solo che il braccio, o abbraccio, ferreo e acuminato di quest’ ultima, rispetto quello di una @vegana, farebbe di gran lunga meno male a chi lo ricevesse ! :mrgreen:

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  10. Esatto … @Và, a Roma diremmo “come ‘na tramvata” !
    Ma tanto @Diemme NUN MOLLA, la conosco bene io … ed appena potrà ritornerà a galla !!! 😯
    Solo che stavolta, alleandomi con te, disporrò nei suoi coriacei confronti di “argomenti atti a lei”, quale lo spadone e la mazza ferrata da combattimento, l’ ascia ‘bipenne’ da ordalia … e, ove non dovesse bastare, di fucile a canne mozze caricato a pallettoni !!! :mrgreen:

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    • Tanto peggio per lei. Avrà il pan’ per la sua focaccia (ma una focaccia con carne).
      Lo sa benissimo che anch’io sono un osso duro. A volte ho paura di non essere un troll in quello che mi comporto. Ma lei lo sa…. se non ho niente da dire non lo faccio. Ma se ho….. fino al ultimo respiro. Se poi ho un tale alleato come te….. al arrembaggioooooo.

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    • Ok, ok, alleati con Valentino, andate tutti insieme a trovare Aquila, mentre io resterò qui a consolarmi con la mia pastiera vegana, preparata dalla mia ineffabile Sissi ❤

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