La beneficenza, falla coi soldi tuoi!

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Cari amici,

vorrei chiedere la vostra opinione su una questione abbastanza particolare. Da un po’ di tempo, onlus, ong e varie organizzazioni di beneficenza, vera o presunta, hanno lanciato l’idea di destinare alla beneficenza i soldi stanziati per i regali, per esempio di Natale, e fin qui tutto ok. Queste organizzazioni invitano a farlo a nome del destinatario del regalo, cui va un biglietto di ringraziamento (o una semplice comunicazione?), in cui è scritto per l’appunto che il tizio Tal dei Tali ha destinato in beneficenza a suo nome la cifra destinata al suo regalo e qui, da parte di molti, forse anche mia, scatta un sonoro e vigoroso vaffa…

Insomma, tuona un mio amico, se vuoi fare beneficenza falla coi soldi tuoi, se mi vuoi fare un regalo fammi un regalo, oppure non me lo fare, puoi anche dirmi che i tuoi soldi ANZICHÉ farci i regali li dai in beneficenza, oppure neanche dirmi niente, ma non puoi venirmi a dire che il mio regalo sono soldi regalati a qualcun altro!

Io, da questa prospettiva, la questione non l’avevo mai considerata, ma in effetti non ha torto: che senso ha farmi per regalo una donazione a qualcun altro, oltretutto senza neanche farmi scegliere chi, senza assicurarti che è una scelta che condivido, che è una causa che sta a cuore A ME, destinatario del dono?

Voi come la vedete?

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62 thoughts on “La beneficenza, falla coi soldi tuoi!

  1. Una mia amica l’ha fatto lo scorso anno, però l’ha presentata in modo simpatico: ci ha dato una letterina (a ciascuna di noialtre amiche, intendo) personalizzata molto carina, in cui ci faceva gli auguri e ci diceva che non avremmo ricevuto alcun regalo da lei perchè i soldi li aveva dati in beneficenza. Non mi ha dato fastidio, era comunque un bel gesto il biglietto personalizzato!

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  2. Pienamente d’accordo con te, tralaltro questo “obbligo” di fare regali a Natale non l’ho mai sopportato: il regalo lo faccio a chi mi pare e solo perché provo il piacere nel regalare a qualcuno. In casa mia non si è mai festeggiato il Natale in questo senso, lasciando i regali solo ai bambini in occasione del S.Nicolò, poi mio marito ha portato in casa questa pessima abitudine e ho cercato di trovare un punto d’incontro….ma che inizino a rompere le scatole tutte le associazioni tenendo conto che ci sarebbero ben altri polli più benestanti da spennare, beh, lo trovo indecente!
    Ciao,
    Tatiana

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    • Tatiana, io non sono contraria alla raccolta di fondi da parte delle onlus, e neanche sull’idea dei polli da spennare: questa definizione può andare bene se queste associazioni i soldi li rubano, me se li destinano veramente in beneficenza, va bene e serve il contributo di tutti, goccia a goccia si fa il mare. Quello che qui si sta contestando è il fatto che, se qualcuno versa una cifra in beneficenza, questa dovrebbe rappresentare un regalo a me: e che ci azzecca?

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    • E infatti è quanto dico io perché si sa che i fondi servono, ma è inutile elemosinarli a chi già non naviga nell’oro approfittando dello spirito natalizio… quando c’è chi potrebbe riempire l’oceano e non versa un cent perché è ingordo e vuole sempre di più! E non faccio nomi, ma l’allusione è abbastanza evidente….

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    • Non sono d’accordo. Come ho già detto prima, ognuno dà quel che può, e la richiesta non implica l’offerta. Qui il problema è un altro: che tu voglia dare o non dare, è una questione tua, non mia. Che tu magari non abbia i soldi per tutto (ma la persona di cui il mio amico parlava li aveva eccome!) e invece che comprare l’ennesima stupidaggine a me dai da mangiare a chi ne ha bisogno, mi sta bene. Non mi sta bene che il fatto che tu abbia dato da mangiare a qualcuno debba essere il mio regalo!

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  3. le onlus sono spuntate come funghi ed ora si capisce anche il perché !! NON mi fido di nessuna di loro nel modo piu’ assoluto come non mi fido delle partite del cuore dove l’80% del ricavato va nelle “spese” !!!!! telethon ed altre siffatte minchiate dove ci marciano in centinaia. Da decenni ho scelto una persona bisognosa all’estero che aiuto, NON solo a Natale in modo diretto. Regali natalizi… scomparsi da tempo …. e comunque concordo, o me lo fai o non me lo fai …… claro ? 🙂

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    • Ho letto intanto il primo di articolo, ora leggerò anche il secondo. Si chiama marketing minimale, fa leva sulla emozioni, parla alla pancia e induce al non ragionamento (eppure sapessi quanti abboccano!). Comunque non sono d’accordo sul fatto che la beneficenza debba farla qualcun altro, chi ha più soldi, il contributo di ognuno è importante, e noi siamo responsabili di quello che facciamo noi, non di quello che fanno – o non fanno – gli altri.

      E poi, una cosa non esclude l’altra.

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    • No aspetta, quello che intendevo è che la beneficenza dev’essere un gesto volontario… non un gesto indotto.. in questo senso dicevo che quel tipo di pubblicità richiesta doveva essere indirizzata a qualcun’altro….

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    • capisco ciò che dici, però non so… non posso dire di non concordare ma allo stesso tempo mi viene il sospetto che fornire sempre questi “solleciti” sia in qualche senso controproducente perchè “giustifica” la gente a non pensare, ragionare, informarsi… è quasi una tutela della decelebrizzazione delle menti.. dovrebbero spingerci e sollecitarci a in modo generico e spingerci a cercar da noi dove a chi… booh, forse sono troppo “sognatore”

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    • Erik, già la gente in genre non si ricorda che gli altri esistono quando glielo dici, figuriamoci senza reminder! Io ho avuto a che fare con raccolte di beneficenza, e so quanto ogni piccolo contributo sia importante. La gente dà pure volentieri, ma deve sapere a chi e perché.

      Io ricordo una volta che feci una raccolta di giocattoli per un istituto, la gente insisteva per darci soldi e noi li rifiutavamo, ben sapendo di non essere autorizzati, e lo dicevamo chiaramente, ci bastavano giocattoli vecchi, ma loro niente, se erano persone senza bambini, senza giocattoli vecchi da regalare, con qualcosa volevano comunque contribuire. Io ho fiducia nell’umanità, ma certo che a volte è obnubilata, a volte diffidente per fregature prese, imbrogli di cui si sente in continuazone… a me va bene che ci ricordino degli altri, ma a parte il fatto che andrebbe fatto tutto l’anno parlando alla testa e non solo a Natale parlando alla pancia, comunque sono io che devo decidere se regalare, e sono io eventualmente che voglio decidere la causa da abbracciare.

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    • Capisco perfettamente ciò che dici, e anch’io confido nell’umanità… perchè alla fine noi conosciamo solo quello che viene reso pubblico ma in realtà ci sono un sacco di persone di cui non conosciamo l’esistenza e di cui non si parla che si dedicano al prossimo con il rispetto per la dignità alla vita. Fortunatamente.

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  4. Io la penso come te cara Diemme. Mi sa tanto , posta la questione in questi termini, di presunzione e questo non mi piace proprio. Molto meglio come ha fatto quell’amica di Bia. Un abbraccio a te e buona giornata. Isabella

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    • Hai detto bene, presunzione. E pure prepotenza e prevaricazione: abbi il coraggio delle tue azioni e non pretendere che siano qualcosa di diverso da quello che sono. Sì, ben ha fatto l’amica di Bia: dire “quest’anno il regalo di Natale non te l’ho fatto perché ho fatto una scelta diversa” è molto più onesto che far mandare da una onlus un biglietto standard con scritto: “il tuo amico ha deciso che quest’anno il tuo regalo me lo pappo io, ma tu ringrazia, perché comunque è il tuo regalo!”.

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  5. Il regalo dovrebbe essere sempre sincero, disinteressato e diretto alla persona; ci può essere la solidarietà verso chi ha più bisogno, ma allora non è un dono è quasi un obbligo morale e sociale dell’ individuo e della società. Le due cose non sono quindi comparabili perché il dono è qualcosa di spirituale che nulla o poco ha a vedere con un reale bisogno. Io penso come te anche sull’abuso di richieste che scaricano sui cittadini un senso di colpa per tutto l’enorme problema della povertà e dell’ ingiustizia. Cara amica permettimi di inviarti il mio dono sincero: I più cari auguri di buon Natale e buon anno per te e la tua famiglia. Con affetto. Marisa

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    • Ricambio i tuoi auguri, speriamo davvero di trascorrere delle feste serene, e soprattutto un anno nuovo che ci porti fuori da questa crisi che sta mettendo tutti in ginocchio.

      Un abbraccio.

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  6. Mi è venuto in mente il mio vecchio parroco che aveva invitato noi genitori a destinare in beneficenza i soldi delle bomboniere per la Prima Comunione. Purtroppo ci sono delle tradizioni che vanno rispettate. Credo che chiunque, in occasione di un matrimonio o altri Sacramenti (Comunione e Cresima), si aspetti una bomboniera che non deve essere per forza sfarzosa. Casomai si può cercare di spendere di meno per le bomboniere e devolvere il resto del budget in beneficenza. Personalmente non l’ho fatto perché quando ti trovi davanti il conto del ristorante, quello degli abiti ecc. benedici il momento in cui hai risparmiato sulle bomboniere.
    Io do ragione al tuo amico. L’iniziativa mi pare davvero bizzarra e non sono sicura che sarebbe apprezzata da coloro cui i regali sarebbero destinati. Molto meglio non fare regali e dire a tutti che quest’anno è stato deciso di fare beneficenza. Poi rimane il dubbio che la si faccia o meno …

    Quest’anno ho risolto il problema: non faccio regali di Natale a nessuno (anche perché, relegata come sono a casa, non avrei il tempo di andare in giro per negozi). Per la beneficenza non so, ci devo pensare. Devo dire, però, che tutto l’anno aiuto delle persone bisognose che mi stanno a cuore. Almeno so dove vanno a finire i miei soldi.

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    • Io mi regolo esattamente come te: aiuto tutto l’anno, e a Natale nessun regalo a parte mia figlia (e solo perché ci tiene, e va a finire che è qualcosa che le avrei comprato comunque), diciamo che la gente che conosco non ha bisogno dell’ennesimo ninnolo, e soprattutto non ha bisogno del pensiero di ricambiare. Ecco, mettiamola così: il regalo che faccio ai miei amici è sollevarli dall’onere di farmi regali, ti pare poco? 😉

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  7. Che sciocca moda … questa, e che pessima considerazione del dono !
    Che NON è, parlo del dono, un modo di mettersi in evidenza, o di spender denari purchessia onde assecondare le tradizioni, gli usi o le mode in occasione di compleanni o altre festività, bensì un atto di amicizia e di affetto, per attuare il quale il donante si sforza di mettersi nei panni dell’ amico/dell’ amica per cercar di capire “cosa gli piaccia davvero, o che gli sia veramente utile ( e che lui/lei non possono comprare … )” …. cosa insomma possa strappare almeno un sorriso a chi riceverà quel dono che, con tanta cura, abbiamo ricercato !
    Donare invece con un dono riservato ad altri … mi sembra quindi una delle tante scemenze che sono in voga da qualche anno ….
    Vuoi beneficare una on-lus ?
    Bene …. mandagli una donazione in denaro ( tuo ) o cose (tue), senza dover ricorrere demenzialmente a quell’atto che, parliamoci chiari, assomiglia maledettamente allo sparagnino PRENDERE DUE PICCIONI CON UNA FAVA !!! 😐

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    • Hai detto bene, se uno deve fare un regalo in genere cerca di mettersi nei panni del ricevente e cercare di capire cosa gradirebbe, mentre così si scavalca totalmente il teorico destinatario del dono, e si decide che a lui piacerebbe fare un regalo a qualcun altro: sì, metodo davvero sparagnino, e di piccioni con una fava se ne prendono tre, perché ci si risparmia pure la preoccupazione della cura di un regalo, la ricerca, la valutazione del gusto e bisogno del destinatario…

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  8. Concordo con te cara . La beneficenza la faccio con i soldi miei e se faccio un regalo a qualcuno glielo faccio perché mi fa piacere farlo e basta. Solo una volta ho agito in un modo che ha stupito i miei colleghi di lavoro. Quando sono andata in pensione i colleghi mi hanno chiesto cosa desiderassi come regalo. Siccome erano in tanti e la somma era elevata, non avendo bisogno di nulla ed essendo un tipo molto pratico, ho chiesto loro di devolvere la cifra a favore di “medici senza frontiere”. Desideravo da tanto fare qualcosa per questo gruppo ma riuscivo a mandare solo modiche cifre, mi è sembrata un’occasione unica per realizzare il mio desiderio. Ebbene sono stata criticata anche se accontentata. A me non è sembrata una cattiva idea ed in me non c’era nessuna intenzione “cattiva”.

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    • Hai fatto benissimo, ma qui torniamo al discorso che ti hanno regalato una cosa che desideravi, e che avevi espressamente chiesto. Qui l’ho visto fare qualche volta a qualche cerimonia, secondo me è sacrosanto dire “Non abbiamo bisogno di niente, se proprio volete farci un regalo e avevate stanziato un cifra per questo evento, destinatelo all’associazione tal dei tali”, ma chiaramente è chi dovrebbe ricevere il dono che decide di dirottarlo e dove.

      T’immagini se per regalo a me fanno un versamento a favore delle famiglie dei “martiri” (cioè dei terroristi) palestinesi???

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  9. le studiano tutte pur di invogliare al buonismo, non ti pare??? se a me dessero per regalo un certificato dove il mio regalo lo hai dato a qualcun altro senza chiedermi se fossi d’accordo, lo manderei a cagare per tutto il resto dei suoi giorni.
    1) non credo nella beneficenza, recentemente neanche nella raccolta alimentare. bastano già le tasse che dovrebbero soppiantare la famoso principio secondo cui lo Stato rimuove ogni ostacolo per garantire l’eguaglianza sociale
    2) sono materialista. preferirei che non mi facciano alcun regalo, ma avere un certificato che attesta che il regalo me lo hai fatto ma non me lo dai, no. non lo sopporterei.
    3) se dovessero fare ciò, la prossima volta che si prospetta un concorso darò una mazzetta e dirò: guarda, volevo comprarmi i libri per studiarci, ma ho fatto un regalo.

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    • Non sono d’accordo sul primo punto, non è che io lascio morire di fame i miei fratelli perché chi dovrebbe provvedere al loro sostentamento non lo fa, d’accordo invece sul secondo punto, ma nel terzo sei stata assolutamente geniale! 💡

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    • Da quando vado all’asilo che faccio beneficienza e raccolta. Poi vedi extracomunitari con smartphone che IO non posso permettermi, cibi rivenduti sul mercato, medicinali rivenduti sul mercato e soldi rubati. Si, dico io che di fronte a Dio sto a posto e loro hanno la coscienza sporca, ma a questo punto ci rinuncio.

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    • Quando ho seguito i corsi al Centro di Aiuto alla Vita, mi hanno raccontato di ragazze madri che andavano a raccogliere pannolini, latte e altri generi di prima necessità in più centri (lasciando credere a ognuno che fossero assistiti solo da loro) e poi li rivendevano… magari sempre per bisogno, ma intanto erano truffatrici, e danneggiavano altre madri e altri neonati cui quei beni erano destinati: inutile, dove girano soldi gira corruzione, per disperazione o per atavico vizio. 🙄

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  10. Sinceramente sono dell’idea che la beneficenza si faccia perché si desidera farla, e non usando i soldi destinati al regalo per qualcun’altro…..mi sembra una moda assurda e poco corretta.
    Buona serata 🙂

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  11. che vuoi che ti dica, questa proprio mi mancava! posso capire quando gli sposi invece di regalarti orride bomboniere devolvono i soldi dell’acquisto, per quegli oggetti inutili, in beneficienza e tu ne puoi solo gioire, ma così? mah!

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    • “Devolvono i soldi dell’acquisto”: che ripensandoci, quale acquisto? Non è che c’è una spesa obbligata, per cui hai un budget per ogni voce e devi consumare fino all’ultimo centesimo! Se gli sposi decidono di risparmiare sulle bomboniere, anche per non regalare l’ennesimo orrido e inutile oggetto, hanno risparmiato e basta, che cosa li obbliga, con tutte le spese che un matrimonio comporta, a dover per forza utilizzare una data somma in qualche modo?

      E come si permette il prete di dire di fare beneficenza anziché bomboniere? Ma la comunione di mio figlio (o bar mitzvà che sia), il mio matrimonio, comunque i miei soldi, sarò padrona di gestirli come voglio? Va bene un invito a essere più semplici, un invito che magari da un punto di vista religioso sarebbe anche significativo, ma dire “festeggiate in questo modo anziché in quest’altro” mi sembra davvero di dubbio gusto…

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  12. Ma che cavolate sono queste?
    Se hai i soldi fai beneficenza e regalo, se non li hai o fai uno o fai l’altro, se non te ne frega niente della beneficenza fai regali.
    Possodirti che cò stà storia della beneficenza siamo diventati il paese del “dare”, ma i frutti se ne vedeno pochini….E poi, perchè mi devono dire come fare e in che modo la benieficenza?
    Buonismo del cavolo!!!! Così la vedo.

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  13. Concordo col titolo del post. Non mi piace neanche la modalità morbida del dire non faccio regali perché ho dato i soldi in beneficenza. I regali, anche piccoli, sono un gesto di attenzione e di affetto per un’altra persona. Dovrebbero essere fatti pensando a lei, non a sé. Oppure insieme si decide che può aver senso dare soldi a quel particolare progetto.
    Io comunque amo fare e ricevere regali. E che ognuno pensi alle beneficenze sue, se vuole.

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    • Io amo fare i regali, ma non a comando. Se io vedo una cosa che credo possa piacere una persona, la prendo indipendentemente dall’occorrenza (al massimo posso metterla da parte per l’occorrenza), ma dover passare giornate a cercare “qualcosa che può piacere” è un cosa che detesto, e che giova solo ai negozianti. In compenso, anche nel riceverli sono dello stesso avviso, mi fa piacere il regalo inaspettato, la persona che ha pensato a me indipendentemente dalla ricorrenza, mentre la collezione di ciofeche il giorno del compleanno mi fa passare la voglia di festeggiarlo…

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  14. Dovresti conoscere molto bene la persona in questione e sapere se l’idea possa farle piacere. Ma, assieme alla donazione, farei anche un altro regalo.

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  15. A me pare soprattutto un sistema per togliersi dal dilemma della scelta giusta del regalo…. e nel contempo dare lustro a se stessi, facendo mostra della propria bontà.
    Coscienza gratificata e fastidio scampato.

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    • se tutti i soldi dati in beneficienza fossero arrivati a destinazione… poveri e bisognosi sarebbero più ricchi dei ricchi

      tanto per capirci… i quasi cinque milioni di euro donati via sms dagli Italiani ai terremotati Abruzzesi, sono finiti nelle casse di una società che si occupa di investimenti a lungo termine nel terzo mondo

      se vai a leggere quanto spendono i vertici della croce rossa e della protezione civile in top car e uffici prestigiosi e spese di rappresentanza… ti viene la pelle d’oca, per non parlare delle pensioni da nababbo che percepiscono a fine servizio.

      le fondazioni benefiche e/o culturali/artistiche che raccattando fondi servono solo ad appagare la vanità post mortem dei fondatori

      pure la questua ai semafori e davanti alle chiese è dannosa, serve solo ad alimentare il racket della finta pezzenteria

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  16. ne ho scritto anche da me tempo fa, bomboniere solidali il titolo del post, e concordo con il concetto che la beneficenza la fai coi soldi tuoi e non con quelli destinati ad altri. Fermo restando che le bomboniere sono cose superflue e si possono sostituire anche con una bella foto degli sposi o dei battezzati o cresimati a mo’ di ricordo, mi ha dato fastidio per un battesimo essere stata spedita dai genitori della pupa in una gioielleria per la lista di battesimo, in realtà un deposito soldi perchè in lista c’erano solo un paio di orecchini con diamanti grossi come due stelle e un ciondolo sempre coi diamanti e al momento della bomboniera i genitori se ne sono usciti con un bellissimo discorso per i vaccini ai bimbi africani. Mi sta benissimo il vaccino per i bambini africani, ma avremmo dovuto trovare la modulistica dell’offerta pro Africa nella gioielleria! Poi ogni invitato avrebbe deciso cosa fare.
    Quella sarebbe stata beneficenza, rinuncia. Così fu ipocrisia.

    Personalmente ho tagliato quasi tutto nella voce beneficenza, mantenendo solo due associazioni che si rivolgono alle malattie oncologiche e all’assistenza ai malati. Il resto l’ho sostituito con azioni personali dirette che riguardano spesa, preparazione del pranzo, servizio a tavola e lavata di piatti.
    I regali invece è un piacere farli e li mantengo come dono sincero.
    Ti abbraccio, ciao

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