8 marzo: donne che ridono

donne che ridono

Credo di avervelo già raccontato, ma mi ripeterò magari per chi mi legge da meno tempo.

“Once upon a time…”, tanti e tanti anni fa, ci riprovai a uscire con un tizio. La bimba era piccola, prepararmi e organizzarmi era impresa superiore alle mie forze, ma ci riprovai a dare un’occasione alla vita.

Lavoro alacremente tutta la mattina, mi attraverso la città per portare mia figlia da mia madre, torno indietro, vado all’appuntamento trafelata, andiamo a cena e mi illudo di potermi finalmente rilassare un po’.

E’ un ristorante dove non si ordina, portano loro tutte le specialità del posto.

Accanto a noi ci sono due amiche, o forse tre, che ridono e scherzano.

Durante la cena (argomenti ben pochi), a un certo punto lui cambia umore, inspiegabilmente.

Noi avevamo già finito – cena abbondantissima – quando al tavolo accanto portano un cibo dall’apparenza piuttosto appetitosa, e io osservo: “Ma quello a noi non ce l’hanno portato!”.

Lui comincia a dare in escandescenze, io cerco di calmarlo, mentre le ragazze vicino a noi continuano a ridere e a scherzare. Chiama il cameriere, gli chiede di portarmi quella pietanza, mentre io cerco di fermarlo dicendogli che no, non ne ho bisogno, oramai la cena l’ho terminata e sono sazia, non avrei spazio neanche per una briciola di pane. Lui urla, dice che me ne sono lamentata e ora me lo prendo, ordina il piatto mancante, mentre io pure con il cameriere insisto che no, davvero, non ce n’è bisogno, oltretutto davvero, sarebbe di troppo, non ho assolutamente fame. Lui s’impone, mentre la piacevolissima serata delle due o tre amiche continua.

Io mi chiedo chi me l’abbia fatto fare a uscire con lui, e penso a quanto avrei preferito trovarmi al tavolo accanto, situazione in cui generalmente, in effetti, mi trovo e ritrovo.

Arriva il piatto, non mi va, non ho intenzione di riempirmi come un tacchino e disgustarmi per cercare di placare le sue ire. Lui per poco non rivolta i tavoli, anche la mia pazienza ha un limite: tiro fuori il portafogli, mi pago la mia quota e gli intimo: “Riportami a casa!”.

Lui finalmente tace, mi guarda perplesso: “Che significa?”. “Significa che per me la serata finisce qui”.

“Non fare la sciocca” mi fa lui, “”riprenditi quei soldi” e io “Io da te non voglio niente, a partire dalla cena. Riportami a casa”.

Uscendo dal locale getto un ultimo sguardo nostalgico alle amiche che ridono, scherzano, se la godono, e l’unico pensiero nella mia testa è: “Ma chi me l’ha fatto fare?”.

Credo, da allora, di non essere mai più uscita con nessuno, non a titolo di approccio romantico almeno.

Nota: lui era un ex fumatore, successivamente ebbe modo di spiegarmi che il repentino e folle cambio di umore era dovuto all’aver sentito l’odore del fumo, e avere provato un’irresistibile voglia di tornare a fumare.

Ieri Attila aveva insistito per trascinarmi in una gita fuori porta con nostra figlia, laddove io mi ero già organizzata la giornata diversamente ma, al solito, per amore di mia figlia, per assecondare il di lei desiderio di “tutti insieme”, mi lascio convincere.

Finisco di lavorare all’una, prima di uscire faccio uno squillo al ristorante che prepari il pranzo da asporto per me e mia figlia (lui, per abitudine, salta il pranzo fin dall’adolescenza). Mia figlia mi aveva ben avvisato che lui aveva insistito che non comprassi niente per non perdere tempo, ma siccome la mattina mi ero alzata alle quattro, avevo una giornata di lavoro sulle spalle senza essermi presa neanche un caffè, e non è la prima volta che ci lascia digiune perché lui non ha fame, avevo deciso di mettermi comunque al sicuro: a lui che cambiava? Non l’ho fatto aspettare neanche un minuto in più, il pranzo l’ho pagato io, dov’era il problema?

Arriva e, saputo del pranzo, comincia ad attaccare una solfa che non finisce più, una scenata infinita in macchina, urla e urla perché avevo osato disattendere le sue disposizioni (ma chi si crede di essere???).

La figlia cerca di calmarlo, gli dice che se aveva programmi diversi quello che avevo comprato io lo avremmo potuto lasciare per cena, ma lui niente, continua a urlare (guidando come un pazzo), invocando la “questione di principio” (stiamo parlando dell’uomo che da vent’anni viene a casa mia a fare il cavolo del comodo suo, infischiandosene di ogni e qualsiasi disposizione contraria, pure del tribunale).

Arrivati a destinazione continua con il muso, cammina avanti da solo, mentre noi due arranchiamo dietro. C’è un vento fortissimo, abbiamo freddo, non sappiamo dove fermarci a mangiare (nel frattempo si sono fatte quasi le tre!). Ci fermiamo su una panchina, è all’ombra, fa freddo, facciamo fatica a trattenere le nostre cose che il vento spazzerebbe via. Il padre ci raggiunge e si siede vicino grugnendo, e la figlia comincia a brutto muso a chiedergli conto del suo comportamento e per quanto ha intenzione di andare avanti, quindi gli fa un aut aut, o la smette o ci riporta a casa, che quella non è davvero una piacevole gita. Lui non risponde, poi si alza e se ne va.

Io e mia figlia ci guardiamo e le dico che basta così, ce ne saremmo tornate a Roma con il pullman. Chiediamo indicazioni e ci avviamo alla stazione dei pullman.

Vi risparmio il seguito della storia.

Stamattina, mi sveglio con mia figlia di buon umore che canticchia allegramente. La giornata si prospetta intensa ma piacevole, e la domanda è sempre la stessa: ma chi ce lo fa fare a metterci un uomo intorno?

Fino a che non ci dimostreranno che con loro si sta meglio che senza, a noi va bene così: beata solitudo, sola beatitudo!

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41 thoughts on “8 marzo: donne che ridono

  1. Diciamo che forse non sei troppo attenta nella scelta dei tuoi uomini… io, come sai, prima di dare colpe agli altril, le cerco in me stesso per non essere stato eventualmente capace di capire con chi avevo a che fare.
    Risibile in ogni caso, e scusami se sono poco diplomatico, il comportamento dei “tuoi uomini”.

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  2. Ohò … allora la RECORD-WOMAN mondiale di “numero di post prodotti nell’ unità di tempo”, e cioè la natalizia @Diemme, non s’ era inopinatamente dimenticata dell’ 8 MARZO, eh ???
    Bene … bene !!!
    Ti riscaldi dunque, insieme a @Sissi, una bellissima giornata profumata di mimose !!! 😀

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    • Uomini così è meglio tenerli alla larga, ma uomini colà dove sono? Anche mie amiche che predicano e giudicano tanto, poi alla fine si adattano a situazioni ben peggiori di quelle in cui mi sono trovata io e da cui comunque, diciamocelo, mi sono sempre ben presto liberata.

      Dovrei trovare il bandolo della matassa…

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    • Non è per vantarmi, ma io qualcuno molto meglio di così lo conosco per fortuna (e uno l’ho sposato 😉 )

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  3. Sarebbe facile dilungarsi all’infinito a parlare della drammatica inadeguatezza di noi uomini. E ci si potrebbe soffermare anche un po’ a discutere sull’efferata spietatezza che sviluppano molte donne tra di loro e, a volte, con loro stesse.
    Non ho mai veramente festeggiato questa giornata, e non sono un amante dei ritrovi femminili che si incontrano nei locali l’otto marzo, tuttavia sono davvero convinto che questa, tra tutte quante, sia una delle feste più importanti e cariche di significato.
    Buon otto marzo a te e a tutte le altre straordinarie abitanti di questo pianeta. 🙂

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    • Sulla spietatezza di molte donne c’è molto da dire, ma se tu parli della spietatezza “tra di loro”, credo che gli uomini non siano da meno.

      Neanch’io amo i ritrovi femminili, il grido “solo donne!” non è certo il mio grido: io continuo a credere che uomini e donne si integrino e completino, e che nessuna metà del cielo sia completa senza l’altro. Poi, questo è un dato di fatto, questa integrazione, questo completamento, io nella mia vita non l’ho realizzato, chissà se per incapacità o per sorte.

      Comunque ti ringrazio degli auguri, e auguri a tutti gli uomini del pianeta che vogliono una donna accanto a sé, disposti ad amarla, difenderla, onorarla, proteggerla, rispettarla ❤

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    • Vorrei aggiungere la variante “auguri a tutti gli uomini del pianeta che vogliono una donna accanto a sé, disposta ad amarli, difenderli, onorarli, proteggerli, rispettarli”.
      Par condicio! 😉

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  4. ” …. e la domanda sempre la stessa: ma chi ce lo fa fare a metterci un uomo intorno?” ?!? 😯

    Ahè … @Djiè, ritorni ar modo antico
    d’ esse’ su l’ ommo scettica e coccjiuta ?!? 😯
    Qquì t’ ha risposto bbene er sor @Enrico,
    l’ ommini tua … so’ carta acconoscjiuta !

    Certo cjè ommo e ommo, e donna e donna,
    chi porta er pantalone e chi la gonna …
    @Attila porta tutte e ddua le vesti,
    lo possino schjioppà … chètte protesti ?!? 😦

    De resto ‘sto compaggnjio è un po’ specjiale,
    te porta a spasso, in machina o cor treno,
    te fà ‘na vorta ride’ senza freno …
    e quella poi, te manna a l’ ospedale ! 😐

    Che sì lo voi cambjià …. t’ ho detto “come”
    in der commento de LO SPAZZOLINO :
    e Tu nun m’ hai risposto chissaccome,
    mò tjiettelo co’ tte … ‘sto bber pinguino !!! :mrgreen:

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    • Mio caro cavaliere, tu sai bene
      che se chiedi risposte impegnative,
      devo procratinare sine die
      che tanto tempo sai, non m’appartiene.

      Tu invero vuoi dall’unno liberarmi,
      che la smetta così di tormentarmi,
      ma egli è di mia figlia padre amato,
      mi strazierebbe il suo pianto addolorato!

      Me lo tengo pertanto quale croce,
      ma cerco d’ignorare la sua voce:
      il suo pensier, il suo voler disdegno,
      lui non fa certo parte del mio regno.

      Uomini come lui sono vaccino,
      fan sì che tu respinga idea di coppia,
      e se lui viene pure più vicino,
      la tema mia per gli uomini raddoppia.

      Che devo dirti? Complice non voglio
      essere per amore di mia figlia,
      però se un accidente se lo piglia,
      non mi struggerò certo dal cordoglio!

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  5. L’uomo ha un gene del nervosismo che solitamente si configura con la mancanza della quarta gambetta nel gene Y dell’ultimo cromosoma XY. Quella gambetta, presente nella donna, garantisce equilibrio mentale e autocontrollo.
    Facile dirti che ci sono uomini che trattano su un piedistallo le loro mogli. Stanchi morti dal lavoro tornano, il tempo di lavarsi (neanche mangiano) le portano in giro per “distrarle” dalla routine quotidiana, le sganciano la carta di credito da consumare preferibilmente nella stessa giornata e le adorano nonostante loro, regine, trattano i mariti alla stregua di un segugio da tartufo.

    Ora mi chiedo. Sarà che tali uomini hanno un’Y più simile ad una X?

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    • No, credo che sia una legge di compensazione. Non è che ci siano uomini così o uomini colà, o almeno, non è solo quello. A volte, gli stessi uomini che fanno da zerbino alle donne che li trattano come cani da tartufo, sono prepotenti con quelle che li trattano come pascià: forti con i deboli e deboli con i forti, un comportamento semplicemente disgustoso.

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    • Si. Può essere. Credo invece alle parole del Vangelo. Si dice che Dio metti il cattivo con la buona e viceversa. Per far si che il buono influenzi l’altro…

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  6. Penso che non si possa generalizzare, ma secondo me vale sempre, il vecchio detto :”Meglio soli che male accompagnati”(indipendentemente dal sesso e dall’età)

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  7. Chi ce lo fa fare… Mi piace pensare che lo facciamo perché, per fortuna, gli uomini non sono tutti come negli esempi che hai raccontato nel tuo post. Pochi ma buoni, si salvano… Trovarli è la vera impresa! 😀

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    • Già… vorrei ritrovare una vignetta che trovai tempo fa, che diceva che l’anima gemella esisteva sì da qualche parte, ma magari era l’altra parte del globo e non l’avremmo incontrata mai!

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    • No, questo no, non lo credo. Continuo a pensare che l’uomo e la donna siano nati per completarsi, e io l’anima gemella accanto la vorrei, oh se la vorrei! La stampella no, grazie, non ne ho bisogno.

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  8. Attila, croce e delizia non detta! sai che mi è quasi simpatico? A me piacciono le invasioni barbariche letterarie e, perché no, anche quelle che talvolta rompono la monotonia di tutti i giorni. Ti abbraccio. La tua scrittura è davvero interessante. Marisa

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    • Il fatto che Attila è simpatico un po’ a tutti; c’è un detto giudaico-romanesco che recita più o meno così: “Pur’io riderìo, si ‘o matto ‘n fosse ‘o mio!” (anch’io riderei, se il matto non fosse il mio).

      Ecco, direi che questo detto ben si adatta alla “simpatia” di Attila 😈

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  9. ” ….. però se un accidente se lo piglia,
    non mi struggerò certo dal cordoglio!”
    ?!?!?!?
    ° 😯 °

    Bbono facesti … ad affidà ar destino
    er padre de tu’ fija … Essì hai raggjione :
    ce penserà la sorte a quer @pinguino
    e a @lòbot, dopo lui, in aggjiunzjione !!! :mrgreen:

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  10. Non posso certo darti torto, anche se penso che nemmeno a volerlo essere si può essere più stronzi di come si è dimostrato ancora una volta quel fetente di Attila.
    Voler bene a Sissi non può diventare per te la ragione per continuare a subire simili comportamenti, possibile che lei non se ne renda conto: la sua sta diventando una complicità della quale deve esser consapevole e cominciare a trarre le necessarie conclusioni.
    Credo che per molto meno oggi succeda molto di più, e non prendere questa mia affermazione come un’istigazione! Buon inizio di settimana carissima!

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  11. Ma il primo incontro è sempre uno schifo, a meno di casi particolari.
    La prima volta che ci siamo visti in un locale, la mia attuale moglie pensava fossi gay , fa te !!!

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