Acida io?

Lucy - non-sono-nata-acida

Mia figlia è fortemente imbarazzata quando viene in giro con me. Lei è una persona tutta delicatezza,  grazie, scusi, per favore, non voglio disturbare, mi spiace… io invece azzanno (nota per Valentino: ma no, che c’entra col tuo punto uno! 😛 ).

Ieri arrivo al capolinea dell’autobus xx giusto in tempo per vederlo partire. C’era un addetto accanto al gabbiotto al quale chiedo: “Mi scusi, sa a che ora partirà il prossimo?”.

Risposta: “E’ appena partito”. Gli pianto gli occhi nei suoi e gli rispondo pacatamente ma anche, lo ammetto, seccamente, “Io non posso salire sull’autobus appena partito”, mentre mia figlia sprofonda per la vergogna.

Insomma, io combatto con gli autobus dalla mattina alla sera, avrei bisogno di avere orari, non l’inutile comunicazione di quello che mi sono persa!

Lungo la strada, una bancarella di frutta che vende, tra le altre cose, un tale “cocco liquido” che io non ho mai sentito nominare (mia figlia sì), con tanto di cannuccia acclusa.

Non mi fido troppo delle condizioni igieniche di queste bancarelle ambulanti, chiedo se il cocco sia già aperto o chiuso. Mi viene risposto che è chiuso, che me lo avrebbe aperto lui. Grazie, rispondo, ma io vorrei sapere come si apre. “Glielo apro io” insiste il tizio e io “Grazie, se lo tenga pure”:

Insomma, io lo voglio portare a casa, lo devo trasportare sull’autobus aperto? E se lo volessi aprire due giorni dopo? Possibile che per comprare un cocco devo spiegare al venditore tutte le mie ragioni, i miei programmi, i miei spostamenti?

Ma vi immaginate se chiedete l’ora a un passante e quello vi risponde “E’ tardi”, “C’è ancora tempo”, “Siamo con l’ora legale”? Diventerebbe un incubo.

Eppure la gente questo vizietto non lo perde. Vado all’ACI e chiedo se un’automobile immatricolata ad Arezzo può passare la revisione a Roma e fare qui il passaggio di proprietà. L’addetto risponde: “Non le conviene”.

“Mi scusi, io le ho chiesto un’informazione, NON UN’OPINONE!!!”  😯

 

 

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54 thoughts on “Acida io?

  1. Siamo assai simili ! Io mi diverto come un matto ( forse perché lo sono ? ) Alla cassa mentre cassiera e signora se la raccontano ed io aspetto: ” scusate a Natale avrei da fare…” 4 occhi di fuoco m’hanno incenerito ma……. con faccia truce hanno smesso di starnazzare… ‘ovvia sai che noia se non ci fossero tutti questi (xxxwwyy) in circolazione ? ::)

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    • Ieri sull’autobus noto un uomo assolutamente orribile: ciabatte da spiaggia consumate, unghie gialle e nere, pantaloni ex bianchi molto ma molto “ombrati”, canotta azzurra dal cui collo fuoriusciva un folto pelo bianco. Occhiali da sole da figo (se fossero bastati gli occhiali a riscattare un tale disastro!), cappellino in testa (blah!).

      Non ricordo cosa sia successo (frenata brusca, traffico, insomma, una delle solite cose che possono accadere in autobus), comincia ad aprire quella boccaccia e ad imprecare, con voce greve “e che ca@@o, ‘ ‘sto ca@@o, e anvedi che ca@@o” etc. etc., completando esaustivamente il quadro che mi ero fatta di lui.

      A una fermata una deliziosa, pacata ed elegante signora anziana si avvicina alla porta per scendere, con passo lento e incerto. Il nostro gentleman sbuffando le si rivolge bruscamente e borbotta “A signo’, sbrighete che ‘a guera è finita!”.

      La signora, si volta e, sfoderando un gran sorriso, gli risponde con voce serena e divertita “E lei lo sa bene, L’HA FATTA!”.

      Mitica! 😀

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  2. che ridere… penso che la nostra società non contempla più le persone precise..

    rispondere ad una domanda un tempo (tra qualche anno qualcuno scriverà, la comunicazione ai tempi del colera) richiedeva la prima fase di ascolto [superata],
    la seconda fase di pensiero e ragionamento [in fase di completamento], la terza fase di esposizione del pensiero [!?!? mah] ….

    leggerezza e spensieratezza!!!!!!
    tra un pò ti risponderanno “mi piace” o “la quoto” a qualsiasi domanda…

    🙂

    povera tua figlia però… chissà che condanna… ihihihihih

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    • Io le detesto le persone che rispondono alle domande con i loro processi alle intenzioni o direttamente con le loro autorevoli opinioni non richieste! A volte poi mi sembrano quelle risposte degli oracoli, generiche e adatte a tutto. 👿

      Sì, mia figlia ha la vita dura, non ne lascio passare una a nessuno e il suo più grande desiderio in quei momenti è farsi piccola piccola…

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  3. I ragazzi hanno combattuto poco e si imbarazzano quando vedono noi, combattenti da tempo. Impareranno, loro malgrado, che la vita è così. Anche se sto imparando la sublime arte di fare sentire m…. le persone con mooooooolto garbo. E mi piace un sacco. Si stupirebbe di me la persona che me l’ha, tristemente, insegnato, perchè sono proprio brava.

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    • Sono curiosa di sapere chi sia la persona… quella che te l’ha insegnato intendo. Io ho imparato da mia madre, non mi piace per niente assomigliarle, ma “quanno ce vo’ ce vo!” (v. commento di Warp).

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  4. Capisco Sissi, che deve essere proprio una persona delicata e deliziosa, ma non so proprio darti torto, anche se forse l’accumulo di stress nella lotta quotidiana con i disservizi dei trasporti pubblici, deve aver fatto la sua parte nel renderti un pochino impaziente verso certe tipologie di persone, a dir poco idiote, che forse a te capita un po’ troppo spesso di incontrare.
    Quando la misura supera il colmo è naturale spazientirsi, anche solo trovarsi nei pressi di quella personcina con la parolaccia facile (meno male che con la brusca frenata non ti è venuto addosso per farti annusare i suoi olezzi). Col tempo, almeno in un ambiente del genere, credo che un po’ alla volta pure Sissi finirà per superare la timidezza è farsi un po’ di “scorza”. Un abbraccio grande a te ed un caro saluto alla dolce figliola!

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    • Io ne incontro tante perché vivo a Roma, milioni e milioni di abitanti, viaggio sui mezzi pubblici, ho un lavoro che pure mi porta a contatto con il pubblico (di tutta Italia!!!). Non è che io mi spazientisca per la singola persona, ma per tutto un sistema che lascia che certa gente vada in giro, spesso messa pure in posti di responsabilità, o comunque a esasperare l’utenza.

      Mia figlia al momento è molto idealista e ingenua, ma le conviene imparare alla svelta, altrimenti se la mangiano!!!

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    • Quello che mi estenua è la contrattazione. Una volta entrai in un’immobiliare per prendere informazioni su un appartamento. Alla terza volta che gli chiedevo quanti anni aveva la palazzina e lei mi rispondeva quanti anni aveva il gatto, il nonno, il palazzo di fronte, mi sono alzata e me ne sono andata. Oltrettutto è vero che la gente a volte è inadeguata, ma è pure vero che a volte fa la furba, e gira intorno alle risposte proprio perché non te le vuole dare!!!

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  5. C’è anche chi alla domanda “Scusi, sa l’ora?” risponde “Sì” e se ne va. 😦

    A parte le battute, io sono come te. Poi dipende dalle giornate ma in questo periodo, sarà che sono nervosa, mi capita spesso di mandare al diavolo la gente.

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  6. La madre degli imbecilli è sempre incinta e sempre di parto plurimo. :mrgreen:

    Circa un mese e mezzo fa, orario estivo dei trasporti quindi con MOLTI meno autobus.
    Esco dall’ufficio e al capolinea il bus che mi porta in stazione non c’è ancora.
    Già calcolo la perdita del treno e il tempo in più che mi separerà dal prossimo quando arriva il citato bus.
    Rapido ricalcolo e si apre uno spiraglio di speranza, quindi vado dall’autista e GENTILMENTE chiedo quando sarebbe partito.
    Questo mi guarda con una faccia da scazzato che avrebbe potuto vincere qualsiasi gran premio e mi risponde: “Parte quando sarà ora, sono in pausa e adesso vado al cesso.”.

    Ho iniziato a ponderare tutte le opzioni:
    1- Gli spezzo le braccine, ma poi non avrebbe potuto guidare
    2- Inizio una discussione animata, ma sarebbe stato controproducente a livello di tempistiche
    3- Lo prendo a testate, ma valeva il punto 1
    4- Seguo gli insegnamenti della mia religione, lo considero mio fratello (scemo) e lascio perdere.

    Fortunatamente per me (e per lui) vedo arrivare una delle altre due linee che mi possono portare in stazione, opto per l’opzione 4 e me ne vado.

    E’ una guerra, mia cara, una vera guerra contro l’inciviltà.
    Quando tua figlia capirà e inizierà a belligerare, tu, con la classe che ti contraddistingue, sorriderai e mettendole una mano sulla spalla la inviterai a pazientare. 😉

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    • Quella poi è un’altra storia! Sono tutti così, tu chiedi a che ora parte perché vuoi sapere, semplicemente, a che ora parte (sembrerebbe persino ovvio!). Loro lo prendono come un sollecito, un pesante giudizio negativo sul loro non ripartire subito, e iniziano una lotta umana e sindacale. Ora dico, imbecille, invece di rispondere “Parte quando sarà ora, sono in pausa e adesso vado al cesso.”, non sarebbe stato più facile rispondere “tra mezz’ora”, “tra un’ora”, “tra due giorni”? Lui si sarebbe risparmiato di far sapere al mondo che stava andando a trovare il suo fratello gemello (il cesso), e tu non ti saresti arrabbiato, ma semplicemente mentalmente organizzato: troppo facile?

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  7. Io … che ne penso ??? 😯
    Beh … più che pensarne, agisco !
    Ergo : un abbraccione “one one” all’ indimenticabile @Warpie ( 9 ?!? … Ecched’ è ‘to numero ??? ) e
    un bacione “SMACK SMACK” alla indefessa stoccatrice che, ove chiamata, rispondebbe col nome di @DIEMME !!! :mrgreen:
    Postescritto warpiano : @Warpie … ehm ! Ma dalla fascinosa “pro-pro-pro” nipote della sora @Diemme …. non passi più ??? 😦

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    • Felice di risentirti. 🙂
      Warp è come viene chiamata la velocità FTL (Faster Than Light) nell’universo di Star Trek, serie televisiva (e non solo) di cui sono un grande fan.
      Il numero dopo la sigla è l’unità di misura.
      9 è quasi il massimo raggiungibile perché 10, secondo le teorie della serie, ti catapulterebbe contemporaneamente in ogni punto dell’universo e non volevo sembrare presuntuoso. 😉
      Per info: http://it.wikipedia.org/wiki/Propulsione_a_curvatura

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  8. Ho riso di gusto nel leggere alcuni commenti e tue risposte. Peccato che io non abbia la facilità di parola di cui tu abbondi, in compenso mi sono esercitata a lungo nel reprimere la parte aggressiva che esiste in me di fronte alla maleducazione, inciviltà, cretineria di alcune persone.
    Però anche tu sei cavillosetta…..lascia correre!!!!!!
    😀 😀 😀

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    • E a proposito del cavillosetta, non è che io poi parta la mattina rispondendo così, ma di questa gente ne incontri in quantità industriale, e alla fine sei esausta!
      E’ un po’ come quelli che puliscono i vetri ai semafori. Tempo fa lavoravo in un posto molto lontano da casa mia. Da casa mia all’ufficio ci saranno stati… quanti? Quindici semafori? Venti?

      Arrivi al primo e l’omino si avvicina e tu gli fai cenno di no. Continua ad avvicinarsi e tu insisti a fargli cenno di no. Allora lui ti si mette a guardare il parabrezza e ti indica una macchietta, e tu gli dici di NO, NON VUOI CHE TI LAVI IL VETRO! Diciamocelo, questa è una piccola lotta e già una briciola di energia te se l’è portata via. Al secondo semaforo se ne avvicina un altro e tu gli fai cenno di no, si avvicina di più e tu gli fai un segno più deciso che no, non vuoi che ti lavi il vetro. Intanto si è avvicinato, dà un’occhiata alla tua scollatura e mette l’attrezzo per lavare i vetri tutto insaponato sul tuo parabrezza (che magari prima era pulito). Gli urli di andarsene, metti in funzione il tergicristallo ma ai bordi l’acqua saponata rimane. Il terzo, nonostante i tuoi NO, NO, NO e il tentativo pure di andare un po’ avanti – oppure indietro – con la macchina (che insomma, il messaggio potrebbe pure arrivare!), il tizio ti alza il tergicristallo e giù la zaffata di acqua saponata, e stavolta non puoi azionare il tergicristallo, e neanche magari accostarti da qualche parte per riabbassarlo. Devi andare avanti in quella situazione di disagio fino a che non trovi il modo di accostare, fermarti, toglierti la cintura, riabbassare il tergicristallo, rimontare in macchina (magari hai pure i minuti contati), mettere la freccia a sinistra e ripartire.

      Al quarto semaforo tu non vedi un uomo, vedi un birillo, te lo assicuro. Arrivata in ufficio, quindi dopo un’altra decina di semafori e una lotta inaudita per la repressione degli istinti omicidi, ti si devono solo azzardare a dire buongiorno, altro che mordere!!!!! 👿

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  9. questioni di relatività… tua figlia è come me… vergogna pura quando mia madre da dell’imbecille a quello che le taglia la strada. solo che credo che acquisiremo il ph 5.5 della neutro roberts col passare degli anni…

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    • Ahahahah! Però a volte faccio pure il contrario. Una volta, in macchina, mi distrassi un attimo e la macchina sbandò lievemente (comunque ero in città e a passo di lumaca). Un tizio mi si accosta e comincia a vomitare parolacce una dietro l’altra, irripetibili. Io lo lascio sfogare, poi tiro giù il finestrino, gli faccio “Lei ha studiato ad Oxford, giusto?”, richiudo il finestrino e me ne vado: ci rimase di sasso! 😆

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    • Giusto oggi tornando dalla spesa a piedi un tizio taglia la strada ad una donna che stava passando con la macchina. Senza che c’entrasse nulla mamma gli grida che è un idiota. Ora. Capisco la solidarietà femminile e via dicendo, ma i cacchi propri ogni tanto…. Le ho detto che se fa così non avrà vita lunga. 😀

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  10. Ah …. @Warpie9 caro …. STAR TREK, eh ?!? 😯
    Ma … ehm …. io, di quella gloriosa serie TV, vidi soltanto L’ ULTIMO VIAGGIO DELL’ ENTERPRISE, magistralmente interpretata da @John Belushi, @Dan Aykroyd … e un’ eccellente @Elliot Gould, qui nella parte di un funzionario TV che, entrando nello studio, annuncia a tutto l’ equipaggio spaziale che la serie STAR TREK è terminata e quindi lo studio ( e cioè l’ astronave ) deve essere smantellato ! Così a nulla valgono le pistole laser ( la corrente viene staccata …. ) e le minacce di Capitain @John …. che alla fine si rassegna alla realtà ! 😀

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  11. le risposte acide a volte si rivelano essere un boomerang

    poche settimane fa, mentre ero a spasso col cane, una macchina si ferma alla mia altezza: “mi scusi”, abbassandomi: “mi dica”, “può dirmi dove si trova via xyz?”. Premetto che tale via è tagliata a metà da un corso, non solo, è un senso unico che nel pezzo sopra sale e in quello sotto scende, due ragioni che mi hanno indotto, per gentilezza, a chiederle: “a che numero deve andare?”. La tipa si toglie il miele ipocrita dagli occhi e mi dice: “a lei che gliene frega?”. Non faccio una piega, mantengo l’aria cortese e le spiego la situazione, lei ripristina la melassa e mi chiede scusa dicendomi il numero e dichiarando un certo nervosismo perché tremendamente in ritardo. Bene, le sviluppo la mappa da percorrere ma la mando, volutamente, nel tratto sbagliato facendole perdere, più o meno, un’altra ventina di minuti.

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  12. Acida no. Un po desossiribonucleica. Con qualche goccia di etil- metilico. Stavolta tua figlia ha ragione. Ci sono certe domande che si fa prima a rispondere diversamente. Proprio come @TADS ha espresso.
    Ricordo qualche anno fa, trovandomi a Mogliano Veneto e spostandomi verso il mio camion (a piedi), si fermo una macchina ed una signora mi chiese se so dove si trova via Roma (proprio Roma).
    – Signora, li dissi, sono anch’io per la prima volta in questo paese, e quindi….
    – Io non li ho chiesto da quanto tempo si trova qui, (mi interrompe lei, indignata) ma soltanto se sa come si arriva a questa via Roma.
    – Allora è molto semplice signora mia….. vada dritto finché arrivi in autostrada.
    – Autostrada? Che centra…..
    – Si, si. Poi segue per Bologna… Firenze e prosegua fino ad arrivare a Roma.
    La macchina parti con fumo delle gomme. Ma dico io….”almeno un grazie, poteva”

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  13. Questo post mi ha fatto morire dal ridere perchè mi ci riconosco parecchio! Tendo a non essere troppo cortese in particolare con quelli che ti fermano per farti firmare chissà che cosa, quelli che ti vogliono vendere le rose o “regalare” un bracciale… E diamine, non posso mica essere gentile con tutti, anzi. Se in quel momento sono scocciata non lo nascondo mica! Sono spontanea diciamo 😛

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    • Veronica, il fatto è che io sto peggiorando vertiginosamente, oramai sono non ti dico quanto insofferente! Oggi ero sul trenino, vedo la fermata “Nomentana LL”: e mi chiedo “Come mai si chiama ‘L.L.? Che significherà mai? Ora mi tolgo la curiosità e quando passa il controllore glielo chiedo”.
      Passa il controllore e gli chiedo “Mi perdoni la curiosità, ho visto che la fermata Nomentana si chiama Nomentana LL, che cosa significa LL?”. Risposta: “E’ la fermata dopo Tiburtina”. “Sì, la ringrazio, conosco la linea, avevo solo la curiosità di sapere cosa significasse LL” e lui: A signo’, doveva scenne prima!”-
      A questo giro ho ringraziato cortesemente, ho fatto un bel sorriso e me ne sono andata, ma non senza domandarmi che lingua io parli… 😯

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    • Pensa che io mi consideravo misantropa fino a qualche settimana fa! Ho passato un brutto periodo in cui non sopportavo niente e nessuno, mi infastidiva tutto ed ero acida la maggior parte del tempo, quindi.. Ti capisco!

      P. S. Mi sa che dobbiamo abitare proprio vicine.. quella linea la frequento anche io, ce l’ho sotto casa!

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    • @diemme: scusa l’intromissione ma mi hai fatto ridere con la storia del controllore.. visto che poi a te espisodi così capitano spesso (la protagonista femminile del remake di the Truman show, ma ancora non lo sai.. sapevi).

      Potresti provare ad andartene da questa gente qui, dicendo qualcosa tipo: “forse ha ragione, con il verde starebbe meglio” o chessò “giusto, come dice lei, l’ipotenusa calcolata escludendo i cateti è una buona idea”… non risolverai il problema ma la loro faccia in quell’istante potrebbe ridare linfa ai neuroni che si sono sdraiati per sfinimento…

      con me ha funzionato diverse volte..

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    • Sono bloccata dal timore che il messaggio non verrebbe colto… però sì, rispondere al controllore “Lo sapevo io che stamattina non dovevo mettere i tacchi!” avrebbe potuto spingerlo a farsi qualche domanda…

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    • Si, io ci credo “ciecamente” a questo metodo…

      che non venga colto è possibile, ma sarà stato almeno un tentativo… quando l’abitudine, la routine diventa così “leggera” soltanto un “pesante” può riportarla in luce.. 🙂

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