Io paciera

Brontolo - broncio

Mia figlia e suo padre domenica hanno discusso.

Lo scenario è abbastanza banale, lei gli telefona mentre lui sta vedendo la partita, lui tarocca “Ma insomma, mi fai vedere questa ca@@a di partita?”, lei gli attacca il telefono perché offesa dalla parolaccia, lui non le parla più perché lei gli ha attaccato il telefono.

Lunedì, come i miei più antichi lettori sapranno, è il giorno di Attila, quello in cui lui dovrebbe venire a prendere la figlia (mentre di fatto è quello in cui viene a casa mia e si sbraca sul divano).

Ieri lui si è rifiutato di venire, e ha enunciato che non si sarebbe fatto più vivo fino a che la figlia non gli avesse chiesto scusa.

Ora, con tutto il mio caratteraccio, io penso che queste posizioni bisognerebbe evitare di prenderle, anche nel proprio interesse, oltre che per buon senso.

Ritorniamo allo scenario che si crea: quali i possibili sbocchi?

1) Nessuno dei due cede: che facciamo, non si parlano più padre e figlia per tutta la vita?

2) La figlia – che è tanto buona e cara ma tignosa quanto e più della madre – non cede, e il padre capisce che ha fatto male a impuntarsi, vuole bene alla figlia, la vuole vedere, e quindi il primo passo lo fa lui: inopportuna sensazione di vittoria della figlia, rapporto padre-figlia compromesso e sbilanciato.

3) La figlia – che non si sa perché adora il padre e soffre terribilmente nello stargli lontano -, pur convinta delle sue ragioni, chiede scusa – scuse che non significano niente, perché è ben lungi dal capire di avere sbagliato -, ma la vive come una mortificazione da legarsi al dito. Lui ha vinto con ricatto affettivo, facendo leva sulla sofferenza che la figlia prova unicamente per il bene che gli vuole: risultato, rapporto compromesso.

Ora, mi spiegate a che serve prendere queste impuntature? Vi siete scazzati, tu hai detto una parolaccia, lei ti ha attaccato, punto, basta, finito.

PERSINO IO la farei finita là, che quando poi ne fai una questione di punto, poi il punto lo devi tenere… meglio far finta di niente prima che trasformare una sciocchezza in una saga!

Insomma, ieri sono stata convincente e l’ho convinto a tornare a casa con me, entrando con nonchalance…  😉

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70 thoughts on “Io paciera

    • A parte che sono molto pochi i litigi che meriterebbero di essere portati davanti a un giudice, e gli italiani intasano le aule di tribunale con questioni che potrebbero essere risolte con un minimo di intelligenza e buon senso, ma che c’entra la legge in questo caso?

      Io sono contenta che lui abbia accettato il mio consiglio, quando si sono visti hanno fatto la parte di tenersi un po’ di muso per i primi minuti, ma si vedeva che erano entrambi contenti! 🙂

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    • Era a mò di scherzo. nel senso che se si tratta di banalità non è neanche giusto sindacare su chi ha ragione e chi ha torto… e inoltre non è neanche necessario metter davanti l’orgoglio…. Insomma, non siamo più ai tempi in cui un genitore aveva sempre ragione e il figlio non meritava neanche rispetto…

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    • Già, brutta mentalità quella in cui il più piccolo, il più debole, il sottoposto, debbano sempre chiedere scusa anche se hanno ragione, come se l’ottenere la parola finale fosse questione di ruolo più che di argomentazioni!

      Mi ricordo mia madre che, a proposito della mia lite con la Lobot, mi disse: “Io con mia suocera qualche volte ho litigato, e mica avevo sempre torto, qualche volta avevo anche ragione, eppure sono sempre stata io a sottomettermi e chiedere scusa, mica si può pretendere che sia la vecchia a chiedere scusa alla giovane!”.

      “A ma’!”, le ho risposto “‘sta questioni di grandi liti, grandi riappacificazioni, di chi sta sopra e chi sta sotto, della matrona che riceve le scuse, per carità, risparmiatemela!”.

      Mia suocera ha fatto la sua cappellata di dire che non mi avrebbe mai più parlato fino a che io non le avessi chiesto scusa, e ancora sta aspettando. Si è persa di veder crescere la nipote, tutte le recite a scuola, le feste tutti insieme e i compleanni, gli occhi sorpresi della bimba che scartava i regali di Natale… E poi, oltretutto, si è persa anche un bel po’ di aiuto materiale, e mi dite voi cosa ci ha guadagnato? La sua spocchia intatta?

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    • Nella mia famiglia una zia e mio padre non si parlano da quasi quindici anni. Conta che è la sorella più grande e lui il più piccolo. Si sono fatti torti entrambi, ha sbagliato lei e anche lui. Conta che era la seconda nonna, visto che mi sono morte tutte e due presto. Conta che era la madrina della cresima… a distanza di ANNI io mi sono scappellata, l’ho rivista, le ho chiesto scusa per il mio comportamento in quanto con me lei non centrava nulla, era una questione solo di grandi. Non me ne pento non per cattiveria, semplicemente perchè io mi sono allontanata senza giusto motivo… potevo frequentarla senza per forza chiedere l’ok a mio padre!

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    • Quello che ho fatto io con mia zia… non ho permesso che le liti di famiglia rovinassero il MIO rapporto con una persona che mi voleva bene, cui volevo bene, che non mi aveva fatto niente di male, tutt’altro, e a cui niente di male avevo e avrei mai fatto io!

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    • Ecco… le liti fra due persone devono rimanere circoscritte fra loro, non estendersi mai agli altri membri e non assurgere mai a questioni di mancanza di rispetto, di potestà genitoriale e così via…

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    • peccato però per tua suocera… meno male che oggi le suocere sono diverse… almeno sono più moderne e sono le prime a raffrontarsi con le nuore!

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    • Mah! A me sembrava molto più aperta la mia prima suocera, che aveva sessant’anni più di me ed era decisamente la generazione precedente a questa!

      Secondo me è un fatto culturale… la mia prima suocera era decisamente di tutt’altro livello, urca!

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  1. Quando uno pensa di avere ragione, è difficile che ceda ed abbandoni la propria convinzione! Io sono testarda di nascita e le impuntature sono la mia specialità 😉 Lì per lì è inevitabile che si rimanga fermi sulle proprie posizioni, poi però bisogna giungere ad un compresso e non è giusto che ci sia un cedimento da una parte sola.

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    • Il famoso fare tutti un passo indietro… io, francamente, evito di fare quello avanti, e con tutto il mio carattere, tutt’altro che conciliante, evito di fare questioni di punto: però, una volta che tu il passo avanti l’hai fatto, che me l’hai fatto fare, che hai preso l’impuntatura… non solo non devi aspettarti le mie scuse, ma neanche m’interessano le tue: DEVI SPARIRE!!!!!!

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  2. L’ altra sera hai fatto …. da “PANCIERA” ?!? 😯
    Ommioddio …. PACIERA …. era PACIERA, e non PANCIERA come avevo letto in prima battuta !
    Beh …. secondo me hai fatto benissimo, visti i rapporti fra papà e figlia ! 😀

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  3. Non basterebbe, ahimè, questa tua pur virtuosa perimetrazione delle liti, senza aver bene impresso in mente quali siano, reciprocamente, i reali interessi delle due parti che, per un motivo o per l’ altro, stiano litigando dandosele di brutto o arroccandosi …
    Se, spinti dal costruttivo impulso di indirizzare verso la pace due contendenti, pretendiamo di far da pacieri, dobbiamo sempre – a parer mio NON errante – conoscere cosa sia bene e cosa sia male fra i due …. e a quegli specifici fini indirizzarli oppure allontanarli .
    Esattamente come hai fatto Tu ieri sera, bella mia ! 😀

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    • Non è sempre facile. A volte le persone prendono la palla al balzo per rompere rapporti che già volevano rompere, e quindi a offrire scappatoie e diverse chiavi di lettura rischi solo di rompergli le uova nel paniere.

      C’è spesso della malafede in chi rompe i rapporti facendo la parte di indignarsi per qualcosa che è solo un pretesto per scatenare qualcosaltro che ha già messo radici da tempo, e hai voglia a togliere la fogliolina che fa capolino dal terreno per ripristinare lo status quo!

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  4. Beh… posso dirti che comunque tua figlia ha una gran fortuna : l’ amore del papà c’è … magari strano da capire, magari a suo modo… io mio papà son quasi 10 anni che non si fa vivo e non è che ci siamo azzuffati o arrabbiati, tutt’ altro. Semplicemente lui non ha bisogno di me e quindi non mi cerca. Io avrei voglia di chiedergli almeno come sta , ma l’ ultimo numero di cellulare noto risponde un’ altra persona…

    Per la zuffa hai ragione : non ci guadagna nessuno… ma solo con l’ età si capisce.

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    • Ho ascoltato recentemente la storia di una ragazza che, a ridosso della maturità (l’esame di stato intendo), è stata abbandonata da suo padre. Questa ragazza i suoi diciotto anni li ha passati in gramaglie, l’esame l’ha superato bene perché era brava, ma con quale stato d’animo e con quanti pochi festeggiamenti successivi puoi immaginarlo.

      Poi, quando invece sono stati i diciotto anni della figlia della donna con cui se n’è andato, il paparino ha pensato bene di offrire a lei, l’estranea, un bel viaggetto come regalo di compleanno.

      Non è la prima che vedo e che sento, un’altra mia amica, lasciata da bambina di credo otto anni, a 50 anni ancora ci piangeva e non si dava pace. Lo ha visto poi, in mezzo alla sua nuova famiglia, che si coccolava i “nipoti” adottivi: i suoi non li aveva neanche mai visti.

      Senti, io oramai, con quello che sto passando, davanti al potere del Pelodifiga alzo le mani: ben hai fatto a crearti una bellissima famiglia tua, che ti riempie di amore e gratificazioni.

      La vita, grazie al cielo, va avanti.

      PS: non è detto che con l’età si capisca, è questione di buon senso e di maturità, e queste due cose oramai sono rassegnata al fatto che non siano così diffuse!

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    • Comunque mio papà lo perdono, anzi forse non c’è nulla da perdonare. Lui, primo di 4 fratelli , è stato accompagnato dal padre a prendere il treno per i militari e poi non si è più visto per 30 anni!

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    • Ma che notizia meravigliosa! Ecco un’altra fragola! Avevo ricevuto la notifica del post, ma tu sai che arrivo sempre un po’ in ritardo, perché non ce la faccio a leggere tutto in tempo reale, e il titolo non lasciava prevedere tale annuncio!

      Per i nomi? Ci penso, ora mi consulterò anche con mia figlia per avere qualche idea. Voi su che siete orientati?

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    • Io per mia figlia ero orientata su nomi come Alba, Chiara, Aurora, e poi come nomi, diciamo così, del mito classico, mi piace molto Ifigenia (ma anche il nome di mia figlia, che tu dovresti conoscere).

      Il padre era orientato più su nomi come Lucrezia e Beatrice che, francamente, mi attirano molto poco.

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    • Io Ifigenia lo trovo un nome stupendo 🙂

      PS: L’accento va sulla terza i, Ifigenìa, non mi fate come tanti che dicono Ifigènia, che è orrido! 😉

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    • No no, alla fine viene salvata mi pare da Diana e trasformata in una cerva, però in questo momento ho un vuoto mentale, mi si mischiano in testa le divinità e le varie Ifigenia in Aulide e in Tauride (tu però nonl’ammazzare e siamo a posto, dov’è il problema?).

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    • Ti riporto un passo da Wikipedia, sul significato simbolico di Ifigenia (che non rimane “agnese”, graziaddio 😉 ).

      Ifigenia è allo stesso tempo figlia obbediente, disposta a sacrificarsi secondo il volere del padre, e sacerdotessa di un culto che segue durante le tappe della crescita tutte le bambine figlie devote, donne, madri e spose. In Ifigenia si riflette quindi il mito della fanciulla che rimane vergine, malgrado il tentativo di ucciderla (il sacrificio va inteso come morte della fanciulla a favore della donna adulta, matura e quindi pronta ad essere data in sposa ad un uomo). Anche la figura paterna che si confonde con quella del sacrificatore è importante: la ragazza che va in sposa smette di essere sotto la tutela del padre per passare sotto quella del marito. Il padre, partecipando al sacrificio, accetta questa condizione.

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    • Avevo ragione sul salvataggio, anche se qui ne dà una versione ancora diversa: Artemide (la Diana dei Romani) la salva e ne fa una sua sacerdotessa:

      Ifigenia salvata: l’imprevedibile sorte

      Secondo un’altra versione, certamente più recente perché meno violenta, al momento del sacrificio Ifigenia viene sostituita da Artemide con una cerva. È infatti proprio per aver ucciso in precedenza una cerva a lei cara che Agamennone è stato punito da Artemide. La dea, tuttavia, dopo aver dimostrato il suo potere, salva la ragazza e ne fa una sua sacerdotessa”.

      Fonte: “http://www.treccani.it/enciclopedia/ifigenia_%28Enciclopedia_dei_ragazzi%29/”

      Non ricordo se esistono tutte e due le versioni, che Ifigenia viene trasformata in una cerva, che fugge e si salva, o solo quella qui riportata, per cui Ifigenia viene invece sostituita da una cerva, sacrificata al suo posto, mentre lei diventa sacerdotessa di Artemide.

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    • Non credo di aver favorito l’intesa, con Attila intendersi è impossibile, ma ho favorito la riappacificazione e per ora evitato l’incancrenirsi di prese di posizioni sciocche e dannose.

      Un saluto a te, buona giornata! 🙂

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    • Oh … @Enry caro … detesti il calcio ?!? 😯
      Io … invece ….
      PURE !!! :mrgreen:
      Quando penso ai cialtroni ( dirigenti, affaristi, ladri, arbitri corrotti … ed anche taluni “calciatori” ) …. mentre lo amo tantissimo quando è “puro sport agonistico” … e cioè 22 ragazzotti in mutande che corrono appresso ad una sfera di cuoio, cercando di infilarla coi piedi o con la testa dentro una rete …. un gioco bellissimo che, un tempo lontano, mi vide correre, felicemente, insieme a quegli scalmanati ragazzi ! 😀

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    • Forse giocarlo mi piacerebbe ma… come li hai descritti tu, “22 ragazzotti in mutande che corrono appresso ad una sfera di cuoio”, mi ricorda come li definiva una persona, “11 cretini che corrono appresso a una palla”: a parte i mondiali (ma oramai neanche più quelli), non è un gioco che mi riesca ad appassionare.

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  5. Ommioddio …. @Diè … che mi/ci fai sapere !!! 😯
    E dunque, se liberi entrambi ed entrambi nella stagion dei fiori e dei cieli tersi, ci fossimo incontrati, per scelta o per destino, io che fumavo ( e tuttora fumo ) la pipa ( castello + tabacco erinmore ) … io che amavo ( e amo …. ) ‘a Magggika … e cioè la giallorossissima Roma … Tu, e dico Tu proprio Tu ‘bruno crinita e sguardo assassino’ …. che detestavi ( e detesti ) i fumatori e i tifosi di calcio …. Tu, di fronte a quel fusto romano e romantico che ero ( e che …. ehm …. sono più o meno ), ti saresti dunque sottratta ???
    Io … di certo NO !!! :mrgreen:
    Caffè ???

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    • La pipa non mi dà alcun fastidio anzi, la amo, e per quanto riguarda la Maggika… se è Maggika è Maggika, vorrà dire che di fronte a cotanto romano e romantico fusto sarei diventata tifosa anch’io!

      Forza Roma, forza Lupi, so’ finiti i tempi cupi! 😉

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    • Mah, comincio a pensare che a volte non si aspetta altro che la scusa per troncare. Certo non era questo il caso, ma troppo spesso dietro un impuntatura si cela la ricerca di un pretesto, per mettere a tacere un malessere che non ci vogliamo raccontare.

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    • Sicuramente non era questo il caso. Ma sì, molte volte ci si impunta e si pianta il muso perchè si ha voglia di litigare e proseguire un litigio, anche se futile…

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    • Cara Bia, la gente ha tanto bisogno di darsi alibi, perché l’alternativa sarebbe guardarsi in faccia e dirsi: “Sono un infame”, oppure semplicemente “Sono debole, complessato, non ce la faccio”.

      Io, che sono sempre stata una cultrice della verità, oggi ne sono felice, perché questo mi ha costretto a crescere, a non nascondermi dietro a un dito e a non raccontarmela e, quindi, a non essere tentata di tirare colpi bassi alla gente per potermi raccontare che no, non l’ho colpita, chi, io?

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  6. SMACK … SMAAAAACK …….. SMAAAAAAAAAAAAACK-CCIU’ …. 😳
    Oh …. my beautiful @Paciera … è così è ?!?
    Beh … allora sto già mandando indietro le lancette dell’ orologio e recuperando i foglietti del calendario … onde far regredire il Tempo a quell’ ore dorate in cui TUTTO ERA POSSIBILE !!! 😀

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    • Il mio primo marito (quello ancora vivo) era un fumatore di pipa (Sweet Dublin e Flying Dutchman se ben ricordo) e direi che quel fumo era tra le poche cose che gradivo di lui.

      Il tempo indietro? Quello non torna…

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  7. Non torna indietro … ?!? 😯
    Sì … nel sogno PUO’ TORNARE INDIETRO !!! 😀
    Postescritto : Flyng Dutchman ( Olandese Volante ) … trinciato ‘fine’ a base di Virginia + Sweet Dublin ( ah … Dolce Dublino caro alla memoria di @Joyce ) … trinciato ‘medio’ a base sempre di Virginia = miscela di intenso aroma …. e cari ricordi .

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  8. Da @Cavaliereerrante : Ifigenìa ( accento sulla “i” che precede la “a” ) era la figlia di Agamennone ( un gran fijo de ‘na mignott … ehm … di donna di facili costumi ) e di Clitennestra che anch’ essa era mignott … aridaje, lo stavo pe’ di’ … donna di facili costumi . Quando la flotta Achea si apprestò a salpare dal porto di Aulide diretta Troia, impedendogli una inconsueta bonaccia di partire, Agamennone chiese all’ indovino Calcante il perchè di quest’ intoppo meteo . Costui rispose al Re che esso era dovuta all’ ira di Artemide, per cui – per riavere condizioni climatiche propizie, era necessario placare la dea sacrificandole Ifigenìa ! Così Agamennone, papà cialtrone, si apprestò a sacrificare la sventurata figlia …. ma a questo punto l’ impietosita Artemide mutò la fanciulla in cerva, e, avvolgendola in una nube, la trasportò in Tauride …. facendone una sua sacerdotessa loco là . Infine, da Tauride, suo fratello Oreste la riportò in Grecia …. ‘n tempo ‘n tempo pe’ assiste, ‘nsjeme ar fratello, a lo scannamento trucido der padre da parte de Egisto l’ amante de Clitennestra e de Clitennestra stessa …. e a la fine de quelle traggiche circostanze …. a lo sventramento de la madre e der suo amante da parte der fratello a titole de “vendetta, vendetta … cruenta vendetta” !
    Ammènne …. pace a l’ animaccja loro !!! :mrgreen:
    Postescritto :
    A @Djè …. ma la tu’ propropropropro-nipote …. un nome meno sanguinolento … no, eh ???

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    • Prima l’ha trasformata in cerva, poi ne ha fatto la sua sacerdotessa… ma prima l’ha ritrasformata in umana spero, altrimenti, tra cavalli senatori e cerve sacerdotesse, persino i nostri animalisti solleverebbero qualche obiezione!

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    • PS: mia nipote sta benissimo col suo nome, lei lo ama e lui ama lei ❤

      E poi, Ifigenia povera stella era tutt’altro che granguignolesca, era vergine e quasi martire, simbolo di purezza e obbedienza (che, mi dirai, l’obbedienza non si sa se c’entra meno con me o con la mia propropropropro-nipote!

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