Caro X

lucy - mi è entrato un ricordo nell'occhio

Caro amico,

qui si ride, si scherza, si fa finta di niente e si va avanti, ma il pensiero è sempre lì, io non ti ho dimenticato. Mi rimproverasti, in una delle tue ultime e-mail, di avere pubblicato sul blog anziché scriverti, con un po’ più di buon gusto, due righe in privato.

Il fatto è che io, se ti scrivo in privato, non so più a chi scrivo. Il fatto è che del mio amico sembra non esserci più traccia. Al suo posto un personaggio sconosciuto, (e “sconoscente”), giudicante, rabbioso, e chiuso a qualsiasi possibilità di capire: e allora che faccio, parlo al muro? Molto meglio sul blog, dove almeno mi sento a casa mia e la mia voce non cade nel vuoto, o non le risponde un interlocutore ostile.

Mi rendo conto che di ricordi, in questi lunghi anni (sette? otto?), ne abbiamo seminati tanti, e io non riesco a fare lo slalom tra di loro: e tu invece, sei riuscito a seppellirli? Sei riuscito a spogliarli di ogni e qualsiasi significato? Riesci a non inciamparci ogni giorno? Miss Pelodifiga ha avuto questo potere?

Ah, quanto la detesto, ogni giorno di più, ogni giorno irreversibilmente di più: ho tifato per voi due, e ora che sarebbe il momento del vissero tutti felici e contenti, del “dream coming true“, guarda che cosa ti va a succedere, e perché poi?

Comunque io, a non frequentarla più, mi sento davvero sollevata, girala come ti pare. Io non so se con te ci sarà mai possibilità di recupero, forse sì, in fondo sono stati recuperati rapporti che sembravano più irrecuperabilmente perduti, si sono create complicità che uno non avrebbe mai sospettato, perché non potrebbe funzionare anche per noi, magari tra mesi o tra anni?

Ma lei no, lei non la digerirò mai in nessun modo, te lo assicuro. Ricordo che tra le ultime cose che mi dicesti era quanto lei mi volesse bene: e in che cosa consisterebbe di grazia questo bene? Io l’ho sempre detto, da uno che voglia definirsi amico, può essere di destra, di sinistra, ricco, povero, plurilaureato o con la terza elementare, ateo o credente, tutto quello che gli pare, ma io due cose pretendo, senza le quali l’amicizia non ha senso: sincerità e affetto. Lei è venuta meno dapprima alla prima cosa, e poi decisamente alla seconda, visto che, se davvero avesse provato affetto, avrebbe fermato tutto questo molto prima.

Invece, fiera del suo uccellino in gabbia, sputa nel piatto in cui ha mangiato, che tanto oramai fame non ce l’ha più, ed è talmente stolta da non rendersi conto neanche che la vita è una ruota che gira, e uh come gira!

Molto altro da dirti non ho, anche perché ho l’impressione che oramai non te ne freghi più molto se io vivo o muoio, se sto in salute o in malattia, al lavoro o in cassa integrazione, e se mia figlia a sua volta sta bene, va avanti con gli studi, etc. etc.

Comunque, se ti può interessare, stiamo in piedi. Non benissimo, ma in piedi. Ogni tanto ci arriva una tegola in testa (l’ultima stamattina), ma ci medichiamo e andiamo avanti.

Mi manchi.

Tanto.

Fanculo Pelodifiga.

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44 thoughts on “Caro X

  1. Ma guarda che sei forte!!!!! E questa che lettera sarebbe secondo te, perchè ci possa ripensare?
    Hai detto di tutto e di più contro la sua donna, tua ex amica, sapendo che è stato proprio questo a farvi litigare…..
    Sinceramente non capisco se davvero ti interessa ancora la sua amicizia o se vuoi solo girare il coltello nella piaga, scusa la mia sincerità se puoi….
    E per quanto riguarda il suo appunto la penso così anch’io, se c’è vera amicizia e ci sono problemi se ne parla in privato, non pubblicamente nel blog, ma è solo il mio modo di agire del tutto personale.

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    • Cara Silvia, io la sincerità l’apprezzo sempre, e preferisco una brutta verità a una bella bugia. Ciò premesso, quando arrivo a scrivere qui è perché il dialogo è già chiuso (e, se permetti, qui non abbiamo citato nessun fatto, solo miei sentimenti).

      Se questa lettera l’ho scritta per farcelo ripensare? Certo che no, quel tipo di lettere le scrivo decisamente in privato. Questa serve come sfogatoio, per non farmi uscire eritemi: quello che uno ha dentro, o lo butta fuori o ti si mangia (Louise Hay docet).

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    • OK come sfogo ci sta tutto e sicuramente aiuta parlarne, purtroppo io non ci riesco… e i tempi di smaltimento si allungano, ma si riesce poi a smaltire col tempo???

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    • Io mi carico ogni volta che vorrei telefonargli e non posso, vorrei scrivergli e non posso… il sentirmi legata mi manda il sangue alla testa: si riesce a smaltire col tempo? Mah, non so dirtelo, io ho tempi molto lunghi… moooooooolto lunghi. Ili lo disse subito che poi la frattura diventava veleno (non ricordo le parole precise, dovrei ritrovare il commento).

      Una lite sta all’amicizia come un arresto cardiaco/blocco respiratorio sta al corpo: più perdura, più sono gli organi danneggiati, più il danno diventa grave, più è irreversibile. Io a lui non gliela tiro, vorrei davvero che, nonostante tutto, fosse felice, pur avendomi sacrificato sull’altare di questa felicità, ma di lei non mi va neanche di ricordare l’esistenza di quella brutta faccia.

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    • guarda io non ho litigato….è solo cambiato il rapporto, (e non da parte mia) ma fa molto male lo stesso credimi,

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    • Che vuol dire “è solo cambiato il rapporto”? Generalmente i rapporti cambiano in maniera indolore, si va un po’ dove ci porta la vita, ed è questo che ci cambia. Se invece cambia per subentrato motivo contingente… allora ci credo che fa male.

      Con lei era cambiato, da “complicità/sorellanza” era diventato di superficiale conoscenza, che quindi non implicava più l’intensità di rapporto che c’era prima ma questo, data la nuova situazione, era difficile da gestire. Poi ci ha pensato lei rompendo del tutto che insomma, in altre circostanze, una avrebbe pure tirato un sospiro di sollievo.

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    • no un motivo non c’è….ma come dici tu da: Amicizia con la A maiuscola, si è passati a semplice conoscenza, tutto qui.

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    • Bisogna dire anche che nella vita si cambia, e può passare il periodo delle grandi affinità, gli interessi e le esigenze diventano diverse, e ci si allontana. Certo, anche così materialmente uno l’amico lo perde, però insomma, credo che il fatto che l’affetto ci sia sempre, e nulla impedisca di poter fare uno squillo per sentire l’altro, sia un fatto un po’ diverso da una rottura.

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    • non quando si è avuta la netta sensazione di disturbare e di sentirsi di troppo quando si è provato a farlo…..mi è bastato grazie, io ci sono sempre e questo è un dato di fatto e sono convinta di aver fatto tutto quanto potevo….non sta più a me cercare di cambiare le cose!

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  2. Diceva @Voltaire : “Calunniate … calunniate, qualcosa resterà !” 😯
    Ed io, parafrasando l’ esortazione del grande illuminista, ti dico : “Sfogati, @Diè … sfogati, QUALCOSA RESTERA’ ! .” 😀
    Mi incombe, tuttavia, l’ obbligo di avvertirti “da amico” … che, sic perpetuando, corri il rischio di far diventare simpatica la bella @Sconosciuta ( no …. non mi piace l’ appellativo ‘pelodifiga’ …. è brutto, è scontato, è volgare ), che un bel dì, sostituendo all’ amicizia un sentimento … come dire ? … mooolto più carnale, ti soffiò l’ Amico …. sconosciuto anche lui, ma che Tu, da come lo rimpiangi e lo celebri, hai fatto diventare come un colosso !

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    • Caro Bruno, gli amici non si dovrebbero poter “soffiare”, perché non sono esclusivi, per quanto grande l’amicizia possa essere. Rischio di farvela diventare simpatica? Probabile, in fondo con Attila è andata così… 😛

      Sono perfettamente cosciente che Miss Pelodifiga sia brutto, scontato e volgare, ma quello che ha fatto lei, non è forse brutto e volgare? E, conoscendo il soggetto, se non fossi stata accecata dall’affetto che pure le portavo, non l’avrei dovuto ritenere pure scontato?

      Guarda che quando scrivo queste cose lo so che non ci faccio bella figura, ma non m’importa neanche niente di farla: in fondo, coi lettori c’è anche un patto di sincerità, non faccio come certi personaggi che magari in pubblico si fanno fotografare sorridenti con la bella famigliola e in privato si fottono i travestiti tra una striscia di cocaina e un’altra: io questa sono, nel bene e nel male.

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  3. Beh … per quanto appurato da me su di te “personalmente” …. potrei dire PIU’ NEL BENE, che nel male !!!
    Ma te lo ripeto : “ADELANTE @PEDRA … SED CUM JUDICIO !!! :mrgreen:
    Postescritto : carinissima la vignetta degli intramontabili PEANUTS ! 😀

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  4. ” …… l’ ho supplicato di dirmi ” … Mi ami ancora … ” ? … Mi ha risposto “Ma certo ! – ( la parola ‘amore’ non l’ ha ripetuta … ) – solo qualche giorno !” . E poi nient’ altro, se non il suo silenzio e una leggera irritazione nel trovarsi di fronte a una scocciatura, una persona che non gli facilitava la cosa, che tardava a capire .
    Non so dove ho trovato la forza di alzarmi in piedi di uscire da quella casa … quella notte . Avevo ventun’ anni, era la prima volta …. E per non soffrire troppo gli ho voluto credere . E ho cominciato ad aspettarlo . Non l’ ho mai più visto. Mai ! Sembra difficile crederlo, perchè nel nostro mondo ci si incontra, spesso . Io, Giancarlo non l’ ho mai più nemmeno incontrato . Ho sofferto come un cane . Mi sono messa a letto per mesi . Ero malata e una malata sta a letto . Per mesi ho continuato a sperare in quelle ore quando sai che il tuo amore ti chiama . Per me … era intorno alle dieci del mattino e poi dalle sette alle nove di sera .
    Le anticipavo : Mi preparavo in vista di quelle ore . Mi facevo un cappuccino, sistemavo la camera, mi tiravo su, mi dicevo : “Sì … oggi accade, oggi mi chiama e tutto cambia” ed io devo farmi trovare pronta per quello squillo che mi avrebbe tirato fuori da quel dolore . Arrivava l’ ora, trascorreva, e passava, e non succedeva nulla . Ed io mi sentivo morire . Perchè a morire ero io, quella che, attraverso i suoi occhi, avevo imparato ad amare . E fà male ! … ” .
    Tratto da : LA FORZA NEL CUORE, di @Monica Guerritore – pagina 79 .

    Questa bellissima Attrice romana, straordinariamente brava ( io … l’ adoro da quando si affacciò, dal leggendario Piccolo di Milano, appena sedicenne, ne IL GIARDINO DEI CILIEGI ), sex-symbol di svariate generazioni, una Donna meravigliosa, celebre e invidiatissima …. sta parlando del suo rapporto d’ amore vissuto, dal 1978 al 1981, con l’ Attore @Giancarlo Giannini … e del loro angosciante addio !
    Lei, l’ ha descritto nel 2010 ( circa 20 anni dopo ) col suo splendido libro …. che si conclude così ( cfr. pag.189 ) :

    ” … Sono parole come queste che danno un senso alla strada che ho scelto e che fanno del mio lavoro, che svanisce appena chiuso il sipario, qualcosa di misterioso che lascia inciso il ricordo nel cuore . E’ quella la mia vita immortale . Il ricordo . E non c’ è niente di più sacro al mondo, niente, nè soldi, nè potere, nè il successo !
    Me ne sto di lato, cercando ancora un luogo nuovo, parole nuove da svelare . Cercando un approdo che ancora non so .
    Ora mi fermo .
    Queste parole chiariscono in parte quella zona che non appare, fatta di esperienze personali ed opere d’ altri, ma che ha reso possibile, col tempo, il mio divenire di adesso …
    Una persona, dal niente che ero . ” ( fine di questo libro meraviglioso … che ci insegna qualcosa ) .

    Col tempo … sai, col tempo tutto va bene !
    😐

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    • E’ proprio vero, caro Bruno, siamo tutti sotto uno stesso cielo, e quanto più uno conosce gli altri, tanto più si sente meno solo sul cuore della terra, e sente più forte il senso di fratellanza (almeno a me fa questo effetto, alla faccia dell’asocialità).

      Per quanto riguarda il tempo… magari è pure galantuono, ma il tempo ha i suoi tempi, che spesso non sono quelli umani 🙄

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    • Cara Marisa, ti ringrazio per i tuoi bei complimenti ma… l’ironia non trovo: forse è talmente amara che mi fa un altro effetto?

      Un caro saluto a te.

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    • Amara, ma scritta con grande misura. Coinvolgente e per me leggermente ironica per il modo con cui parli di te stessa e dei tuoi problemi con un certo distacco formale anche se penso che certi comportamenti ti facciano soffrire realmente. Il tuo sfogo è il mio sfogo! Un saluto. Marisa

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    • Grazie Marisa. Il fatto che tu ti possa rispecchiare nella mia testimonianza vuol dire che ho fatto bene a renderla. Quello che alcuni non capiscono è che non si tratta di “raccontare i fatti propri” (e noterai che i fatti li ometto pressoché in toto), ma di condividere sentimenti che sono umani, comuni, e accomunano. E’, a mio avviso, un modo per capire e per farci capire, un momento di riflessione e confronto che sono unguento per l’anima da una parte, un momento di crescita da un’altra.

      Oltre ai fatti, ometto ovviamente anche i nomi, perché poco importa se l’amico si chiama Carlo, Francesco o Giuseppe, poco importa se la lei si chiama Camilla, Filippa o Guendalina: è il fatto base quello che suscita reazioni, sentimenti, confronti, riflessioni, e il fatto condiviso è il minimo indispensabile: un mio amico e una mia amica si mettono insieme, io litigo con lei, lui si sente in dovere di prendere posizione e così perdo anche lui, fine del palo. Non mi pare proprio di aver messo sulla piazza nessuno, né un chissà che di particolari e circostanze.

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    • Perciò parlo di “vita letteraria”, e deve essere così perché un bravo scrittore, pur muovendo dal proprio vissuto che segna di verità la propria scrittura, si pone con sguardo “altro” rispetto all’esperienza. E questo è ciò che mi piace nei tuoi post
      La tua verità è per tutti , pur essendo intimamente soltanto tua. Sto cercando di comprendere … Ti abbraccio. Marisa

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  5. se c’è una cosa che ho imparato recentemente è che quando una amicizia si chiude non c’è niente da fare. E’ chiusa. Non importa quanti ricordi e belle cose si sisano accumulate. Chiude, nonostante te e nonostante tutti.
    Mi spiace tanto. Conosco esattamente la sensazione dolceamara del ricordo

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    • Secondo me non è tanto che è chiusa, tanto che non sarà mai come prima. Come quando una corpo viene aggredito da una malattia terribile, dalla quale in qualche modo riesce a uscire, ma rimane “toccato”, fragile: di quante persone è stato detto “dopo quel fatto (lutto/malattia/perdita) non è mai stato più lo stesso”.

      Io ho avuto anche delle grandi riappacificazioni nella mia vita, anche andate avanti anni, ma il rapporto decisamente non era più lo stesso: non nel senso che era peggiore, magari era persino migliore, ma decisamente più fragile, esattamente come il vaso rincollato. E infatti, poi, sono state tutte amicizie finite per motivi infinitamente più futili rispetto a quello che aveva provocato la prima rottura. Come dirti, l’addio aveva la strada già spianata, percorsa e nota.

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  6. Tu vorresti sempre incollare ciò che è andato in cocci… ma non si può fare, se non in casi rarissimi.
    Chiaramente, se anche lui leggesse questo post, il tuo parlar male di “lei” attualmente non potrebbe altro che frammentare ulteriormente i pezzi.
    Forse chissà, magari se un giorno si lasciassero, qualcosa potrebbe cambiare… Buon mercoledì comunque! 😉

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    • Beh, io in casa sono una che ripara tutto, e non è vero che non si può.

      Lui è probabile che legga questo post e, francamente, a questo punto della sua reazione non m’importa più niente. D’altra parte, è stata proprio la sua reazione nei miei confronti a innescare la miccia, io lei non l’avrei odiata tanto se non avesse rappresentato il motivo di rottura tra me e lui. Se la nostra amicizia non ne fosse stata toccata, io per lei avrei provato una beata (o magari infastidita) indifferenza e basta.

      E comunque no, non sto qui a sperare che si lascino, Dio me ne guardi, che vivano felici e beati, ci mancherebbe! Io vorrei solo che capissero e poi… e poi forse non mi conosci: se lui tornasse perché ha rotto con lei non sarebbe una bella cosa, anzi, sarebbe un gesto ancora più grave e offensivo di quelli compiuti finora.

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  7. Se la colla è buona ( e la tua …. lo è ), tutto si riaggiusta !
    Guarda l’ osso spezzato … i due pezzi si appoggiano e si risaldano, rinforzandosi la linea di frattura …
    Così l’ Amicizia, se Amicizia è …. Tu l’ hai sentita, l’ hai odorata, l’ hai adornata e ricambiata … Tua è la storia e il tempo, e poco conta quanto ti dicono alcuni/alcune che passarono quella ‘sofferenza per la rottura di un analogo sentimento”, poichè, comunque, fu Loro l’ esperienza, Loro quel sentire, Loro quella rottura … non la Tua !
    Oggi … l’ Amicizia con @X è morta ?!?
    Il tempo …. il tempo, @Diemme cara, è il collante che la riaggiusterà affinchè sia “più salda e più importante che pria” !
    Anche se sono un modesto, e liso, @Cavaliereerrante ( e non il casellario di tutte le esperienze vissute dagli altri, nonchè il depositario di ogni e qualsivoglia verità ), NON ho mai visto morire un Sentimento che fosse tale, nè scomparire una Amicizia per non tornare più ! 🙂

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  8. Se sfogarti ti ha fatto sentire meglio, hai fatto bene a farlo; ma per il resto concordo con Silvia e con altri: con quello che dici della tua ex-amica, lui ,per riprendere l’amicizia con te, dovrebbe rompere con lei. D’altra parte, se ti avesse sentita veramente amica(come tu sentivi lui) sarebbe dovuto restarti amico anche se voi due donne litigavate.Ecco una frase che mi ha molto colpita:”Non sappiamo abituarci all’idea di essere meno importanti per gli altri di quanto gli altri non lo siano per noi”(Graham Greene Il terzo uomo). Mi sembra il tuo caso.Io penso che le amicizie restano in piedi solo se lo si vuole entrambi. Nell’ultimo anno, senza una chiara ragione e tanto meno una lite, quella che io credevo un’amica intima si è del tutto allontanata da me e i miei tentativi di contattarla cadono nel vuoto. Sai che ti dico? Ci sono rimasta male, ma ora mi sono abituata all’idea e non intendo più cercarla. Lei ha perduto un’amica sincera, io una persona abituata a caricarmi di sopra tutti i suoi problemi. Spero che non si crogioli in rancori immotivati nei miei confronti e che tutto le vada bene.Sono in pace con me stessa e grazie a Dio non mi mancano altri amici!

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    • Se per riprendere con me deve rompere con lei significa solo che lei è una grandissima beeeeeep, cosa di cui non dubito. Vero è, cosa che io ho sempre sostenuto, che lui sarebbe dovuto restarne fuori, anche perché era una questione tra me e lei, che riguardava il rapporto instauratosi tra me e lei, e il problema è stato l’aver infranto una fiducia riposta da me in lei, quindi questo fatto che lui abbia dovuto fare il macho – o servente cavalier di tempi andati – che difendeva la sua donna è stato del tutto fuori luogo (anche perché lei, te lo assicuro, è tutto fuorché una donzella indifesa).

      Grande la frase di Grahan Greene, effettivamente è stato proprio così, sia con lei che con lui!

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  9. Heilà Diemme , non dovrei essere qui a scriverti ora, sono entrata solo per vedere se avevo posta e sto per andare via …. ma mi è capitato di leggere il tuo post . Beh che dire troppo forte , mi è piaciuto una cifra. Per certi versi di capisco benissimo ! Sincerità ed affetto da parte di una “amica” qui poi ci sarebbe sta scrivere un libro …Forse un giorno ne parlerò qui… 🙂
    Ora devo proprio andare ho qualche cosetta da sistemare ancora .
    Un grande abbraccio cara Diemme :)))
    Rosy

    P..s Mitico il vaffa al Pelodifiga 🙂

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    • Ciao Rosy bella, che gioia trovarti qui! Come stai? Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il mio post, io credo che la vita abbia bisogno di chi parli chiaro, perché una vita annacquata è una vita insipida, e poi il politically correct è una fabbrica di malintesi, alibi e pastoie.

      Grazie per il mitico, e sì quando ci vuole ci vuole! Anzi, sai che ti dico? Ora lo ripeto, tante volte le fosse sfuggito (che poi è pure liberatorio): fanculo, Pelodifiga!

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    • Grazie Spuga! A te è piaciuto il mio post, è a me è piaciuta la tua affermazione “mica si può fare i delegati dell’ONU anche in amicizia”, mitica pure lei!

      Tornare come prima? Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Però, hai visto mai, magari l’acqua poi è più limpida, o si è arricchita di sostanze terapeutiche 😉

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  10. Dàndàndàradàradàra … ndàndàn
    daràndàndàradàra … ndàndàn

    Caro @X ti scrivo … questa lettera stampata quà
    son volati i mesi … e non c’ è una grànde novità …
    chissà mai se mi leggi … ma io spero che lo fai,
    come un tempo lenivi, quasi tutti i miei guai ….

    Anche @Sissi ci spera … mentre cresce come sai,
    e comunque le manchi, lei non ti dimenticherà mai,
    qui l’ inverno finisce … e chissà dove Tu ora stai
    quanto a me mi capisci … sono carta conosciuta ormai …

    Senti caro Amicooooo …
    cosa ti scrivo e ti dicooooooooooo
    anche in questo momentooooooo,
    che si placa il mio ventoooooo
    ma non capisco niente anch’ iooooooooo
    come vanno le coseeeeeeee
    come sfioriscono le roseeeeeeeeeee …..

    Se mi leggi ti prego … non rispondermi se non ti va,
    l’ anno nuovo è già nato … e c’ è una grande verità,
    tutti quanti sbagliamo … e non è certo una novità,
    se ti trovi passare …. io e @Sissi siamo ancora qua !

    😐

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    • Bene bene, siamo passate dalle sfide in versi a quelle in musica… ora vedo come ti posso rispondere, perché qui la situazione è grave assai, e non per la storia del mio amico! 😥

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    • Piucchealtro sono i Palestinesi che dovrebbero fare pace con gli Israeliani, non viceversa, e comunque sì, la pace in medioriente è moooooooolto più probabile che quella tra me e la Miss (depilata o meno, è disgustosa ugualmente). Anche perché Israele e Gaza hanno bisogno di stare in pace per poter vivere una vita più accettabile, mentre io e la Miss possiamo benissimo restare ognuna nel proprio mondo vita natural durante.

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    • Una specie di suocera e nuora… anche se in questo caso saremmo state una specie di cognate! Io, in verità, ero pronta ad accoglierla come una sorella, e sorella mi sentivo di lui… me ne sta venendo in mente un altra di riflessione: ah, ili ili (Maria Rosaria), quanto avevi ragione sul quanto tutto cresce e il veleno si espande, che brutta cosa si è permesso si mettesse in moto! Un sassolino sta diventando sempre più valanga, e la valanga rotola giù facendo sempre più danni: oh, noi stolti (e intendo me compresa) che non sappiamo porre un argine a tutto ciò!

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