L’amore immaturo

donna abito azzurro volo con farfalle

Beh, la frasetta credo che oramai la conosciate, recita:

L’amore immaturo dice “Ti amo perché ho bisogno di te” quello maturo “Ho bisogno di te perché ti amo”.

Nell’amicizia la questione si ripropone tale e quale: quante amicizie nascono dal reale piacere di stare insieme, da un affetto sincero e accettazione incondizionata dell’altro, dall’essere pienamente coscienti di chi sia l’altro, dall’abbracciarne l’essenza, e quante invece nascono dalla lotta alla solitudine, dalla percezione nella propria vita di tanti buchi, tanti e troppo vuoti per non sentire pressante la necessità di riempirli?

Quanti, cambiando le condizioni di vita mantengono, se non la frequentazione, almeno l’affetto e il buon ricordo dell’amico e quanti invece, a mutate condizioni e cessato bisogno, se ne vanno, magari raccontando a se stessi e agli altri che quell’amicizia non c’è mai stata?

E perché non dire: “Tronco una cosa che non mi sta più bene, che al momento attuale non mi serve, anzi, addirittura mi ruba energie” e millantare scuse, ripetendocele tante volte fino a farle suonare così bene che diventa facile crederci?

Ne ho conosciute di persone così, non necessariamente nei miei confronti. Il mondo è pieno di “amiche” che quando hanno avuto un compagno hanno rotto i ponti con tutti, tutte compenetrate nel nuovo ruolo, e di uomini che hanno abbandonato gli amici senza mai trovare il coraggio di confessare che loro, o comunque la loro frequentazione, non piacevano alla loro donna.

Io oramai diffido della gente con dei vuoti da riempire, ma poi, esiste chi non ne ha? E allora, bisognerebbe avere il coraggio di definirle, o sapere che sono, “amicizie di comodo”, che magari va bene anche alla controparte, come quelle avventure di letto in cui nessuno dei due chiede all’altro il grande amore, e ambedue ambiscono a una sana sessione ginnica.

Un’altra mia ex-amica (pure di questa un giorno vi racconterò) diceva giustamente: “Due possono scopare oppure fare l’amore, ma non dovrebbe esistere mai il caso in cui uno scopa e l’altro fa l’amore”.

Con l’amicizia è lo stesso: non dovrebbe mai esserci una persona che ti vuole bene perché sei tu, e l’altra che ti frequenta perché nessun altri l’ha accettata e lo farà solo fino al mutare degli eventi.

Ecco, non ho scritto nulla di quello che volevo dire. Volevo dire invece che, in qualsiasi rapporto, ci sono alti e bassi, e immaturo è il rapporto che pretende solo gli alti, e si dilegua davanti ai bassi.

Volevo dire che, in amore, in amicizia, ma anche nei rapporti formali di condominio e di lavoro, è importante gestire il conflitto, collocarlo nella sua giusta dimensione di normalità.

Non saper convivere con la tensione, liberarsene schiacciando l’altro, significa precludersi ogni possibilità di ritorno, ma soprattutto significa essere ingiusti: perché se non ci capiamo se ne può parlare, se non ne vuoi parlare, possiamo procrastinare il chiarimento a tempi migliori, me se inaspettatamente non mi riconosci più e mi dai tanti di quei calci da farmi passare ogni e qualsiasi voglia di confronto, beh, devi prenderti la responsabilità di averlo fatto. Ma non con me, te la devi prendere con te stesso, davanti allo specchio.

Avevo scritto una didascalia per la foto sottostante, ma per amor di pace l’ho cancellata.

Miss PdF

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43 thoughts on “L’amore immaturo

  1. E’ ancora presto per un commento lucido ed esteso.. 😀 ma direi che analizzare troppo le caratteristiche di un’amicizia e individuare in che cosa si concreta, è un’operazione ardua e anche inutile, perché ogni rapporto ha le sue specificità e non può essere inquadrato in un modello. Ogni rapporto vive soprattutto nel suo presente, il passato è altro, il futuro, se ci sarà e cosa sarà, lo si scoprirà a suo tempo. 😉

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    • Beh, è ancora presto per definirlo passato, anche se l’essermi rapidamente rassegnata mi aiuta ad andare avanti. Ringrazio lui per essere stato l’amico meraviglioso che è stato, ringrazio il cielo per essermi liberata di lei, anche se non intendevo pagare questo prezzo, e vado avanti con la mia vita, con la mia famiglia, gli altri amici di sempre, e quelli nuovi, che pure ringrazio ❤

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  2. @Diemme cara, Tu scrivi che : ” ….. L’amore immaturo dice “Ti amo perché ho bisogno di te” quello maturo “Ho bisogno di te perché ti amo” …. come se un sentimento fosse un cappotto ‘a double face’ … per cui lo stesso indumento possa esser indossato ora nel suo colore verde pisello ( il sentimento immaturo … ) ora nel suo bel giallo dorato ( il sentimento maturo … ) .
    No …. assolutamente no, cara amica !
    L’ Amore, così come l’ Amicizia ( ma l’ Amicizia ancora di più … ) non sono figli delle necessità dell’ uno o dell’ altra, ma nascono dall’ arcano smuoversi in noi di passioni pulsanti talvolta oscure o illogiche, talvolta chiare come un cielo a primavera, di certo NON limitabili in schemi e/o valutazioni di parte ( del tipo, ad esempio, di ” ho bisogno di te …. “, ” Tu non ti fai vedere/sentire mai … ed io mi struggo per te” … etcetera ), sentimenti che, per esser tali, debbono esser nutriti da ambedue le parti in ugual misura, senza che le esigenze dell’ uno soverchino le esigenze dell’ altra, o viceversa .
    Tu e molti altri/altre … solete dire che “tira più un pelo di fica … che un carro di buoi” !, detto popolare che, ad esser sincero, NON mi piace per niente …. e che, a mio parere, NON spiega esaustivamente il perchè un uomo ed una donna decidano di mettersi insieme … E mi sembrano del tutto vani gli esempi particolari che Tu e gli altri /le altre di tanto in tanto tirate fuori dal mazzo : altrettanti esempi, con opposti esisti a quelli da voi spiattellati, potrei citare io, attingendo alla storia o alla quotidiana esistenza, ma non riusciremmo mai a penetrare fino in fondo le ragioni dell’ accaduto !
    Mi dispiace tantissimo, credimi, il fatto che Tu abbia perduto “quello” amico ( ma sarà poi così ??? ), ed ancor più mi dispiace che Tu ne soffra ora così tanto, ma non c’ è bisogno di sminuire l’ altra e/o di individuare in lei tutti i motivi pelosi a cui imputare la perdita …. Come ( giustamente ) scrive @Enrico, ” … Ogni rapporto vive soprattutto nel suo presente ( e nelle sue ragioni, aggiungo io … ), il passato è altro, il futuro, se ci sarà e cosa sarà, lo si scoprirà a suo tempo.” !!!
    A bientot ….

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    • Caro Bruno, tanto per cominciare io non ne sto soffrendo affatto. Lui è stato un amico straordinario, ha fatto moltissimo per me e di sé ha lasciato tali e tanto abbondanti tracce che mi è davvero difficile, se non impossibile, non sentirlo ancora sempre presente, ma ti assicuro che il mio cuore è diventato un macigno impenetrabile, e che tutti i sentimenti, pulsioni, nostalgie, rimpianti etc. che possono essere stati generati da questo abbandono, sono eccellentemente canalizzati e sublimati nell’odio feroce nei confronti di lei.

      Non ti piace che venga considerata Miss Pelodifiga? Non ti piace questo detto (antico e collaudato, che non ho certo inventato io) e non lo ritieni veritiero? Beh, io sì. A nulla valgono i miei esempi? Non spiega perché due si sono messi insieme? Certo che no, ma forse spiega perché certi uomini impazziscono (non sto dicendo sia questo il caso) per donne assolutamente indegne (anche qui non mi sto riferendo al caso specifico, lei è indegna solo come amica), e si dimenticano non solo della donna che ha diviso con loro una vita, ma anche dei propri figli, magari occupandosi invece dei bastardi di lei, e sperperando il patrimonio costruito in una vita, e spesso neanche unicamente da loro (un negoziante vicino a me, che oramai abita con la famiglia nello scantinato del negozio, mi racconta che il padre si è mangiato pure tutti i loro di beni, che di famiglie ne ha rovinate ben più di una).

      Le donne si perdono per gli uomini in altro modo (e infatti io non sono d’accordo con le varie teorie gender, gli uomini e le donne hanno specificità eclatanti), ma insomma, al di là dei miei esempio, storia e letteratura sono piene di amori dannati.

      Rimane il fatto che è molto difficile, e altamente improbabile, riuscire a costruire la propria felicità sull’infelicità altrui.

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    • A volte dell’anima. A volte no.

      Tutti noi abbiamo bisogno di amare e di essere amati, di amare per dare un senso alla nostra esistenza, per trovare forza per le nostre azioni, ed essere amati perché ci è indispensabile essere importanti per qualcuno e sentircene tutelati. Poi ci sono altri bisogni, decisamente meno nobili e meno indispensabili, il bisogno di riscatto o arrampicamento sociale, valutazioni economiche di vario tipo, nel caso di stranieri sappiamo quanti matrimoni abbiano come scopo solo la cittadinanza e così via.

      Vero è che stiamo parlando di amore e non di matrimonio, o di attrazione, o di mettersi insieme, però anche l’amore – o meglio, il bisogno di stare insieme – ha così tante sfumature che davvero è difficile definirlo, categorizzarlo, incasellarlo…

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  3. Non sono d’accordo su una cosa con te. Alcune volte è vero troviamo degli amici, che in realtà ci stanno usando per tappare un buco, però è anche vero che non si può essere sempre prevenuti.
    Se ogni volta che qualcuno si avvicina a me, debbo pensare che lo sta facendo solo per proprio tornaconto, allora rimarrei sempre da solo.
    E anche se alla fine scopro che ho fatto il tappa buchi, me ne posso dispiacere, ma posso anche pensare che dando un po’ del mio tempo a questa persona le ho fatto comunque del bene. E comunque a parte casi evidenti di tappa buchi, la relazione di amicizia è sempre e comunque sempre un dare e un avere.

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    • Perché dici di non essere d’accordo con me? Io non sono assolutamente prevenuta, anzi, non ci penso proprio, per questo la fregatura presa brucia di più! Tu dici “Alla fine uno rimane solo”, ma io sono la persona meno sola dell’universo, ho sicuramente più amici di quanto non riesca a gestire.

      Tu dici che per forza anche lei mi ha dato qualcosa? Ci sono dei comportamenti che rovinano anche il passato, che te lo fanno leggere in maniera diversa, spogliandolo di ogni significato. Io, oggi, mi sento solo defraudata del mio tempo, senza avere ricevuto niente in cambio. O forse sì, ho dato al mio amico la sua occasione di felicità: per tornare a un detto che ho citato di recente, “d’un bove un corno!”.

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    • Ma scusa come è possibile, che ti accorgi adesso, che hai avuto un rapporto di amicizia in cui tu non hai avuto mai nulla ? Dai non è possibile, sei solo incazzata come una iena, ti senti tradita nel profondo, ti senti defraudata, ma in realtà ne hai sicuramente goduto anche tu del rapporto, altrimenti l’avresti chiuso molto prima. 😉

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    • Sicuramente sono incazzata come una iena, sicuramente mi sento tradita nel profondo, ma per quanto riguarda il chiudere i rapporti, a parte che io difficilmente li chiudo (anche perché non ce n’è bisogno, quelli che non vanno generalmente si chiudono da soli), il fatto è che a volte si guastano retroattivamente, e quello che è stato fatto perde valore, perché risulta non più fatto per i motivi che tu credevi.

      Insomma, se mi arriva un mazzo di fiori ogni giorno io posso essere commossa, ma se poi scopro che è il fioraio che li manda e quelli sono i fiori che gli avanzano prima della chiusura e di cui si deve disfare, e che casa mia è più vicina del cassonetto, permetti che il gesto perda valore retroattivamente ma che io prima non potevo saperlo e lo gradivo?

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  4. E chi ha mai messo in dubbio la vivezza di tutto quel che di buono e costruttivo “quel” tuo Amico ha fatto nascere in te, lasciando il segno nella tua vita ???
    Non certo io, che in altro tuo post ho citato, non a caso, il film ( un film che ho amato ed amo tantissimo … ) TRAMONTO …. per quelle parole struggenti ( sì … le porto con me ovunque, nella mia logora bisaccia, mentre vivo errando … ) che @Bette Davis, in procinto di morire per tumore, guardando con lui dai vetri della finestra chiusa il loro piccolo giardino, sussurra al marito : “Guarda, amore mio …. la primavera sta già sciogliendo il ghiaccio fra i rami … e presto nasceranno nuove gemme … Ma tutto quel che ci siamo dati, tutti gli attimi di felicità, ancorchè brevi, vissuti insieme … l’ abbiamo già conquistato, e ci appartiene … nulla potrà più cancellarlo : è la nostra vittoria sulle tenebre !” ….
    Con questo tuo passato nel cuore, e non appena avrai sanato le tue ferite di oggi …. NON ho dubbi che vivrai meglio, e più pienamente, la tua esistenza, amica cara …. io t’ auguro PRESTO !!! 🙂

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    • Il letto su cui dormo l’ha montato lui, il pc su cui lavoro è il suo, la stampante un suo regalo di compleanno, il disco esterno su cui salvo i miei dati quello di Natale. Non ti elenco tutte le altre impronte di cui ha disseminato la mia casa, non c’è zona di Roma per cui non siamo passati insieme, ma il ricordo che ancora mi strappa un sorriso è un semaforo vicino casa mia, dove io sono solita mettermi in pole position sorpassando tutti a destra, e ogni volta che lo faccio sento la sua voce che grida “No, non farlo, non farlo!”, e io rido e lo faccio ugualmente, mentre lui si mette le mani tra i capelli.

      Mi ricorda l’ultima scena del film “La mia Africa”, quando la protagonista, Karen Blixen, si rivolge all’Africa, descrivendo sommessamente e con rimpianto tutti i ricordi che lei ha dell’Africa, e chiedendosi se l’Africa avrebbe avuto a sua volta ricordi di lei. Per chi maligna che il rapporto e il sentimento fossero diversi, risponderò proprio riferendomi al film: non era il mio Robert Redford, era la mia Africa, ma forse sì, forse ha ragione chi sta iniziando a dire che l’avevo sopravvalutato o forse no, l’Africa è talmente grande, non avrei mai potuto pretendere di conoscerla completamente, e che non mi sorprendesse, magari con un incendio – doloso – che distruggesse tutte le mie piantagioni, e mi costringesse al rimpatrio.

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  5. a volte mi chiedo se sia giusto analizzare i rapporti, se nel momento in cui si prende il pallottoliere non sia il momento stesso in cui si prende la forbice per tagliare il filo e far crollare tutto o se il crollo sia avvenuto nel momento stesso in cui si è pensato di prendere il pallottoliere, quindi ancor prima di farlo..

    Io penso che un attimo prima di diventare amici, un attimo prima di diventare amanti, un attimo prima di conoscersi, avvenga qualcosa di misteriosamente chimico che segna il destino delle due figure che da quell’incontro, da quel momento che mai può esser pianificato da nessun tipo di architetto dei rapporti umani, si trovano appartenenti al destino dell’altro.

    Questa alchimia avviene senza se e senza ma, noi possiamo “solo” distruggerla o ignorarla ma il suo avvento non lo possiamo evitare in nessun modo.. perchè allora da secoli ci prefiggiamo di gestirla in modo scientifico invece di lasciarla libera d’esprimersi ed eventualmente di dissolversi??

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    • Erik, qui nessuno ha preso il pallottoliere, nessuno si è fatto i conti – a parte lei – di quanto fosse conveniente il rapporto. Io non do all’altro nella misura in cui può ricambiare, non m’interessa niente che cosa l’altro possa fare per me, ma io non sono una persona pratica.

      Comunque, quanto è vero il detto “contadino, scarpe grosse e cervello fino”, e io sono decisamente una gnoccolona cittadina!

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    • solo per precisare che il mio commento voleva essere a corredo e non ad imputazione, non mi permetto di giudicare persone e storie che non conosco se non marginalmente… quindi voleva essere una riflessione aperta scaturita da quanto avevo letto.. solo per sentirmi sicuro di non esser frainteso…

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  6. Per chissà mai quale arcana alchimia …. intrecciando i commenti di @Enrico, di @Erik ed i miei … ne esce un quadro di certo NON perfettamente esaustivo sull’ accaduto on topic, ma almeno attinente a quell’ indagine ( doverosa per noi …. soprattutto quando riguardi gli altri, ed al diavolo gli esempi, le esemplificazioni, i personalismi ed i “cosiddetti” detti popolari ! ) nell’ animo umano, in cui l’ oceano da attraversare sui fragili vascelli che siamo, navigando ‘a vela’ e guardando le stelle come unico riferimento, è davvero sconfinato !!!
    AVE … o @Diemme, dimenticaturi te salutant ! 😀

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  7. Mah, faccio fatica a credere che tu non fossi innamorata di questo ” amico” che tanto presente era nella tua vita…..e non riesco a spiegarmi l’odio feroce che dici di provare per la sua compagna.
    L’odio è un sentimento forte, l’indifferenza sarebbe meglio.

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    • Ci sono sentimenti altrettanto forti quanto quel tipo di amore che tu intendi (l’innamoramento poi è tutt’altra cosa, ed è la fase che io salto persino nei rapporti di altro tipo: oramai quella magia iniziale, spesso fugace, in cui sei su una nuvoletta compleamente rincoglionito/a, me la risparmio alla grande, per quanta nostalgia ne possa provare).

      Comunque se non altro sei originale, in genere mi dicono che sono innamorata di Attila, almeno quelli che ci hanno visto insieme (e tu ci hai visto 😉 ).

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    • Scusa, non ti ho risposto sull’odio. L’indifferenza era quella iniziale, quando ho scoperto che era una simulatrice pallonara. Poi, quando se l’è presa per il mio raffreddamento e ha troncato i rapporti – molto sbrigativamente a mio avviso – sono subentrati rabbia e a mano a mano disprezzo.

      L’allontanamento di lui è stata la miccia che ha fatto scatenare l’odio, inutile chiamarlo in altro modo perché non è politicamente corretto. Vorrei davvero non averla mai conosciuta, non averle mai dedicato spazio, tempo, pensieri, attenzioni…

      Ah, quanto sono arrabbiata prima di tutto con me stessa, prima per non aver visto, poi per aver ignorato ciò che vedevo!

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    • Ancora, visto che molto facilmente relativamente all’affetto uomo-donna viene “insinuato” che si tratti d’altro, ti aggiungo che i sentimenti nei confronti di lei forse non erano inferiori a quelli per lui, fatto il distinguo che lui avevo più modo di frequentarlo e, oggettivamente, ha avuto molto più modo di aiutarmi ed è stato veramente una spalla solida, cosa che lei non ha avuto l’opportunità di essere e fare, ma non era certo questo a fare la differenza!

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  8. Ma … ehm … d’ aspetto come era ( è … ) questa tua perduta … ex amica ???
    Muy hermosa … very fashioned woman, irrifiutabile vamp … o solo femmina passabile o donna desiderabile solo su un’ isola deserta ?!?

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  9. Prendo atto delle tue risposte e per quanto riguarda Attila…. sì vi ho visto insieme ma non mi sei sembrata affatto innamorata di lui. Siete COSI’ DIVERSI che mi riesce difficile pensare che lo siate mai stati. Ho visto una sorella che si prende cura del fratello!!!! E’ solo una mia opinione forse errata.
    Ciao D.

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    • O una madre che si prende cura del figlio, oramai pure lui l’ho adottato.

      Pensa che ieri Sissi mi ha chiesto se io e il padre siamo mai stati innamorati, se si è dichiarato, come, se mi ha mai detto che mi amava…

      Dopo tutto questo tempo e tutti questi trascorsi ho dovuto fare uno sforzo di memoria, ma uno sforzo di memoria, che a furia di spremermi le meningi mi è scoppiato il mal di testa!

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    • E a proposito del “prendo atto”, come se credessi nella mia buona fede ma in fondo in fondo non fossi convinta, ti faccio presente che ci siamo frequentati per anni, sola io e solo (credo) lui, è stato una marea di volte ospite a casa mia, se ci fosse stato qualcosa di vagamente diverso nell’aria, avrebbe avuto tutto il modo di concretizzarsi!

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    • Allora il mio buonumore di questi giorni è contagioso! Anch’io non ho nessun motivo… che poi, a sapere apprezzare la vita, i motivi si trovano sempre, compresi gli amici rispuntati dal passato proprio per sostenermi in questa circostanza! 🙂

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  10. Te l’ho detto che ho sbagliato con un’amica e spesso, credimi, davanti allo specchio mi rendo conto di quanto sia stata sciocca e assurda. Avrei potuto conciliare bene le cose, ma forse non ne avevo voglia, o avevo paura di non so cosa… e me ne pento.

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    • Io non lo so se ho sbagliato, ma non me ne pento. Sarei potuta essere diplomatica, avrei potuto evitare… ma quale sarebbe stato lo sviluppo della storia? Con lei già da tempo (indovinate da quanto?) le cose davano segni di stanca, tante incongruenze che poi, col tempo, sono stati tasselli andati al loro posto, a farmi capire che era troppo diversa da me, troppo lontana, troppo chiusa in un mondo che non era il mio, e che non condividevo. In realtà quello per cui abbiamo discusso è in linea con la sua chiusura, idem il modo in cui ha reagito, e allora, se pure non avessimo discusso, come sarebbe andata a finire? A rapporti di facciata, fatti di silenzi, tra un’incomprensione e uno sbadiglio? E con lui che già di fatto, nonostante tentasse di evitare, era orientato per l’allontanamento progressivo, cosciente o no che ne fosse, e che purtroppo cominciava ad accusare la sindrome della copertina troppo corta, dal momento che ubi maior minor cessat, come sarebbe finita? No, più vado avanti e più mi convinco che non poteva andare che così.

      Spero che almeno siano felici, me lo auguro soprattutto per lui, che davvero lo merita (anche, ripeto, per non essere stata sacrificata invano!)

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    • Ho l’impressione che tu di questa storia ci sia rimasta davvero male. Più che altro perché ti saresti aspettata che ti si dicessero in faccia le cose. E invece è stato lasciato al fato

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    • Beh, non è andata proprio così, quando le cose si sono concretizzate lui me ne ha parlato con molta naturalezza, addirittura come si parla non a un’amica, ma forse a un amico!

      Io di questo sono stata lusingata, mi ha fatto molto piacere questa sua apertura, che forse mi ha addirittura sorpreso, ma meno di quanto invece mi abbia sorpreso la chiusura di lei, con successiva negazione, tergiversazione, glissamento etc., neanche una avesse voluto sapere chissà che cosa! A me bastava il titolo, “Ci siamo messi insieme, speriamo che vada bene!”.

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  11. Per @Diemme, coordinate : latitudine 20-2, longitudine 13-32 ( incrociatore ? 😀 … Acquaaaa ?!? 😯 …. dai … gioca lealmente ! Una fregata ??? … Nooooo ? Beh, poi mi fai controllare il foglietto, eh ? ) :
    “Ave @Diemme … dimenticaturi te salutant” ! Sìssì … traducendo il participio futuro del verbo ( maccheronico ) : dimentico, as, avi atum, are ), nella nota perifrastica attiva, con “coloro che sono in procinto di dimenticare”, si avrà :
    “Stacci bene … @Diemme, noi che siamo in procinto di dimenticare ( il passato ) ti salutiamo”, che potrebbe esprimersi anche con : “Ahè … @Diè, mentre entriamo nel futuro … ti porgiamo i nostri più distinti saluti” !!! :mrgreen:

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    • E pure tu hai ragione… d’altra pare, nel celeberrimo “Ave, Caesar, morituri te salutant”, mica erano morti quelli che salutavano! Ah, la vecchia e amata perifrastica!

      Perdona il mio lapsus, caro cavaliere, ma lo sai che in questo periodo sto su per scommessa… anche stanotte mia figlia è andata a dormire alle sei di mattina (io ho la sveglia alle cinque), e quindi mi sono fatta tutta la notte con le luci accese, che non è che concilino il riposo.

      A proposito di sveglia alle cinque… quando ospitavo il mio amico, e gli cedevo la mia stanza, tutte le mattine si sorbettava la sveglia alle cinque, e non l’ha mai tolta per non toccare nulla…

      Ah, quanti ricordi, mi sa che tocca o cambiare orario, o quantomeno cambiare canale! 🙄

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  12. Ah … cara amica quanto io vorrei
    toglier l’ amaro dai ricordi tuoi ….
    e ridonarti il riso, sì … amerei,
    tener lontan da te tutti i tuoi guai !

    Ma quando è sera, e si riaffaccia il sogno,
    e tutto, proprio tutto appare vero,
    ch’ io sia per te un amico in ver sincero
    è forse tutto ciò di cui hai bisogno !
    🙂

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  13. Ma Diemme, in nome di quell’affetto, vicinanza, solidità, presenza in tutte le tue cose intorno, nella città, nella casa e nel cuore, in nome di tutto questo, non valeva la pena di PERDONARE a lei per l’affetto verso di lui? Non potevi evitare di addolorarlo e imbarazzarlo con quel disprezzo e quella rabbia verso di lei, di dargli la sensazione che questi sentimenti , tutto sommato brutti, fossero più forti di quelli che avevi per lui e di ciò che indiscutibilmente avevate insieme? Non potevi rinunciare a coltivare (bada, non dico a provare) dei sentimenti che non sono i tuoi migliori, per lasciare spazio a ciò che avevate costruito voi due? Lui non si sarebbe sentito costretto ad una scelta drastica, e anzi ti avrebbe voluto più bene. Non era questo a cui tenevi? Forse dovremmo riflettere di più sul perdono.
    Cyt.

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    • Cytind, hai ragione, però ormai la frittata è fatta. Poi, visto che mi pare che tu mi riconosca che provarli questi sentimenti era pressoché inevitabile, li ho davvero coltivati? In realtà è stata l’esistenza di questa zona d’ombra che ha alimentato la mia rabbia nei confronti di lei.

      Ho sbagliato io, ma non sono stata la sola a sbagliare. Se lui avesse lasciato fluire la cosa, riconoscere che io provavo certi (ri)sentimenti, pur non condividendoli, se non avesse tentato di fatto di mettermi una museruola, la qual cosa mi ha fatto scalciare ancora di più, forse poi quei (ri)sentimenti si sarebbero calmati, forse col tempo, ad acque decantate, avrei potuto viverli diversamente. Tu sai quanto io sia stata felice che loro due si fossero trovati, anzi, quanto abbia addirittura sponsorizzato la cosa e retto il lume. Meritavano entrambi questa opportunità, ma lei è stata di una pochezza inaccettabile per i miei parametri.

      E passi il disorientamento del momento, e figurati se non avrei capito la voglia di non parlare di una cosa così preziosa, quasi per paura di sciuparla, figurati se non capisco quella nuvoletta fuori dal mondo in cui uno si viene a trovare in quei momenti e se non avrei capito anche la sfuggenza.

      Ti voglio raccontare un altro episodio (non so se hai letto quello di un mio amico che, perso il lavoro, non se la sentì di dirlo a nessuno). Una volta mi ero innamorata follemente di un ragazzo (altri tempi!), e lo invitai a una cena che avevo organizzato – come ero solita fare – con forse una quindicina di persone. Al momento della cena, non vedevo più niente, non capivo più niente, fui capace di servire lui e poi mettermi seduta accanto, dimenticandomi di servire gli altri invitati! Vuoi che una che nella vita ha fatto questo non capisca la nuvoletta e il sentirsi fuori del mondo? Fatto sta che, nei confronti di quegli invitati, io ancora mi vergogno, altro che pretendere di avere ragione!

      Mi dispiace, non volevo addolorarlo e imbarazzarlo, ma credimi, il tabù che si respirava nell’aria era pesantissimo, e quello mi è stato fatale.

      Poi, ci sono altre cose che qui non posso dire perché non voglio rendere loro due individuabili, ma per certe cose che lui “preparava il terreno” per dirmi, mi hanno fatto sentire trattata da cretina: lui non è un abile diplomatico, e io non sono una sciocca.

      Quando io gli ho detto da quanto e da cosa avevo capito quello che bolliva in pentola, lui mi ha detto “Sai come si dice, i diretti interessati sono gli ultimi a saperlo”, e prendiamola per buona, ma il pensiero che ogni azione, ogni “non azione” (perché è chiaro che non dico il nostro rapporto, ma quantomeno il tempo dedicato, non sarebbero potuti essere gli stessi di prima, e quindi sarebbero venute meno anche certe abitudini) doveva trovare il modo di intortarmela, mi offendeva, stile mia madre, un’altra che voleva fare la diplomatica e che ha sempre scatenato le guerre coi suoi maldestri tentativi di “farmela digerire”: io non so lui, ma io la diversità dei rapporti l’avevo ben chiara, come ben chiaro avevo quello che la nuova situazione avrebbe richiesto. Quando lui ha sostenuto, a brutto muso, “io non ho due fidanzate”, probabilmente rispondeva a una SUA confusione, perché per me la cosa era scontata e lineare.

      Tornando a lei, e alla storia del mio amico, che mai pretese di avere ragione nei confronti del suo amico imbottito di balle – amico che capiva benissimo il suo stato d’animo, il suo imbarazzo e la sua reticenza -, tornando alla storia mia e di quella cena – in cui mai pretesi di essermi comportata in maniera accettabile, anche se tutti poi hanno capito che era come fossi sotto incantesimo -, l’impudenza di lei nello sbrigarsi a chiudere i rapporti ha creato un macigno.

      Senti, io non lo so, tu hai ragione, e ce l’hai al 100%, però, per essere io io, lui lui e lei lei, forse quello che tu proponi (e che comunque, ahimé, è oramai tardi per mettere in atto) non sarebbe bastato.

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  14. Belle riflessioni, e sagge …. quelle di @Cytind, @Diemme …. ma i caratteri in gioco, il tuo, quello del tuo amico e della tua amica … sono quello che sono, e – FORSE – era inevitabile ciò che è successo, e quindi la tua attuale sofferenza per la perdita, in un sol colpo, di lui così importante nella tua vita reale … e di lei, un’ amica a cui – a tuo dire e scrivere – eri particolarmente affezionata … al punto di farti pronuba fra i due !
    Le perdite …. non ci rassegneremo mai a patirle, e se le dimenticassimo, ci penserebbe la nostalgia a riportarcele in mente, ma nel caso che ci hai descritto …. sarà forse una perdita definitiva ???
    Io, percependo la tua sofferenza come se fosse la mia, mi ( e ti … ) auguro di no, e faccio appello al buon senso di “quel” tuo amico affinchè lui entri nel merito della situazione e favorisca, col trascorrere del tempo, un esito per tutti positivo in ordine alla lite !
    Ne guadagnerebbe l’amore che egli sta condividendo con la tua ex amica …. e l’amicizia che una volta …. vi legava !

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    • Oggi, mentre andavo a prendere la macchina al parcheggio, pensavo a quando l’ho comprata, che subito mi sono consigliata con lui, e mentre ero nell’autosalone ero al telefono con lui che cercava su internet caratteristiche e prezzi di mercato.

      Ricordi quella canzone di Battisti “Ricordati di non scordare ogni cosa che di te poi mi possa parlare”?

      Una volta, stavo con un ragazzo di fuori che mi aveva detto che amava molto un disco di Baglioni. Io avevo l’LP e glielo riversai su cassetta, per farglielo trovare alla sua visita successiva: lo sai che non lo volle? Lui non voleva crearsi ricordi per non soffrire un domani (o, visto come si è comportato, per non avere rimorsi di coscienza). Era uno di quelli che appena si accorgeva che si stava innamorando fuggiva… uno di quelli che tornò, per non trovarmi più. Addirittura si permise di darmi un appuntamento perentorio minacciando “Non ti azzardare a disdirlo!”: evidentemente, anche senza audiocassette di Baglioni, non mi aveva dimenticato.

      Io a quell’appuntamento non mi presentai mai, anzi, mi premurai, all’ora esatta dell’appuntamento, di stare copulando con un altro. Lui mi telefonò per accertarsi che non fossi morta (quale altro motivo per saltare un appuntamento con lui?). Una volta accertato che la buca era stata volontaria, me ne disse di tutti i colori. Quegli insulti furono balsamo per le mie orecchie e per la mia anima: avevano il suono dello sciabordìo dell’acqua che trasporta il cadavere del nemico, mentre tu sei seduta sulla riva del fiume ad abbronzarti il visetto bello.

      Questa storia non c’entra niente col nostro argomento, ma mi è venuta in mente a proposito delle cose che ci parlano degli altri e della convenienza o meno di non volerne avere, e così te l’ho raccontata. 🙂

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  15. Che dirti, cara? A me riesce impossibile quel sentimento di relax e godimento dell’abbronzatura mentre sciaborda via il cadavere di qualcuno che ho amato o a cui ho voluto bene. E’ una gran fregatura, perché sarebbe liberante. Ma il capovolgimento di un sentimento nel suo contrario mi è sostanzialmente impraticabile, mi rompe in due, mi rinnega. La mia probabilmente è una rigidità. Perciò forse mi “conviene” il perdono… Comunque, alla fine, anche questo libera.
    E fai bene a raccontare altre storie, ad intrecciare altre vicende e riflessioni…Tutto si fonde insieme, alla fine ogni esperienza è parte di tutte le altre, alla fine tutto trova il suo posto.
    Forse sei un cantastorie del web, come quelli del Medio Evo…
    Cyt

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    • Cytind, il cadavere non è necessariamente la persona, piuttosto la situazione che uno ha dovuto superare, e che è riuscita a lasciarsi alle spalle. Se vogliamo, è la vittoria della vita che va avanti sulle delusioni e i dolori che ci lasciamo dietro.

      E sì, mi piace il ruolo di cantastorie (non contastorie è, intendiamoci!), mi piace cantar le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese mie e di quelle tante persone che mi hanno reso l’onore di raccontarmi le loro, di aprirmi il loro cuore e donarmi la loro storia. ❤

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