L’utero in affitto

Uteri artificiali

Da una come me, vi aspettereste che sia contraria a qualunque forma di fecondazione artificiale/assistita and so on.

In effetti, in linea di massima, è così ma… sono davvero contraria all’utero in affitto? Parliamo in teoria, perché in pratica, per gli errori che questo può comportare, per le conseguenze (e aberrazioni!) etiche/umane/legali che può sollevare, è questione da prendere con le pinza ma, in teoria, sono d’accordo?

In teoria direi di sì, parlando rigorosamente di seme e ovulo dei genitori che poi si occuperanno del bambino. E’ il loro figlio biologico, e loro lo cresceranno, e allora, anche eticamente, dov’è il problema?

Voi che ne pensate?

Vi prego, non tiratemi fuori che l’utero in affitto è per l’appunto in affitto, cioè a pagamento, e che certe azioni andrebbero fatte gratuitamente: col piffero! La gravidanza è una cosa seria, impegnativa, che ti sequestra per nove mesi, deforma il tuo corpo, ti impedisce di assumere qualsiasi farmaco, etc. etc. etc.  Il parto, poi, oltre a non essere una passeggiata, potrebbe anche avere delle conseguenze: tutti noi in qualche modo prestiamo il nostro corpo per un lavoro, e spesso rischioso (ponete per esempio – abbastanza estremo – i minatori), perché questo tipo di attività dovrebbe fare eccezione? E gratis, quante lo farebbero?

Comunque, può darsi che tra un po’ non ce ne sia più bisogno… date un’occhiata al link da cui ho preso la foto: sono rimasta davvero senza parole! 😯

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20 thoughts on “L’utero in affitto

  1. Questo tipo di sperimentazioni le trovo innaturali e molto pericolose perché si sà, anche se inizialmente partono con scopi medici e di grande utilità, alla fine hanno sempre risvolti agghiaccianti!
    Mentre per l’utero in affitto non ho nulla in contrario.

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    • E poi comunque non mi piace il trattamento cui vengono sottoposti gli animali.

      Mi fa piacere che per l’utero in affitto tu sia d’accordo con me.

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  2. Transumanesimo ?!? 😯
    Er patto è ricco assai ma nun me tocca
    ritornate a li TRENTA DE FEBBRARO ! :mrgreen:
    Eh … io sono un @Cavaliereerrante, e dunque preferisco mooooooolto di più l’ UMANESIMO ! 😀

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    • Io penso che ci sia una sorta di follia criminale in certi scienziati, li vedo disposto a passare come panzer su ogni considerazione etica pur di fare i loro esperimenti. Alla fine, tutto diventa materiale di studio, e si dimenticano che dietro c’è un essere vivente e senziente.

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  3. Già a pagamento: in India hanno fatto delle fabbriche piene di donne che affittano il loro utero x 2 spicci occidentali. C’è anche chi rischia la vita dato che i gestori di ste fabbriche fanno di tutto pur di avere il bambino è il denaro in cambio. La modernità e il capitalismo : chi è ricco sta sopra e schiaccia il povero giostrandolo come gli pare. È noto l’episodio della coppia australiana che ha rifiutato il loro bambino avuto da un utero in affitto perche’ dopo la nascita è risultato down. Tutta sta selezione non naturale, dove ci porterà?

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    • Che chi ha denaro sfrutti chi non ne ha, che per bisogno di denaro si lascia sfruttare, è storia vecchia come il mondo, e cronaca in ogni angolo della terra. Anche il muratore che lavora senza adeguata sicurezza rischia la vita per arricchire un rapace costruttore, che per guadagnare di più è disposto a tutto.

      Le implicazioni di questa pratica, di cui tu riporti una, il bambino rifiutato dalla coppia committente, e sotto Marisa un altro, la madre surrogata che non vuole più dare il bambino, sono solo due dei mille scenari che, in pratica, si verrebbero a creare. Infatti io ho parlato solo unicamente di “teoria”, né tu né Marisa mi portate argomenti che smontano la mia convinzione.

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    • PS: anche di genitori naturali che rifiutano il figlio perché disabile è pieno il mondo, senza ricorrere agli uteri in affitto.

      Poi, ci sono quelli che li rifiutano anche sani. Così, per gradire.

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  4. Io sono fermamente contraria e non per il fatto che si paghi un utero in affitto ecc ecc. Credo che, seppur sia vero che la donna porta in grembo un figlio non suo biologicamente, sia molto difficile che non si crei un legame tra madre surrogata e feto. Le cronache, infatti, riportano casi in cui la madre surrogata, e pentita, rivendica il diritto a crescere un figlio che per 9 mesi ha tenuto in grembo. La questione è complessa. Partorire un bambino e dimenticarsi per sempre della sua esistenza non penso sia facile. E poi, onestamente, avere dei figli non è un obbligo e se non ci pensa la natura, non è indispensabile trovare scorciatoie di questo genere. Tutt’al più si può ricorrere alla fecondazione assistita, anche eterologa. E poi, pensandoci, quella della madre surrogata è una scelta obbligata per le coppie gay di sesso maschile (vedi Elton John e altri) e, non vorrei passare per omofoba, ma non sono d’accordo su questa scelta, come non lo sono sull’adozione da parte di coppie omosessuali in genere.

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    • Tu mi parli di implicazioni emotive, di un legame che si crea di fatto, mentre io parlo di una teoria: se un bimbo concepito dal seme di un papà e un ovulo della mamma viene cresciuto in un “ambiente” esterno a loro, e poi da loro accolto e cresciuto, non mi sembra una cosa abominevole.

      Cosa diversa è l’inseminazione eterologa, il seme anonimo, qualcuno che mette nel mio corpo chissà cosa chissà di chi, un figlio che non potrà mai sapere nulla delle sue radici (e del suo patrimonio genetico, cosa importante anche da un punto di vista medico). Avere figli non è un obbligo, ma se uno può averne, perché no? Qui stiamo parlando di avere un proprio figlio, non di ricorrere a esperimenti di vario genere per avere un figlio che, dal momento che è comunque biologicamente non nostro, tanto vale adottare e togliere da un istituto o dalla strada una povera creatura; davvero, la difficoltà ad adottare è un problema da risolvere con la massima urgenza, nell’interesse degli aspiranti genitori e dei minori orfani o abbandonati. Creare in laboratorio una nuova vita, con tutti i possibili scenari etici, legali, emotivi, biologici etc. etc. in cui il bambino poi rimane solo un esperimento, un essere del cui benessere non importa proprio a nessuno, lo trovo inconcepibile.

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    • PS: nella fecondazione eterologa, anche “spontanea” come potrebbe scegliere di fare una coppia omosessuale di sesso femminile, si crea anche a mio avviso la disparità dovuta al fatto che il bambino è figlio vero, nel senso biologico, di uno dei due, ma non dell’altro. Non sembra, ma questa sottile differenza a lungo potrebbe scavare….

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  5. Un figlio, e parlo da credente, lo considero un dono divino quindi lontano da manipolazioni di sorta. Tuttavia, credo bisognerebbe esser parte in causa per comprendere le motivazioni di chi fa determinate scelte. Anni fa ho visto una delle mie più care amiche impazzire per la maternità negata, mi sono nutrita del suo dolore e, ti assicuro, se mi avesse chiesto di fare da incubatrice non so avrei avuto il cuore di dirle un no.

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  6. Sinceramente mi pongo sotto due punti di vista.
    Il primo è che oggigiorno stiamo andando un pò troppo contro natura. Ossia, la scienza si è spinta oltre la legge della natura manipolandola a piacimento dei desideri umani. Ovviamente non dovrei parlare perchè non sono al posto di una coppia sterile, nè tanto meno di una omosessuale o di una coppia over 60.
    Il secondo è che io, personalmente, non lo farei nè gratuitamente nè a pagamento. Cioè, come tu dici, la gravidanza è una serie di conseguenze che esplodono con la gioia di un figlio, ma è a rischio una doppia vita. Il corpo si deforma, il parto è dolorosissimo, e le conseguenze poi, con punti di sutura, un ventre praticamente squartato che si ricompone solo dopo anni…. l’impossibilità di avere rapporti per non so quanto tempo.
    Già l’idea che un domani potrei (e vorrei) essere mamma mi spaventa. Ci sono passate in tante, ma il pensiero di star male, di avere dolori dieci volte superiori rispetto a quelle del ciclo, nausee, rischi vari…..
    Ok, la fortuna di avere un compagno accanto che ammortizza la difficoltà ci può stare, ma l’integrità psicofisica di una persona non ha prezzo (ovviamente in relazione all’utero in affitto).

    Ps. c’è un film di cui non ho mai visto il finale perchè lo trasmettono sempre tardi. Si chiama Juno. Una sedicenne rimane incinta e decide di dare il figlio in adozione (cosa permessa in america) ovviamente dietro un lauto compenso.

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    • Visto il film, e non mi è piaciuto per niente. Decisamente, per usare un eufemismo, un’altra cultura.

      Per quanto riguarda il parto… mi sa che la vedi un po’ troppo nera! Persino io tornai in linea in tempi brevi, c’è gente che i figli se li perde per strada (ma altre, pur non avendo parti indolori, hanno dolori sopportabili, oppure insopportabili ma per tempi brevissimi, anche un’ora o due). Per quanto riguarda invece il ritorno alla normale vita di coppia… non so dirti, io e Attila quanto ho partorito ci eravamo già lasciati.

      Io, comunque, l’utero in prestito lo darei solo per atto di enorme amore, magari proprio per mia figlia, altrimenti non riesco a pensare cifra accettabile per una cosa del genere.

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    • Beh, generalmente le donne con la maternità diventano più belle, un po’ più morbide (ma appena un po’, a meno che non si sbrachino deliberatamente!), ma più belle: perché proprio tu dovresti fare eccezione?

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    • Non saprei. Mia cognata è aumentata di trenta chili. Sono tre anni che cerca di perderne la metà. Ovviamente lei mangiava un barattolo di nutella al giorno…. Giuro!

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  7. Sulla sperimentazione che hai proposto sono assolutamente contraria, come su tutto ciò che è al di fuori della natura.
    per l’utero in affitto non ho obiezioni, ognuno fa quel che vuole, personalmente non lo farei mai. Credo che la creatura che porti in grembo prenda dalla “madre” molto:le sue emozioni, le sue sensazioni, i suoi sorrisi, pianti, odore…Forse, e dico forse, la scienza in questo si contraddice, non li ricorderà mai, ma credo che un trauma lo subisca; e io non potrei mai separarmi mai da chi ho sentito palpitare in me. Forse nonsono generosa, ma non lo farei mai. Soldi o no.

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