Un nuovo popolo

Grande Costanza!

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Sabato a Milano è successa una cosa grandissima, una cosa che da tempo non succede più ai convegni di partito, alle convention, alle primarie, ai raduni. Sabato a Milano le sale erano stracolme di gente, tutte le sale che la Regione aveva a disposizione, e altre 500 persone stavano in fila fuori sperando di entrare. Sabato a Milano si è ritrovato un popolo di amici veri, un popolo di fratelli con i cuori che battevano insieme, e la misura di quanto è successo ce la danno le bugie che si sono scritte su di noi. Evidentemente hanno paura.

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85 thoughts on “Un nuovo popolo

    • Ma lo sai che mi pare che anche a me accadde una volta che non pubblicarono un mio commento? Devo aver rimosso. Comunque, quando io condivido un articolo, è per condividerne con voi la lettura, per confrontare le nostre opinioni, non necessariamente perché approvo tutto quello che c’è scritto (anche se, in questo caso, mi sento davvero d’accordo).

      Peraltro, sempre quando leggo un articolo, lo valuto per quello che c’è scritto, non per chi lo ha scritto. A me, Costanza, è simpatica assai (ho avuto il piacere di conoscerla personalmente), ma comunque io prescindo sempre dalla simpatia personale nei confronti degli autori degli articoli che condivido, non seguo partiti, indottrinamenti e correnti varie, o sono d’accordo con un’idea, o non lo sono, chi l’ha detta l’ha detta.

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    • non è che non mi hanno pubblicato il commento, l’hanno cancellato, e, pubblicamente, esortato a non tornare..
      Io non sono d’accordo completamente con quanto affermano in questo caso ma rispetto profondamente le loro e le tue idee. Per cui posso discuterne, dire la mia, ma rispetto ogni persona e quindi ogni idea. Rispetto che non ho affatto avuto. Ho ubbidito, e non ho commentato più. Nè ho più letto.

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    • Cara rose, io non conosco il contesto in cui si sono svolti i fatti, che diceva il post, che cosa hai commentato tu, che cosa possa averli turbati al punto di reagire in quel modo, ma è vero che, frequentando ogni tanto, da ebrea, ambienti cattolici, una certa chiusura tante volte l’ho percepita, e spesso mi è capitato di sentirmi un pesce fuor d’acqua.

      Per contro, posso dire che la stessa chiusura la sentivo alla FGCI, l’ho sentita all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’italia), insomma, mi pare di averla sentita in qualsiasi “gruppo” o categoria”.

      E’ difficile trovare un gruppo che non senta un “noi” e un “loro” e per me, che tendo ad essere “trasversale” (ma non cerchiobottista, intendiamoci!!!), la sensazione di non appartenenza è oramai una costante. Oramai, mi sono fatta una ragione che io rappresento me stessa, e da me stessa sono rappresentata, sic et simpliciter.

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  1. Invece a me piace, sopratutto il sentirmi in grande compagnia nell’affermare ciò che per me è sempre stata una cosa del tutto naturale, che oggi sembra sia diventata una bestemmia!
    Rispetto per tutti, ma pure per chi continua, senza dover esser tacciato per omofobo, a pensare che la famiglia è basata sull’unione di uomo e donna, sopratutto che i figli hanno bisogno che sia così, anche perchè è la premessa per il loro esserci!

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    • E’ stancante dover essere tacciati per omofobi per non essere disposti a mettere in un unico calderone uomini, donne, bambini, e poi creare le famiglie pescandoli a caso. A parte che “omofobia”, di per sé, significherebbe “paura del proprio simile”, ma non stiamo a guardare il capello e consideriamolo nell’accezione in cui viene comunemente usato: io non ho alcuna paura degli omosessuali. Ci posso andare a mangiare, bere, a teatro, in vacanza, lavorarci fianco a fianco. Mi posso far curare da un medico omosessuale, far fare la denuncia dei redditi da un commercialista omosessuale. Avrei affidato mia figlia piccola a una babysitter omosessuale, perché omosessuale non significa certo pedofilo: e allora, dove sarebbe la mia omofobia? Ritenere che un bambino abbia bisogno di madre e padre significa essere omofobi? Qui mi pare che, come si diceva in Toscana “si sbaglia nel confondere”, e non credo che questa forzatura del linguaggio, questa sua strumentalizzazione con conseguente manipolazione delle idee altrui, sia innocente e fatta in buona fede.

      Si vuole far passare quello che non è. E io non ci sto.

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  2. Che poi questo è il convegno al quale ha partecipato anche Adinolfi e su cui ha scritto sul suo nuovo giornale “La Croce”.
    Straordinaria la recensione di Ratzinger…. un uomo di eccezionale intelligenza, come ho anche recentemente scritto, citando suoi discorsi. 😉

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    • Il link alla recensione scritta da Ratzinger è dentro l’articolo di Costanza Miriano. Io posso darti quello del mio blog dove c’è trascritto un suo discorso (ma lo trovi anche in un mio “stato” di fb abbastanza recente), poi ci sarebbe anche il discorso di Ratisbona..

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    • Letto tutto. Apprezzato soprattutto il passo: “Dopo una settimana di cartelli “io sono Charlie” mi sarei aspettato dai giornalisti più solidarietà verso la libera espressione delle idee”.

      Colpiti e affondati, direi (io, comunque, mai detto di essere Charlie, ma le opinioni altrui le rispetto).

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  3. la colpa non è dei gay, loro hanno tutto il diritto di delirare nuove concezioni sulla famiglia, la colpa è di quegli amministratori che violano le leggi favorendoli, di quei partiti che per qualche voto in più si prostituiscono alla loro causa. La colpa è di chi incentiva e fomenta le loro ambizioni e il loro voler diventare casta. La colpa è di chi definisce ipocritamente “normale” ciò che “normale” non è, il diritto di vivere la propria sessualità è sacrosanto, non lo è il trasformare una devianza in conquista sociale. Un soggetto anagraficamente maschio può tranquillamente sollazzarsi facendosi sodomizzare e praticando fellatio ma non pretenda di proclamare che tutto ciò sia “normale”, la cosa offende l’universo etero, non solo, addirittura lo discrimina. Il questo Paese da anni sono in calo progressivo i matrimoni e le nascite, stranamente per i gay matrimoni e figli sono elementi indispensabili per la sopravvivenza.

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    • Nessuno ha detto che i gay sono degenerati, almeno non qui (e suppongo neanche lì).

      Ora vado a leggere l’articolo che hai linkato, ma ti anticipo che intanto essere accusati id qualcosa non significa esserne colpevole, e poi, anche qualora il prete fosse pedofilo, è responsabile in prima persona delle sue azioni, se dei rappresentanti della Chiesa sono pedofili, ciò non significa che la Chiesa rappresenta la pedofilia, né mi risulta che Gesù la predicasse, quindi?

      Per favore, qui non giochiamo con le parole, l’ho scritto poco fa, avere un’idea di famiglia tradizionale non significa essere omofobi e ritenere i gay dei degenerali.

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    • Gay degenerati l’ho detto io, in senso ironico, e non è associazione che appare esplicitamente nel tuo blog (ci mancherebbe altro…).
      Per quanto riguarda il signore a cui mi riferivo, concordo con te che “essere accusati di qualcosa non significa di esserne colpevole”, ma come avrai letto nell’articolo linkato, o in qualsiasi altra informazione reperibile su quel signore, chi lo ha “accusato”, o condannato, è una persona, una istituzione a cui la massima parte dei presenti a quel convegno attribuisce l’infallibilità. Io laicamente lo considero “semplicemente” una persona giusta, e pertanto ritengo molto credibile il suo giudizio.
      Detto questo, il signore in questione è responsabile in prima persona delle sue azioni, ma chi lo invita o lo ammette a un convegno (facendolo sedere in seconda fila, subito dietro altre due grandi personalità come Maroni e Formigoni… c’erano veramente proprio tutti, sabato a Milano) in qualche modo o non accetta la delibera del Papa, oppure non attribuisce alla colpa commessa una grande importanza.
      Infine, nessuno ha detto che la Chiesa rappresenti la pedofilia, o che Gesù la predicasse (non giochiamo con le parole…), ma nessuno può negare che ci siano molti, nella Chiesa come fuori, per convinzione o per convenienza, che si elevano a censori e moralisti e invece non hanno nessun titolo nemmeno per parlare.

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    • Paperi, io per la pedofilia sono per la castrazione, e non quella chimica, quindi con me sfondi una porta aperta. Secondo me il voto di castità è la grande falla della Chiesa cattolica (e solo di quella credo!), e diciamo che in passato le vocazioni non erano neanche così tanto volontarie: chissà, magari da qualche parte è anche così. Il signore cui ti riferivi è stato costretto a ritirarsi a vita privata, poi sull’opportunità di invitarlo o meno a certi convegni… beh, certo io non ce lo avrei chiamato.

      La coerenza, però, non è di questo mondo, se poi pure in ambiente laico trovi i garanti della famiglia, sposati e con figli, intenti a schiopparsi un travestito in uno scantinato. Io non dico che “Il più pulito ha la rogna”, perché di gente pulita ce n’è e ci mancherebbe, ma certo che di rognosi il mondo pullula, e non di sicura non stanno tutti dietro la stessa bandiera.

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    • Per quanto riguarda la predica di Gesù non sto scherzando con le parole, è che la Chiesa rappresenta il verbo di Cristo, quindi non può essere considerata l’emblema della pedofilia. La Chiesa è un’istituzione, i preti sono uomini, responsabili in proprio di parole e azioni, che in certi casi si nascondono dietro il loro abito, senza esserne degni né rappresentarlo.

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    • Mi hai messo in bocca parole che io non ho detto e che non penso. Quello che volevo esprimere con i miei interventi è il fastidio per chi ostenta tanta superiorità e poi, se vai a vedere, quelli che si elevano a modello tante volte hanno soltanto dei fini molto bassi, personali o politici. Il più pulito ha la rogna, dici efficacemente tu.
      Allora a questo punto mi chiedo perché costoro, nascondendosi dietro un’istituzione che non rappresentano e che anzi li ha espulsi, devono venire a dire a me come ci si comporta e qual è la famiglia giusta. Che si tengano le loro amanti e le loro passioni luride, o si tengano le loro famiglie belle e felici, dimostrando con l’esempio personale quanto sia bello e vincente il modello che propongono, e lascino gli altri vivere come meglio credono. E stiano sereni, perché ci vorranno millenni prima che le eventuali coppie gay facciano alla società e alla famiglia la metà dei danni che abbiamo fatto noi eterosessuali osservanti con i nostri comportamenti.
      E con questo penso di aver espresso in maniera definitiva il mio pensiero sull’argomento.

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    • Non parlo solo di lui. Come non parlo di Formigoni, o Maroni, o Larussa che pure erano lì e hanno avallato e supportato l’iniziativa. Sei tu che hai detto che il più pulito ha la rogna, no? E a che titolo un “rognoso” o presunto tale dovrebbe insegnare agli altri come vivere e soprattutto dovrebbe imporre l’emarginazione da parte dello Stato e impedire l’accesso a opportunità che dovrebbero essere di tutti?

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    • Chi vuole emarginare chi? Io credo che l’errore sia pensare che, a certi livelli, tutti abbiano diritto a fare tutto, e non è così. Per molti posti di lavoro, per esempio, ci sono limitazioni, di altezza, di visus, etc. etc. Ogni essere umano ha enormi possibilità, e altre non le ha, punto.

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    • Il problema è che non sei né tu né io he possiamo arrogarci il diritto di imporre agli altri cosa possono fare nella loro vita PRIVATA. Perché stiamo parlando di quello, e non di attitudine fisica o intellettuale a fare un certo lavoro. (E l’esempio che fai, consentimi, è quantomeno inappropriato ).

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    • Uffa con questo non possiamo imporre agli altri cosa fare nella vita privata! Ma chi se ne frega di cosa fanno gli altri nella loro vita privata, ti ho mai dato motivo di credere che sia interessata a chi va a letto con chi? E comunque, io non impongo, ma neanche mi faccio imporre, e mi ritengo libera di avere l’idea di famiglia e di figli, di adozione e di riproduzione che più m’aggrada e ritengo giusta. LORO non vogliono essere giudicati. IO nemmeno.

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    • Ma perché personalizzi? LORO non verrebbero a dirti se ti devi sposare o no, se devi avere figli o no e con chi… Sarebbe bello che ognuno facesse così con gli altri. Non stiamo dicendo cosa ci piace e cosa no, stiamo tentando di limitare la libertà civile (civile, non morale o religiosa) degli altri. Come cittadino di uno stato laico e democratico, non lo accetto. Quando saremo in una dittatura, o quando anche qui comanderà un califfo, magari mi piegherò.

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    • Io non sto negando loro di avere figli, è il padreterno che non li mette in grado di riprodursi o, se sono atei, la natura. Io mi sto semplicemente pronunciando contro l’adozione, in questo non violando una loro libertà, ma semmai tutelando quella di minori che non hanno voce e non possono decidere.

      Non stiamo parlando della LORO libertà, stiamo parlando di qualcosa che coinvolge terze parti, e quindi della libertà di qualcun altro. Un po’ come l’aborto, quando la donna si dichiara “padrona del suo corpo”: nessuno le impedisce di buttarsi dalla finestra, faccia del suo corpo quello che vuole, ma si dà il caso che quello che finirà nell’inceneritore sarà il corpo di un’altra persona, particolare tutt’altro che irrilevante.

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    • Cominciamo a permettere che vivano insieme in maniera giuridicamente equiparata alle coppie eterosessuali. Mi basterebbe, ma si mette in discussione anche questo diritto.
      Riguardo l’adozione, nulla ha finora dimostrato che due gay siano genitori peggiori di due eterosessuali.

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    • Per me possono vivere insieme quanto e come vogliono. In quanto alla genitorialità, possiamo dire che in molti casi possono anche essere migliori, comunque parliamo di persone con la loro individualità, carattere, storia, ideali, comportamento, e quindi certo non stiamo a giudicare il meglio e peggio rispetto alle inclinazioni sessuali ma… ma… tu dici che nulla ha dimostrato che due gay sarebbero genitori peggiori di due etero (e non sarebbe neanche questo il punto), però c’è un’ampia letteratura sul fatto che la figura genitoriale materna e quella paterna sono due figure diverse, che si integrano e completano. Ma ripeto, non è neanche solo questo il punto.

      Ora, sai che c’è, di omosessuali non me ne intendo, ma di problematiche relative ad adozioni e affido sì, con tanto di pedigree ed esperienze sul campo. L’adozione non è uno scherzo, essere adottati non è uno scherzo, e se tu ti senti tanto democratico a imporre a un bambino, già provato, un’ulteriore “differenza” da metabolizzare, beh, io non me la sento. Se devono crescere un bambino (e questo potrebbe capitare, a qualsiasi titolo, o perché uno dei due l’ha avuto nella sua vita etero, e perché magari gli è rimasto in eredità da una sorella defunta o in qualsiasi altro caso), sarebbe bene si presentassero a lui e al mondo semplicemente come quelli che sono, padre e compagno del padre, madre e compagna della madre, tutore e compagno del tutore, e non come mamma e papà, se non altro per il fatto che NON LO SONO.

      Comunque, non m’interessa neanche stare qui a parlare di aria fritta, sappiamo quanto sia difficile l’adozione, le coppie etero sarebbero comunque privilegiate e se non c’è offerta sufficiente per compensare la loro di domanda, pensa quante possibilità avrebbe una coppia omosessuale! Poi, certo, qui si dice “fatta la legge, scoperto l’inganno”, non metto in dubbio che, se fosse consentita, il modo di “scavalcare la graduatoria” magari qualcuno lo troverebbe.

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    • La materia è complessa, specialmente per me che non mi intendo né di omosessuali, né di adozioni. A malapena mi intendo di genitorialità, e ancora non ho capito se buona o cattiva.
      Per questo tendevo a limitarmi a parlare di diritti civili, e nella fattispecie di godere di tutti i diritti di cui godono le coppie sposate. Si fa presto a dire “possono vivere insieme quanto e come vogliono”. Per quello che conta la tua opinione, tu sei d’accordo a che possano accedere ai diritti civili delle coppie sposate?

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    • Tipo subentro nel contratto d’affitto? Diritto all’assistenza? Eredità? Sì.
      Non ti dico la pensione di reversibilità perché su quella sono contraria anche per le coppie tradizionali, c’è un giro di truffe ai danni dello stato in merito che credo potrai immaginare.

      Adozione bambini? No.

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    • No, non si chiama matrimonio, non fosse altro per il mancato accesso all’adozione, e ovviamente la mancata possibilità di procreazione per via naturale. Bisognerebbe cambiare il rito di celebrazione, io quando mi sposai, e mi sposai in Comune, ricordo bene che parlarono dei nostri doveri nei confronti dei figli che sarebbero venuti.

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    • Grazie Enrico, letto e apprezzato l’articolo, anche se penso che, anche se non ci fosse stato un intento anti-Maroni, la fatwa e le azioni di disturbo ci sarebbero comunque state.

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  4. paperi si nasce ha scritto:
    ” nulla ha finora dimostrato che due gay siano genitori peggiori di due eterosessuali.”

    bene…
    quanto ti pare civile ed evoluto fare sperimentazioni di questo tipo, in teoria potenzialmente, ripeto “POTENZIALMENTE” devastanti sulla pelle di ignari pargoli???

    Per monitorare eventuali aspetti psicologici negativi bisogna attendere l’adolescenza, non si prendano come esempi modelli esteri, sarebbe ipocrisia. Gli Italiani hanno, piaccia o meno, una impostazione mentale e sociale diversa da quella di altri Paesi. La vera conquista civile non sta nel soddisfare vezzi, egoismi ed egocentrismi attraverso “normalizzazioni tout court”.

    Tra figli naturali e figli adottivi esiste una abissale differenza, quelli naturali sono costretti a subire, laddove esistano, incapacità genitoriali, quelli adottivi, in quanto tali, dovrebbero essere esonerati da ogni qualsivoglia penalizzazione/rischio di natura affettiva, educativa, formativa, ecc. ecc. Nella sostanza, il fatto che molti bambini si ritrovino genitori naturali inadeguati non significa e non autorizza a mettere quelli adottivi nella stessa situazione.

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    • Caspita, abbiamo trovato la soluzione alle deficienze educative e affettive: che tutti i figli siano resi adottabili, così non saranno “costretti a subire, laddove esistano, incapacità genitoriali”.
      Boh, io l’ho letto un po’ di volte, questo passaggio, ma non ho capito proprio cosa voglia dire…
      Evidentemente non ce la posso fare…

      Ah, dimenticavo: Grazie TADS! 🙂

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    • Ha detto questo TADS? Di rendere tutti i figli adottabili? Mi manca qualcosa!

      E poi, nelle parole che riporti di TADS, non capisco cosa non ci sia di chiaro: i genitori naturali sono quelli che sono, nessuno se li sceglie o te li sceglie, e se non sono buoni genitori, il figlio comunque li subisce. L’adozione dovrebbe garantire una situazione genitoriale più protetta (anche troppo in questi casi, pare che dai genitori adottivi si pretenda la perfezione!), per offrire al bambino un ambiente il meno problematico possibile (visto che di problemi se ne porta di suo, ndr): che c’è di tanto poco chiaro in quell’affermazione?

      Mi sorge un dubbio, che quel “Grazie TADS!” sia uno sfottò al mio indirizzo, ma sopravviverò!

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    • Sì, ha detto questo. È la naturale conclusione di quanto lui ha scritto e io ho riportato fedelmente fra virgolette. E poi ha detto anche tante altre cose, tipo che i bambini (o i genitori?) italiani hanno “una impostazione mentale e sociale diversa da quella di altri Paesi” che, a parte l’uso spregiudicato dell’italiano (inteso come lingua), è un’affermazione tanto indimostrabile quanto non funzionale al discorso.
      Ma comunque lascio perdere, mi arrendo alla capacità di esprimere convinzioni così forti con argomentazioni così deboli. E pensare che, in tutto questo, io sono fortemente scettico nei confronti dell’adozione da parte delle coppie gay! Ma forse siete riusciti a farmi cambiare idea! 🙂
      In quanto al “Grazie TADS”, non era uno sfottò al tuo indirizzo, ma ti citavo per esprimere il fatto che il commento mi aveva “illuminato” (chiedo scusa se è apparso uno sfottò, ma confido comunque sulla consapevolezza che sei persona abbastanza intelligente e autoironica da non prendertela per questo). À la prochaine!

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    • No Paperi, non è la naturale conclusione di quanto lui ha scritto, ma una tua libera interpretazione. Io, personalmente, ho una guerra aperta con le persone che ti mettono in bocca cose che non hai detto, ritenendole “naturalmente” deducibili da altre tue affermazioni: lui ha detto che i figli naturali si ritrovano i genitori che si ritrovano, per quelli adottivi invece le famiglie si selezionano, punto, non riesco proprio a vedere dove sarebbe espressa questa volontà politica di rendere adottabili d’ufficio anche i figli naturali per permettere loro di crescere in una famiglia “selezionata”. Le argomentazioni poi a me non sembrano deboli, non mi dirai che la nostra mentalità, la nostra cultura, sono uguali a quelle, che so io, americana o svedese? Qui gli omosessuali credo abbiano vita generalmente meno facile rispetto a paesi diciamo più progrediti (anche se decisamente più facile di quelli in cui per l’omosessualità è prevista addirittura la pena capitale, quando non vengono linciati prima). Sai quanto è complessato un bambino adottato? Spesso molto. Poi, è vero che la società siamo noi, che i cambiamenti dobbiamo promuoverli noi, che abbiamo vinto battaglie sociali e raggiunto progressi inimmaginabili in altri tempi, ma comunque sono sempre state conquiste progressive, e non indolori: e tu, questo dolore, lo vuoi far patire a un bimbo già traumatizzato di suo, in nome del tuo progressismo e della tua liberalità?

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    • Cara Diemme, lo so bene che non voleva rendere adottabili tutti i bambini…Io ho provato soltanto a utilizzare un approccio per così dire… socratico, evidenziando ciò che è presente nei vostri discorsi e portarlo a logiche, per quanto estreme, conseguenze.
      Ci sarebbe da divertirsi un sacco… Comunque, io son troppo pigro per scrivere, e poi con te non c’è storia… :-). Me ne torno nella mia amaca a riposare. Però un giorno mi piacerebbe analizzare a tavolino parola per parola i nostri dialoghi e vedere chi è che mette un bocca all’altro parole non dette…
      Buona giornata!

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  5. Pingback: La pensione di reversibilità | Diemme

  6. rispondo a papero

    Le leggi che regolamentano le adozioni sono state elaborate per garantire ai bambini adottati determinate sicurezze di base, sicurezze che non sempre fanno da ombrello ai figli naturali, per ovvi e svariati motivi. Te la faccio più semplice, un bambino può nascere in qualsiasi contesto, anche fortemente negativo e/o penalizzato, un bambino dato in adozione entra in una casa, in una famiglia dotata, per legge, di determinati presupposti. Oltre alla situazione economica e sociale, gli aspiranti genitori vengono sottoposti a valutazioni psicologiche, tutto questo garantisce, in linea di massima, basi solide. Mi pare un concetto semplice, direi da prima media, non ho mai detto altro, il resto è “paperata”. Se tu consideri “deboli” queste argomentazioni è un problema tuo, io non sono favorevole alle adozioni, non a prescindere, però conosco le leggi che le regolamentano.

    Altro passaggio, “gli Italiani hanno una impostazione mentale e sociale diversa da quella di altri Paesi”, osi negarlo??? Ti dirò di più, in Italia, ancora oggi, esistono impostazioni mentali diverse, agli antipodi, a distanza di pochi chilometri o semplicemente cambiando regione. Tu pensi che le differenze tra zone siano solo di tipo enogastronomico e dialettale??? Dovresti acculturanti in merito. C’è una contraddizione di fondo nel pensiero unico pro immigrazione, al mattino ci dicono che siamo tutti uguali e al pomeriggio che dobbiamo accettare la diversità. Siamo tutti uguali sul fronte dei diritti, NON sul fronte delle impostazioni sociali, mentali, culturali, se lo fossimo tutte le elucubrazioni partorite non avrebbero senso. Noi Italiani vogliamo fare i moderni e gli evoluti, ovviamente sempre quando il problema riguarda altri, tuttavia siamo ancora saldamente ancorati a certi retaggi culturali. Stolto colui che li ignora e li sminuisce. Anche questo mi pare un concetto semplice da capire.

    La cosa più idiota che si possa fare disquisendo in rete è proprio assumere atteggiamenti saccenti ed esprimere giudizi sull’altrui modo di scrivere, soprattutto quando non ne si hanno i titoli.

    Buona giornata

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    • TADS, capisco che tu sia stato provocato, ma su questo blog non vengono “bistrattati” coloro che la pensano diversamente. Invito tutti, in futuro, a esprimere le proprie idee anche in maniera appassionata e veemente, ma riprendendosela con le idee, mai con le persone.

      E poi, dai, atteggiamenti saccenti e giudicanti qui in rete li assumiamo un po’ tutti (fuori dalla rete, pure 😉 ).

      Per il resto, lo sai, sono pienamente d’accordo con te, riconfermo e risottoscrivo.

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  7. pensarla diversamente è legittimo, anzi, auspicabile se fonte di arricchimento reciproco, quando si distorcono, palesemente in malafede, i concetti, quando ci si abbarbica su traballanti trespoli per giudicare ciò che non si è in grado di capire, il dialogo prende pieghe diverse. Il tuo pistolotto non mi riguarda, se mi attaccano mi difendo, non porgo l’altra guancia né sono iscritto al club del “volemose bene”. Io difendo con fermezza il mio pensiero ma mi permetto MAI di pontificare sulla forma. Esistono persone che sbagliano i congiuntivi ma dicono cose intelligenti, esistono persone che esprimono in modo forbito immani cazzate. Io guardo la sostanza, se sono un utente scomodo basta dirlo, non amo certo imporre la mia presenza.

    non sono favorevole alle adozioni, NON a prescindere, NON per partito preso, non sono favorevole alle adozioni dei figli “etnici” molto in voga (di moda) negli anni ’80, non sono favorevole alle adozioni compensative e nemmeno a quelle vissute come status. Laddove esistano condizioni ottimali, soprattutto psicologiche, non ho niente da opinare.

    per me il discorso si chiude qui

    stammi bene

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    • Io non credo che Paperi sia in malafede, il malinteso è sempre dietro l’angolo, confrontarsi significa chiarirsi, e io faccio sempre all’altro credito di buona fede. A volte per mettere a fuoco ciò che veramente s’intende occorrono chiarimenti successivi, che vanno presi per quelli che sono, un tentativo di spiegarsi, non un disonesto arrampicarsi sugli specchi. Io in rete discuto molto, e mi inalbero per certi atteggiamenti assai diffusi, sia quelli del tipo “hai detto questo “QUINDI” intendi quest’altro”, come recentemente accaduto, per esempio, a chi ha espresso disapprovazione per la satira blasfema di Charlie che si è sentito rispondere “Allora sei d’accordo coi terroristi!” (ma dico, siete impazziti?), sia col dare dell’imbecille, codardo, in malafede a chi esprime opinioni contrarie (poi, a seconda dei casi, ti danno del fascista se sono di sinistra e del comunista se sono di destra).

      Io, finché posso, cercherò di promuovere un confronto sereno che sia, per l’appunto, arricchimento.

      Mi piacerebbe approfondire con te la storia dei figli “etnici” 😉

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  8. Bella discussione! :mrgreen:
    I temi delle coppie gay, delle famiglie di fatto, delle adozioni fanno sempre “ribollire” gli animi.
    Giusto discuterne, quando si rispettano le opinioni altrui.
    Io, per esempio, rispetto le opinioni delle cosiddette “sentinelle in piedi”.
    Le rispetto talmente tanto, che le farei stare in piedi per due, tre, quattro giorni di fila… 😀
    Ciao

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  9. Perplessa.
    Sono per la famiglia tradizionale e per i valori, ma rispetto chi la pensa diversamente senza nuocere a nessuno, restando nella legalità. Inoltre non amo le manifestazioni che facilmente si tingono di politica e di strumentalizzazione e nemmeno la caccia alle streghe.

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    • si, certo, io invece mi riferivo alla manifestazione. Ho visto in rete qualche video e questo “nuovo popolo” si è scaldato parecchio…
      Da qui la mia perplessità.

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  10. Non voglio fare polemica, ma visto che qui siete molto in sintonia con l’evento di sabato scorso a Milano sulla “famiglia tradizionale” magari mi sapete rispondere.

    Sinceramente non riesco a capire come sancire un diritto che non mi riguarda (non sono gay) possa influire sulla mia vita. Cioè, se due omosessuali si sposano a noi cosa cambia? Se adottano un bambino a noi cosa importa? L’adozione deve proteggere il bambino, certo. Nei paesi in cui ciò è possibile credete che non ci abbiano pensato? Si hanno notizie di sconvolgimenti sociali e di danni irreparabili su vasta scala? Una domanda sincera, perché a me non risulta nessun terremoto sociale dove questo è avvenuto.

    Io ho conosciuto gente dedita al sadomaso e alla frequentazione di prostitute. Tutte cose che personalmente non farei mai e indicano, nel mio mondo, qualche serio problema personale irrisolto. Cioè, sono comportamenti che provocano ai miei occhi lo stesso sdegno che provoca ad alcuni un matrimonio gay o un’adozione da parte di gay. Eppure non mi verrebbe mai in mente di proporre una legge contro il sesso sadomaso o la prostituzione (altro discorso, ben diverso, è lo sfruttamento della stessa). Perché mai qualcuno vorrebbe ostacolare una cosa che già avviene, nonostante le leggi avverse? (I gay fanno la vita di tutti noi, solo con minori tutele legali, tutto qui. I più audaci vanno a sposarsi all’estero e la famiglia non tradizionale la fanno comunque.)

    Adinolfi è divorziato. Con che credibilità parla di famiglia tradizionale cattolica?

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    • U&P, ti sfugge un piccolo particolare: chi pratica sadomaso, è adulto e consenziente. Chi va a prostitute, è adulto e fa una libera scelta. La prostituta, se non c’è una situazione di sfruttamento, pure.

      Imporre a un bambino già problematico di suo una ulteriore diversità (e su questo ha abbondantemente argomentato TADS), togliergli l’equilibrio delle due diverse figure di riferimento, materna e paterna (e su questo ci ha già risposto anche Cytind, sottolineando come, anche nei casi di genitore single, la figura dell’altro, in qualche modo, comunque c’è). Tu mi dici che non c’è letteratura riguardo a eventuali danni provocati da adozioni gay, e a parte il fatto che vorrei sapere chi si sarebbe occupato di questa letteratura, comunque il contesto in cui sono consentite queste adozioni è diverso da quello che offrirebbe l’Italia (e anche su questo ha argomentato TADS, aggiungendo, e mi associo: questi esperimenti proprio su bambini traumatizzati li vuoi fare, per sentirti così politically correct?).

      E poi, chi pretende di essere diverso e, giustamente, difende la sua sacrosanta diversità, la smetta una buona volta di scimmiottare gli uguali: un po’ come le donne “emancipate”, che sono diventate la brutta copia degli uomini, ereditando tutti i suoi difetti senza portarci la vera bellezza della loro diversità e del loro diverso approccio, la loro diversa posizione nell’affrontare gli stessi problemi.

      Cosa sia Adinolfi non m’interessa, non è che io ho certe idee perché ce le ha Adinolfi, e poi anch’io credo nella famiglia tradizionale e sono divorziata: credo che voi sbagliate un po’ nel confondere, credere nella famiglia tradizionale, impegnarsi per crearla, non significa mantenerne in piedi una disfunzionale e sopportare tutto purché la facciata sia salva!

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    • Che poi, secondo me, cara Diemme, il calcare tanto la mano sull’argomento adozioni è strumentale, perché tocca la componente su cui la gente ha più dubbi e di fatto blocca l’acquisizione di diritti civili fondamentali ai gay…

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    • Posso esprimere una totale e incondizionata condivisione di quello che hai detto? E’ così semplice e logico, e invece no. Va bene indicare agli altri con l’esempio (e forse proprio qui casca l’asino, questi soloni difficilmente sono in condizioni di dare il buon esempio) la giusta via, ma perché imporre per legge delle limitazioni a chi vuole vivere in maniera diversa da noi, senza peraltro causarci nessun danno?
      Io non riesco a non vederci tanta tanta ipocrisia (nel caso migliore) o malafede….

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    • E già, chi la pensa diversamente da voi non può avere le sue idee ed essere in buonafede: siccome la vostra è la verità assoluta, chiunque si dissoci o è ipocrita (vedi l’appellativo di “moralista ipocrita” affibbiato a chiunque difenda dei valori), addirittura nel migliore dei casi, o decisamente in malafede: tutto questo in nome della democrazia, giusto?

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    • No, sbagliato. Io mi riferivo a quelli che si fanno difensori dei valori solo perché possono ricavarne delle rendite di posizione, o vendere qualche copia in più di un giornalucolo, o aspirare a un posto in un consiglio regionale o in un ente sponsorizzato da chisappiamonoi…. Quelli sono moralisti ipocriti e spregevoli. Vuoi che ti faccia l’elenco fra quelli sul palco e nelle prime file del convegno in questione?
      Per il resto, difendere i miei valori, non vuol dire impedire agli altri di esercitare i propri, se questo non mi crea danno. Non sono democratico, sono voltairiano.

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    • @Diemme
      Le adozioni ai gay: Gli studi scientifici sulle adozioni gay ci sono, sia pro (la maggioranza) sia contro (la minoranza). Li fanno gli psicologi, i sociologi e i pediatri in tutto il mondo da anni. Basta fare una ricerca su google. L’affidamento a coppie gay è già previsto e attuato in Italia, era un fatto di cronaca di qualche mese fa. I figli affidati sono meno problematici di quelli adottati? Lì possiamo fare esperimenti e con le adozioni no? Parliamone.

      Matrimoni gay: dici che non ti piace che i gay scimmiottino le coppie normali. Potrei anche essere d’accordo, ti vengo incontro. 🙂 Non hai risposto alla mia domanda: anche loro sono adulti consenzienti, chi siamo noi per impedire loro di fare cose che reputiamo ridicole?

      Adinolfi: La vita privata di Adinolfi mi interessa meno di zero. Se però il Signor X dà consigli su come investire ed è povero in canna, allora le scelte private del Signor X relative agli investimenti mi interessano assai: non seguirò i suoi consigli su come investire. Se Adinolfi pontifica sulla famiglia cattolica ed è divorziato, quando vorrò fare una famiglia cattolica non seguirò i consigli di Adinolfi. Su questo ci puoi giurare.

      (Uomo, Padre, divorziato de facto (sposato de jure), ateo (semplifico), etero, con il mondo gay molto più vicino di quanto possiate immaginare. E non è come paventate.)

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    • Allora, studi sulle adozioni da parte di gay in Italia non possono esistere, visto che non esiste l’adozione.

      Dell’affidamento, in generale, torneremo a parlare, e comunque sì, sono tutta un’altra cosa. In quel caso le persone a cui sono affidate sono adulti che si occupano del minore, punto, non sono padre e madre, non sono i punti di riferimento genitoriali, sono adulti di grande cuore e buona volontà che prendono in mano una famiglia (e non solo il bambino!) in difficoltà.

      Dello scimmiottamento delle coppie normali, infatti, non m’importa niente: vivano come vogliono, sono la prima a sostenere il loro diritto a farlo.

      Adinolfi: paradossalmente, gli obesi sono quelli che più di tutti sanno sulle diete. Non le seguono, predicano bene e razzolano male, ma sanno tutto. Quindi se il signor X, povero in canna, ti dà consigli su come investire, magari o lo sapeva anche da prima e non ha voluto seguire i suoi stessi consigli, o ha imparato dopo dalla sua esperienza, e quindi, non ti dico che sia un guru della finanza, ma potrebbe pure non avere torto: fate quel che il prete dice e non quel che il prete fa. Come ho avuto già modo di dire, quando leggo o ascolto qualcosa, ci medito su a prescindere dal condizionamento di chi l’ha detto, e credo in questo principio.

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