Solitudine 2015

Condivido questo bell’articolo di Olga Chiaia, scrittrice che sia io sia l’amico Aquilanonvedente abbiamo avuto modo di conoscere personalmente, e vi inviterei a condividere il vostro pensiero su questo argomento tanto doloroso quanto critico: la solitudine.

Che cosa è per voi la solitudine? A cosa l’attribuite? Cosa si può fare per combatterla, per noi e per gli altri?

Usciredallasolitudine

Solitudine 2015: cosa è cambiato dall’495uscita del mio libro, nel 2010?

L’argomento continua a essere del tutto trascurato dai media. Non se ne parla in tv, raramente si trova questo termine sui giornali. E anche fra le persone, si tende a non pronunciare questa parola, preferendo termini  più collaudati e impersonali per esprimere il senso di isolamento, come crisi, stanchezza, ecc.

Dal mio osservatorio minimo, e dalle ricerche recenti, risulta che il fenomeno della solitudine e dell’isolamento sociale sia  peggiorato, rispetto a cinque anni fa.

View original post 918 altre parole

Annunci

14 thoughts on “Solitudine 2015

  1. SOLITUDINE … andiamo con ordine, seguendo le rotaie del tuo post, o “pronuba” ( eh eh eh eh … ) @Diemme !
    E dunque :
    1) = tua domanda : cosa è la solitudine ?
    = mia risposta : è quella circostanza materiale, oppure quello stato interiore, in cui veniamo a trovarci, o per necessità ( si sono perse tutte le persone care … e non c’ è più nessuno intorno a noi a farci quanto meno compagnia ), oppure per scelta ;
    2) = tua domanda : a cosa l’ attribuite ?
    = mia risposta : all’ esser noi materialmente soli … nel senso che, come scrisse “pragmaticamente” @Quasimodo … OGNUNO E’ SOLO SUL CUORE DELLA TERRA …. , e questo, a mio parere convinto, a prescindere se ci siano, o non ci siano, persone ( come ad esempio figli, partners amati, amici etc. ) a farci compagnia e/o a rallegrarci la vita ;
    3) = tua domanda : come combatterla ???
    = mia risposta : beh … se essa dipende da uno stato materiale, l’ unico antidoto è star vicino a chi ne è afflitto, senza tuttavia far pesare la nostra compagnia … o trasformarla come se fosse una nostra virtù, e non invece – come è – una condivisione umana e struggente dei beni e dei mali della vita .
    Se invece essa scaturisce da una “nostra precisa e libera scelta” …. ebbene la solitudine è per me una condizione bellissima e necessaria …. specie se non la si fà gravare su chi ci voglia bene ed abbia bisogno della nostra, per quanto non assidua, presenza !
    Insomma, per sintetizzare … la mia visione della solitudine, è espressa in questa ballata !
    😐

    Mi piace

  2. Difficile parlare sella solitudine perché penso che per ognuno abbia un significato diverso, o almeno gli viene attribuito, è un sentimento molto soggettivo, per chi ama vivere nel frastuono e circondato da gente, anche non amici, trovarsi in solitudine diventa un peso insopportabile e invivibile. Per chi invece ama starsene piacevolmente per conto suo, non credo sia un dramma, e viene accolta cercando di adattarsi nel modo migliore e di sfruttarla dedicando più tempo a se stessi e alle cose che piacciono.
    Penso comunque che di solitudine(quella vera) se ne soffra molto, soprattutto tra i giovani….perchè non basta essere in gruppo o essere nella confusione per sconfiggerla…. è più una solitudine di pensieri e di carattere….e purtroppo molti cercano di sconfiggerla adeguandosi al gruppo!
    La solitudine peggiore a parer mio è quella che si prova nel non essere compresi e a trovarsi soli nel proseguire il proprio cammino, non è una solitudine fisica, ma mentale!

    Liked by 1 persona

    • La solitudine è qualcosa che, generalmente, è associata al verbo “soffrire”, e non è un caso. Io sono convintissima che l’essere umano non sia fatto per vivere in solitudine, nonostante a volte uno la brami (io in primis, ma solo perché da sola non ci sto mai, e spesso mi manca proprio lo spazio vitale).

      Tu però sollevi un altro problema, la solitudine del non sentirsi compresi: si può, magari circondati da persone che ci vogliono bene e disposti a fare cose per noi, sentirsi soli perché non capiti? Io credo che quella, più che solitudine, rappresenti una fatica (che si sostiene da soli).

      Mi viene in mente “Non mi hai capito, ma mi hai abbracciato, hai asciugato le mie lacrime sulla fiducia, e non mi hai fatto sentire sola” (autocitazione)”.

      Io sono spesso incompresa, non è che mi senta sola, ma la fatica per spiegarmi mi sembra immane, ogni volta che penso di essermi spiegata mi accorgo che ho chiuso una falla e aperto un baratro… ma perché è così difficile? 🙄

      Mi piace

  3. non essendo un medico forse ci vado un pò troppo superficiale, ma se penso alla solitudine io penso a questo:

    la solitudine può essere uno stato sociale oppure una condanna… ma anche uno stimolo alla conoscenza di se e all’accettazione delle
    particolarità del prossimo..

    nel primo caso è qualcosa di forzato, di imposto o di impostato e quindi in realtà
    mi trova un pò più freddo nell’analisi..
    nel senso che io credo esista una forma di solitudine propagandistica nel bene e nel male
    che permette o richiede in qualche modo un richiamo d’attenzione…
    è quella solitudine che grida la propria solitudine.. che ne fa quasi un mezzo sociale, propagandistico..

    alcune forme di anticonformismo richiamano alla solitudine con la speranza di creare aggregazione
    alcune forme di egocentrismo e protagonismo richiamano alla solitudine con la speranza di attirare attenzione ed emulazione
    alcune forme di superficialità richiamano la solitudine denunciando l’abbandono di spazi e tempi di condivisione di altrettanta
    superficialità.

    Poi però esiste anche la solitudine silenziosa, quella che probabilmente di scopre da un giorno all’altro, come una ferita sottocutanea,
    la si scopre quando non ci si trova da soli, ma la si scopre quando ci si ritrova nella nostra vita, in mezzo ai nostri conoscenti,
    circondati dalle persone di tutti i giorni.. è una solitudine dell’anima, è una solitudine del tempo nella vita…

    quel tipo di solitudine non si pubblicizza, non si urla, si nasconde, tacce nel nostro io più profondo..
    da quella solitudine non si scappa perchè non ha basi di materialità, quella solitudine ci costringe ad affrontare noi stessi
    e da quella solitudine non si scappa, o si riesce ad affrontare e capire che infondo con tutto quello che abbiamo a disposizione
    soli non lo saremo mai perchè la nostra anima è la nostra prima compagnia e tutti i segnali che ci lancia sono spunti da cogliere
    per fare della vita un percorso che non prevede per natura solitudine.. oppure da quella solitudine probabilmente non si scappa perchè
    non si riesce a cogliere tutto questo, non si riesce ad affrontare e ascoltare il nostro io più profondo, quello che può dare un senso
    a tutte le cose che ci circondano e farci capire che non saremmo mai soli…

    ma il primo passo per poter stare in compagnia è forse smetterla di confrontarsi sempre con ogni aspetto del prossimo cercando nei difetti
    altrui i nostri pregi, cercando piuttosto nelle differenze uno stimolo all’arricchimento personale o al confronto o analisi
    pacifica, pratica che ci stanno forzando ad estinguere…

    Liked by 1 persona

    • Hai messo molta carne al fuoco, difficile risponderti…
      Aggiungerei però che chi ha un buon rapporto con se stesso, chi studia, legge, è curioso, difficilmente si sente solo. La solitudine per molti è uno spzio da riempire, come è giusto, ma per troppi è un buco da tappare, in ogni e qualsiasi modo.

      Liked by 1 persona

    • beh, la mia riflessione in realtà era molto ampia è vero, ma è tutto ciò che mi è passato per la mente.. mi ha colpito molto la distinzione che hai fatto tra spazio da riempire e buco da tappare… molto significativa…

      Mi piace

    • Sì, ci sono tante solitudini. La peggiore però è quella derivante dall’abbandono, soprattutto quando si viene abbandonati. e ancora di più se si viene abbandonati quando e perché si sta male o si è poveri.

      Mi piace

  4. Che cosa è per voi la solitudine?
    Se riferita al sociale credo sia la bestia nera, quella che uccide lentamente, silente perchè nessuno a voglia di accorgersene, che si nutre dell’indifferenza, certo poi va specificato, gli anziani? i giovani? le donne?…Per me, la “mia” solitudine è un toccasana.
    A cosa l’attribuite?
    Alla depressione, all’indifferenza, ad uno Stato assente, negli ultimi anni ai social network che sembrano empirti di amici ma ti isolano sempre di più, al pc, alla paura di una società violenta e razziale (non solo per la pelle, ma per come ti vesti, per quello che “non” hai…), ce ne sono tante. La mia è perchè amo il silenzio e a volte ho bisogno di non avere umani intorno.
    Cosa si può fare per combatterla, per noi e per gli altri?
    Il discorso è troppo ampio, ma si può fare molto, socialmente dovremmo avere uno Stato in grado di sostenerci, ma purtroppo non è così.

    Mi piace

    • Sto pensando a quanti tipi di solitudine esistano… non solo volontaria o involontaria, ma solitudine da abbandono, solitudine nel bisogno e nella malattia, solitudine beata da relax e meditazioni, solitudine come libertà, solitudine da desertificazione interiore, perdita di se stessi, e solitudine in cui si ritrova se stessi, la migliore delle compagnie…

      Mi piace

  5. Nella solitudine puoi imparare a conoscere te stesso… una grande opportunità per non sentirsi soli, avendo ben forte la coscienza e la percezione di sé.

    Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...