Nuove idee per la (dis)gestione di casa: le batterie.

 

batterie

Cari amici,

siccome il mio ultimo post sull’argomento vi ha fatto sorridere, vi do nuovi suggerimenti per disastrare la casa, sperando di sortire lo stesso effetto.

Oggi parleremo delle batterie, le pile insomma, stilo, ministilo, torcioni, quelle che volete.

Dunque, è importante che la massaia – moglie, madre o compagna che sia – tenga sempre in casa delle pile di riserva. Le batterie solitamente non si vendono sfuse ma in confezioni almeno da quattro.

Si procede così: si apre una confezione di batterie e si rovesciano tutte sul tavolo. Si prendono quelle occorrenti, poi si prende l’oggetto di cui si devono cambiare le batterie. Si apre lo sportelletto del vano  batterie e si tolgono quelle esaurite, mettendo anche queste sul tavolo, accanto a quelle nuove rimaste. Si inseriscono le batterie nuove. Si lascia tutto il resto mischiato sul tavolo.

Se la massaia che stiamo tentando di far impazzire dovesse acquistare un tester per far fronte a questo vostro vezzo di mischiare pile nuove e usate, FATELO SPARIRE.

Se invece dovesse attrezzarsi comprando batterie ricaricabili prendete l’abitudine, una volta scariche, di gettarle nella spazzatura, e comunque FATE SPARIRE IL CARICABATTERIE.

Se poi invece di gettarle nella spazzatura le getterete come tutto il resto in terra, ci potrebbe anche scappare un ruzzolone: ricordatevi, che sia palese e dichiarato, oppure recondito e inconscio, il vostro scopo è liberarvi di lei!

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13 thoughts on “Nuove idee per la (dis)gestione di casa: le batterie.

  1. Mi ritrovo molto in questo post… io le batterie scariche, che non butto mai nonostante i buoni propositi, ultimamente le stocco in arbanelle di vetro, delle queli ho grande abbondanza:
    così, con tutti quei colori all’interno, sono quasi decorative, nonché, all’occorrenza, utili fermacarte…. 😀

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    • Ma qui non si parlava di batterie scariche, ma di mescolanza di cariche e scariche, indistinguibili le une dalle altre, e quindi inutilizzabili. Perché se in un oggetto, per esempio l’orologio da muro, devi mettere una sola batteria, fai presto a vedere se funziona o meno, ma se ne devi mettere due, e te ne capitano una carica e l’altra no, praticamente hai sprecato quella carica…

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    • E che è l’arbanella? Comunque io le pile scariche (esauste??? Quando dicono “batterie esauste” me le immagino sbracate sul sofà!) le metto nel sacchetto che ho sempre pronto per l’oasi ecologica, dove metto medicinali scaduti, cartucce d’inchiostro esaurite, olio alimentare da gettare, etc etc.

      Non so se è chiaro, Enrico, che il problema non sono io. :mrgreen:

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  2. E che te devo dire…na risata l’ho fatta anche a questo post… 🙂
    Meno male che non rischio, le batterie sono compito di mio marito, che da buon militare è abbastanza precisino e mette tutto in ordine…no, non perchè è militare, è perchè ha vissuto molto tempo da solo…di necessitate virtù!!!

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  3. Beh … più che di (dis)gestione, oserei chiamarla di-gestione … e per la povera @massaia ( moglie, compagna, amante casalinga che sia … ), in questo caso sarebbe d’ uopo affidarsi almeno al digestivo @antonetto …. salvo digestivi più drastici e mirati, ove il fuoco allo stomaco persistesse trasformando la @massaia in @drago fiammeggiante !
    Quanto poi alle ‘pile di riserva’ … concordo sulla necessità di tenersele in casa, ma mi riferisco a quelle d’ acciaio o di alluminio pesante …. in modo da abbatterle violentemente ( senza rischiare di romperle ) sul cranio dei perfidi e coriacei @(dis)gestionanti … figli, mariti o amanti che siano ! :mrgreen:

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    • Bruno, oggi mia figlia, sulla porta di casa, cercava i suoi guanti e non riusciva a trovare il secondo. Stanca di aspettare sono uscita e… l’ho trovato sopra la buca delle lettere!

      Quello che sparisce da casa mia, potrebbe essere ovunque, senza alcun criterio logico.

      Ti farei raccontare da Bali, che l’ha vissuta sotto i suoi occhi, la storia dello zucchero acquistato (da me) e riposto (da lei) dentro una borsa dismessa.

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  4. Pingback: La (dis)gestione della casa: la cernita. | Diemme

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