Tristezza

mano roccia fatica

Sono infinitamente stanca, ma questa non è la prima volta che ve lo dico.

Mia figlia ieri piangeva accoratamente, colpevolizzandomi del fatto che a casa non ci sto mai. Oltretutto, dice lei, neanche ho la mamma in carriera, che pensa solo al lavoro e però abitiamo in una megavilla con tutti i comfort. E non ho la mamma con l’impieguccio modesto che però a un certo punto fa cadere la penna e torna a casa, a preparare il ciambellone per merenda e tutto il resto.

Ok, ma hai 21 anni. Insomma, dovresti avere un tuo giro di amicizie, la tua vita sociale non può venire da mammà.

Il papà non ce l’abbiamo, questo oramai è appurato. Hai questo fratellone maggiore che ogni tanto, quando ha bisogno di ammazzare il tempo, capita, ma sostanzialmente non è di nessun supporto.

Tutti gli altri familiari sono lontani, quando non direttamente all’estero e allora? Questa è la vita che abbiamo, questa dobbiamo vivere.

Ho comprato qualche anno fa una poltrona, sono riuscita a sedermici, per la prima volta, due anni dopo (tanto per rendere l’idea della vita che faccio).

Mi sveglio alle cinque, prima di uscire generalmente o rigoverno la cucina, o preparo un bucato, o lo stendo, o due o tre delle cose prima elencate, butto due o tre sacchi di rifiuti (differenziata) e alle 7 e un quarto già sto per la strada verso il lavoro. Lavoro in multitasking, esco stremata all’ultimo momento col fiato sul collo, e verso le 19:30, 20:00 sto a casa, distrutta (ma anche più tardi se devo fare un po’ di spesa).

Ecco, in quel momento avrei bisogno di una sedia su cui sedermi, magari pure di trovare un boccone pronto, invece di trovare una figlia ingrugnata che mi colpevolizza per la troppa assenza, e per la troppo poca dedizione al mio rientro, causa sfiancamanto.

Io capisco che il calore umano è importante, però vorrei pure che lei capisse che se lei può fare la principessa è grazie a questa madre che si spacca la schiena e che, se invece di trovarmi il caos mi trovassi una situazione appena un po’ più umana, magari avrei pure la voglia e la gioia di ascoltare la sua giornata, preparare qualcosa, vedere un filmetto insieme, cosa che peraltro tento di fare, ma inevitabilmente dopo cinque, dieci minuti al massimo crollo in un sonno profondo.

E’ allora che incomincia a colpevolizzarmi anche perché dormo, e mi sveglia, e mi sveglia, e mi sveglia… provocando in me quella voglia di farla finita, che così almeno non mi possono svegliare più.

Stanca

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71 thoughts on “Tristezza

  1. Suvvia, non esageriamo! So che sei stanca e che fai una vitaccia, forse quello che manca a tua figlia è, come dici anche tu, un giro di amicizie. Io ho due maschi più grandi e ti posso assicurare che, almeno per il secondogenito, dai 16 anni in su pregavo perché restassero a casa. Mai.
    Per certi versi quando parli di Sissi mi sembra di leggere qualcosa su mia nipote della quale ti ho già parlato. Oltre a non dare una mano in casa (di anni ne ha quasi 32!), è sempre sola, non ha amici se non quelli virtuali con cui s’incontra di tanto in tanto ma sono lontani. Non so da cosa dipenda questa scelta, che riguarda molte ragazze e ragazzi, di isolarsi, di preferire le quattro mura domestiche alle uscite con gli amici. Posso supporre che per Sissi sia un po’ questione anche di distanze, insomma a Roma non è sempre facile frequentarsi se tra amici ci sono distanze di chilometri. Però, secondo me, tua figlia, che stimo ragazza intelligente, dovrebbe capire che non hai l’ufficio sotto casa che ti permetterebbe magari anche di pranzare in casa. Tu perdi molto tempo nei trasferimenti per e dall’ufficio e questo comporta stress e stanchezza. Oltre a quella sensazione di perdere tempo che, a lungo andare, può essere mortificante. La ragazza dovrebbe capirlo e basta.

    Comunque, se ti può consolare, mezzora fa c’è stata qui una discussione perché i figli hanno rimproverato mio marito di non buttare via nulla e di aver riempito il garage (che ha quasi 50 mq) di roba inutile. La conclusione dei figli è stata: “Che poi siamo noi due che quando non ci sarete più, ci troveremo con un sacco di roba da buttare”. Al che io ho replicato: “Vabbè, ma siamo giovani mica moriamo domani”. E il maggiore dei due: “Del doman non v’è certezza” (almeno il Magnifico l’ha studiato bene) 😦
    Ti risparmio gli scongiuri che io e mio marito, con mimica differente, abbiamo fatto. 🙂

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    • Con la storia degli scongiuri mi hai fatto ridere davvero di cuore! Mia figlia, devo dire, non è che non faccia nulla in casa, a volte, rarissimamente, fa persino qualcosa di sua iniziativa, altre volte, dagli e dagli, un po’ obbligandola un po’ tampinandola, qualcosina si ottiene; il fatto è che non lo prende come un compito quotidiano, ma solo un’esternazione estemporanea, in compenso sporca a una velocità, ma una velocità, superata solo da quella del padre, il quale riesce a far disperare pure lei! (rinvenuto ultimamente caricabatterie in mezzo al pane e penna biro in mezzo ai panni da stirare… e meno male che era sana e non perdeva inchiostro!)
      Per quanto riguarda gli amici, per motivi storici che non ti sto qui a dire, è refrattaria a legarsi, e poi ha molta paura di “accollarsi”, ne fa una questione quasi di dignità, e in questo non somiglia né a me né al padre, che siamo due compagnoni.

      Aggiungiamoci che poi, alla fine, lei a casa ci sta bene, ha tutta la libertà del mondo, è piena di interessi, e non ha neanche tempo per stare dietro a tutto perché studia come una dannata. Solo ha questo attaccamento a me viscerale, oserei dire morboso, siamo legate a doppio filo… questo capita a molte ragazze madre: in fondo il padre serve (qualora ci sia) anche a portare un po’ di equilibrio tra madri e figli, e ancora di più tra madri e figlie.

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  2. Ho letto il tuo sfogo ed hai tutta la mia comprensione perché vivo a Roma e so che le distanze da coprire con i mezzi fanno perdere tanto tempo rubandolo poi alla famiglia. Inoltre tu sei una creatura che ha preteso tutto da se stessa e poco o niente dagli altri …….quindi un poco di responsabilità in questo atteggiamento di tua figlia ce l’hai. Scusami la franchezza e mi rendo conto di non essere minimamente riuscita a sollevarti…..anzi forse ho aumentato la tua tristezza. Dai Diemme, coraggio, domani è un altro giorno e la tristezza sarà passata.

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    • Forse ce l’ho, forse no. Crescere un figlio in una famiglia con mamma e papà, magari con del tempo da dedicare a lui e alla casa, offre opportunità che stare fuori casa tutto il giorno e avere un ex che sobilla, rema contro e dà un pessimo esempio, non dà.

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  3. ci capita la vita che la sorte ci mette di mezzo, con tutto ciò che facciamo per renderla migliore. io ad esempio spesso avrei voluto che mamma lavorasse lasciandomi casa libera per parte della giornata, per avere quel pò di privacy che tanto mi serve, magari per distendere il cervello e non ascoltare le sue lunghe lamentele. Avrei preferito qualche soldo in più senza piangere se spendo dieci euro in pantaloni col pensiero che quei soldi servivano ad altro. Però che devo fare, va così, assorbo i piagnistei di mamma e cerco di ritrarmi un pò di privacy quelle rare volte in cui lei esce con papà lasciandomi casa libera. Così sigaretta senza che nessuno disturbi, bagno caldo tutto per me e musica a palla…

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    • Il tuo caso dimostra una volta in più che chi ha il pane non ha i denti, e chi ha i denti non ha il pane. Mia figlia, una volta che si è comprata i pantaloni, che si è fatta il bagno caldo calma e tranquilla e si è messa la musica a palla, comincia ad annoiarsi e a rivolere la mamma in casa…

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    • beh, non vorrei contrastarti, ma tira fuori le palle e cercala di farla crescere. Ovviamente non voglio essere un giudice, non avere un padre che in realtà è come un fratello, avere una madre indaffarata che non dedica molto tempo ci può pure stare. Però. Cioè, ad una certa età si cresce. O vuoi o non vuoi. Impara ad essere autonoma, a lavare i piatti, ad aiutare in casa, a far la spesa, ad uscire anche solo cinque minuti per i fatti tuoi. Mia madre su questo punto mi ha sempre responsabilizzato. Già a 10 anni andavo a scuola da sola (era vicina, ma comunque avevo 10 anni) e quando per un periodo si mise a lavorare imparai a cucinare e a fare la lavatrice. Appena presa la patente la prima cosa che mi dissero i miei fu “prendi la macchina e fatti le cose da sola, che noi non ti accompagnamo” per cui a 18 anni suonati, se volevo andare all’università senza lo stress del pulman… chiavi in mano e libretto in borsa. Insomma. Un pugno duro, è ora di crescere. In casa si è in due, ma anche in quattro e ognuno ha un suo compito, se si voglia o no.

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  4. Sembra la vita di mia mamma: solo che anche mio papà lavora finno alle 22 e noi siamo in cinque. Io sono la più grande e si, tua figlia dovrebbe aiutarti non lamentarsi. Prova a portarla per una settimana a lavoro con te per fargli vedere la vita che fai, i figli diventano più comprensivi quando fanno la vita dei genitori, almeno con me ha funzionato .

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    • E’ venuta una volta e le è passata la voglia… “No, fino a laggiù, tutto quel viaggio…”. Le ho risposto “Pensa che io lo faccio due volte al giorno, tutti i santi giorni”.

      Mi ero organizzata per spostarmi in macchina, ma il sindaco ha tolto l’abbonamento alle strisce blu… e non posso svaligiare le banche per parcheggiare la macchina!

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    • Ecco, su quello mi prendo le mie responsabilità, ma quando il sabato o la domenica mattina lei dorme, e io penso che quello è l’unico tempo che ho a disposizione per me stessa, sia pure lavorando, non ce la faccio a svegliarla…

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  5. La vita non è semplice e tra le sue complicazioni un forte rilievo ha la conflittualità genitori-figli, l’ apparente indifferenza, la disistima che il lavoro stressante e deprivante del nostro tempo crea come continua frustrazione. Di fronte a una figlia che non accetta la tua presenza così come si è costituita per i tanti avvenimenti della tua storia , puoi solo opporre la tua comprensione, il tuo amore, cercando un’ intesa che non ha solo bisogno di tempo e di parole, ma di una profonda condivisione. La ragazza è in quella fase della propria esistenza che oggi si è allungata anche oltre i venti anni d’ età ed è presa dai suoi dolori che in gran parte sono da ricercarsi anche nei rapporti intrafamiliari. Tu hai bisogno di dormire e di riposare ma hai soprattutto bisogno di essere compresa e aiutata nei momenti duri che tutti viviamo. L’ argomento avrebbe bisogno di una analisi più approfondita e di una migliore conoscenza dei fatti. Il tuo è un grido di aiuto perché vuoi il meglio per tua figlia e desideri che lei ti corrisponda. Io ti abbraccio con affetto da madre e donna che ha già conosciuto le problematiche di figli e nipoti; alcune volte sono stata sconfitta. Marisa Cossu

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    • Grazie Marisa, ho apprezzato moltissimo queste tue parole. E poi, sconfitta, che vuol dire? Perdere una battaglia non significa perdere la guerra 😉

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    • Certo,noi mamme non ci arrendiamo facilmente perché conosciamo il valore teraupeutico della paziente comprensione e dell’ amore. Cerca di rilassarti quando puoi, ritagliati un po’ di spazio per le tue esigenze. Voi due vi amate e alla fine il vostro rapporto raggiungerà certamente un suo positivo equilibrio. Ti abbraccio. Marisa

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    • Grazie Marisa, in fondo c’è già un buon rapporto, se mi confronto con gli altri, davvero, questa figlia mi ha dato solo gioie, a parte il grande disordine e il grande attaccamento che, spesso e volentieri, ha pure un risvolto gratificante.

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    • Sono contenta di leggere le tue parole così riflessive. Mi da sollievo pensare che in fondo abbiamo dei figli normali che fanno le cose normali per la loro età e che certamente diventeranno” grandi” e allora ci dispiacerà tutto il tempo perso a non trovarci… Marisa

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    • I miei figli sono quasi quarantenni. Ne ho tre, due femmine e un maschio. Li ho avuti nei primi quattro anni di matrimonio. Mi sono sposata a18 anni , Ma rifarei tutto daccapo nonostante le lotte e i conflitti di cui tu parli nei tuoi post. Il mio matrimonio è ancora solido e questo è stato un grande vantaggio. Mio marito è un ammiraglio illuminato da interessi sociali e culturali. Io ho potuto laurearmi e insegnare grazie al suo atteggiamento comprensivo ed aperto e all’ aiuto dei miei genitori. La mia vita tra una battaglia e l’altra è stata favolosa. Mi fa piacere parlare con te e ti ringrazio. Quando vuoi ricorda che sono psicopedagogista e che la vita mi ha insegnato tante cose che da giovane non capivo. Marisa

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    • Sì, bella vita, e mi confermi che i militari sono i partner migliori, teoria sostenuta non da me, ma dalle loro compagne e dalle loro mogli, tutte felici e beate di avere accanto uomini responsabili, seri, affidabili, grandi sostegni per loro e per la famiglia: altro che i figlie dei fiori!

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    • E’ vero, ma non è sempre così. Sono stata fortunata e ci ho messo un po’ di buona volontà. Io sono uno spirito piuttosto libero che segue le proprie inclinazioni pur se in modo responsabile. Grazie per la visita e un caro abbraccio. Marisa

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  6. Forse la tua ragazza dovrebbe farsi un esamino di coscienza, e invece di piangere organizzare la casa in modo tale che quando torni anche tu possa avere i tuoi spazi e più spazio per stare con lei.
    La vita a volte è dura amica mia, anche quella nella famiglia.
    Spero davvero che tu riesca a migliorare questo ritmo di vita e ti prego cancella l’ultima frase, fa male al cuore.

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    • Di giorno la cancello l’ultima frase, è quando finalmente mi butto a dormire, sempre piuttosto stremata, e vengo risvegliata, risvegliata, risvegliata, non riesco a non farlo quel pensiero.

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  7. Ero venuto qui da te … per ironizzare, onde vincere ( e chi se ne frega … se per poco ) la malinconia !
    Come siam soliti fare, specie quando anche Tu, come l’ ineguagliabile @Aquila, contribuisci da par tuo a far rimbalzare la palla, fra uno sghignazzo e l’ altro, negli angoli più imprevisti del campo ….. l’ inseguirci a randellate in testa, il cogliere comunque un elemento per ridere a crepapelle, il distrarci l’ uno con l’ altra attingendo, talvolta, a quell’ arcana fonte di energia che è il sesso ( anche ) immaginato, sovente ci hanno aiutato ad addolcire, se non ad eliminare completamente, quel senso di malinconica impotenza, quel tedium vitae che ci morde spesso e fà tanto male ……
    Poi, leggo questo tuo ennesimo sfogo …. così accorato e stanco, che mi cade il desiderio di ridere e si riaffaccia ineluttabilmente il nero sporco della vita !
    Ti capisco, io uomo ???
    Ah …. se ti capisco, @Diemme cara, e sento in me, come ferite riflesse, i tuoi stati d’ animo, le tue sofferenze interiori e/o materiali, la tua spossatezza …. il tuo esser sola !
    Posso solo esserti vicino col cuore, posso solo dirti che cambierà e che il tempo tornerà ad esser clemente con te …. posso solo gridarti, abbracciandoti idealmente : coraggio !!!

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  8. Dovrebbe baciare dove cammini invece per la vita che sei riuscita a darle pur essendo praticamente da sola?????? Ma come diavolo fa a non capire e a non cercare di darti una mano invece, e soprattutto cercare di farti riposare……se tu dovessi crollare ad un certo punto poi si renderebbe conto, c’è davvero tanto egoismo nel suo comportamento….

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  9. Ma perché mai dovresti fare tutto tu? Non ho capito. A 21 anni tua figlia può fare un sacco di cose. Ma tu le chiedi di fare cose per la casa o per te?

    Anche io sono da solo con figlia (piccola) a mezza pensione e non mi pare di avere così tante cose da fare per la casa.

    Sono perplesso.

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    • Vuoi una dimostrazione sul campo? Certo che le chiedo di fare cose! Pensa che lei voleva andare a studiare all’estero alla pari, e le ho anche detto: “Fa conto di stare alla pari, un tot di ore al giorno di servizio le devi, per ricambiare l’accoglienza e la possibilità che ti viene data di studiare!

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    • @DIemme
      Facciamo che ognuno si tiene la sua, di figlia! 🙂 A meno che non desideri fare scambio e iniziare con l’adolescenza.
      Ma veniamo al problema: quindi immagino che non cucinerai per lei, non le laverai i vestiti, non stirerai per lei e non le pulirai la sua camera. E tutte le sue cose in giro le ammucchierai da lei, senza metterle a posto. Dico bene? E alla fine poi che fa quando ha finito i vestiti e ha fame?

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    • Non cucino per lei, e non rifaccio la sua stanza, e tutte le cose lasciate in giro le metto da lei, ammucchiate sulla famosa poltrona, va bene?

      Continuo a lavare, ma solo quello che è nella cesta.

      Che fa quando ha fame? Cucina e mangia. Quando ha finito i vestiti? Li butta agli sporchi, e li rimette anche senza che siano stirati.

      Soddisfatti? Ah, ieri anche la lavatrice ha fatto da sola, anche se poi li ho tirati fuori io, che l’odore di muffa, che non avrebbe risparmiato la mia parte di bucato, non mi piace!

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    • @Diemme
      Non ti arrabbiare, sto cercando di capire e di immedesimarmi nel tuo racconto, ma sinceramente faccio fatica. Ho l’impressione che manchi un pezzo importante.

      Non mi sembra di essere un mago delle faccende domestiche, né di essere particolarmente bravo a organizzarmi o intelligente, anzi. Non mi sembra nemmeno di vivere in una porcilaia, che quando invito qualcuno nessuno si mette i tappi al naso e tutti mangiano con gusto. 🙂 Nel senso: i lavori domestici li faccio pure io.

      Mi pare di capire di fare una vita molto simile alla tua, ma non mi è mai capitato di alzarmi alle 5 per pulire casa. E ho un blog, seguo un’associazione di volontariato, vado a mangiare fuori e seguo una figlia al 50% e mi avanza anche tempo per il cazzeggio.

      (E se mia figlia fra qualche tempo volesse andare in giro solo con vestiti non stirati, avrebbe tutta la mia approvazione. Vorrei poterlo fare pure io! 🙂 )

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    • Non so, forse il pezzo che ti manca è che io devo fare tutto prima delle 7 e un quarto del mattino o dopo le otto di sera, e probabilmente, forse anche a causa della mole, ho una stanchezza stratosferica (magari pure esistenziale?).

      E comunque la figlia la seguo al 100%, non al 50%, con un di lei padre che fa da zavorra (dopo aver fatto anche da stalker per tanti anni).

      Se sei a Roma, magari ci prendiamo un caffè e facciamo a gara a chi è più sfigato.

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    • @Diemme
      Sono di Milano, nei dintorni. Mi alzo alle 7, esco alle 8 e rientro alle 19. Più o meno, quasi sempre. E mi spaventi se mi dici che una figlia a 21 anni vale 100%!! Io spero che dopo maggiorenne valga 0%!

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    • Illusione…. dolce chimera sei tu! Figli piccoli, guai piccoli, figli grandi, guai grandi, figli coniugati, guai raddoppiati: memento homo!

      Anyway, uscire alle 8 e ritornare alle 19 fanno due ore fuori casa meno di me 😛

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  10. Questo tuo racconto mi ha colpito molto e non solo per il doloroso vissuto che ne scaturisce. Mi ricorda da vicino molti passaggi della mia vita. Sono sicuro che i ruoli e le vicende sono diverse, ma credo anche che ci siano tratti per niente dissimili.
    Nella mia esperienza ho maturato alcune convinzioni. Non sono straordinarie, ma nei momenti più difficili mi danno conforto.
    Il mondo di oggi ci obbliga in mille modi a vivere lavoro e impegni oltre il lecito, è crudele e non è facile resistergli. Ma questa è una deformazione profondissima delle nostre esistenze.

    Le nostre figlie ventenni tendono spesso ad essere gravemente disordinate, così, io credo, come noi da giovani non eravamo diversi. Ma so perfettamente che quando arriverà il loro momento si riscatteranno e noi ne saremo orgogliosi.

    E a volte, mi appare chiarissimo che è proprio nel conflitto che vivono con noi e nel desiderio di non lasciarci pace, che si nasconde la parte più vera del bene che ci vogliono.

    Un saluto carico di comprensione.

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    • “E a volte, mi appare chiarissimo che è proprio nel conflitto che vivono con noi e nel desiderio di non lasciarci pace, che si nasconde la parte più vera del bene che ci vogliono”: hai colto esattamente il punto!

      Rettifico solo per il disordine, io non ero così, te lo assicuro. Mia madre stessa lo riconosceva, io non è che mi dedicassi a mettere ordine, proprio non creavo disordine, ed è per questo che tutta questa manutenzione che è necessaria ora a casa mia mi spiazza: ci vorrebbe così poco a non creare caos, e l’ordine quanto tempo fa risparmiare: il vocabolo “cercare”, prima del suo avvento, non faceva parte del mio vocabolario!

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  11. Purtroppo da giovani(e spesso anche dopo!) si è concentrati su sé stessi e non si capiscono i problemi di chi ci sta accanto.Tua figlia ti scarica addosso le sue insoddisfazioni, invece di cercare in sé stessa la causa di esse e cercare di reagire.Non lasciarti colpevolizzare e obbligala a crescere, a collaborare e anche a uscire di casa.La miglior difesa è l’attacco.Io ho avuto genitori che,pur dimostrandomi molto affetto,non mi hanno mai consentito piagnistei; e,alla mia non tenera età, capisco che avevano ragione e che grazie a loro ho saputo affrontare meglio le difficoltà della vita..Pensa di più a te stessa,però confortati col pensiero che tua figlia ti
    vuole bene, anche se ha un modo sbagliato di dimostrartelo.Ti abbraccio

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    • Guarda che neanch’io le concedo piagnistei, e infatti lei mi rimprovera di essere una madre molto dura, e che da lei pretende moltissimo (mi paragona ai genitori giapponesi, che pare siano esigentissimi coi figli).

      Lei non èuna sprovveduta, diciamo che si gode la mamma finché può… ma diciamo cheil godimento non è né intelligente né ottimizzato, perché mettermi in ginocchio non è il modo più piacevole e proficuo per stare insieme 🙂

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  12. Suggerisco
    1) un modello extralusso di battipanni elettronico con tiraschiaffoni digitale;
    2) una serratura di casa con riconoscitore di ventenni, tarata per non aprirsi prima delle 8 di sera;
    3)una serratura di sicurezza con chiave in unico esemplare per la porta della tua stanza da letto;
    4) una cuffia antirumore da addetto ai martelli pneumatici;
    5) una registrazione (per non fare fatica) di urla nella savana da far partire al vlume desiderato, senza limiti di intensità, al primo frigno/lagno/querimonia ecc.
    Cyt.

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    • Ti rispondo a ritroso:

      5) Idea eccellente! 🙂
      4) Sai quanto ci mette a togliermela!
      3) Rimarrei chiusa fuori in men che non si dica e poi no, soffro di claustrofobia e ho troppa paura di sentirmi male!
      2) E a che servirebbe? Lei non esce mai!
      1) Mai e poi mai, lei è pur sempre “còre de mamma”! 😀

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    • No, non dimentico 🙂
      Molte università danno riduzioni delle tasse, borse di studio e alloggi per merito e per reddito; si possono anche fare dei piccoli lavori d’estate o nei fine-settimana. Naturalmente non tutte le università e non tutte le città universitarie offrono queste opportunità…

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  13. Pingback: Un palco all’Opera | Diemme

  14. Cara Diemme il mio commento sarà breve: ti capisco se la sera sei stanca e crolli dal sonno.Stasera io dopo una mattina di corsa, posturale alle due, baby sitter a mia nipote fino alle sette , tornata a casa alle otto e preparata cena,vado a letto di corsa., prima che un mal di testa da cervicale ”manovrata” si scateni. Un abbraccio. Isabella

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    • Io avre tanto bisogno di posturale, e non posso farla, non ho tempo, quando arrivo a casa oramai il centro di fisioterapia è chiuso, nelle palestre qui intorno non è prevista a quell’ora, e farla vicino l’ufficio mi comporterebbe fare il viaggio dopo la dolorosa seduta, non ce la faccio…

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  15. Arriva l’opinione di una figlia, visto che finora ho letto solo commenti da parte di genitori…
    Posso parlare di mia madre che praticamente fa il grosso delle faccende in casa, e posso parlare di me, che nel mio piccolo aiuto, senza che me lo si chieda, ma spesso capita che io stia meno a casa di mia madre, perché esco alle 8 per andare a lezione, stacco da lezione, vado a dare ripetizioni (a volte due ragazzi nello stesso giorno) e poi rientro alle 20, se non 20.30. Mi capita però di avere del tempo libero in mezzo alla settimana (il weekend è off limits per ulteriore lavoro), quindi aspiro casa, stendo e/o raccolgo i panni (per la lavatrice aspetto istruzioni da mamma che normalmente me le lascia scritte su un bigliettino davanti alla tazza della colazione). In quanto a mia madre, anche lei arriva sempre stanca dal lavoro, esce la mattina alle 7.30, accompagna mio fratello a scuola, va in ufficio, a volte attraversa tutta Roma per raggiungere un’altra sede, esce alle 17.00 e, se non deve fare spesa, visite, compere, commissioni varie, torna intorno alle 18/18.30. A quel punto pensa alla cena per 4 persone, prepara volentieri un dolce, due volte alla settimana va in palestra, passa l’aspirapolvere se già non l’ho fatto io e si dedica alla pulizia di bagni e pavimenti normalmente il sabato mattina. Si addormenta anche lei di fronte ai film serali (ma inizio a farlo anche io!), ma non ha dei bebè da gestire, a cui deve preparare la pappa e che deve mettere a letto. Io e mio fratello siamo del tutto autonomi! A preparare la cena le si da una mano, così come ad apparecchiare la tavola, lei si lamenta spesso che non facciamo niente e che è lei la “serva” di casa, però in fondo lo fa con amore. Poi certo, anche lei alle sue giornate no, depresse e disperate come quelle che hai descritto nel tuo post… Ed infine c’è stato un periodo in cui era lei a volerci a casa, visto che io tendevo a non esserci mai (tra ragazzo, università, lavoro…). Ora abbiamo ristabilito un equilibrio e viviamo in serenità: io aspetto sempre l’ora di cena per ritrovarci tutti insieme!

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