3 Marzo: parlare con sé

Il vestito giallo e oro o nero e blu

Che poi, si sarebbe potuto intitolare “Parlare con sé” e basta, la data non c’entra proprio niente.

E’ solo che oggi rileggevo una lettera, una specie di lettera d’addio, che m’ha fatto male rileggere, per carità, un male boia, ma non è di quello che voglio parlare (che tanto l’addio, ormai, è bell’e acquisito).

Quello su cui mi voglio soffermare è un pensiero ricorrente, cioè, un’argomentazione ricorrente, che ho ritrovato in quasi tutti gli addii (o quantomeno in quelli rivolti a me): le cose non andavano da tempo.

Ora, le domande che rivolgo a me stessa sono davvero tante:

1) E’ vero che le cose non andavano già da tanto tempo, oppure la rottura, come che sia avvenuta, getta una luce sinistra sul passato, fornendo una diversa – e malevola – chiave di lettura?

2) Se è vero che prima c’erano cose che non andavano, queste potevano essere annoverate in un normale periodo di stanca, o erano davvero segno di un incompatibilità palesatesi col tempo ed insanabile?

3) Ha ragione Maria Rosaria a non credere al kintsugi?

4) Che cos’è l’amicizia? E’ un rapporto di mera cordialità, sia pure un piacere di stare insieme, oppure un affetto più profondo, un volere bene all’altro esattamente per quello che è, addirittura, oserei dire, a volte persino “nonostante” quello che è, volere il suo bene, al di là e al di sopra di ogni e qualsivoglia considerazione?

E se una persona ti vuole bene, se ti ha a cuore e per te si getterebbe nel fuoco, se l’ha persino fatto, se tu hai avuto gli stessi sentimenti e ti sei gettato nel fuoco a tua volta, quanto deve essere grande il fattore che interviene a far leggere tutto questo secondo una chiave ben meno edificante? E quanto può essere una disavventura (problemi economici, di salute, legali) a farti sentire troppo stanco e diventare insofferente, dando corpo a fantasmi e ritenendoli realtà, e quanto un’avventura, quale che sia, che ti trasporta in un mondo diverso e il senso della realtà te lo fa perdere, soprattutto se questa realtà fa parte di un contesto che ti ha sempre chiesto troppo e che volentieri lasci andare?

Cos’è che è cambiato, una virgola? Ibis et redibis non morieris in bello? Andrai e tornerai, non morirai in guerra, oppure andrai e non tornerai, morirai in guerra?

Tornerai o morirai, in questa guerra dell’esistenza, in questo dialogo con te stesso in cui forse non ti parli, o forse non ti ascolti?

Ed io, ho mai conosciuto il kintsugi e, al di là di ogni e qualsiasi mia opinione in proposito, l’ho mai toccato con mano, l’ho mai vissuto?

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33 thoughts on “3 Marzo: parlare con sé

  1. Parlare con sè … fà sempre bene, ma – a mio parere “errante” – occorre esser sempre sinceri nel domandarci le cose e schietti nel risponderci ….
    Non conosco il kintsugi ( nè, ad esser sinceri, mi interessa … in questo momento ), ma credo fermamente che l’ Amicizia sia assai bene espressa dalle parole al punto 4) : e cioè che essa sia “un affetto più profondo, un volere bene all’ altro esattamente per quello che è, addirittura, oserei dire, a volte persino “nonostante” quello che è, volere il suo bene, al di là e al di sopra di ogni e qualsivoglia considerazione” ! 🙂
    Quanto alle virgole … ci sono contesti fraseologici, come il noto IBIS ET REDIBIS NON MORIERIS IN BELLO, che l’ escludono tassativamente , Nel caso citato si deve quindi tradurre : “Andrai E ritornerai … NON morirai in guerra”, giacchè quell’ ET collega strettamente i due futuri ANDRAI E RITORNERAI . Se invece l’ autore avesse voluto intendere “andrai E NON ritornerai”, avrebbe infatti scritto IBIS NEQUE REDIBIS MORIERIS IN BELLO .
    Lo so, @Diemme … non è il massimo, a quest’ ora canonica del mattino che verrà, mettersi a rifrugare fra le perle della sintassi latina, ma …. che dire ? … un buon caffè potrà tirarci su ! 😀

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  2. Non è colpa di nessuno, le cose cambiano a volte, ed è vero che la cosa non è improvvisa ma ce se ne accorge da tanti piccoli particolari che preludono al cambiamento, se si vogliono vedere, la cosa migliore sarebbe la sincerità e ammetterlo, ma molti preferiscono dire che non è vero e farti passare per paranoica piuttosto che ammettere la verità, chissà forse è anche un modo per cercare di proteggere ciò che è rimasto, se è rimasto qualcosa….sinceramente non lo so, personalmente preferisco la chiarezza sempre e comunque, le situazioni di “stallo” forzato non le sopporto.

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    • Mi ha detto “forse tu sei rimasta ferma a parlare con un palo mentre io andavo avanti”, mentre a me pare che sia lui ad essersi fermato a parlare con qualcun altro, mentre io continuo a cercarlo, tornare indietro, aspettarlo…

      Ma va bene così, in fondo non è che io, quando sono stata innamorata, ho fatto cose diverse da quelle che sta facendo lui, e come li difendevo quelle gran testine, come capivo le loro ragioni e come m’infervoravo! Salvo poi capire, col tempo, che avevano torto marcio, e avevo aggredito le persone sbagliate, e che proprio non lo meritavano: che dirti Silvia, sarà il mio karma, andrò nell’aldilà con qualche peccato in meno da scontare 😥

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  3. @Diemme 3-15/4-36 ( cacciatorpediniere, eh ?!? 😆 … ACQUA ?!? 😯 … BARONA ! 👿 ) :
    1) ore 4:38 … Io sveglio, a scrivere … e a pensare, inquietamente, che la Roma NON è riuscita a battere la Juve allo stadio Olimpico … e addio scudetto, almeno per quest’ anno ! 😦
    2) ore 4:46 Tu sveglia a leggermi ed a parlare con te stessa ( inquietamente ?!? ) … e no-coffee, volendo Tu strappare ancora un’ altra oretta al buon @Morfeo …. e poi mi dicono, alcuni, che non esiste l’ empatia sentiendi e che il blog NON contempla nè può esprimere una vera amicizia !
    Ci sei riuscita poi … a riaddormentarti senza il viatico di un salutare caffè ???
    Beh …. almeno la virgola, se l’ è squagliata via senza porre alcun dubbio in mezzo, quindi NON morirai in guerra ( anche se la guerra è dietro l’ angolo, ed è impossibile sottrarvisi … ) : ci andrai … sì, ma ritornerai dal fronte “più bella e più pimpante che pria” !!! 😀

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  4. Questo pezzo che hai scritto dice tutto :”un volere bene all’ altro esattamente per quello che è, addirittura, oserei dire, a volte persino “nonostante” quello che è, volere il suo bene, al di là e al di sopra di ogni e qualsivoglia considerazione”.
    Quindi chiedersi perchè è andata male o quando ha cominciato ad andare male è inutile, se l’amicizia è al di sopra di ogni considerazione.

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    • Non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse accadere. Non è che, se uno si ferma a pensare, fosse tutto assolutamente perfetto, ma come con chiunque, come potrebbe essere con mia figlia, che reputo una grandissima scassamarroni, ma è sempre la mia stra-adorata figlia, come con altre persone che ho carissime, ognuna con le proprie pecularietà, di aggressività, di ripetitività, di invadenza, controllo, etc. etc., ognuno ha le sue, ma cui non rinuncerei mai.
      Ora, certe volte ho l’impressione che mentre io non ho alcuna difficoltà ad accettare gli altri per quello che sono, la cortesia non mi viene ricambiata, e questo, se permetti, fa passare l’altro dalla parte del torto.
      Nella fattispecie, a quanto ho capito, il mio amico non mette tanto in dubbio il mio rapporto con lui, non mi rimprovera qualcosa di fatto o non fatto a lui; quello che non mi perdona è l’attacco alla sua bella (del quale non sono affatto pentita, anzi, l’avessi sotto le mani fisicamente farei di peggio!).

      Ha ragione il mio grandissimo amico M. che dice che nelle liti tra donne non ci s’impiccia, fossero tutti come lui, quanto andrebbe meglio la vita!

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    • In generale credo non si debba mai mettere il becco nelle liti tra altri. E comunque è inutile parlare con un uomo nei sei mesi in cui si ha l’ormone a bomba. Aspetta un po e vedrai che torna normale.

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    • Non so se sia questione di ormone a bomba: io, che sono una romantica, penso più a una sorta di “ormone” psicologico. Innamorarsi è bello, essere importanti per qualcuno, avere qualcuno che ti guarda come tu fossi Dio, non è una sensazione da sottovalutare. L’amore ti appare come il riscatto di una vita magari dura, che di sacrifici te ne ha chiesti tanti.

      Solo, se capisco che una tale sensazione sia fantastica, se capisco che tu tenda ad estraniarti dal mondo, non capisco come tu possa vederlo con gli occhiali neri: cioè, non è tanto che io non esista più per lui, quanto che lui non esiste più, quella che vedo ora è una persona che non conosco e che non riconosco, è un estraneo che non mi conosce e non mi riconosce: è un estraneo sulla difensiva, e tutto questo è veramente agghiacciante.

      Se davvero, come dici tu, tutto questo un giorno finirà, se lui tornerà ad essere la persona che era (ma lo era?), io prego il Signore che mi dia la capacità di capire e perdonare, altrimenti la perdita sarà davvero irreversibile.

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  5. Ho sempre accettato gli altri per quello che sono, mi sono anche buttata nel fuoco per difendere e proteggere. Pensavo, nell’ultimo caso che mi è capitato (e per fortuna raro perchè è difficilissimo che io arrivi a litigare e a rompere, sono di natura paziente e tollerante e so dimenticare, ma non sono una Santa martire), pensavo che quella persona, diciamola tutta, quella blogger provasse per me dell’amicizia. Invece dopo avermi dedicato due post al veleno, dopo aver ricostruito col kintsugi, dopo essermi buttata dentro le fiamme per lei, per un disguido di mail mi dedica il terzo post al veleno e mi dice che non mi crede e che ha sempre pensato che io sono una falsa. E faccio male a non credere al kintsugi??? il vaffanc…dovevo darglielo prima!
    La mia è una piccola storia che mi ha fatta andare in bestia ma che sto scordando, tu parla a te stessa e chiediti se quell’amico merita la tua Amicizia con tutti gli annessi e connessi. Perchè sì, cara DM, le belle parole sono solo parole, i fatti sono quelli che contano. E tra quelli che contano ce n’è uno in cima alla lista che non dovremmo scordare: volersi bene da sè e decidere di non esporsi più al dolore gratuito. Quando un’amicizia, anche un contatto di rete, diventa soprattutto occasione di sofferenza e dispiacere e botte di nervi è bene considerare la cosa e ricordarsi di certi segni di punteggiatura. Kintsugi? No, grazie, che a me tengo.

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    • Ili, quell’amico merita la mia amicizia, eccome se la merita, o almeno l’ha meritata. Non è stato un uomo di parole, ma di fatti, e io, se non dimentico il male e sono decisamente una persona rancorosa, ho di buono che, coerentemente, non dimentico neanche il bene, e anche per quello ho una memoria da elefante e sono davvero eternamente grata a chi m’ha fatto del bene.

      L’unico dubbio che ora mi viene è se questa dedizione, diciamo pure questa condiscendenza, non fosse dovuta alla solitudine. Io in certi momenti ho pensato di essere, e ne parlavo proprio con quella grandissima [beeeeeeeeeeeeeep] della sua morosa, tutta la sua famiglia. Questo dubbio, mi fa chiedere se veramente c’è stata una frattura, o più semplicemente non si è trattato di un cessato stato di bisogno. Come lei, che una volta avuto il suo…virgulto non ha guardato più in faccia nessuno, non potrebbe essere anche per lui la stessa cosa?

      Perché, se di affetto vero si fosse trattato, non sarebbe stato così debole. Io non potrei smettere di volere bene a una persona che è stata così presente nella mia vita, quasi “gemella di latte”, perché ha sfanculato il mio uomo. Per me sarebbero rimasti problemi loro, che si dovevano risolvere da loro, e avrei mantenuto inalterato il mio profondo e diverso affetto per entrambi.

      Per quanto riguarda la blogger, non so chi sia ma non credo sia una che frequento, visto che di post al veleno ultimamente non ne ho letti, però ti posso dire che, in questo ambiente, a volte l’amicizia ce la creiamo nella nostra testa, spesso ignorando svariati campanelli d’allarme. Io un post al veleno l’ho ricevuto da una psicopatica che, tra le altre cose, era stata molto male e per cui molto mi ero prodigata: il post al veleno è stato l’unico ritorno che ne ho avuto.

      Che dirti, se “amica beneficata, nemica dichiarata”, forse questo significa che alla gente non piace essere grata, dà disagio sapere di essere in debito: forse davvero certa gente vuole semplicemente di meno, per non sentirsi inadeguata 😯

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    • Si scusa ho scritto da schifoi.
      Volevo postare il mio commento, ma non riesco a trovarlo, se tu lo hai conservato mettilo.
      Cinque del mattino ? oggi mi hai battuto sul tempo!!!!

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    • Ti ho rispedito il commento per e-mail, così puoi ripostarlo tu, non so se lo vuoi rilettere.

      Per quanto riguarda le cinque del mattino… la mia sveglia suona a quell’ora 365 giorni l’anno! 🙄

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    • Le argomentazioni che proponi sono più che sensate e legittime. Quando un’amicizia finisce è doloroso, soprattutto se ci credi e creduto fortemente. Non ho mai pensato che le fratture avvengono perchè qualcosa non andava da tempo, credo che ci sia un momento preciso di stacco e spesso non lo vediamo perchè a quell’amicizia ci siamo abituati o non lo vogliamo vedere per non farla terminare subito? o perchè pensiamo di poterla recuperare? e se la recuperiamo insabiamo quel momento? Non lo so, non so dirlo. io sono una che taglio di netto, perchè al kintsugi non credo. La cosa preziosa la hai in mano, non c’è niente di prezioso che la possa riparare, tutto quello che può luccicare perchè prezioso serve a nascondere…la frattura. Forse il dubbio all’ultimo punto nasce perchè lo hai toccato e non ci hai creduto, o inizialmente credevi al kintsugi ma ti sei accorta che così non è. L’ho vissuto da molto più giovane, in amicizia e amore e ora non ci credoo più.
      Questo è il mio pensiero sull’amicizia, il mio pensiero sul tuo post è più che positivo. Hai largamento presentato una serie di argomentazioni che possono far discutere, riflettere. Un post interessante e intelligente, per niente scontato che scava nell’animo e nell’io più profondo; tu non sei per niente scontata, sei arguta, intelligente, non superficiale e pure simpatica. Spero davvero di riuscire ad incontrarti.

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    • Ma certo che c’incontreremo, oramai con la mia nuova auto GPL mi sento padrona del mondo, posso raggiungere ogni recondito angolo dello stivale, e anche per me sarà un piacere!

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  6. Yes Milady … anche se, in questo turbinìo postiero che hai scatenato …. passare da un post all’ altro e, fra le numerose tue risposte, rinvenire quella giusta, è come giocare “a mosca cieca” ! :mrgreen:

    Ma già Tu stai pestando i sanpietrini,
    di quella strada che giorno per giorno
    ti porta a lavoràr … ed aguzzini
    t’ aspetteranno, o forse un lieto intorno .

    Portarsi a casa il pane col lavoro
    è diventato arduo … e duro tanto,
    specie se lo si faccia con decoro
    senz’ ascoltàr delle sirene il canto !

    E tanta è la fatica quando è sera,
    quando rientrando stanca nella casa
    non c’ è per te la profumata rosa,
    ma @Atty che, inatteso, ti dispera …

    O luna ingrata, o stelle smemorate,
    o voi che a donna stanca non pensate,
    che per nettare i piatti l’ aspettate …
    non mai per darle in cièl notti incantate !

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  7. SMACK … SMAAAAAACK …. SMAAAAAACK.CCIU’ !!! 😳

    Oh … ti vengo non di rado ad accusare
    che alle mia bordate “acqua di mare”
    mi dici aver colpito,… e non natanti,
    ed ora invèr sincera sei fra tanti !!! 😀

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    • Ieri al solito, torno a casa, Attila&daughter sbracati sul divano, casa sempre più disastrata, nuovi acquisti rigorosamente sul pavimento all’ingresso etc. etc.

      Mi arrabbio, già ero bella carica per aver esaminato con una mia amica la mia oggettiva impossibilità “tecnica” a seguire una qualsiasi dieta, di cui invece ho disperatamente bisogno (per mancanza di tavolo su cui mangiare, sedie su cui sedermi, frigo, lavello, cucina a gas, gambe, braccia) e quindi prevenuta e furibonda. Prontamente mia figlia si alza e si va infilare nel mio di letto, rendendomi impossibile sedermi per spogliarmi, e quindi coricarmi. Liti e contrattazioni, si alza, m’infilo nel letto e lei sopra. Dico a brutto muso al padre che io così non posso vivere, che se proprio lei non si può comportare altrimenti, stia sei mesi da me e sei da lui. Vuoi sapere la sua risposta? “Ma prende tutti trenta!” (Traduzione: risposta negativa, io il mio spazio me lo tengo stretto, ma tu devi accettare tutto perché ti dà tante soddisfazioni).

      Comunque sto organizzandomi per andarmene (prima di andarmene al Creatore, preferisco andarmene in un’altra casa…).

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  8. Poco fa … assistevo allibito, e con la morte nel cuore, allo smantellamento ( con picconi, mazze, martelli pneumatici, trapani e ruspe ) delle care Statue “preislamiche” custodite a Mosul ( forse … l’ antica Ninive ) da parte delle orde folli ( e sceme … oltre che crudeli ) del califfato ….
    Ebbene, parafrasando quello scempio …. ecco che a te, amica cara a noi tutti, viene riservata la stessa sorte, e per mano delle stesse persone che, o ami più di te stessa ( e parlo di @Sissi … ), oppure hai imparato, in nome di quell’ amore materno, a sopportare come un martirio ( e cioè @Attila … che, parassitamente ti corrode ) !
    Scappa @Diè …. appena ti sarà possibile, prendi il fugone … prima che anche Tu sia ridotta innanzi tempo a cumulo di polvere e di detriti !

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