Lettera aperta a chi manifesta per la Palestina (di Sonia G.)

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Manifestare liberamente e pacificamente (e sottolineo pacificamente) è un Diritto di qualsiasi cittadino europeo. Come era ampiamente prevedibile e previsto al primo accenno di reazione israeliana il movimento pacivendolo si è scatenato un po’ in tutta Europa riempiendo le piazze per manifestare solidarietà verso i palestinesi “aggrediti dagli israeliani cattivi” e spesso (molto spesso) odio verso Israele più che solidarietà verso i palestinesi. Quello che noi vorremmo chiedervi è: ma sapete per chi o per cosa manifestate?

Dando per scontato che tra chi manifesta per la Palestina ci sia anche chi lo fa in buona fede, magari perché poco informato, quello che ci appare chiaro è che la maggioranza di coloro che dicono di volere il bene del popolo palestinese vogliano in affetti il bene di Hamas e di conseguenza la distruzione di Israele come da statuto del gruppo terrorista. Vorremmo quindi rivolgerci a coloro che tengono veramente ai palestinesi e non a sostenere un gruppo terrorista come Hamas, perché, cari amici, non è la stessa cosa.

Vi hanno detto che la guerra a Gaza è iniziata per iniziativa di Israele e/o per vendetta per l’uccisione di tre giovani ragazzi israeliani. Non è vero. La guerra a Gaza è iniziata perché da mesi i terroristi di Hamas e della Jihad Islamica lanciano decine e decine di missili contro la popolazione civile del sud di Israele. Non contro obbiettivi militari o contro depositi di armi israeliane, contro la popolazione civile. Dopo mesi in cui si è tentato di risolvere tutto con la calma è diventato impossibile per Israele non reagire (sottolineo reagire). E quando pochi giorni fa è stata proposta una tregua Israele l’ha accettata mentre Hamas, infischiandosene dei civili, l’ha rifiutata continuando a lanciare missili anche quando Israele aveva sospeso ogni attività. Anche durante la tregua umanitaria Hamas ha lanciato i suoi missili.

Vi dicono che a Gaza i civili muoiono mentre in Israele no. Ogni minuto vi tartassano con il conto dei morti palestinesi a causa “della aggressione israeliana” (la reazione di cui sopra). E’ vero, c’è una enorme disparità tra il numero dei morti a Gaza e quello in Israele, ma c’è un motivo preciso per questo, un motivo che gli amici di Hamas si guardano bene dal dirvi: Israele usa le armi per proteggere la sua popolazione, Hamas usa la sua popolazione per difendere le armi e se stesso. C’è una enorme differenza tra le due cose e questa differenza genera quella disparità su cui tanto battono gli amici di Hamas. Israele prima di bombardare avvisa i residenti di lasciare l’area, Hamas li costringe a rimanere. Vi diranno che li convincono, non ci credete, sono costretti perché ogni morto civile è una vittoria per Hamas (come disse qualche anno fa Khaled Meshaal). Il sangue di quei morti è tutto nelle mani di Hamas.

Vi dicono che Gaza vive da anni un vero e proprio assedio. Vi parlano delle terribili condizioni di vita in cui versano i palestinesi di Gaza. Ma non vi dicono che secondo il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat a Gaza ci sono almeno 600 milionari, che i boss di Hamas vivono nel lusso più sfrenato, che prima che l’Egitto chiudesse il valico di Rafah ogni giorno entravano a Gaza decine di macchine di lusso. E’ vero, queste cose non riguardano la maggioranza della popolazione ma riguardano Hamas, quello che voi state difendendo. Perché non vi parlano degli oltre 20 miliardi di dollari destinati dalla comunità internazionale a Gaza (fonti UE e FMI) ma dei quali si è persa ogni traccia? Chi li ha presi dato che i progetti a cui erano destinati (desalinatori, infrastrutture basilari come le fognature, centrali elettriche ecc. ecc.) non sono mai stati implementati? Perché non vi parlano del pizzo che Hamas pretende su tutto, compreso gli aiuti umanitari? E qualcuno vi ha mai detto che il 95% degli aiuti umanitari per Gaza arriva da Israele? Qualcuno vi ha detto che la centrale elettrica di Gaza funziona grazie al carburante fornito da Israele? E allora, chi tiene in ostaggio la Striscia di Gaza, Hamas oppure Israele?

Qualcuno vi ha mai detto che la Cisgiordania libera da Hamas cresce a livelli superiori a quelli di un qualsiasi paese occidentale nonostante la corruzione in seno alla ANP? Qualcuno vi ha detto che oltre 150.000 palestinesi della West Bank libera da Hamas lavora in Israele? Qualcuno vi ha mai detto che ogni anno oltre 180.000 palestinesi vengono curati gratuitamente in Israele? Se la Cisgiordania libera da Hamas ha tutte queste possibilità, perché Gaza non può averle? Ve lo domandate mai?

Cari amici che manifestate per i palestinesi, lo fate veramente per loro oppure manifestate a favore di Hamas? Lo fate perché credete che un giorno ci possa e ci debba essere pace, due popoli in due Stati, oppure lo fate perché odiate Israele e lo vorreste vedere cancellato dalle mappe? Se manifestate per i palestinesi allora iniziate a chiedere loro di liberarsi di Hamas, la base di tutti i loro problemi. Se invece manifestate per Hamas non andate in giro a dire che lo fate per i palestinesi perché state sostenendo il peggior nemico della Palestina e dei palestinesi.

Scritto da Sonia G.

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11 thoughts on “Lettera aperta a chi manifesta per la Palestina (di Sonia G.)

  1. Se chi manifesta a favore dei palestinesi, automaticamente manifesta a favore di Hamas, ti si potrà accusare di difendere quella parte di esercito israeliano che spara sui civili, quelli che hanno protetto i massacri tipo Sabra e Chatila, gli Sharon e via discorrendo.
    Sicura che sia un buon meccanismo quello che hai innescato?

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    • Caro pop, mi sono accorta solo ora che il tuo intervento era andata in spam (non per colpa mia!). Io censuro eventuali commenti di insulti, vuoti di contenuto, ma non interventi come il tuo. Questa lettera non l’ho scritta io e, lo dico anche per il futuro, quando io pubblico pezzi altrui è per sottoporli alla vostra attenzione, ma questo non significa che io ne condivida il contenuto al 100%. Che sia questo il caso o no non importa, sicuramente penso che quello che stanno facendo i propal non giovi alla causa palestinese, o quantomeno non giovi alla vita quotidiana della povera gente palestinese, quella che la guerra non la vuole, e vorrebbe semplicemente poter vivere una vita serena e dignitosa. Ora, se Renzi si mettesse a bombardare, che so io, la Svizzera, questa tentasse solo di difendersi senza contrattaccare, e poi dopo dieci e più anni reagisse bombardando l’Italia io, per quanto innocente, per quanto vittima di un conflitto che sento non appartenermi, non mi sentirei di giudicare la Svizzera, ma andiamo oltre: che l’esercito israeliano spari sui civili non mi risulta anzi, si mette pure a curare i terroristi feriti sul campo nei propri ospedali ( 😯 ), e al momento ha anche allestito degli ospedali da campo, in cui TUTTI i feriti vengono curati.

      Tornando a Sabra e Chatila, ti ricordo che la colpa d’Israele non fu della strage, ma di omissione nel controllo, tant’è che ci fu anche chi pensò che la strage fosse stata fatta in quel momento proprio per incastrare Sharon. Le responsabilità diretta del massacro fu dei falangisti cristiano libanesi, cionondimeno Sharon fu processato, ritenuto responsabile e rimosso dall’incarico da Israele – che in nulla si sottrasse alla propria responsabilità, seppure indiretta.

      Considerando che non intendevo innescare meccanismi, convinta però che, quando ci si mette, anche un buongiorno può causare una spirale (secondo me sono la maggioranza le persone che, quando discutono, anziché attenersi al fatto contingente ripartono da Adamo ed Eva!), credo che se dovessi veder partire della polemica sterile che si avviluppa su se stessa ricorrerei alla moderazione (non pubblicazione) degli interventi senza pormi troppi problemi.

      Grazie del passaggio!

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    • Prego, non c’è di che. Domani pubblicherò un brevi riassunto di tutta la situazione mediorientale (non scritto da me, non ne sarei in grado).

      Ti invito a leggerla, magari piano piano il quadro – complesso! – si chiarisce.

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  2. Carissima, sei stata chiarissima, sebbene, per quanto mi riguarda, tutto mi fosse già ben chiaro nei termini da te esposti. Ieri ho apprezzato un servizio per la rai dell’inviata Marilù Lucrezio, che ha sottolineato alcune delle cose che ci hai ricordato tu, in particolare dei manifesti lanciati e delle telefonate di avviso ai civili di Gaza prima di effettuare le incursioni aeree su obiettivi individuati.
    Quello che si mobilita in queste circostanze è ormai diventato un pacifismo privo di credibilità, perché è del tutto evidente come sia solo una manovra di disinformazione ed una presa di posizione sempre e solo a senso unico, ieri come oggi, con la differenza che forse oggi poco vien badato!
    Un abbraccio grande, speriamo comunque in tempi migliori, ciao!

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    • Caro Sergio, so che anche alcuni giornalisti si stanno “svegliando” e incominciano a vedere le cose per quelle che sono, ma non ancora a sufficienza!

      Grazie della tua presenza e della tua amicizia, un abbraccio!

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  3. Il fatto è che l’antisemitismo è duro a morire e con esso le leggende sugli ebrei che tengono in pugno il mondo… e invece di difendere (almeno a parole) l’unico pezzo di Occidente nel Medio Oriente sembra si faccia di tutto per rovinarlo… Saluti e ogni bene

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    • Mi dicono che sottovaluto l’antisemitismo: non è vero, potrei io ignorare ciò a cui porta l’antisemitis mo? Però io continuo ad attribuirlo alla stupidità umana, più che alla crudeltà. Se senti le argomentazioni degli antisemiti, sono un delirio di idiozia e leggende metropolitane, che dovrei valutare?

      Non credo di sottovalutarli considerandoli idioti, non ho mai pensato che non fossero pericolosi, un pericolo quasi impossibile da contrastare, ma proprio perché non esiste buon senso, argomentazioni, ragione…

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    • Sì, sono stata sul tuo blog, e ho realizzato che non potevi essere lui… poi ho pure improvvisamente ricordato di conoscere un altro ivano f, ma mi sa che non sei neanche lui… 😉

      Ad ogni modo bemvenuto! 🙂

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