Archivio | 18 gennaio 2015

Greta e Vanessa

Greta e Vanessa - rapimento

Ho avuto anch’io vent’anni, e so che a vent’anni l’idealismo non conosce confini, e un ventenne non si riesca a fermare: in compenso, è fin troppo facile da manipolare.

Leggo, nella lettera che vi vado a linkare:

“La cosa che devi sempre ricordarti, è che se ti rendi conto che la persona che stai tentando di mettere in salvo, ti sta tirando sotto devi lasciarla andare, perché altrimenti piuttosto che salvare una vita ne perderesti due.” Ci vollero ancora diversi anni ma poi compresi che il principio fondamentale è che non si può salvare chiunque, ci sono persone che noi pensiamo di salvare ma che in realtà ci annegano.

Forse bisogna guardare la morte in faccia, prima di capirlo.

Nonostante tutto, anche se la mia personale opinione è che le due ragazze fossero conniventi e che in realtà non abbiano mai rischiato nulla, la mia è un’opinione basata sul nulla, e che lascia il tempo che trova. Non è dunque per questo che non avrei pagato il riscatto che, a conti fatti, costa 20 centesimi a contribuente.

Tanto tanto tempo fa, capii il significato di uno dei pezzi più difficili da digerire di tutta la Bibbia: il sacrificio di Isacco. Il succo di quel controverso passo è che, se vuoi servire il Bene Supremo, devi essere disposto a sacrificare anche tuo figlio.

Durissima affermazione, che un genitore difficilmente seguirà, ma tant’è.

Io una cosa posso dirvi: per me stessa, se mi avessero rapito, forse non avrei voluto che fossero sborsati soldi per finanziare il terrorismo, e con questo condannare a morte un numero ben più alto di quello delle persone salvate. Non avrei accettato che tutta la comunità fosse esposta a rischio di rapimento perché questo era stato conclamato utile mezzo di foraggiamento.

Comunque, questo è il link:

http://arielshimonaedith.wix.com/ariel#!Lettera-aperta-a-Greta-da-donna-a-donna/