L’e-mail che non c’è

omino nero guarda cassetta vuota

Apro la casella e-mail.

Da anni, oramai, ogni mattina, c’era un’e-mail, che mi dava il “la” per la giornata.

Poche righe e, devo ammetterlo, spesso anche scarne, il tempo è poco e, ahimé, le nostre giornate neanche così variegate da avere chissà che cosa da raccontarci.

Però quel buongiorno non ce lo facevamo mancare, scandiva la giornata, era un sorriso la mattina, una goccia di miele in una giornata che, comunque, sarebbe stata una ‘nticchietta meno amara.

Panta rei, si chiudono le grandi epoche storiche, figuriamoci le nostre piccole di storie, le nostre piccole abitudini, che sottolineano il nostro essere punti, miseri punti di un universo che ci ignora e che, forse, non ha bisogno di noi.

Ma noi, di noi, abbiamo bisogno.

E’ valsa la pena litigare?

Ripenso a lei, tanto piccola da essere totalmente scomparsa dalla mia vita, dal mio cuore e dalla mia memoria, quasi in un batter d’occhio, e decisamente senza lasciare traccia. Quasi me ne stupisco, e insisto ad andarla a ricercare nei meandri dei ricordi, ma non c’è, non c’è, quasi non fosse mai esistita.

E allora, non me ne potevo stare buonina? Che bisogno c’era di darle quell’inesistente importanza, al punto di mettere in crisi ben altri rapporti? O forse della crisi c’era bisogno, in fondo “se non si sfascia non s’aggiusta”, e il passo indietro è spesso, molto spesso, solo il primo passo della rincorsa?

Non c’è l’e-mail. Non c’è posta per me. Cioè sì, ce n’è tanta, la solita tanta e troppa che non riesco neanche a smaltire, ma quella che andavo a individuare nella mischia manca.

Ad un tratto però sento tanta serenità: se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che ogni cosa, coi suoi tempi, va al suo posto.

Un posto che noi magari non conosciamo, non immaginavamo, ma che è il suo.

In fondo, ma l’ha insegnato proprio lui che ogni cosa è illuminata.

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56 thoughts on “L’e-mail che non c’è

    • Io non sto parlando di lei, sto parlando di lui. Lei l’ho accantonata o, per meglio dire, si è dissolta nel nulla, senza che neanche io mi sia sforzata.

      Buona giornata! 🙂

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  1. Prima lei, poi lui…
    Mah… ogni cosa va a suo posto, ogni cosa è illuminata?
    Io credo più a cassetti bui in cui le cose vanno a finire e dai quali la loro voce non s’ode più… restano nel nostro pensiero, ma fuori dalla nostra vista, così come noi restiamo oscurati a loro.

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    • Eccomi, stamane quando mi è arrivato il tuo commento ero sulla porta di casa, e torno quindi a risponderti con più calma. La tua riflessione mi ha fatto ricordare quello che era, quando ero bambina, il “cassetto degli impicci”, quello dove andava a finire tutto ciò che non aveva una collocazione precisa.

      Beh, sarà stato pure il cassetto delle cose dimenticate e abbandonate, ma quando si riapriva, quanti ricordi, quante riscoperte, e quante cose ritrovate che venivano recuperate, scoperto che ci erano mancate, e quindi tornate a far parte della nostra vita, e al posto d’onore!

      Non si tratta di prima lei e poi lui, direi prima lei e basta, lui si è adeguato. Ci sono circostanze in cui le persone, per spirito di conservazione, se la raccontano, si danno degli alibi. Io non lo riconosco più, e lui non riconosce più me. E’ diventato un altro, e quest’altro è una persona che non mi conosce. L’effetto è stridente è scioccante, ma mettiti nei suoi panni: se ho ragione io, vuol dire che lei è ben poca cosa, e quanta voglia può avere di ammetterlo? Quando mi parla, sento parlare la pochezza di lei, non la saggezza di lui. Sento parlare la tigna – e i complessi – di lei, non la profondità di lui.

      E allora ti dici, come per le persone possedute (e per me che di film di magia ed esorcismi ne faccio indigestione sono pensieri noti), che da qualche parte è nascosta la persona che conosci e che ami, e che un giorno o l’altro questo sortilegio finirà, e quella persona ti verrà restituita.

      In caso contrario, avrai avuto tutto il modo e tutto il tempo di abituarti all’idea.

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    • Sì, suona bene. Poi, certo, bisogna vedere cosa vuol dire, cosa in questo caso…

      Insomma sì, lo so, vuol dire che ogni cosa ha un senso, uno scopo, e rivolto al bene. Molte volte mi è capitato di riuscire a capirlo ma altre, sinceramente, no.

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  2. Hai ragione, basta così poco, due parole per darsi il buongiorno null’altro…per iniziare bene la giornata, eppure questo poco che significa tanto a volte sembra una pretesa assurda, comunque a parer mio i rapporti importanti non finiscono per qualche screzio, quando è così vuol dire che per una delle parti tanto importanti non erano.
    Buona giornata 🙂

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    • No, non credo che sia così, non si può liquidare tutto con “Non era una vera amicizia”. Quella con lei no, non lo era, oramai è chiaro che era un’amicizia di comodo (per lei, perché a me non faceva comodo per niente), ma tra me e lui il legame era forte. Purtroppo, distruggere è più facile che costruire, e la pochezza di lei fa uso di un’arma bianca. Vedremo. Oppure non vedremo, e non ce ne importerà niente di vedere.

      Il tempo non solo è galantuomo, ma è anche un grande medico.

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    • sicuramente, comunque non è che sia obbligatorio essere amici di entrambi….si può essere amico di uno solo, cercando possibilmente di evitare di parlare dell’altro….

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    • Ecco, diciamo ce io quest’errore l’ho fatto, abbastanza involontariamente. Si parlava di una terza persona, a lui totalmente estranea, e gli raccontavo un aneddoto della vita di questa terza persona, ma mentre parlavo mi sono resa conto che era tale e quale la storia accaduta tra me e lei. Mi sono morsa la lingua, ma oramai era andata, e quando lui ha commentato “Mi sembra un comportamento tipicamente femminile” non ho potuto fare a meno di replicare “Ogni allusione è puramente casuale”. Probabilmente questo l’ha messo sul chivalà o, ancora più probabilmente, questo stato di tensione era già nell’aria e a un certo punto è scoppiato. Lui è scoppiato, io a sentirmi aggredire per colpa di “quella” sono scoppiata più di lui (e vi assicuro che non sono leggera affatto) e così è andata. Il fatto che non ci sia stato modo per far rientrare la lite dimostra solo che, in fondo, era l’occasione che si voleva per alzare un muro, e mettere fine a una tensione con cui non si riusciva a convivere. Poi, temo che i fatti futuri si divertiranno a raccontare ben altre cose.

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    • capisco….credo che il tempo possa diluire il contrasto, comunque è chiaro che lui non potrà mai andare contro la donna con cui sta, quindi meglio evitare accuratamente l’argomento 😉

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    • Ahahahah, quella e-mail che si perde l’onore di dimorare nelle mia inclita casella? Secondo me bisognerebbe dirglielo qual è l’onore che sdegna! :mrgreen:

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    • Quello è vero, ma mi sento diventata cinica.

      Tempo fa mi fotografarono a una manifestazione, dove scoppiarono dei tafferugli. La gente urlava, o si difendeva, o guardava altrove, o aveva paura. Io ferma, immobile, completamente inespressiva.

      Un’altra foto, una bella festa, la gente rideva, cantava, piangeva commossa, si abbracciava. E io ferma, immobile, completamente inespressiva. Insomma, francamente, non mi ha fatto piacere vedermi. Sarò pure meno vulnerabile, ma avere la faccia di una che è morta e non lo sa non è propriamente piacevole… 😦

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  3. “Da anni, oramai, ogni mattina, c’era un’e-mail …”
    “… Ad un tratto però sento tanta serenità …”
    “… ogni cosa è illuminata.”
    Ci piace tutto molto.

    Non importa quale sarà il luogo in cui finirà questa cosa. L’impressione è che sia una cosa importante, per sempre, ovunque finisca.

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    • Beh, diciamo che non si vive invano. Dagli e dagli, s’impara che si sopravvive, e che la vita ha sempre ancora tanto da offrirti, e che la felicità è dietro l’angolo (e fai finta di non sapere che la Terra è tonda, e trovare questi angoli non è proprio facilissimo! 😉 ).

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    • Nulla di ciò che conta è facile. Nemmeno gli anni di mail quotidiane sono di per sé facili. Ma dentro quegli anni c’è così tanto tempo e pensiero e, inevitabilmente, sentimento condivisi che non possono che essere qualcosa di straordinario.
      La loro esistenza vale molto di più di una, speriamo temporanea, assenza.

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    • Sì, c’era tanta vita in quelle e-mail. Anzi, sai che ti dico? Mi rileggo quelle vecchie: quando si dice trasformare gli ostacoli in opportunità! Era una cosa che mi riservavo di fare, mi raccontava così tante cose nelle primissime e-mail! 🙂

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    • 😀 Mi sembra un ottimo lavoro, quello che avete costruito nel tempo. Ci troverai dentro tantissima ricchezza.
      E, partendo a leggere, hai già ottenuto un primo interessante risultato: mi hai fatto commuovere. 😉

      Buona lettura. 🙂

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    • Credo fosse inevitabile.
      Vuol dire che il materiale da leggere è proprio molto buono. E questa è una cosa piacevole da sapere anche per noi che ti leggiamo.

      E, se mi posso permettere di condividere una mia sensazione, eco lontana di esperienza vissuta, ho buoni motivi per trasferirti dell’ottimismo su questa tua vicenda.

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  4. Splendide riflessioni … e quelle di @Pjperissinotto in particolare !
    E’ vero …. nulla è facile, anche ciò che ci sembra abitudinariamente scontato è assai difficile che possa durare come vorremmo noi, ma nel rapporto che ci sembrerebbe ( erroneamente … se si trattò di amicizia “senza aggettivi” ) svanito, a ripercorrerlo senza pregiudizi, vi si può trovare tantissimo quanto a sentimenti condivisi ( gioiosi o tristi che siano stati ), e quel “tantissimo” ci appartiene finchè viviamo, e non può più disperdersi …. ormai !
    E’ forse l’ aspetto più rassicurante della vita …. o, per dirla con le parole dell’ incomparabile @Bette Davis nell’ indimenticabile Film DARK VICTORY ( “Tramonto” … un bianco e nero USA, di straordinaria emozione, dell’ anno 1939 ) … “E’ LA NOSTRA VITTORIA SULLE TENEBRE” !!!

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  5. Annò ?!?
    Nun te consola pe’ ggnjente .. eh ?!? 😯
    Ahè … @Ddjè … allora vestite tutta de nero ( nere puro le mutanne : vja le bblù ! ) … mettite ‘n testa ‘n bber cappello nero co’ la veletta nera e. sotto ar bbraccio … un mazzo de crisantemi !
    Ne li panni de la VEDOVA INCONSOLABBBILE …. fussi perfetta !!! :mrgreen:

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  6. Le persone cambiano, a volte. Cambiano i loro obiettivi, più che il carattere. Prima dedicavano la vita alla persona X ora alla Y, prima l’amico del cuore era Tizio, ora Caio. Magari cambiano lavoro, paese di residenza. Cambiano.

    La cosa non sarebbe nemmeno così traumatica se il passaggio fosse “accompagnato”, in qualche modo, e accettato da entrambi. Quello che ti è successo è che questo cambiamento non è stato né accompagnato (da lui), né accettato (da te).

    Ne so qualcosa, di questo meccanismo.

    Quando mia moglie un bel giorno decise che il nostro matrimonio era al capolinea, ci rimasi male, ovviamente. Alla richiesta di chiarimenti, non ebbi nessuna risposta soddisfacente. Ogni suo comportamento e spiegazione faceva acqua da tutte le parti. Ogni mia proposta di intervento rifiutata. Ai miei occhi era l’incoerenza allo stato puro. Sembrava matta, oppure era diventata improvvisamente tremendamente stronza? Alla fine, dopo dodici mesi estenuanti, mi arresi. A che pro? Farmi salire la pressione?

    Dopo altri due anni mi sta venendo qualche dubbio. E se nemmeno lei avesse saputo descrivere quello che le stava succedendo? Se i suoi nuovi interessi li avesse sentiti minacciati dalla nostra relazione (e dai familiari e da alcuni amici) e li avesse protetti in questo modo? Se lei non fosse mai stata come me la sono sempre immaginata io? (Immaginata, appunto.) In questa prospettiva le cose cambiano.

    Nel tuo caso: sei sicura che lui sappia esattamente cosa gli sta succedendo e lo sappia comunicare? Se questa sua nuova fiamma lo interessa, non è che tu non riesci a vedere un suo bisogno che lei riesce a soddisfare e che tu, magari, nemmeno conosci? (Sai, a volte siamo così superbi da pensare di sapere tutto e invece non sappiamo un bel nulla.)

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    • Caro U&P, hai colto nel segno di certi meccanismi: ci sono rapporti che si deteriorano, malesseri esternati, denunciati, palesati, mettila come vuoi, ma insomma, storie che quando finiscono non lasciano sgomento e incredulità. Poi ci sono quelle che si erodono dall’interno, quelle coi dissimulatori, o timidi, o sedicenti amanti del quieto vivere, che a un certo punto dicono basta, oppure neanche lo dicono, e comunque è troppo tardi, vieni preso alla sprovvista quando non c’è niente che tu possa più fare, come un cancro che si manifesta solo e unicamente quando oramai tutto il corpo è invaso dalle metastasi, e puoi giusto firmare l’assegno per il becchino.

      Mi chiedi se sono sicura che lui sappia esattamente quello che gli sta succedendo e lo sappia comunicare. La risposta è no, cioè, sono sicura di no e comunque certo che la nuova fiamma riesce a soddisfare un suo bisogno, non so se lo conosco o no, ma essere amati, desiderati, essere guardati come se si fosse la persona più figa dell’universo, dovrebbe risultare gratificante.

      Dico dovrebbe, perché io sono abbastanza inossidabile a queste cose, sono stata molto amata corteggiata in vita mia, e so come cambiano quegli sguardi, immotivati prima e ancora più immotivati quando si trasformano in lame che ti uccidono.

      Oggi occhi languidi e sviolinate li accetto solo da mia figlia, da un uomo preferisco un affetto meno affettato, e meno schizofrenicamente variabile. Chi senza motivo ti porta alle stelle, altrettanto senza motivo ti porta alle stalle, condannandoti per non essere la dea/il dio del film che si era fatto. Un giorno incontrerò qualcuno che mi considererà una persona, che convivrà coi miei valori e coi miei disvalori, che non si crei miti che crollano, che non diventi all’improvviso estraneo.

      E, soprattutto, che quando qualcosa non va sappia parlarne, e non fare scoppiare la bomba senza neanche dichiarazione di guerra, come tua moglie ha fatto con te.

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    • @diemme
      “E, soprattutto, che quando qualcosa non va sappia parlarne, e non fare scoppiare la bomba senza neanche dichiarazione di guerra, come tua moglie ha fatto con te.”

      Sarebbe bello che la storia fosse così semplice. 🙂 Vorrebbe dire aver avuto solo sfortuna. Non è così e non solo perché io ho fatto la mia parte per arrivare nel precipizio. Vedila come una grande matassa ingarbugliata. Sono passati più di due anni da quando ho iniziato il lavoro di dipanatura e solo ora riesco ad estrarre qualche filo intero e con un senso. Non è stato facile e ho chiesto aiuto qualificato. Però penso che ne sia valsa la pena. Certe matasse non si sbrogliano da sole e sono molto indigeste.

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    • Sei stato molto onesto e hai avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà. Credo che siano anche queste le cose che fanno di un uomo un vero uomo.

      Ti auguro per il futuro di poter ricostruire i tuoi affetti, che siano gli stessi od altri, non importa, l’essere umano non è fatto per la solitudine (disse quella che predicava bene e razzolava male 😉 ).

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  7. Da un uomo … preferisci un affetto … ehm …. “meno affettato” ?!?
    None @Diè …. te stai sbajanno assai !
    E’ moooolto mejo pe’ te … MENO AFFETTO e …. ehm …. PPJU’ AFFETTATO ( tipo …. mortadella de Bbologgnja, prescjutto de san dagnjele o de parma, culatello de zibbellino e similarja ) !!!! :mrgreen:

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  8. Ogni cosa, coi suoi tempi, va al posto giusto. Vero, e per fortuna, aggiungo. Il problema è quel tempo che deve necessariamente passare fino a che non si metabolizzi il tutto. Ed è un tempo che può essere duro, come cercare una mail che non trovi perchè non c’è e che invece desideri ci sia.
    Passerà, sta passando e, come sempre, si farà tesoro dell’esperienza. In questo caso, se ho capito bene il caso, l’esperienza potrebbe insegnare che nell’amicizia uomo-donna (se mai davvero esistesse…) mai bisognerà mettere parola verso il partner altrui. In fondo se quest’ultimo è sempre e ancora partner un motivo ci sarà e quel motivo è ancora valido.

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    • Hai ragione, è tutta questione di metabolizzare, non bisogna affrontare le cose a caldo. Per quanto riguarda l’amicizia tra uomo e donna, io ho sempre sostenuto che esista e ho avuto sempre amici uomini anche se, ovviamente, non posso garantire per cosa sia passato loro per la testa, e quali ragionamenti si siano fatti.

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  9. Ci sono, passato anche io, o forse per essere onesti, ci sono ancora dentro. Certe amicizie sono belle quante pericolose per la salute mentale delle persone. Credo che l’amicizia uomo donna, sia veramente strana, perchè in qualche modo prima o poi vengono a galla una serie di comportamenti tipici di una relazione e non di una amicizia, o forse da paranoico come sono, sono io, che ci vedo questi comportamenti anche se non ci sono.

    Leggere le email te lo sconsiglio fortemente, è come pugnalarsi il cuore ogni riga letta, è pura follia, è pura auto distruzione,

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    • Infatti, non ce l’ho fatta. In quanto all’ambiguità, non so che dirti. Io, non di questo amico, ma di un altro carissimo che ebbi in passato, mi chiesi se le sue intenzioni erano diverse e mi chiesi anche se, nel caso si fosse proposto diversamente, che effetto mi avrebbe fatto e come mi sarei comportata, ma sono dubbi fini a se stessi, nel senso che fino a che non ci sei dentro non puoi prevedere niente.

      Fatto sta che, secondo me, l’amicizia tra uomo e donna esiste eccome, il problema forse sta proprio nel fatto che il resto del mondo non la riesce a concepire 🙄

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    • No l’amicizia esiste, di certo per quel che mi riguarda è molto più difficile, perchè capire una donna è di per se difficile, quindi in questo caso quando non capisco , posso solo fidarmi.

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    • Veramente noi saremo complicate, ma sono gli uomini quelli che non parlano, e che quindi sono più difficili da capire!

      PS: mi sono fatta forza e le e-mail le sto leggendo. Per ora tengo botta.

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  10. Mah…io provo a mettermi nei panni di Chi Non Scrive Più…
    “Io sono una persona seria. Sto vivendo questa storia seriamente. Questa donna ha i suoi limiti e fa i suoi errori, ma è la persona che posso avere e che accetto di avere per dare una svolta alla mia vita. Ha sbagliato con Diemme, ma io non posso cambiare le cose, lei è limitata ma non voglio lasciarla perché è questa la mia chance e voglio accettarla con i suoi difetti. Se Diemme non riesce a controllare il suo rancore e la sua offesa non posso stare in perenne tensione perché sto con quest’altra, e pur con dolore devo allontanare lei. D’altra parte, se preferisce perdere un buon amico che una battuta tagliente, vuol dire che tanto amica non mi era”.
    A noi può sembrare che ci manchi qualcosa, forse un piccolo intervento mediatore presso la compagna: il “non ci voglio entrare ” sembra un po’ poco. Però: 1) chi sa che qualcosa non sia stato in qualche modo tentato invano; 2) comunque in un rapporto giovane, con una persona visibilmente complessata, un tentativo simile appare suicida anche al più sprovveduto degli uomini, che ben si rende conto di poter scatenare una gelosia distruttiva e infernizzante (peraltro fuori luogo), dalla quale ogni maschio rifugge istintivamente come la peste. E allora, scatta anche per lui la tutela del pezzetto di pane da andare a mangiare sotto la tavola…
    Cyt.

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    • Io non credo che la questione sia esattamente in questi termini, non credo minimamente che lui si renda conto di quanto lei abbia sbagliato nei miei confronti e di come possa averla vissuta io. Tu dici “Se Diemme non riesce a controllare il suo rancore e la sua offesa”: loro tanto si appigliano al “disorientamento” creato dalla nuova situazione, permettete che possa essere disorientata anch’io? Magari tra qualche mese il rancore l’avrò pure metabolizzato e riuscirò a gestirlo, ma se a una domanda semplice e innocua, capitata nel discorso, (lamentandosi lui di un certo tipo di telefonino gli ho chiesto come ci si trovasse lei che ce l’aveva uguale, ti pare una battuta tagliente?), mi sento aggredire e dire che non la devo nominare, beh, uno non può pretendere che io accetti una reazione simile e sì, non mi sono potuta trattenere dal cantargliele. Non è che io preferisca perdere un buon amico che una battuta tagliente, anzi, io ho sempre cercato – con fatica ed esclusivamente per amor suo – di vedere la parte buona di lei, anche dopo la lite, e di ignorare invece gli aspetti che mi bruciavano e che avrei impiegato un po’ a digerire, ma a un certo punto ho dovuto mettere io dei paletti: tu così non mi ci tratti, e soprattutto non mi ci tratti a causa di “quella” e della sua esistenza in vita. Se il prezzo che devo pagare per avere l’antico rispetto è perderti, non è che io abbia tanto margine di manovra.

      Io credo che di tutto questo stiamo pagando tutti un prezzo, se Atene piange Sparta non ride, e un’occasione di gioia è stata trasformata stupidamente anche in dolore (dico anche perché voglio sperare che la gioia tra di loro ci sia ancora: sotto il tavolo, perché questo hanno scelto, ma ci sia).

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  11. Cheppoi … pure TEBE, hai voglia a pianto greco : ALESSANDRO … l’ ha rasa al suolo !!!
    Alessandro ?!? 😯
    Altro che @Attila … se Alessandro l’ avesse incontrato alla testa di tutta la masnada degli assatanati che si portava appresso …. l’ avrebbe spianato a terra … e codesto terribile re degli unni, più che calpestare, sarebbe isso medesimo diventato “erba da pascolo” per i manipoli del grande Re dei Macedoni !!! :mrgreen:

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    • Ok, c’è sempre un’altra prospettiva, come quando crolla la Borsa, che dall’altra parte c’è chi quei soldi li ha guadagnati, ma mi sfugge chi sarebbe Alessandro in questa caso: il Maligno? Il nemico delle amicizie? Chi era geloso di un’amicizia così forte?

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  12. Alessandro il Macedone, il Grande Re …. lo spianatore di eserciti ( anche quelli ‘elefantati’ ), l’ Uomo che, pur nella sua breve vita, conquistò ed unificò il più grande impero che la Storia abbia mai visto, Lui … il figlio prediletto di @Ammon Ra ?!?
    Beh …. fu certamente tutto questo …. ma fu anche un Uomo capace di nutrire per l’ Amico @Efestione ( suo coetaneo …. e bellissimo come lui ), ad onta di tutte le sue passioni virili per stuoli di donne una più gelosa dell’ altra, una Amicizia sconfinata e struggente …. al punto di imporre, alla precoce morte di costui, il culto del “Dio Efestione” !!! 😀

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