Primario sì primario no

A me questa canzone ha sempre fatto ridere, se non fosse che rispecchia davvero la realtà di questa drammatica repubblica delle banane (o terra dei cachi che dir si voglia), e allora magari c’è un po’ meno da ridere.  🙄

Però oggi non sto qui a parlare dell’ennesima pochezza della nostra miserrima Italia, ma della scelta di mia figlia di studiare Medicina, pur non avendo le spalle coperte: perché io, come madre, farò di tutto per appoggiarla e sostenerla nella realizzazione dei suoi sogni, ma la situazione è dura assai.

Se vengo meno io, e oramai ho l’impressione sempre più pressante che in un modo o nell’altro verrò meno, chi la sosterrà? Il padre certamente no, temo che non sarà mai molto più utile di quanto è stato finora, e allora?

Aveva iniziato con una triennale, e io avrei avuto più piacere, l’anno prossimo già si sarebbe laureata (“e sarei andata a ingrossare le fila dei disoccupati” aggiunge lei), poi con la specialistica avrebbe aggiunto un altro tassello, e poi avrebbe seguito il corso che desiderava, cui può accedere con Medicina, ma avrebbe potuto anche con la specialistica dell’altra facoltà.

Ma è giusto fare sempre il passo secondo la gamba? Non pensate che ogni tanto si debba anche un po’ osare? Io ho sempre sostenuto che uno debba seguire i suoi sogni, perché per i sogni magari è disposto a combattere in un certo modo, mentre per la sopravvivenza nuda e cruda si ha molta meno verve.

Insomma io, formichina, che ha sempre fatto il passo secondo la metà o forse anche un terzo della sua gamba, tanto per non trovarsi mai scoperta, sono dalla sua parte: Dio vede e provvede, e poi io non avevo un genitore che mi sosteneva, lei sì.

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12 thoughts on “Primario sì primario no

  1. Mia figlia da qualche mese studia medicina. 🙂 Non so cosa riserverà il futuro a lei e a tutti noi, anche se ho la forte sensazione che il mondo abbia bisogno di un cambiamento pacifico e radicale. I nostri padri soprattutto, e anche noi, non abbiamo fatto un buon lavoro, risentire quella canzone dopo tanti anni, ancora attualissima, fa venire la pelle d’oca. Penso che toccherà ai nostri figli trovare le energie immense e le idee innovative che serviranno per creare una svolta sostanziale.
    Siccome sono un ottimista so che ce la faranno e credo che saranno proprio le donne a plasmare il cambiamento.
    Il nostro compito è proprio quello di supportare i loro sogni e dare l’esempio di non mollare mai. Perché c’è necessità di arrivare più avanti di dove siamo oggi.

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  2. @Sissi … ce la farà, e ce la farà “anche” col tuo aiuto, ne sono certo !
    E quando eserciterà la professione che ha sognato da sempre … sarà il primo medico a cui sottoporrò, con fiducia illimitata, i miei non pochi acciacchi !!! 😀

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    • Beh, devo dire che Sissi è molto scrupolosa, analitica e ha molto intuito. Inoltre, è una persona che ha un rispetto infinito per l’essere umano e il suo benessere, e del guadagno se ne infischia! In effetti, la vedo davvero più lavorare in mezzo alle macerie con Medici senza Frontiere che non in uno studio megagalattico di esimio ed esoso luminare!

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  3. A parte il fatto che non vedo perché tu dovresti venir meno, penso che invece tua figlia abbia fatto benissimo a seguire le sue inclinazioni e a sfruttare le sue capacità (e tu a consentirglielo).
    E quando si fa quello che piace e a cui si aspira, prima o poi le soddisfazioni arrivano , anche dovendo fare i conti con… la terra dei cachi.

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    • Io, caro Paperi, potrei venir meno economicamente, data la crisi in cui l’Italia si sta dibattendo e cui la mia azienda non sfugge, o potrei venir meno fisicamente, sia perché non ho fatto i patti col Padreterno, e la mia salute, di ferro fino a qualche tempo fa, ora pare in caduta libera.

      Per il resto, la penso come te, anche perché vedo come mia figlia si sta seriamente e grintosamente impegnando, mentre prima si trascinava per dovere.

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    • Ottimo. Continuate così e non farle mancare né l’incoraggiamento né la certezza del tuo supporto, indipendentemente dai patti col Padreterno e dalle crisi della ditta… Dopotutto, poi, si sta laureando in Medicina, mica cotiche… Lo so che i tempi son cambiati, ma se neanche un medico porta a casa la pagnotta…
      A questo punto, che avrei dovuto dire io a mia figlia che si è iscritta a Lettere Classiche? Dovevo legarla in casa per non farla andare? 😃

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  4. Io invece sono talmente avverso ai medici e poco propenso a credere, almeno in molti casi, alla possibilità che essi siano utili alla salute dei loro “pazienti”, che non posso essere che contrario alla scelta di tua figlia.. che, a quanto capisco, poteva minimizzare le conseguenze di un’eventuale presa di coscienza di aver scelto un indirizzo sbagliato, con l’opzione del corso triennale.

    Per me ci sono già fin troppi medici e la via della miglior salute va ricercata nella prevenzione, cioè in uno stile di vita più consono, più naturale… ben diversa dalla prevenzione intesa come ossessione di frequenti controlli diagnostici, da cui discende poi una cura che consente di tirare a campare da ammalati, con grande beneficio di medici, case farmaceutiche e prodottori di apparecchiature medicali.

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  5. Lascia vivere i sogni! Da’ spazio alle scelte di tua figlia! Se ti rassomiglia raggiungerà certamente gli obiettivi. Sostienila quanto puoi e anche di più. So che per te non sarà facile, ma noi genitori dobbiamo mettercela tutta. Mi fanno tenerezza le cose che racconti perché io le ho già vissute con i miei figli sia pure in un contesto diverso. Hai un grande compito e una grande responsabilità e spero che il padre di tua figlia vi aiuti. Un forte abbraccio. Marisa

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