La coerenza sulla pelle altrui (ancora Gaza)

Sacca sangue per trasfusione

Purtroppo in questo momento non riesco a parlarvi d’altro.

Leggo con sgomento il rifiuto da parte dell’autorità palestinese degli aiuti umanitari da parte del Magen David Adom (il corrispettivo della Croce Rossa), in particolare del sangue per le trasfusioni. Ho pensato: “Beh, almeno sono coerenti nel loro odio cieco, più coerenti di quelli che si fanno curare negli ospedali israeliani e poi tornano a casa loro continuando a innneggiare alla distruzione di Israele”.

Poi ho pensato che l’aiuto lo stanno rifiutando per la popolazione civile, la povera gente ammassata negli ospedali e che qualcuno sta decidendo che deve morire rifiutando sdegnosamente l’aiuto offerto dal nemico sionista, mentre loro, i “capi” palestinesi, come si sbrigano a portarli i loro cari a farsi curare negli ospedali israeliani!

Spiaggia deserta

Ancora, ieri è stata postata una foto della spiaggia di Tel Aviv deserta. Nessuno manda i bambini a giocare in spiaggia in piena guerra, sotto la pioggia di missili. Dall’altra parte, i bambini palestinesi morti mentre giocavano in spiaggia spezzano il cuore a tutto il mondo, me compresa, ma voi genitori non ve li sareste tenuti stretti, come stanno facendo i genitori israeliani?

Vi riporto un articolo di Fiamma Nirestein, solo per avere materiale su cui riflettere anche dall’altra campana, sul perché sul fronte israeliano ci sono meno vittime, e non reagire solo di pancia alla propaganda mediatica propal:

 

La pena più grande, in questa guerra, è quella dell’ incomprensibile impossibilità del mondo di rendersi conto di quello che sta accadendo qui. I giornalisti e l’opinione pubblica che si sentono virtuosi quando denunciano la morte di alcuni bambini palestinesi, ignorano completamente le ragioni per cui questo accade, ragioni penose per Israele ma anche e soprattutto per i palestinesi. Prima di tutto la prima cosa evidente è che c’è una sottintesa disapprovazione per il fatto che i bambini israeliani, invece, non muoiono, a fronte della perdita invece di bambini dell’altra parte.

Il punto è tuttavia che anche se i bambini israeliani, al contrario di quelli palestinesi, sono l’oggetto dell’attacco spietato dei missili che a migliaia piovono su Israele, essi sono il tesoro di Israele che se ne prende una cura infinita, che li difende con rifugi, sorveglianza continua, orari prestabiliti di uscita, sistemi di difesa. Già due asili israeliani sono stati completamente distrutti, ma i bambini non erano in classe perchè il pericolo per i bambini è la prima preoccupazione di Israele, e le scuole il primo oggetto di attenzione.

Invece per Hamas è il contrario: si è avuta notizia di una denuncia dell’UNRWA (meglio tardi che mai) del fatto che la sua scuola era stata trasformata in un deposito di missili. L’UNRWA l’ha denunciato, ma certo le scuole comunali o statali o quelle dei privati di Gaza non lo possono fare, hanno paura dei terroristi di Hamas: sono loro che danno gli ordini, e quindi sono moltissime le istituzioni, le case, le scuole, le moschee che Hamas ha trasformato in depositi di armi. E spesso quelle armi stanno per essere lanciate e quindi devono essere fermate, o altre volte non si individuano le presenze di civili che potrebbero far richiamare indietro un’operazione militare.

Purtroppo le rampe missilistiche, i proiettili, le strutture militari di Hamas sono sparse PROPRIO in mezzo ai bambini, i bambini sono il loro scudo, anche il tragico missile che ha colpito quattro bambini che giocavano sulla spiaggia era diretto verso una struttura militare, forse una rampa di lancio pronta a lanciare il suo messaggio di morte su Israele. Israele deve continuamente distruggere strutture che stanno in mezzo alla gente, perchè esse stanno per sparare le migliaia di missili che ci fanno correre tutti continuamente nei rifugi, e che sono state appositamente nascoste fra i bambini.

E’ un dolore senza fine vedere la società di Gaza costretta a subire queste perdite, ma è il diritto alla vita stessa che impone l’operazione in corso. Se si pensa che sono stati distrutti per ora circa 2000 obiettivi militari sparsi fra la gente, si capisce quanto sia difficile difendere oltre ai nostri bambini, anche i loro. Vorrei tanto che la gente di Gaza lo facesse, in sfida a Hamas

Fiamma Nirenstein

Ho letto or ora su fb che l’ONU ha restituito ad Hamas i venti missili trovati nella scuola: siccome non riesco a crederci, sono andata su google a cercare e in effetti non ho trovato nulla (ancora), ma viene ribadito l’orrore del deposito di bombe in una scuola con la conseguente esposizione a una carneficina della popolazione inerme.

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