Archivio | 27 gennaio 2015

Il Giorno della Memoria non nega spazio alla gioia

 

Di articolo, per il giorno della memoria, da tempo ne avevo preparato un altro, ma ben volentieri lo procrastino (uscirà domani) perché quest’anno, per me, il Giorno della Memoria ha il profumo della felicità.

Per spiegarvi quanto successo, vi riporto il commento che ho lasciato qualche giorno fa su un altro blog (il bellissimo blog di Gheula Canerutto Nemni):

Il nove gennaio Parigi. L’11 gennaio, tra la commozione generale, la comunità ebraica di Roma ha festeggiato l’anniversario di nozze tra Selma e Sami Modiano, sopravvissuti alla Shoà. Hanno perduto la loro famiglia, la loro comunità, noi oggi siamo la loro famiglia, la loro comunità. Canti, balli, lacrime di profonda gioia, i bambini intorno a loro a cantare, ballare e gioire per loro e con loro.

Noi ci siamo. Da sempre facciamo vincere la vita.

Noi non ci riempiamo la bocca di “restiamo umani”, non abbiamo mai smesso di esserlo. Non l’abbiamo capita la persecuzione, continuiamo a non capirla (“Sempre colpa delle biciclette e degli ebrei”. “E perché delle biciclette?”. “E PERCHE’ DEGLI EBREI???”), ci limitiamo a sopravvivere, a vivere, a creare il nostro stato e a difendere la nostra terra, a fare e distribuire ogni tipo di scoperta medica, scientifica, a offrire aiuti umanitari, in denaro e interventi, in tutto il mondo.

Noi ci siamo. Continueremo a non capire, ma continueremo pure a non soccombere.

E’ stata una giornata di commozione indescrivibile, e di indescrivibile e incontenibile felicità. E’ stato il trionfo della vita sulla morte, della voglia di ricostruzione sul dolore, dell’amore universale sulle comunque incolmabili e laceranti perdite degli affetti personali.

Ecco, è stata una di quelle volte in cui riempie il cuore di gioia poter dire “Io c’ero” (e io c’ero, mi si vede anche nel filmato! 😉 ).

 

NB: Le foto scattate per l’evento sono state tante, ma sono state pubblicate in un sito riservato all’evento e, francamente, non sapevo quanto fosse lecito portarle fuori di lì. Ho optato per il filmato, già pubblico e comunque profondamente significativo e rappresentativo dell’evento. ❤