Award “Share the love”, condividiamo l’amore!

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Ho ricevuto da Marisa Cossu questo premio dal nome molto impegnativo, “Condividi l’amore!”

Una volta questi premi ci chiedevano di dire qualcosa di noi, magari di inedito, ed erano un modo per conoscersi un po’ di più, anche se poi chi veniva escluso generalmente si offendeva e quindi il gioco si trasformava in terreno minato. Ma, di tutto questo, sono sicura di aver già parlato in occasioni precedenti.

Stavolta vorrei fare una cosa diversa, e cioè “obbedire” a ciò che il premio richiede, e condividere l’amore.

Spesso mi rendo conto che la mia vita è piena d’amore, e parlo sia di quello dato che di quello ricevuto. Una volta, ero veramente allo stremo delle forze, un mio caro amico (esoterico/pranoterapeuta) sentenziò che avevo gettato la spugna, mi ero arresa, e che quello che mi teneva ancora in piedi era l’amore per gli altri. Quanto aveva ragione, non lottavo più, non desideravo più niente, mi tenevo in piedi per gli altri, per dare, dare, dare, perché avevano bisogno… e questo mi ha salvato la vita, perché piano piano mi sono rimessa in carreggiata, e l’amore per gli altri si è rivelato il mio gancio in mezzo al cielo.

Oggi poi, nella mia schizofrenia ciclotimica, è una giornata in cui mi sento immensamente felice.

Ieri sono stata chiamata dall’ospedale, mi si è gelato il sangue, che cosa è mai successo, e invece no, era il centro trasfusionale che mi informava di un’emergenza sangue, e m’invitava a una nuova donazione.

A me fa piacere donare il sangue, è un gesto che tutto sommato costa poco, e salva vite umane. Come giustamente hanno ribadito là, si tratta di un farmaco insostituibile, vitale e irriproducibile in laboratorio.

Oggi c’era un sacco di gente, contrariamente al solito. Io generalmente vado il sabato e la domenica, non m’importa niente del giorno libero al lavoro, voglio donare con tranquillità (e poi sono una di quelle convinte di essere indispensabili sul lavoro…  😉  ), per cui mi capita di incontrarmi con dei donatori “veri”, e c’è un clima in cui davvero di respira amore. Oggi, devo dire la verità, un po’ meno, molti studenti (per cui la donazione rappresenta crediti?), molti lavoratori per cui invece rappresenta una giornata libera dal lavoro, per tutti analisi gratuite: ma che importa, il fine giustifica i mezzi!

Dopo la donazione mi siedo, c’è una saletta ristoro all’interno dedicata ai donatori, tutto è offerto dall’ospedale, mi siedo e faccio colazione con gli altri, si ride, si scherza, si racconta di noi.

Poi esco, la giornata è splendida, c’è un sole caldo che mette di buonumore. Anche guidare mi mette di buonumore, non ne posso più di mezzi pubblici, e poi ho anche la macchina nuova, metto la musica e via!

Mia figlia che esce dall’università è ben felice che io le vada incontro: per lei, sempre sola, una giornata di mamma in più è sempre un bel regalo, e un passaggio in macchina sempre gradito! Nel frattempo mi telefona una mia amica, che mi dà un ritorno entusiastico su ***cosachenonpossodire***, e so’ soddisfazioni!

Ma torniamo all’amore, di cui oggi mi sento il petto gonfio. Mi hanno rimproverato, in azienda e fuori, di aver sempre curato poco i miei affari, che il disinteresse può essere pure una bella qualità, ma il troppo storpia anche in quello, e tre volte buone è fesso: beh, sapete una cosa? Io non la penso così. Io sono ricca in affetti, che sono molto più importanti di qualsiasi vantaggio materiale uno possa ottenere, e poi in fondo, anche materialmente, mica mi manca niente! Avrei dovuto fare qualche sgambetto, o lisciare il pelo a qualcuno per avere qualcosa che in fondo neanche mi serve?

Io amo il fatto di poter guardare tutti dritto negli occhi, e non è cosa da poco.

Le cose sono cose, “Robba mia, vientene con me”, lasciamolo a qualcun altro.

E dopo questo autoincensamento, spero di aver contribuito alla diffusione e condivisione dell’amore  ❤

Grazie ancora Marisa per il bel premio!

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31 thoughts on “Award “Share the love”, condividiamo l’amore!

    • Me lo auguro, ma non sarà così, io vado a cicli. Diciamo comunque che ho una buona attitudine ad apprezzare quello che ho, e a non dare importanza a questioni che non ce l’hanno, il che aiuta molto! 🙂

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  1. Ohè …. un altVo Viconoscimento blogghieVo peV te ?!? 😯
    Beh … debbo ammettere che te lo sei meritato, e non già in quanto Tu sei indubbiamente la RECORDWOMAN DI PRODUZIONE POSTIERA NELL’ UNITA’ DI TEMPO, bensì per il motivo che, if the share is love, pochissime donne, fra quelle che conosco io, hanno sparso AMORE ( chiamalo Amicizia, chiamalo Umana Solidarietà … chiamalo Affetto a prescindere ) a vantaggio di altri/di altre … e mi sembra giusto che da questi semi virtuosi ti giunga almeno il profumo dei fiori o dei frutti che ne nacquero !!! 😀

    Postescritto :
    @Seneca scrisse “il fuoco tempra l’ acciaio
    e la miseria tempra la virtù” !
    Se così è … in questo immondo mondo,
    lo star a schiena dritta a tutto tondo
    rende virtuoso il modo in cui sei Tu !!!! 😀

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    • Schiena, hai detto schiena? Ahi ahi, che dolor, che dolor!

      Scherzi a parte, grazie cavaliereerrante della tua presenza e del tuo sincero apprezzamento, sono cose che scaldano il cuore 🙂

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  2. Quanto amore…sopratutto quello del dono del sangue…è amore immenso!
    Io sono una politrasfusa e…non sarei qui se non esistessero persone speciali come TE! GRAZIE DI CUORE! Siete Persone grandiose, veri tesori da custodire per sempre! …Complimenti per il Premio:meritatissimo!
    Nives

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    • Ora che sto donando il sangue mi rammarico per tutti gli anni che non l’ho fatto. Avrei voluto, spesso mi sono offerta a chi ne aveva bisogno, ma per qualche motivo la cosa non è mai andata in porto. Poi, quando ce n’è stato bisogno per un mio familiare, ne serviva tanto e non si trovava, ho rotto il ghiaccio e da quel momento è diventata un’abitudine. Io cerco di diffonderla quest’abitudine, ma per ora più che uno, che io sappia, non ne ho convinto.

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    • Solamente nel grave bisogno ci si accorge del prezioso dono che si riceve. Grazie ancora Diemme, a nome di tutti i Polistrafusi. Tu doni VITA!!!
      Nives

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    • Se mi dici così ripenso solo a tutti gli anni in cui non l’ho fatto… e non l’ha fatto la persona che sono riuscita a trascinare: sembrava una cosa complicata, avevo chiesto un po’ qua e là… io avevo un parente politrasfuso, e ogni volta che mi offrivo mia madre mi diceva che non potevo donare perché avevo la pressione bassa e sarei svenuta… ma come ho fatto a bermela per tanto tempo, a prendere come dato medico una sua infondata convinzione???

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    • Io sono stata fortunatissima…pensa che erano gli anni 1975 e 1980…
      Io…grazie all’AVIS e a molte PERSONE come Te…ho riavuto la VITA e ho potuto crescere i miei figli! GRAZIE DI CUORE!
      Rita/Nives

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    • Questa è la prova che, se non donassimo, ci perderemmo tutti qualcosa!

      Ah, come vorrei riuscire a trascinare più gente, e ben vengano tutti gli espedienti, leciti o illeciti, che portano la gente a donare! Pensa negli stati in cui il sangue viene pagato, e barba di tossici sieropositivi danno il sangue per procurarsi qualche soldo, ben nascondendo la loro condizione, e trasformandosi di fatto in serial killer!

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    • Donare è un atto che costa veramente poco, soprattutto se commisurato invece a che cosa ne deriva: dicono che una donazione salvi tre vite, mi dici niente! Se poi la pensiamo al contrario, che il non donarlo le tre vite le condanni, allora donare diventa davvero imperativo!

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  3. Bellissimo post, davvero. L’amore è il motore del mondo, dicono. Ben vengano giornate come questa (la tua, intendo) in cui si è felici per un gesto che, come hai detto, costa poco e dà molto. Quanto agli studenti, sì la donazione dà credito e su questo ho sempre espresso la mia contrarietà. Non è giusto, a mio parere, perché molti non possono donare oppure non se la sentono (è il mio caso, io mi sento terribilmente a terra anche solo dopo un prelievo per gli esami di routine 😦 ). Strano comunque che tu abbia incontrato studenti nel we. Qui viene l’autoemoteca a scuola e i ragazzi sono esonerati dalle lezioni per l’intera giornata. In più hanno il credito, allettante direi …

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  4. Scusa, Diemme, ho letto il post di corsa durante un’ora “buca” a scuola e sono stata tratta in inganno dal punto in cui scrivi: «Io generalmente vado il sabato e la domenica, non m’importa niente del giorno libero al lavoro…». Allora ti credo che hai trovato un sacco di studenti … ogni scusa è buona per perdere un giorno di scuola. Ora, non vorrei sembrare troppo rigida: il dono del sangue è un’azione nobile, tuttavia tu confermi il mio pensiero. Certamente apprezzo l’atto di generosità ma l’apprezzerei molto di più se andassero a donare la domenica, fugando ogni sospetto.

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    • Non sono d’accordissimo. Ora, finché si scherza si scherza, ma donare non è uno scherzetto. Vai lì digiuno, e ti bucano il dito per l’emocromo, e l’intervista, e ancora l’attesa (sempre digiuno), poi ti sdrai, ti infilano un ago che non ti dico (io regolarmente riporto a casa un braccio tumefatto), e ti tirano via mezzo litro di sangue, che un minimo di debolezza te lo dà (anche se io questa volta stavo benissimo, e quasi quasi non me ne sono neanche accorta): insomma, se uno lo facesse SOLO per saltare un giorno di lezione, significherebbe che questa mattinata di lezione è una tale tortura che mi stupisco come faccia a sopportare tutte le altre! Poi, se da quello che fanno ne viene un vantaggio, tanto meglio, io pure il vantaggio me lo prendo e infatti ieri sono stata la giornata a riposo.

      Per quanto riguarda i crediti formativi, bisogna vedere la chiave di lettura: la donazione del sangue E’ un’esperienza, ed è decisamente un’esperienza formativa: se da calcolare o no da un punto di vista strettamente scolastico non te lo saprei dire, ma se la formazione scolastica deve essere solo cultura libresca allora aboliamo pure le cosiddette gite scolastiche (anche se quelle non credo diano crediti… 😉 ).

      Per me, il fare un’azione disinteressatamente non comporta necessariamente il dover rinunciare a un eventuale beneficio che ne deriva: per esempio, io non mi sposerei mai per i soldi, ma solo ed esclusivamente per amore e stima per la persona cui vado ad unirmi, ma se poi questi è miliardario che dovrei, vivere come Cenerentola e vestirmi di straccetti cinesi per dimostrare il mio disinteresse? Ma non ci penso proprio!

      E ti dirò di più: se per qualsiasi motivo dovessi fare una carriera politica, in tutta onestà voterei sì per l’abolizione di certi privilegi, ma fino a che non li aboliscono me li prenderei, a costo di dare poi tutto in beneficenza.

      Beh, certo che è vero quello che si dice, cento teste, cento tribunali!

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    • Sono d’accordo, donare il sangue non è una passeggiata ma se dà credito, dovrebbe essere un qualcosa che se uno vuole la fa, altrimenti ciccia. Ad esempio, il credito si dà anche per meriti sportivi o artistici (chi frequenta il conservatorio, per esempio) ma sono attività che uno sceglie di fare, mentre per la donazione del sangue, lo ripeto, ci sono anche delle controindicazioni legate allo stato di salute. Certo, potresti replicare che uno con l’asma non può fare sport as livello agonistico oppure che se uno è stonato non frequenterà mai il conservatorio. Tuttavia, ritengo che la donazione sia davvero una cosa diversa e che in quanto “dono” non dovrebbe avere nessun genere di contropartita.

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    • Continuo a non essere d’accordo, anche perché è molto più meritoria l’azione di donare il sangue che quella di esercitare sport o arti, che sono cose che uno fa esclusivamente per sé, passione o diletto che sia. Poi, bisogna vedere che cosa voglia rappresentare un “credito formativo”. Riguardo al disinteresse poi, la penso del tutto diversamente.

      Mi ricordo che alle elementari c’era una bambina in difficoltà, e io me ne presi spontaneamente carico (come sempre ho continuato a fare per tutti, e come mia figlia fa a sua volta, del tutto spontaneamente e senza alcun tornaconto). Alla fine dell’anno, la maestra mi disse che era stato istituito un “premio della bontà”, e le avevano chiesto se aveva qualcuno da segnalare: a lei era venuto in mente il mio nome, ma poi decise di non farlo, perché le buone azioni vanno fatte disinteressatamente. Ora, si dà il caso che io avessi già fatto il tutto disinteressatamente, peraltro totalmente ignara che esistesse un “premio della bontà”, e l’avessi fatto con tutto il cuore possibile e l’impegno necessario; proprio per questo, la decisione della maestra di non segnalarmi “perché dovevo essere disinteressata” mi sembrò del tutto fuori luogo, e continuo tuttora a pensarla così. Anche perché, se avesse avuto ragione lei, quel premio non sarebbe proprio dovuto esistere: se non lo dai alle persone che il bene l’hanno già fatto e disinteressatamente, ignorando l’esistenza di un siffatto premio, a chi mai dovrebbe andare?

      Allora, siamo pure contro il Paradiso? Nell’improbabile caso che esista, non ci dovremmo andare perché le nostre buone azioni, il nostro comportamento retto, devono essere stati disinteressati e non deve avere alcun genere di contropartita?

      Diciamo che, se uno dona il sangue per avere il credito, non è persona stimabile, o almeno non stimabile per il gesto della donazione, ma sai che ti dico? L’importante è che il sangue lo doni, e che qualche vita in più possa essere salvata; il perché lo fa, poi, sono problemi suoi. Anzi, aggiungo, se è vero il tuo sospetto, è bene che diano contropartite, altrimenti ci sarebbero molti meno donatori, e l’emergenza sangue sarebbe ancora più tragica di quanto già non lo sia!

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    • Pur condividendo il tuo pensiero, dico solo che la questione a scuola è diversa. Dare un credito ad un donatore e a un altro studente, che non può – e sottolineo non può – donare il sangue, no per me è discriminante e basta.

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    • Ma quello che non può comunque si risparmia di farlo, e può sempre procurarsi crediti in un altro modo (magari studiando di più 😉 )

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    • PS: e poi, fa il paio con chi non può – e sottolineo non può – dedicarsi allo sport, o la natura non l’ha dotato del benché minimo talento artistico!

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