Archivio | dicembre 2014

2014, bilanci

2014 cavalli 10

Cari amici,

io di bilanci non ne faccio mai, soprattutto perché la vita mi sembra sempre scorrere così tremendamente uguale: e invece no, a volte va peggio.

Diciamo che questo 2014 qualche cambiamento l’ha portato, nel bene e nel male.

Nel bene ci metterei che mia figlia ce l’ha fatta a entrare a medicina, e come notizia minore che mi sono decisa a passare a una nuova automobile (magari un giorno mi deciderò pure per il cambio casa).

Ci metterei anche la pubblicazione del mio libro, dai cui lettori ho avuto dei ritorni lusinghieri (invece si è capito benissimo di chi l’ha preso e buttato da una parte, o letto di corsa quasi per dovere, trovandosi a biascicare qualche frase di circostanza quando ho chiesto un’opinione in merito).

Direi che tra i ritorni più positivi c’è stato questo, di una cara amica che mi conosce da sempre e che, forse per questo, è riuscita a recepire di più quegli scorci e quelle testimonianze della mia vita. Queste le sue parole:

Dopo vigilia e pranzo di Natale da me, caos e ore per rigovernare, mi sono piazzata a letto con il tuo libro. Ormai è diventata la mia lettura mantra. Mi calma, nel senso che monopolizza la mente consentendomi di staccare la spina, mi emoziona e mi stupisce, ogni volta c’è un particolare che acquista valore, e mi stupisco di te e di non averlo notato la volta precedente. Sono orgogliosa di te e ti voglio bene *****, ringrazio il destino che mi ha fatto incontrare il gabbiano Diemme.

Nella parte stabile ci metterei invece il lavoro, anche se ci sono all’orizzonte nubi grigie e minacciose, ma per fortuna la vita mi ha insegnato a non fasciarmi la testa prima di essermela rotta.

E veniamo alla parte negativa. Siccome, lo saprete, ritengo la cosa più importante la salute, è proprio lì che il 2014 si è accanito. A mia madre è stato diagnosticato un tumore piuttosto grave e, abbenché il peggio sia superato, credo passeremo il resto della vita – della sua vita o della nostra – ad affrontarne le conseguenze.

Io ho avuto ben due incidenti, e in tutti e due i casi ho trascurato di curarmi, sempre per un supremo e patologico senso del dovere (evidentemente verso gli altri ma non verso me stessa), ma i colpi di coda si sentono, e i postumi sono ancora tutti lì.

Forse c’è stato dell’altro, che in verità ora non mi sovviene, a parte due amicizie, una perduta e l’altra ritrovata, per cui su quel fronte siamo andati pari.

Insomma, cari amici, ho davvero bisogno che il 2015 sia migliore dell’anno trascorso. Dico la verità, avrei bisogno di un qualche cambiamento, di rompere un po’ la routine, di una ventata di nuovo, ma solo se questo nuovo sarà positivo, altrimenti resto così!

Vi abbraccio tutti, tutti gli amici intendo, e buon 2015!

 

Buon Natale!

Dare una bella notizia (e siccome a Natale siamo tutti più buoni…)

QueenSnowWhite

Ci sono amici, ma diciamo amiche nella fattispecie, sulla cui spalla si piange. Ci sono persone con cui si dividono le speranze, le paure, gli sforzi…

Mi ricordo di una mia amica, lasciata dal marito medico alla vigilia di un concorso importante, che il giorno dei risultati di quella prova piangeva, perché diceva che l’avevano preparato insieme, che lei aveva passato delle notti insonni a studiare con lui, e ora lui avrebbe festeggiato con l’altra, che non c’entrava niente, che non aveva lottato e sofferto con lui per quell’esame… lei meritava, qualunque fosse la loro situazione, una telefonata che le comunicasse “Ce l’abbiamo fatta, sono passato, grazie di tutto!”.

Tempo fa ho avuto un incidente. Una mia amica mi è venuta a raccogliere, ha testimoniato con l’assicurazione sull’accaduto, e mi è sembrato giusto, avuto l’indennizzo, comunicarglielo subito, e dirle che appena sarà arrivato l’accredito andremo a far bisboccia.

Così ho fatto sempre con tutti, e così, devo dire, per lo più hanno fatto con me.

La gente che ci è vicina nel nostro dolore, è giusto che ci sia vicina pure nella nostra gioia, ma alcuni sono disponibili a regalarti solo le proprie lacrime, mentre la gioia se la tengono stretta. Magari ti liquidano con un paio di balle, e se le sbugiardi si piccano pure.

Tutto questo per dire a una mia ormai detestatissima ex-amica che le auguro un Natale di merda, così magari una telefonata me la fa, visto mai si sentisse sola!

Perché a Natale siamo tutti più buoni, ma con me la magia non funziona: sapevatelo. che si sappia!

 

Poste in tilt

Poste in tilt

Possibile che una raccomandata, inviata in nord Italia, dopo tre giorni dalla spedizione sia ancora a Roma, e neanche a inizio lavorazione??? Dite che mi dovrei preoccupare?

Avete spedito qualcosa in questo periodo? Io avevo ordinato dell’olio dalla Sicilia, e dopo una settimana che era in giacenza presso le Poste una persona è dovuta andare là a fare una scenata per sbloccare la situazione, mia figlia che doveva ricevere della merce ne ha ricevuta un terzo (va beh, in questo caso era stata inviata tramite corriere e poi pare che il problema fosse alla fonte): spedire sotto le feste di Natale è un incubo, non trovate?

La beneficenza, falla coi soldi tuoi!

regalo-natale-terra

Cari amici,

vorrei chiedere la vostra opinione su una questione abbastanza particolare. Da un po’ di tempo, onlus, ong e varie organizzazioni di beneficenza, vera o presunta, hanno lanciato l’idea di destinare alla beneficenza i soldi stanziati per i regali, per esempio di Natale, e fin qui tutto ok. Queste organizzazioni invitano a farlo a nome del destinatario del regalo, cui va un biglietto di ringraziamento (o una semplice comunicazione?), in cui è scritto per l’appunto che il tizio Tal dei Tali ha destinato in beneficenza a suo nome la cifra destinata al suo regalo e qui, da parte di molti, forse anche mia, scatta un sonoro e vigoroso vaffa…

Insomma, tuona un mio amico, se vuoi fare beneficenza falla coi soldi tuoi, se mi vuoi fare un regalo fammi un regalo, oppure non me lo fare, puoi anche dirmi che i tuoi soldi ANZICHÉ farci i regali li dai in beneficenza, oppure neanche dirmi niente, ma non puoi venirmi a dire che il mio regalo sono soldi regalati a qualcun altro!

Io, da questa prospettiva, la questione non l’avevo mai considerata, ma in effetti non ha torto: che senso ha farmi per regalo una donazione a qualcun altro, oltretutto senza neanche farmi scegliere chi, senza assicurarti che è una scelta che condivido, che è una causa che sta a cuore A ME, destinatario del dono?

Voi come la vedete?

In risposta al cavaliere errante

Cavaliere crociato - templari

 

Questa la dedico al cavaliere
(e le mie rime, lo giuro, son vere)
col quale parlavo – e mi lamentavo –
che dal mio sito lui era sparito.

“Ah, birbantella, ma come osi
dire che io mi son dileguato?
io ai tuoi pensieri in versi risposi,
e – devo dire – in modo adeguato!

Sei tu che lasciasti il mio verbo in sospeso,
e or tu mi chiedi che cosa m’è preso?
Ah, cara amica, romana verace,
che per difenderti vai ad attaccare!
E’ strategia davvero sagace,
e tu, oh Diemme, assai ben lo sai fare!”.

Rimasi invero un pochino perplessa,
– con l’espressione di una pescia lessa -,
non ricordavo di avere lasciato
un suo commento nell’aere appiccato.

Poi riprendendomi vado a spiegare:
io, caro Bruno, ho il tempo strozzato,
e se per rispondere devo rimare,
non posso farlo col fiato mozzato!

Rimando allora a un momento migliore,
ma nel frattempo che passan le ore,
lo sai com’è, io son smemorata,
così, alla fine… risposta scordata!