24 errori logici conversazione: 9°, Falso dilemma…

fallacie-logiche

Pensavate (o speravate) che mi fossi dimenticata di proseguire la serie di articoli che avevo iniziato a pubblicare, nati da questo, su varie tecniche di manipolazione linguistica?

Ebbene no! Oggi è la volta di un’altra modalità oserei dire di circonvenzione d’incapace, sempre tramite manipolazione linguistica, ed è quella che qui viene chiamata “Il falso dilemma”.

9. Falso dilemma. Far credere che esistano solo due alternative e costringere a scegliere tra una di esse, quando in realtà le possibilità sono di più.

Mentre cercava sostegno per il suo progetto di ridurre i diritti dei cittadini, il dittatore chiese alla gente se fosse dalla sua parte o da quella del nemico.

Anche questo capita spessissimo, senza arrivare ai termini di cui sopra.

“Puoi accettare di stare con me, oppure rimanere solo/a tutta la vita”.

“Puoi accettare questo lavoro, anche se tu lo definisci sfruttamento, oppure finire per strada a fare il barbone”.

“Puoi comprare questa macchina, oppure continuare ad andare a piedi”.

Ovviamente così, a bocce ferme, credo che per tutti noi sia intuitivo che esistono una miriade di altre possibilità, ma molti, forse emotivamente più fragili, forse presi in momenti particolari, si sentono messi con le spalle al muro e ritengono di non avere scelta, optando per ciò che, in realtà, non vorrebbero.

A voi è mai capitato, o conoscete qualcuno che agisca in questo modo o che abbia subito questo aut-aut?

 

Fonte (d’ispirazione): http://www.ilpost.it/2014/01/03/lista-fallacie-logiche/

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17 thoughts on “24 errori logici conversazione: 9°, Falso dilemma…

    • Bisogna esercitarsi a batterli sul campo: ti assicuro che si può. Tu annotati tutte le frasi con cui ti zittiscono… e rivenditele sempre con loro al momento opportuno! Non potranno contraddire se stessi… 😉

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  1. in politica capita, anche tra parti politiche contrapposte le quali illustrano la propria faccia della medaglia che luccica e quella opaca delle scelte degli antagonisti. Peccato che, in genere, la medaglia è cubica!
    molto interessante questo post, devo leggere gli altri

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  2. sinceramente credo che appunto tutto sta nel chi è destinatario di questo falso dilemma…. la fragilità mette a rischio la dignità, ragion per cui si dovrebbe, nella vita, imparare ad autostimarsi. cosa difficile, credo, perchè capitano momenti in cui la stima conti poco. mio fratello è uno che si fa facilmente plagiare. dagli amici comunque, non sia mai che ascolti un mio consiglio! più che falso dilemma, davanti a lui spesso si prospettano aspettative di vita illuminanti, ma che hanno poco a che fare con la realtà. per cui movida a tutto sprint, ricchezza da defecare 100 euro dal buco del ciul, macchine sportive nuove, vacanze a destra e a manca…. così, colpito dalla parvenza di una vita bellissima, si butta a capofitto con questo e con quello, con la prospettiva che se accetta di seguire l’amico, avrà oro e ricchezze, se rimane ancorato ai nostri consigli da famiglia normale, potrebbe perdere l’occasione della vita.
    vuoi sapere come va ogni volta?
    Gli amici lo sfruttano. passaggi, ricerche di lavoretti, scrocco a gogò persino per 20 cent di sigarette. lui che lavora la domenica o la notte, gli amici che se la scialano in vacanza… ecco come si genera la ricchezza. scroccando gli altri!

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  3. io ti rispondo che io sto sempre dalla parte di “cecco il mugnaio”….
    e qui, per chi non sapesse ciò che intendo dire lo si spiega:

    Forza venite gente, correte, correte, è scoppiata la guerra!
    Vi si comanda perciò di prender le armi e lasciar questa terra
    il vostro re vi guida alla vittoria, ritornerete carichi di gloria

    E tutti quanti dicon di si, e sono già pronti a partire
    soltanto Cecco il mugnaio stavolta ha deciso di disobbedire

    Forza venite gente, correte, correte, è scoppiata la fame
    Vi si comanda perciò di portare a palazzo ogni avanzo di pane
    il vostro re dev’essere nutrito, venite a soddisfare il suo appetito

    E tutti quanti dicon di si e sono già pronti a partire
    soltanto Cecco il mugnaio decide di nuovo di disobbedire

    Forza venite gente, correte, correte, è scoppiato il dolore
    Vi si comanda perciò di non bere più vino e non fare all’amore
    il vostro re si strugge nel tormento, quindi si faccia eco al suo lamento

    E tutti quanti dicon di si e sono già pronti a partire
    soltanto Cecco il mugnaio, continua tranquillo a disobbedire

    Forza venite gente, correte, correte, è scoppiata la peste
    Vi si comanda perciò di chiudervi in casa e serrar le finestre
    dimenticate dunque questa vita, il vostro re dichiara che è finita

    E tutti quanti dicon di si, e sono già pronti a morire
    soltanto Cecco il mugnaio decide di nuovo di disobbedire

    Ora il villaggio è deserto e nelle contrade non c’è più nessuno
    freddo percorre le strade un vento cattivo, fratello del fumo
    resta soltanto Cecco che ride a gran voce tra i muri di corte
    disobbediente alla fame, alla sete, al dolore e persino alla morte.

    Cecco il mugnaio -Mercanti di Liquore-

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    • Eh eh, bisogna averle queste doti per fare i capi! Io in teoria le avrei, in pratica mi sono rifiutata perché la manipolazione del prossimo è contro i mi miei principi (anche se spesso, di fronte a certe situazioni, mi chiedo se se lo merita la gente tutto questo rispetto che le porto!

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  4. A scuola, all’ università, nel lavoro, nella vita …. ho fatto ( a volte …. mio malgrado ) il capo !
    Ebbene, la più gradita ( e sorprendente ) ricompensa nell’ aver svolto questa funzione, mi è venuta quando mi hanno scritto : “Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte” ….
    Lo so … @Dante, autore di quei sublimi versi …. mi perdonerà, se l’ esser stato io paragonato alla sua guida mi inorgoglisce, mi rasserena nei momenti tristi, mi fà percepire che la mia povera vita non è trascorsa ( fin qui ) invano !
    L’ esser ( o dover fare ) il capo, ha – per me, errante @Cavaliere – un senso soltanto se, senza sopravanzare gli altri, li si rispetti e li si ami come noi stessi, dividendo con essi “alla pari” il buono e l’ amaro dell’ esistenza .
    Poichè di tutti e di tutte è il Viaggio,
    e la meta, per tutti e per tutte …. è la stessa !

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  5. buon giorno cara Diemme 🙂
    bella domanda … complessa o semplice la risposta? no no, per niente, ma nel mio piccolo, ora come ora la risposta veloce e, ” i datori di lavoro ” dopo 40 anni di indipendenza e datore di lavoro a me stessa, ora vedo, sento, e si, tocco con i mani una realtà, v e r g o g n o s o!! e mi fermo qua!
    ps, infatti mi piace la risposta di #Aida 🙂

    Ma cosi pur palrar; come stai tu? Alla fine riposato? fatto qualche piccolo vacanza?:-)
    un abbraccio, Lisa

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    • Per me questi aut aut più che falsificazione della realtà sono manipolazione. Magari le due alternative illustrate esistono pure, ma insieme ad altre che invece vengono abilmente e tuffaldinamente omesse.

      Un caro saluto a te 🙂

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