Lasciami litigare

Lite fra donne in piazza Barberini

Bartolomeo Pinelli – Lite fra donne in piazza Barberini

Procrastino l’uscita di una settimana. Scrivo quello che provo oggi 8 febbraio, e se non avrò fermato l’uscita di questo post significa che la situazione è andata precipitando sempre più, precludendo ogni e qualsiasi possibilità di ritorno, o quantomeno che non si è – ancora – risolta.

Caro amico,
forse non è importante il fatto che tu capisca il perché e il percome: non è una questione tua, e forse non avresti dovuto intromettertici. Si dice “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma credo che questo sia valido per qualsiasi altra coppia di individui, madre e figlio, amico/a e amico/a e via dicendo.

Quando due adulti, che hanno un LORO rapporto, arrivano a scannarsi, dovresti lasciarli fare, perché loro e solo loro sanno di cosa stanno parlando, cosa bolle e cosa ha bollito in pentola.

Puoi parlare separatamente con ognuno di loro, cercare di capire (sempre che abbiano voglia di parlartene), ma prendere posizione per una delle due parti, pretendendo di sapere quello che non sai, significa far irrigidire ancora di più l’altro, e scatenare l’inferno.

Oggi pensavo che ti avrei chiamato, ma considerando come mi hai liquidato ieri, adducendo a futile motivazione tempi ristretti, dopo anni che passiamo una o due ore al giorno al telefono, in qualunque condizione, mi è passata la voglia.

Mi è passata la voglia, e al suo posto mi è venuto il magone, e il rabbione, la voglia di strangolare tusaichi, lei e tutte quelle che di fatto mandano qualcun altro a esporsi al posto loro: fossi stata in lei, da quel dì che mi sarei risolta la questione da sola, a costo di venire qui a domicilio a darmi una padellata in testa, ma non avrei permesso nessuno di litigare al posto mio, non avrei fatto finire un’amicizia per sentirmi più tutelata io (ma de che? Poveraccia è, e poveraccia rimane!).

La prossima settimana cambierò il contratto telefonico. Inutile pagare quell’abbonamento, 10.000 minuti al mese non mi servono più. Poi piano piano cambierò numero, e casella di posta.

Come ho fatto con altri una volta constatato che, nonostante quanto sia importante per te una persona, margine di dialogo proprio non ce n’è, alla fine l’unica soluzione è: “Occhio non vede, cuore non duole”.

Mi hai detto che ho fatto autogol: sei sicuro di non averlo fatto tu? Credimi, in teoria gratificherebbe il mio orgoglio, ma di fatto non vorrei mai che arrivasse il giorno in cui tu realizzassi che, forse, avevo ragione io.

Io oggi mi lecco le mie ferite, Dio non voglia che domani tu debba leccarti le tue.

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50 thoughts on “Lasciami litigare

  1. Mmmmhhh … pericolo !
    E chi ce l’ ha er coraggjo de commentà “pepprimo” … ‘sto popò de poste ???
    Io, cheppure nun me so’ mai tirato ‘ndjetro de fronte ar nemico … mò me la squajo !!!

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  2. Delusione, malinconia, inadeguatezza…aggiungi un po’ di frustrazione per la perdita di qualcosa che bene o male illuminava i tuoi giorni. Amica mia, è molto difficile incontrarsi e comprendersi nell’ amicizia e nell’ amore, La discrezione e la sensibilità appartengono alla sfera dei nostri ” desiderata”. Un abbraccio. Marisa

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    • ” la perdita di qualcosa che bene o male illuminava i tuoi giorni.”: queste tue parole mi ricordano il romanzo “La luce che si spense” di Rudyard Kipling. E’ una vita che sta là e non l’ho ancora letto, dovrò decidermi. Il fatto è che non è in un formato propriamente tascabile…

      Cara Marisa, è dura, ma oggi è meno dura di una settimana fa, gli anticorpi che si sono sviluppati in tutta la vita stanno facendo il loro dovere: non ci sei più? Ok, pace. Chi muore giace e chi vive si dà pace, non mi strapperò i capelli, che con la menopausa neanche ricrescono più!

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  3. In mezzo a due donne che litigano ?!? 😯
    Ommamia ….. non sia mai …………………
    Senza i “plichi intonsi” di @Aquila …. ehm …. mica lo so che ci potrei fare ! :mrgreen:

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    • Tenere la porta socchiusa significa aspettare. Aspettare significa stare male, e io non posso permettermelo, è una questione di sopravvivenza, spirito di conservazione.

      E poi, ti riferisci a lei o a lui? Di lei non voglio saperne più al mondo, nessuna intenzione di averci più niente a che fare. Per quanto riguarda lui, vale quanto ho scritto all’inizio: non me lo posso permettere, proprio non posso.

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    • Silvia, purtroppo non sono neanche scelte, sono constatazioni di fatto. Io certo non avrei mai scelto di rompere l’amicizia con lui, è forse l’amico più caro che io abbia mai avuto, figuriamoci se l’avrei mai messo in discussione.

      Purtroppo, ogni tanto si perde la trebisonda, e in quel mentre si fanno danni. Quando l’avrà ritrovata, forse sarà possibile riparlarne, ma non mi sembra che quel momento sia ora.

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    • Purtroppo ho ragione piuttosto spesso, anche quando non vorrei. Il fatto è che la vita è abbastanza matematica, il nesso causa-effetto è molto più preciso di quello che noi vorremmo. Io a volte dico in ufficio, di fronte a problemi che non vedono, “Voi se un uomo cade dal ventesimo piano e io dico che si sfracellerà mi dite che la tiro, poi fate la parte del piangerne la morte, come un evento che vi ha colto di sorpresa e costernato. Io, magari, sarei corsa a prendere una rete, qualche materasso, non avrei lasciato le cose alla deriva così”.

      Il problema è che poche sono le cose che uno può portare avanti da solo, a maggior ragione se viene ostacolato: io ci credo che nessuno si salva da solo.

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  4. Mah, non saprei… capita anche di essere vittime della sopravvalutazione che si fa degli altri, o di se stessi, o di un rapporto.
    Cinicamente parlando, un po’ più di superficialità, di distacco, anziché attaccarsi a ciò che ci assorbe, ci tiene legati con forza, ci avvinghia, preserva in gran parte dal trauma del distacco.
    Nel mare delle possibilità, anche ciò che giudichiamo spiacevole, ha il suo posto e non bisogna stupirsi se trova lo spazio necessario per la la sua realizzazione.
    Quindi.. passerà: guardandomi indietro rido oggi di molte cose di cui un tempo soffrii… e così sarà, credo, anche per te. 😉

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    • Forse l’amore per una persona – amore di qualunque tipo intendo – ce la fa sopravvalutare, ma è pure vero che comunque questo amore un minimo di punto d’appoggio ce l’ha, ed è vero pure che l’amore è una magia che rende le persone migliori.

      Per il resto, non sono d’accordo nel risparmiarsi per evitare delusioni future, si finirebbe per vivere a metà, e secondo me non ce n’è neanche bisogno. Certo che il dispiacere passerà e, pur avendogli voluto un bene dell’anima, pur non essendomi risparmiata – come tu invece mi pare avresti consigliato -, mi pare che stia tutto già passando, allontanatosi dalla mia vita in men che non si dica: effetto dei famosi anticorpi emotivi, che ti dicono che te la devi far passare e basta, un piano B non esiste.

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  5. Io ho capito questo:
    Lui, il tuo amico del cuore, si è intromesso fra la sua fiamma e te, che litigavate su cose vostre.
    Lui, il tuo amico del cuore, ha interrotto le telefonate fiume che aveva con te.
    Queste due cose ti hanno gettato nello sconforto totale e ora pensi di recuperarti tagliando (quasi) tutti i ponti. Il quasi è dato dal fatto che, se lui ammettesse di essersi sbagliato a comportarsi così, tu lo perdoneresti.

    Dimmi che ho capito male, ti prego.

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    • Dunque, io e lui e io e lei eravamo amici separatamente. Poi io li ho fatti conoscere e piano piano tra loro è nato dell’altro. In seguito ho discusso con lei, e lui ha provato a restarne fuori. Con me si comportava esattamente come prima (cosa dicesse o facesse lei riguardo alla questione non mi è noto).

      A un certo punto però è stato chiaro che non parlare di lei significava avere creato tra di noi una zona d’ombra, un tabù, e questo a me sicuramente pesava (è come se a un certo punto, di una casa in cui abiti da sempre, chiudessero una stanza e ti dicessero “Là non ci entri più”: passarci davanti e saperla interdetta non creerebbe disagio a chiunque?). Come vivesse lui invece la cosa non mi è noto, ma probabilmente generava tensione, o forse gliel’avrò trasmessa io, insomma, siamo scoppiati. Lui è scoppiato, io sono scoppiata, lui è sembrato non riconoscermi più (e sì che questo aspetto del mio carattere lo conosce ben bene, mai nascosto di essere un’iraconda lanciatrice di dardi infiammati, mentre lui mi ha piuttosto sorpreso). A questo punto lui ha ritenuto che l’amicizia non fosse più possibile, almeno non quella di prima, poteva offrirmene una di serie B, disseminata di paletti e distinguo.

      Ho graziosamente declinato l’offerta, per me lui è una persona importante, e non sarà mai un’amicizia di serie B. Se non è più IL mio amico, quello che conoscevo da sempre, pace, surrogati e succedanei non m’interessano, è la sua donna che ha bisogno di tappabuchi, non io.

      Tutti qui. Non mi mancano le telefonate, mi manca il mio amico, mi manca il mio punto di riferimento. Sto tentando di recuperarlo tagliando i ponti? Mi stai chiedendo se sto tentando di salvarmi la vita buttandomi dalla finestra o di curarmi il cancro con l’esposizione a Chernobyl? Certo che no. Sto cercando di salvare me stessa, di non lasciarmi coinvolgere in bugie, negatività, rapporti fasulli ed energivori.

      Io le idee le ho chiare: lei la disprezzo dal più profondo dell’anima, e per quanto riguarda lui non mi serve uguale involucro ma contenuto diverso, se non posso riavere il mio vecchio amico, nisba, pace, me ne faccio una ragione e vado avanti.

      Sono stata più chiara?

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    • @Diemme
      Capisco, ma così è anche peggio. Per te, intendo. Nel senso: Lui ha cercato di stare fuori fra te e Lei, ma non c’è riuscito. Non poteva riuscirci: l’ama e sta dalla sua parte. Anzi, di più: le sue energie sono tutte dedicate a Lei e non vedo come potrebbe essere diversamente. Tu, fra il Resto del Mondo e il Tuo Amore, cosa sceglieresti?

      È brutto essere esclusi da una relazione, ma quante volte siamo noi ad escludere? Io, sinceramente, quando capita a me, sono dispiaciuto, ma raramente la prendo come un’offesa insanabile. Sono cose che succedono e se conosco il motivo sono ancora più indulgente.

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    • “le sue energie sono tutte dedicate a Lei e non vedo come potrebbe essere diversamente”: potrebbe essere diversamente perché non siamo adolescenti. Quello di cui parli tu mi sembra un amore immaturo, una persona che ha più o meno la mia età dovrebbe oramai sapere conciliare l’amore col resto del mondo, e qui arriviamo alla tua domanda: “Tu, fra il Resto del Mondo e il Tuo Amore, cosa sceglieresti?”.

      Per quale motivo uno dovrebbe scegliere tra il suo amore e il resto del mondo? Ma stiamo scherzando? Mi chiedi che cosa avrei fatto io?

      Io non mi sarei mai messa in questa situazione ma ti posso assicurare che, per come sono fatta io, chiunque mi dovesse mettere di fronte al bivio: “O me o l’altro” sceglierei l’altro, e comunque non credo che lui sia stato messo davanti a questo bivio, non da lei e sicuramente neanche da me. La mia richiesta non è certo “Sii dalla mia parte e molla l’amata”, ma semplicemente “Lasciami litigare e stanne fuori, è una cosa nostra, non tua, per quanto importante possa essere la tua posizione nella sua vita”.

      Rispondo alla tua domanda successiva: quante volte siamo stati noi ad escludere? Io credo di non averlo mai fatto. Tu dici che non la prendi come un’offesa insanabile? Io sono più vicina alla posizione di ili6: alla fine non è più una lite, ma un abbandono, e la delusione, che come un sottile veleno corrode tutto quello che è stato, purtroppo alla fine ci starà tutta. E sottolineo il purtroppo.

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    • @Diemme
      Penso che il tuo candore sia sconfinato. 🙂 Non importa l’età, l’innamoramento (e forse anche l’amore) fa fare le stesse cose a 10, 20, 50 e 90 anni. A torto o a ragione Lui sente minacciato questo suo stato dal tuo litigio e dalle tue reazioni e lo difende con le unghie e con i denti. Poi, certo, l’amore è equilibrio, apertura verso il mondo e tante altre belle cose che si leggono nei libri di psicoanalisi o di filosofia. Tutte cose vere, per carità, e da perseguire, ma raramente sono attuate con pienezza e costanza, altrimenti saremmo nel migliore dei mondi possibili e non è così. (Personalmente cerco di non avventurarmi nelle pagliuzze altrui, viste le mie travi.)

      Delusione e sentirsi abbandonati: sentimenti forti che portano ad escludere chi pensiamo ne sia la causa. Ma il tuo amico non credo avesse intenzione di deluderti o abbandonarti, anzi, mi sembra che stia cercando di salvare il salvabile. Ha solo voglia di essere innamorato e forse, dico forse, avrebbe bisogno di qualcuno che riconoscesse e accettasse questo suo nuovo stato. (Il tuo scazzo con Lei riguarda anche Lui, che tu lo voglia o no, che sia “giusto” o meno.)

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    • Risposta molto saggia e, probabilmente, vera (sicuramente verosimile). L’unica cosa che cambierei è “che stia cercando” con “che abbia cercato”.

      Tutto questo non fa altro che farmi disprezzare di più lei, nei cui confronti la mia opinione è in caduta libera.

      Per lui, mi dispiace, è vero, hai ragione, avrei dovuto abbozzare e fargli godere questo momento felice, anche questa sarebbe stata una manifestazione d’affetto, più concreta di tante parole. Poi, semmai, avrei potuto mandare da lei una banda di picchiatori, così lui dopo avrebbe potuto assisterla ed esserle ancora più vicino mentre io mi sarei tolta una soddisfazione (ma ho sbagliato ancora, per togliermi la soddisfazione non le devo mandare la banda, mi devo sporcare le mani di persona :mrgreen: ).

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  6. Gli anticorpi emotivi sono una grande difesa…soprattutto in casi come questo. Dispiace, si, tanto, un’amicizia particolare, coltivata, voluta…ma quando capita taglio di netto, io sinceramente ai rappezzamenti non credo più.

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  7. Nun cjè nisciuno che te dice HO TORTO,
    puro quanno lo sbajo se appalesa,
    così cjascuno resta “parte lesa”
    e s’ arinsecca l’ insalata a l’ orto !!!

    Acqua ce vole … e acqua quella bbona
    pe’ riannaffjà le piante e la raggjone,
    poi …. tutto arifjorisce e la staggjone
    torna a risplenne intorno a Tor di nona .

    Mentre la rabbja nun ce porta bbene,
    come la scabbja fà morì la pelle :
    lassamjo passà ‘r tempo … chè le pene
    ce fanno cainà sotto le stelle !

    Sora @Diemme, si l’ amico è muto,
    bbiggnja che te ne scordi der passato :
    chi ha dato ha dato e chjà avuto ha avuto,
    ‘ggnjuno pe’ sè … maggnjamece ‘n gelato !!!
    . 😀

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  8. …. azz ! 😯

    E allora … vja er gelato, @Djemme mja,
    e si volemjo smemorà la storja,
    ecchite ‘n bber panino co’ cicorja ….
    e a le pene ‘n accidente che je pja !!! :mrgreen:

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  9. C’è un altro aspetto da non sottovalutare: la delusione che tu stai provando.
    Per quanto la tua amicizia nei suoi confronti sia grande e sentita, per come tu sia arrivata a rischiare il rapporto che vi legava pur di difenderlo da qualcosa che hai chiaramente avvertito, per quanto tu possa credere alla bellezza dei vasi rotti e incollati, certi comportamenti, certi silenzi, certi allontanamenti, certi comportamenti, certi litigi alla fine generano, oltre allo stupore e alla sofferenza iniziali, delusione. E la delusione, se non è subito riparata e compensata, pian piano agirà come un cancro, interrompendo ogni cosa.

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    • E’ esattamente come dici tu. Lui si sta dimostrando una persona che non mi aspettavo, e al dolore sta subentrando la delusione, che chiaramente è il veleno che tu dici.

      Leggo ora l’intervento di Uomo & Padre, cui sto andando a rispondere: io in una situazione simile non mi ci sarei mai trovata, posso dirtelo con certezza. Ho i miei begli anni, e non è che non mi sia mai trovata in condizioni simili, ma la beghe altrui, per quanto tra persone a me vicine, ho saputo sempre classificarle e distinguerle come “altrui”.

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  10. Cara Diemme, c’è dell’eroismo in questo tuo “lasciatemi litigare”, perché capiamo il dolore profondo che c’è dietro questo titolo, e noi, anche se saremmo naturalmente predisposti all’ottimismo, lo rispettiamo e lo ammiriamo, e, nel mio specifico caso, lo facciamo un po’ nostro.

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    • Veramente il titolo è “Lasciami”, non “Lasciatemi”: l’invito è rivolto a lui, e significa proprio “Tu non c’entri e, ti prego, non entrarci!”, ma oramai è chiaro che l’invito non è stato accolto.

      Grazie però per l’appoggio! 🙂

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    • Chiedo scusa per il fraintendimento sul titolo. Ora mi è molto chiaro.
      A volte ci vuole del tempo per accogliere gli inviti … speriamo che questo sia uno di quei casi …

      Quanto all’appoggio, è completo e carico di comprensione e apprendimento, perché esperienze diverse, ma molto, molto simili ci accomunano. E il dolore e lo sconcerto che si provano in certi frangenti sono davvero profondissimi.

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  11. Forse in tutto questo c’è una componente di rabbia verso te stessa per essere stata tu a farli incontrare… un passo falso che non ti perdoni: ma per molti errori il rimedio non esiste.. per quanto solo il tempo può dirlo con assoluta certezza.. 😉

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    • La rabbia nei confronti di me stessa è per non avere capito subito chi fosse lei. Già da quando mi ha chiesto di presentarglielo, e da come me lo ha chiesto, avrei dovuto capire tutto. Bisogna riconoscerle che è una ragazza determinata, fa quasi paura da quanto lo è!

      Non me lo perdono? Per me, contento lui contenti tutti, è solo che al momento se è davvero “contento lui” non mi è dato saperlo.

      Anzi, sai che ti dico? Che non m’importa neanche di saperlo, per come si è comportato con me, la sua felicità è l’ultimo dei miei problemi. Anzi, essendosene andato, direi che nulla di quello che lo riguarda è più problema mio.

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  12. Ritenendo che, il sorridere, “anche” in questa circostanza, fosse utile per te, avevo preso l’ argomento con una certa lievità … ma ora, anche alla luce degli ultimi commenti di @Pjperissinotto e di @Enrico, mi sembra sia il caso, per me, di affrontare il tema senza dimenticare minimamente la sofferenza che percepisco Tu stia sostenendo ….
    A quanto scrivi, risulterebbe che l’ amico di cui parli è stato veramente un valore aggiunto della tua vita ( …. forse più di un parente stretto ), un uomo che ha sempre saputo sostenerti nei non pochi momenti tuoi difficili, così come capirti nelle più nascoste pieghe dell’ anima quando di comprensione e “consigli virili” avevi bisogno …. o farti sorridere con convinzione quando la malinconia e/o il senso di impotenza ti attanagliavano .
    Non conosco questo tizio, ma, per come lo descrivi Tu, penso che sia una persona di qualità superiori, uno di quegli uomini, colti, pazienti ed impegnati seriamente nella vita, la cui presenza, lieve e ricca di buon senso, è quanto di più augurabile possa esserci per una donna come te, una donna anch’ essa di qualità superiore, ma veemente, combattiva …. forte ed aggressiva ( per natura … ma anche per scelta, non essendoti connaturale mostrare di te il lato più debole ), afflitta da non pochi problemi che, ove affrontati insieme, diverrebbero di certo meno pesanti .
    Anche l’ amica a cui hai accennato nei tuoi ultimi post … è donna, così mi sembra, di notevole sostanza, ma più fragile e complessa, già ferita forse da precedenti esperienze esistenziali … comprensibilmente in cerca d’ appoggio o di “punti di sfogo” onde motivare meglio la propria vita e guardare al futuro con minore smarrimento .
    Ora, non conosco le esatte circostanze che ti hanno fatto incontrare costei, ma non mi è difficile immaginare che, la tua generosità, il tuo senso di comprensione ( prima ancora che “da donna a donna” … “da persona a persona” ), la tua ‘vis associandi’ così simile alla mia, abbiano indubitabilmente favorito anche l’ amicizia, sincera e condivisa, fra il tuo Amico di sempre e questa tua nuova Amica riservata e sensibile, e questo riconoscersi fratelli e sorelle nel dolore ( tanto ) e nella felicità ( poca … ) ti abbiano gratificato e motivato a continuare, finchè la sorte ( o chi per lei …. ) non ti ha messo davanti la nuova situazione : fra quei due … era scaturito un nuovo sentimento, non più di amicizia, bensì d’ amore …. amore vero e risolutivo, amore forse da entrambi ricercato e, finalmente, sia pure casualmente, trovato !
    Non giudicherei mai, un siffatto sentimento, con il metro comune ( il classico mettersi insieme, fra un uomo ed una donna, per una pulsione sessuale, per un senso di “fare coppia” dopo anni di ‘singletudine’ convinta o indotta ), ma lo riterrei “amore vero e basta” !
    Alla luce di questa analisi ‘imperfetta’ che mi sono permesso di fare, capisco ora quanto sia difficile per te accettare ‘damblè’ la perdita di entrambi …. e se perdere una siffatta amica può esserti sopportabile, magari associandole ( a torto … o a ragione ) un comportamento ambiguo nei tuoi confronti e/o una determinazione a volerti fuori, ora, dalla sua vita sentimentale, perdere di colpo “quell’ Amico”, quella parte essenziale e certa della tua vita” … è davvero per te insopportabile, così angosciante e doloroso essendo quel vuoto in cui ora ti smarrisci ….
    Avessi una bacchetta magica e fossi, anzichè un Cavaliere ‘errante’ figlio della malinconia, un Mago possente …. saprei sì cancellare il dolore che ti ferisce, o consigliarti l’ antidoto contro un veleno di questo tipo …. ma la mia pochezza non mi consente altro che capirti, starti vicino “con la ragione ed il sentimento”, confermarti il mio affetto e la mia stima …. e l’ ovvia riflessione che, comunque, passerà, perchè il dolore, per quanto intenso sia, non è mai immortale … e il tempo, o prima o poi, sa come curare le ferite più profonde !
    Un abbraccio …
    TVB

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    • Caro Cavaliere, ti ringrazio del tuo affetto, ma mi stupisco di tanti particolari che tu enunci in questo tuo intervento, e che non necessariamente corrispondono al vero.

      Che lui sia stato un grosso valore aggiunto nella mia vita, questo è indubbio, ma lei? “Anche l’ amica a cui hai accennato nei tuoi ultimi post … è donna, così mi sembra, di notevole sostanza, ma più fragile e complessa”, quando l’avrei detto? Notevole sostanza? Sì, sostanza concimante. Fragile e complessa? Semmai dura e complessata, mai mi sarei sognata di definirla fragile e complessa quale semmai sono io.

      Anni di singletudine di entrambi? Dove l’ho scritto? Qualcuno di loro ti ha contattato per esprimerti il suo punto di vista?

      Perdere “una siffatta amica” può essermi sopportabile? Oserei dire augurabile, un’amica del genere non la consiglierei al peggior nemico!

      Per quanto riguarda lui, per quanto grande, immensa sia la perdita, devo essere realista: il mio amico, semplicemente, non esiste più. Un giorno ritroverà il senno? Se sì, io sono qua, ma non ho nessuna intenzione di stare, da qui ad allora, a piangere all’angoletto.

      E poi sì, la vis associandi! E’ la mia forza e la mia debolezza, ma sapessi a quante persone ho fatto da Cupido, complice il mio bacino di amicizie maschili che fa così comodo alle donzelle di scarsa fantasia.

      Pace, l’avevo detto che domani è un altro giorno. Ti voglio bene anch’io.

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  13. No … nessuno di quei due mi ha mai contattato, nè mi conoscono così come io non conosco loro … e quindi da dove ho dedotto che la tua amica è donna di notevole sostanza ???
    Semplice … e non bisogna esser fini psicoanalisti per dedurlo :
    1) hai descritto il tuo amico assai bene … ed è ovvio che trattasi di Persona notevole ;
    2) al netto dell’ attuale tua ripulsa per quell’ amica, è chiaro che, se il tuo amico è persona di qualità superiori, non penso – da Cavaliere, sia pure errante – che egli si sia legato con una donna mediocre, o di qualità appena visibili e/o riscontrabili …. o solo per appagare il sesso ;
    3) che lui fosse “libero sentimentalmente” … lo si evince dal fatto che, ove sposato ( e magari con figli da mantenere ), non avrebbe avuto il tempo e/o la possibilità di legarsi ora con lei …. e questo vale anche per la tua ex amica, che – se fosse stata “concime” … come l’ hai definita ora – non credo che Tu l’ avresti sopportata per lungo tempo !
    Ma, premesso ciò, vedo che ci ritroviamo d’ accordo sul resto e, in questa circostanza in cui non puoi sottrarti di colpo dal soffrirne …. è in fondo quello che più mi premeva di testimoniare !

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    • Caro Cavaliere, è da quando esiste il mondo che uomini notevoli e dabbene prendono delle tranvate supersoniche. C’è un altro mio amico, che era in procinto di sposarsi con una donna decisamente di valore, che ha perso la testa per una fruttivendola che si conciava in un modo tale che l’ultima cosa che ti sarebbe venuto in mente di chiederle è un chilo di mele. Distrutta la famiglia, la madre ha cercato di mettere al sicuro ogni possedimento, sicura che lui se lo sarebbe fatto mangiare e ti assicuro che lui, per altri versi, è un uomo assolutamente in gamba, capace, risoluto, oltre che, diciamocelo, straordinariamente bello.

      Un altro, pure bel ragazzo, di ottima famiglia, sani principi e piuttosto facoltoso, si è messo con una serva/ladra/psicopatica/piazzarola da cui non solo si è fatto spogliare di non so quanto, ma non se ne riesce a liberare, nonostante siano passati anni e si siano lasciati più volte (vivono separati, ma stanno sempre appiccicati peggio di me ed Attila). La di lui madre era talmente disperata e talmente non si spiegava questa situazione, che era oramai convinta che lei gli avesse fatto una fattura (e visto il soggetto, sporca, greve, ignorante, inguardabile, comincio ad esserne convinta anch’io).

      Insomma, io per carità, ora non esageriamo, non sto assolutamente assimilando la mia ex amica a queste qui, volevo solo dirti che il fatto che un qualsiasi lui sia una persona dabbene non garantisce affatto sulla qualità della lei e sull’adeguatezza della scelta.

      Non l’avrei sopportata per lungo tempo? Caro Bruno, i cavalli si vedono in corsa. Finché non c’è stata la corsa, come avrei potuto capire che era un cavallo zoppo? Fino a che se ne stanno a mangiar biada, la differenza tra il puledro e il ronzino non si vede, o almeno io non sono capace di vederla.

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  14. Mi spiace veramente tanto, ci sono passato anche io e so che fa un male del diavolo. Ammiro la tua determinatezza nel dare un taglio netto, io no ne sono capace, lascio sempre la porta aperta.
    Non capisco molto lui, se eravate così legati non capisco perchè decidere di darti una amicizia di serie B. Una cosa è una compagna una altra cosa è una amica, sono due figure non sovrapponibili.
    Magari passati un po’ di mesi, se ne accorgerà di cosa vuol dire perdere una amica.

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    • Neanch’io capisco, caro Spuga, e proprio non me l’aspettavo, ma che devo fare? Non capisco ma mi adeguo.

      Una cosa posso dirti: quando un amico o un’amica mi hanno sorpreso con dei comportamenti negativi che non mi aspettavo, ho constatato che era sempre legato a un loro periodo di grossa crisi e difficoltà.

      E’ in crisi? E’ in difficoltà? E’ possibile aiutarlo? D’altra parte, io la sfera di cristallo non ce l’ho, che posso fare se non prendere atto, cosa che, sorprendentemente, anche lui si è augurato io facessi? A un certo punto siamo grandi e vaccinati, non è che l’altro possa stare sempre lì a “interpretare”, col rischio grosso di non azzeccarci punto!

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  15. Non conosco nel merito la questione, soprattutto perché non ci hai detto il motivo del tuo litigio con lei. Posso però dire che limitare il litigio alla persona con la quale stiamo sacramentando non è sempre possibile.
    L’essere umano è “partigiano” per sua natura. Non riesce a stare fuori dalle discussioni condominiali, figurarsi se lo fa quando viene coinvolto “l’ammore mio”.
    E poi spesso conta anche il modo come si discute.
    In sintesi, hai sparato contro un piccione, ma sapevi che rischiavi di abbatterne due… 😊

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    • Il motivo del litigio con lei è che ha tradito la mia fiducia, e in seguito a questo non le è stato bene che riconsiderassi (nel senso di declassassi) il rapporto di amicizia: insomma, voleva la botte piena e la moglie ubriaca, ti rubo l’argenteria e mi offendo che ti riprendi le chiavi di casa.

      Tutto ciò premesso, io non avevo la possibilità di comportarmi diversamente, né per amore di lui potevo considerare amicizia qualcosa che non lo era, o pretendere che non fossi furibonda. Sì, il proiettile ha rimbalzato su di lei e ha colpito lui, speravo che tanti anni di amicizia tanto stretta fossero una corazza abbastanza resistente.

      Io più tento di mettermi nei suoi panni, chiudere gli occhi, vivere la stessa situazione e chiedermi come mi trovo, più mi convinco che non avrei MAI fatto una cosa del genere. Da quel dì che avrei preso l’uno e l’altro, dato loro due paia di guantoni e detto: “Datevene finché vi pare, e quando sarete arrivati a una soluzione o avrete finito di scannarvi potete tornare: io ne sono fuori”.

      Queste situazioni nella vita capitano spesso, e capita che uno è tuo padre e l’altre e tua madre, uno tuo fratello e uno il tuo fidanzato, o mille altre combinazioni.Io questa decisione la presi una ventina di anni fa, e continuo a trovarmici benissimo.

      Addirittura, giorni fa ho visto un piccolo spiraglio di riappacificazione, e questo successo non l’ho ottenuto rendendo ogni discorso in merito tabù, ma parlando e ascoltando, per vent’anni, sempre le stesse storie, cercando di interpretarle, contestualizzarle, mettendo sul piatto della bilancia anche tutto il bene che l’altra persona aveva fatto.

      Il modo in cui si discute… e va be, ammetto che quando mi arrabbio io verrebbe da chiamare l’esorcista… ma più vado avanti più mi rendo conto che gli altri, alla lunga, fanno di peggio 😈

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    • E va beh, mica posso scrive i fatti precisi su internet, abbi pazienza! Internet per forza è generico, talmente tanto che, tornando indietro su post del passato, io stessa non sono riuscita a ricostruire di chi stessi parlando! 😯

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    • Comunque, “era una persona di cui mi fidavo, la cui parola per me era sacra, e invece m’ha sparato una marea di cazzate” va meglio? Quando l’ho sgamata, invece di dire “Perdonami, ma era un momento particolare, una situazione che non capivo, dovevo mettere a fuoco”, ci ha ribattuto pure di cassa, troncando ogni rapporto, è più chiara come problematica?

      Un mio amico, tanti anni fa, perse il lavoro, e non se la sentì di dirlo a nessuno, neanche a sua madre, la quale lo scoprì telefonandogli in ufficio, da un collega balbettante che non sapeva che pesci pigliare. Non lo disse neanche al suo migliore amico, il quale l’aveva pure scoperto per conto proprio e invano cercò di portarlo a confidarsi ma lui niente, inventò un mare di balle, turni, problemi coi colleghi, scioperi, buste paga, oramai navigava a vista. Questo amico avrebbe capito la reticenza, ma il mucchio di balle lo irritò, mortificò, così si allontanò e non gli volle parlare mai più. Ecco, il caso è analogo, ma il mio amico, pur non capendo la gravità del fatto, non pretese mai di avere ragione, e se ne guardò bene dal fare la vergine offesa, come invece ha fatto costei.

      Dimmi quello che ti pare, io non la reggo. Il prezzo che sto pagando io (e non è giusto che paghi) è elevato, il che me la rende ancora più, e ancora più irreversibilmente, insopportabile.

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