Sul conflitto Gaza Israele, una madre

Israeliani e palestinesi cenano insieme

Copio queste parole dalla bacheca di Angelica Livn, per sua precisa richiesta di condividere il più possibile, anche se mi è venuto il dubbio e devo ancora verificare se è lei a scrivere o altra madre israeliana.

Ricordo che Angelica è un’italiana che vive da oltre quarant’anni in Israele e che  da sempre si batte per la pace, portando avanti progetti – per esempio di teatro – che vedono lavorare insieme ragazzi palestinesi, israeliani, drusi, cristiani etc.

Questa la lettera:

Non abbiamo nessun motivo per sparare su Gaza
Non abbiamo nessuna voglia di mettere in pericolo le nostre famiglie
Non ne possiamo piu’ di sirene, di ansia, di immagini terribili di dolore e paura.
Il mondo deve capire che Hamas e’ un’organizzazione terrorista che sta’ usando la sua povera gente per mettere in atto l’odio verso Israele e la sua distruzione!!!!!
Israele non e’ il problema del Medio Oriente.
Noi siamo ostaggi insieme alla povera gente di Gaza delle faide tra Sunniti e Sciiti, tra Siria e Iran per i predominio su questo soffio di terra!
Finche’ uomini di pensiero, cantanti, pacifisti, personaggi famosi, politici continueranno ad accusare Israele, le organizzazioni terroristiche continueranno ad usare i loro bambini e le le loro donne come scudi umani convincendoli del valore della morte come martirio ultimativo.
Vogliamo vivere in pace, in collaborazione con i nostri vicini. Siamo pronti a dare tutto pur di smettere questo scempio.
Basta tunnel scavati sulle spalle dei civili di Gaza e riempiti di arsenali di armi per distruggere Israele!
Basta sfruttamento di donne e bambini da vivi e da morti
Basta cecita’ del mondo che non riesce a vedere!
Se sparassero tutti i giorni da Frascati su Roma, distruggendo case e creando il panico,
Se sparassero da Fiesole su Firenze
Se sparassero su Parigi, su New York o Amburgo…dareste il diritto di difendersi?
Non e’ un video gioco
Non e’ un film di Tarantino
Se qualcuno ha la possibilita’ di mettere al servizio dell’umanita’ la sua fama che parli
Per questi due popoli vittime del terrorismo!!!!!!

Edna Angelica Calò Livne, una madre di Israele

 

Tanto anche a integrazione della mia risposta all’intervento di Sys.

PS: se volete conforto per le nostre speranze di pace, leggete qui.

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9 thoughts on “Sul conflitto Gaza Israele, una madre

  1. Le vittime civili sono la tragedia di ogni guerra, la ferita sanguinante, a cui il cuore si ribella, ma questo non deve farci equivocare sul giusto o sbagliato.
    La voce di Israele c’é, il cuore di Israele batte, Israele si interroga e combatte, anche su internet, in collegamento con la manifestazione di Roma.
    Am Israel chai!

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    • Se gli americani non avessero bombardato l’Italia, forse questa sarebbe ancora oggi sotto il giogo nazista, saremmo un popolo di schiavi, o quantomeno sudditi di una dittatura.

      Israele è uno deii paesei più democratici e più evoluto al mondo, uno dei più etici e, con buona fede di tutti, pure tra i più pacifici (e brama la pace proprio perché conosce la guerra, e non ne può più!).

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  2. ♥appunto cara, Israele e tutto quello … che fa paura agli altri! Da quando esiste il mondo, sono sempre stati martoriati, perseguiti … ma sono forti, intelligenti, e come dici DEMOCRATICI! … e questo che rode che fa paura gli altri!♥ ma Israele vince sempre … sempre rialzato e continuerà …

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  3. Che aggiungere alle parole chiare e accorate di quella donna!
    Personalmente non ho mai avuto dubbi sul ruolo delle parti e non capisco a chi possa giovare a continuare a non capire e così non contribuire a ristabilire una situazione di pace GIUSTA!
    Non so se la prevalenza finale data dalle armi sia il modo migliore, però capisco che non si può sempre subire, sia come conseguenza di attacchi armati, sia come opinione pubblica spesso priva di obiettività, o meglio, indirizzata verso falsi pietismi, perché i terroristi non meritano certo pietà!
    Un abbraccio amica carissima, vorrei comprendere in ciò anche quella madre!

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    • Grazie Sergio! Io spero che la situazione si risolva presto, ma se dovessi dirti che sono ottimista, mentirei. Cioè, Israele potrebbe pure portare a casa una vittoria, e persino un periodo di tranquillità, ma sempre a termine e sempre troppo breve.

      Finché non cambierà la mentalità di chi inneggia alla morte, di chi si propone la distruzione dell’altro, di madri che sfornano figli non per farli vivere ed essere felici, ma solo perché siano martiri (il che porterà loro un sacco di soldi da parte dello stato, i vitalizi dati alle famiglie dei martiri spesso risolvono la loro esistenza!), non potrà esserci pace duratura.

      A meno che… dopo avere assaggiato la pace, non siano meno disposti a rinunciarvi: we hope so!

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