Con Israele, sempre (di Maurizio Landieri)

Fonte: https://www.facebook.com/notes/maurizio-landieri/con-israele-sempre/10152568809411894

 

Io nella mia vita mi sono schierato, e mi schiero, sempre. Non sopporto gli equidistanti, quelli che pensano di avere un punto privilegiato di osservazione, dal quale si ergono a giudici. I miei punti di osservazione, invece, sono terra terra, ed i miei non sono giudizi, non giudico mai nessuno, ma solo opinioni di uno che non conta nulla.

Sto dalla parte di Israele, con convinzione. Non perché mi piaccia stare col più forte, perché Israele è certamente il più forte, ma perché penso che abbia ragione, perché penso che non sia una verità assoluta che il più debole abbia anche ragione. In questo caso, secondo me, il più debole ha torto marcio.

Molti, secondo me, hanno la memoria corta, o una visione distorta dello stato dei fatti. Quando sento invocare “Due popoli, due Stati”, mi viene in mente che questo principio Israele lo accettò alla fine del 1947, riconoscendo la risoluzione ONU 188 del 29 novembre 1947. Quella risoluzione prevedeva la nascita di DUE stati. Ma furono i paesi arabi a non riconoscerla, rinunciando a far nascere lo Stato Palestinese. Perché nessuno ricorda mai che 12 ore dopo la  proclamazione dello stato di Israele gli eserciti di 6 paesi confinanti cercarono di distruggerlo? Perché nessuno ricorda mai che i tentativi di distruggere militarmente Israele sono stati molteplici e che le guerre che Israele ha vinto sono sempre stati gli altri ad iniziarle?

“Israele occupa illegalmente i territori palestinesi”, si grida ovunque. Ma posso sommessamente ricordare che quando tu dichiari guerra a qualcuno, e la perdi per giunta, capita che il vincitore occupi parte della tua terra? Noi perdemmo Istria e Dalmazia, e salvammo Trieste a stento. Posso sommessamente ricordare che, dopo una guerra, i confini si definiscono attraverso trattati di pace e che, per esempio, il trattato di Osimo è del 1975, ovverosia 30 anni dopo la fine della guerra? Posso, sempre sommessamente, ricordare che i territori che Israele ha occupato NON erano dei palestinesi ma di altri paesi? Il Sinai e Gaza erano dell’Egitto, il Golan della Siria e la Cisgiordania era della Giordania? Posso sommessamente ricordare che l’unico paese che ha firmato dei trattati di pace con Israele (cioè l’Egitto) si è visto restituire il Sinai? All’Egitto fu offerta anche la striscia di Gaza, ma non la volle.

Posso, a voce bassa, ricordare che Gaza fu restituita all’Autorità Palestinese nel 2005? Furono lasciati campi coltivati, serre, desalinatori. Quei campi e quelle serre furono distrutte da Hamas. Sharon, il primo ministro che decise il ritiro unilaterale da Gaza, sperava nella convivenza pacifica. Il risultato qual è stato? Migliaia di missili lanciati sui civili israeliani. Sono abituato a chiamare le cose con il loro nome. Hamas è una organizzazione terroristica che tiene in ostaggio il proprio popolo ed ha come obiettivo unico i civili israeliani, indistintamente, donne, bambini, persone inermi. Non importa, purché muoiano in quantità. Io questo non l’ho mai accettato, né potrò mai accettarlo. Mi si risponde che c’è una evidente sproporzione delle forze in campo. E’ vero, lo sanno tutti che Israele ha il quarto esercito del mondo. Ma se non lo avesse avuto, oggi, semplicemente, non esisterebbe più. Lo avrebbero già distrutto in una delle tante guerre che gli hanno fatto. La guerra è la cosa più orrenda che l’uomo abbia inventato. E’ orrenda perché di mezzo ci vanno gli innocenti, i bambini, soprattutto. Una volta Golda Meir alla domanda di un giornalista, rispose che la pace tra Arabi ed Israeliani ci sarebbe stata quando gli arabi avessero imparato ad amare i propri figli più di quanto odiassero gli Israeliani. Ed  era una frase tremendamente vera. Alla base di tutto c’è l’odio. Null’altro che l’odio. Israele, per molti, deve essere semplicemente distrutto, scomparire dalla faccia della terra. Ed a molti non importa che sia più forte, gli si fa la guerra ugualmente. Si preferisce il martirio inutile al dialogo, che Israele non ha mai rifiutato. Ma per dialogare bisogna essere in due, altrimenti sono parole al vento. E quando Sadat, stanco di perdere guerre, volle veramente dialogare, la pace si fece. E dura da allora. Oggi l’Egitto è uno dei più feroci nemici di Hamas.

La soluzione del conflitto è molto più semplice di quanto appaia. Basta rispondere ad una semplice domanda: Israele ha il diritto di esistere, o no? Fino a quando la risposta sarà no, non potrà esserci pace, e nemmeno dialogo, perché non puoi sederti a parlare con chi vuole distruggerti. Ma non perché non vuoi sederti tu, ma perché l’altro non vuole sedersi con te. Oggi, anno di grazia 2014, i paesi arabi che riconoscono ad Israele il diritto di esistere, sono due: Egitto e Giordania. NESSUN ALTRO. Vorrà dire qualcosa che questi due paesi da 40 anni non combattono militarmente con Israele?

Israele dunque è un paese perfetto? No, non lo è, come non lo è nessun paese su questa terra. Non voterei mai per Nethanyau. E odio i fanatici dell’estrema desta israeliana. Considero idioti quelli che guardano le esplosioni da una collinetta. Ma non si può non riconoscere che se la pace, oggi, non c’è, la colpa NON è di Israele. Israele però è un paese che ha molto da insegnarci. E’ un paese in cui un capo di stato va in carcere per molestie sessuali e non grida al complotto. E’ il paese in cui gli assassini del giovane adolescente arabo, cittadini israeliani, sono stati arrestati e messi in prigione, e lì sconteranno la stessa pena di un arabo che uccide un israeliano. E’ il paese che investe in ricerca e tecnologia, nel campo medico, visto che moltissimi farmaci salvavita sono brevetti israeliani. E’ un posto che potrebbe essere un angolo di paradiso, se solo gli si riconoscesse il diritto di esistere.

Per quanto non mi faccia simpatia, c’è una frase di Nethaniyau che è al tempo stesso vera ma terribile. “Se gli arabi deponessero le armi, due minuti dopo ci sarebbe la pace, se Israele deponesse le armi, due minuti dopo non ci sarebbe più Israele”.

Chiudo qui, perché comunque la guerra rimane sempre una cosa orrenda, perché ho pianto lacrime vere per quei poveri bambini uccisi sulla spiaggia o nella scuola. E non importa se la scuola è stata abbattuta da un missile di Hamas (come credo) o israeliano. Loro sono morti ed io ho pianto. Non vorrei più intervenire sull’argomento, perché comunque rimango sempre sgomento davanti ad una guerra, ma mi sentivo di scrivere queste cose perché non sono ipocrita, né ambisco a piacere a tutti. La mia bacheca è aperta sempre a tutti, anche a chi pensa in modo diametralmente opposto al mio. Rispetto tutti, tranne i razzisti. Io sono questo, e se qualcuno vorrà cancellarmi dalle proprie amicizie per le mie idee, ne prenderò atto, in alcuni casi non mi importerà molto, in altri casi invece me ne dispiacerò, ma non mi piacciono le ipocrisie, io sono questo e questo è il mio pensiero, senza equivoci, in maniera chiara.

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17 thoughts on “Con Israele, sempre (di Maurizio Landieri)

  1. Non permettere ad un Ammonita o ad un Moabita di prendere in moglie una donna Ebrea-
    è uno dei tanti precetti…..
    Forse gli Ebrei cercarono da sempre di privilegiare se stessi e le proprie tradizioni, piuttosto che mischiarsi ad altre popolazioni. Ironia del destino , subirono la diaspora e….
    Oggi mi pare che sia cambiato poco, a parte il fatto che le popolazioni circostanti hanno cambiato nome quasi tutte (tranne gli Egiziani) , ed abbiano tradizioni differenti rispetto a 3000 anni or sono.
    Evidentemente continuano una unica tradizione : NON CI SOPPORTANO!
    Difendere Israele ad ogni costo, dimostrare che quella è la Terra PromessA, nonostante tutto…..
    Sembra più una maledizione che un auspicio, ma sta avvenendo.
    Un sospiro ed un pianto, ma soprattutto molta rabbia.
    Giancarlo

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  2. concordo, e – come sai – non mi piacciono le guerre, non mi piacciono i terroristi e non mi piacciono le ragioni che, invariabilmente, ognuno vuole dalla propria parte. pensavo, ieri, che i morti nella guerra civile inutile e deficiente che si stanno facendo filo russi ed ucraini ha prodotto – finora- più di mille morti – compresi, ritengo, i bambini. eppure esistono sempre e solo i bambini di gaza e quelli della siria e via medio orientaleggiando… boh!

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    • Girano un sacco di foto di stragi attribuite all’esercito israeliano, con sotto la smentita e la dimostrazione che si riferiscono ad altri conflitti, principalmente alla Siria, molti nella dicitura originale riportano Aleppo.

      Ecco, io penso che quella povera gente è morta, e in quel modo. Certo, sono felice che Israele non si sia macchiata le mani di quel sangue, ma quella gente comunque è morta, e in quel modo, e nessuno in tutto il web pensa a levare un pensiero, una preghiera per quei poveri morti. Io oggi l’ho fatto.

      Che Dio accolga tra le sue braccia, dia nuova vita o la vita celeste, dia pace e serenità, riscatti in qualche modo quella morte orribile, che siano importanti lassù, visto che quaggiù questa chance nessuno gliel’ha data. Amen.

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  3. Anche io sto con Israele, ma obiettivamente sono davvero stufa del fatto che da quelle parti ci sia sempre e solo guerra e mi sembra che manchi proprio la volontà di costruire la pace. Tutto quello che si dice sono alibi e chiacchiere e fino a quando non percepirò questa volontà di pace continuerò a pensare che dovrebbe esserci un pulsante “autodistruzione” per farla finita una volta per tutte!!

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  4. Ma c’è un punto priviilegiato d’osservazione? Non credo. Per motivi che non stò qui a spiegare, molto personali, tendo verso Israele, ma sicuramente non mi schiero per uno o l’altro, come non mi schiero per chi continua ad uccidere il “popolo”. perchè sono convinta che molti del “popolo” non vogliono le bombe sulla loro testa, sulla loro casa, sulla vita deo figli. Non è retorica è quello che io considero una verità, i popoli non hanno gli interessi di chi governa.
    Può essere un punto d’osservazione sbagliato il mio, ma nessuno mi può far cambiare idea, perchè le guerre portano solo odio e soldi, tanti soldi.
    L’odio tra chi subisce, soldi a chi comanda. Ovunque.

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    • Nessuno vuole le bombe sulla propria testa (ma tanto i capi di Hamas stanno belli al sicuro, o in bunker superattrezzati o addirittura altrove). Per il resto, è chiaro che è così, maledetti!

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