Giorno della Memoria e la Shoà, quale il messaggio agli studenti

Ho risposto a un post di Marisa, sull’opportunità di parlare di Shoà a scuola, con queste parole, che condivido con voi:

La mia impressione è che il Giorno della Memoria venga gestito davvero male e che, non essendone gradita la formulazione di legge a certe fasce della popolazione, ne venga stravolto il senso.

Ti posso assicurare che partecipano alla giornata della Memoria anche frange antisemite, che salgono sul palco a dire che quello da commemorare è l’olocausto del popolo palestinese (sfugge alla gente comune che tale olocausto semplicemente non esiste), e comunque c’è una gara a dire “il mio genocidio è più importante del tuo”.

Io sono stata a un evento organizzato da una scuola per dar luogo alla commemorazione di questa giornata, e ho sentito fare un elenco di stragi e genocidi, senza peraltro ulteriori approfondimenti. Ho sentito dire “parliamo dell’olocausto ma non è stato l’unico genocidio”, e lì a parlare del Rwanda e di non so che altro, fino all’immancabile “E non dimentichiamoci del genocidio del popolo armeno, di cui nessuno parla”, e di cui continuano, fatta questa premessa, a non parlare, perché io è una vita che sento questa frase, ma nessuno che mi abbia poi illuminato ulteriormente sul come, perché, per mano di chi.

Insomma, la platea di studenti mi ha dato l’idea di dormire, parlottare, giocare con lo smartphone, e di essere totalmente disinteressata all’elencazione paranoica delle stragi nel mondo. Secondo me si perde una buona occasione per mandare messaggi sulle dinamiche attraverso cui si arriva all’orrore, come è possibile arrivare dal pregiudizio alla persecuzione, coltivando il seme della discriminazione. Si perde l’occasione per dire che si può essere diversi, che tante sono le voci che si sono alzate contro l’abominio, anche a rischio della propria vita. Io ritengo che i due messaggi da inviare sono:

1) Non lasciare che il seme della discriminazione venga seminato e germogli: siate critici, siate giusti, siate menti pensanti.

2) Nel caso vi doveste trovare in una situazione del genere, non dalla parte dei perseguitati, ricordate che essere diversi si deve e si può.

Ecco, questo secondo me è il significato della memoria, indicare i comportamenti da tenere per evitare che si ripeta: l’elenco delle stragi, tipo elenco della spesa, non credo che giovino alla causa, e chiaramente non destano l’attenzione degli studenti.

E voi che ne pensate?

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16 thoughts on “Giorno della Memoria e la Shoà, quale il messaggio agli studenti

  1. Penso che gli studenti, ma più in generale, i ragazzi d’oggi e non solo i ragazzi, siano anestetizzati da miriadi di effetti speciali delle fiction e dei film e da milioni di video proposti dalla rete.
    Sono diventati ormai refrattari e hanno alzato il livello dello stupore.

    Vuoi veramente far stare attenti i ragazzi ?
    Portali sul posto in modo chepossano toccare con mano e naso quella che era la realtà del posto e dell’epoca.
    Forse, dico forse, le reazioni saranno diverse.
    Una volta in classe, sotto con un bel dibattito, magari con qualche persona esperta (storici, giornalisti, parenti delle vittime).
    E, alla fine, si può proporre la visione di documentari e interviste.

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  2. ….penso che tutto ciò che viene “ritualizzato”, diviene come una liturgia, meravigliosamente fredda e distaccata…e mentre la vita va avanti tra commemorazioni, le malvagità degli uomini continuano (ed a margine…ma quando i testimoni, gli ultimi preziosissimi testimoni di quel che è avvenuto moriranno, cosa resterà? Probabilmente solo la crisalide vuota…). Che tristezza. La giornata della memoria è un’occasione persa davvero. Persa nel perbenismo.

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  3. Non si po, e non si deve dimenticare!
    … io penso che non posso pretendere che capiscono i giovani! –
    N O N lo hanno vissuto, … e vorrei che MAI e poi mai si ripetesse !!

    Per il resto pienamente condivido i tuoi pensieri ❤

    1) Non lasciare che il seme della discriminazione venga seminato e germogli: siate critici, siate giusti, siate menti pensanti.

    ti abbraccio Elisa

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    • Io non ho grande fiducia nella belva umana, ma di giusti al mondo ce ne sono sempre stati tanti, e tanti sempre ce ne saranno. A loro l’onere di salvarci dal baratro in tutti i luoghi e in tutte le epoche. Che Dio li benedica, e soprattutto che li moltiplichi.

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  4. Mio nipote frequenta la quinta elementare, legge tanti libri sulla shoà ..e spesso mi chiede notizie sulla prigionia di mio papà: soldato italiano internato in tanti Lager nazisti, dal 1943 al 1945.
    Niccolò studia la Storia, e il suo spirito critico si sviluppa su quanto gli viene raccontato,e dalle emozioni che vive.
    Penso che oltre ai testi scolastici, siano importantissime le testimonianze, le visite dei luoghi…il coinvolgimento sulle dinamiche, sulle conseguenze, sul risultato.
    Il 27 gennaio è il giorno della Memoria dello Sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei malati…dei militari italiani cosiddetti “traditori”… di tutti i prigionieri presenti in quel famigerato periodo nei Lager nazisti.
    Il 27 gennaio si parla dell’uomo, dell’odio, della solidarietà, di diritti e doveri, di religioni, di bene e di male…ecc.
    Riflettere anche su altri genocidi e orrori commessi dall’uomo….secondo me, è importantissimo.
    E’ piuttosto il rifiuto, la banalizzazione, l’omissione, o peggio la strumentalizzazione dei fatti avvenuti…che sempre deve far interrogare sulle commemorazioni.
    Ciao Diemme, buona serata.
    Nives

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  5. In una scuola una bambina ha chiesto lei se si poteva suonare il campanello e chiedere a tutti un minuto di silenzio perchè avevano spiegato loro cosa rappresenta il giorno della memoria e che per loro è importante fermarsi e ricordare. A volte quello che si dice entra nelle loro menti nel modo giusto

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  6. No … nessuna banalizzazione ( anche se pure questa volta non sono mancati gli elementi “secondari” per svuotare di contenuti questa bellissima, sentita e struggente giornata ), poichè i contenuti reali, le storie singole e/o collettive, NON consentono, almeno per la maggior parte di coloro che via hanno partecipato, di banalizzare questa ricorrenza che appartiene a tutti !
    Mi trovo invece perfettamente d’ accordo con @Warpie quando ci ricorda come dovrebbero svolgersi le celebrazioni nelle scuole, massimamente in quelle della media superiore !

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    • Grazie carissimo. 🙂
      La storia serve per non dimenticare, per imparare dagli errori e per evitare di farne di simili.
      Ma non bastano i libri, bisogna custodire i luoghi dove si sono svolti i fatti e portarci la gente.
      Altrimenti si dimentica.

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