Grazie

Io, l’ho guardato fino in fondo. Perché se è giusto dire “O è Natale sempre o non è Natale mai”, o l’amore per il prossimo, la fratellanza, si testimonia quotidianamente, o il Natale non ha senso, a maggior ragione è giusto per la Memoria, perché la testimonianza di quale abbrutimento possa raggiungere l’essere umano non si può fermare al 27 gennaio, perché ogni giorno dobbiamo ricordarci come si debba e ci si possa opporre alla disumanità, come si possa essere diversi anche nelle situazioni può ostili e più drammatiche, ma di come sia opportuno vigilare affinché, alle situazioni ostili e drammatiche, non ci si arrivi.

Grazie dunque a quelli che, durante la guerra, si opposero al progetto di sterminio, rischiando, e spesso dando, la propria vita in difesa di ogni essere umano. Grazie non solo ai grandi uomini passati alla storia, ma a ogni famiglia, ogni cittadino che ha coperto, nascosto, sfamato i propri fratelli perseguitati.

Grazie a chi anche oggi, quotidianamente, si oppone al pregiudizio, a chi non permette che qualcuno venga discriminato, straniero, omosessuale, povero  o diverso per un qualsiasi altro motivo. Sarà pure compito dello Stato, come recita la nostra mai applicata Costituzione, rimuovere gli ostacoli etc. etc., ma è anche compito di ognuno di noi vigilare acciocché nessuno rimanga solo o isolato, discriminato, additato sulla base di una qualsivoglia diversità o un qualsivoglia pregiudizio.

Grazie alle menti pensanti che, in tutte le epoche della storia, hanno sempre contribuito a riscattare le popolazioni dall’oscurantismo in cui, ciclicamente e regolarmente, ricadono.

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9 thoughts on “Grazie

    • Io continuo a pensare che un viaggio del genere preferisco risparmiarmelo. Io capisco chi non sa, che va a vedere coi propri occhi, io capisco persino chi ci è stato, per cui tornarci da uomo libero potrebbe persino essere catartico (anche se mi pare che non sia proprio questo l’effetto, ma piuttosto di risvegliare un dolore incommensurabile), ma io il bisogno di vedere i lager proprio non riesco a sentirlo. Quell’angoscia l’ho nel cuore a prescindere: come diceva Wiesenthal “Ogni ebreo, anche se nato dopo la guerra, è un sopravvissuto”.

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    • Non si tratta penso di sentire il bisogno di vedere certi luoghi. E’ semplicemente quel certo luogo che ti chiama durante uno specifico viaggio. E allora tu vai e cerchi di capire, e non sempre hai risposte, come in questo caso purtroppo.

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    • Certo che sì! Guarda che io sono la prima a discriminare, ma discrimino sulla base del comportamento, non certo su basi etniche, religiose o di orientamento suessuale o politico o altro!

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